Il dito del boss che ferma la processione di San Catello, patrono di Castellammare di Stabia. La statua del patrano che fa una breve sosta a pochi metri dalla casa di Renato Raffone, conosciuto come "Battifreddo", condannato per affiliazione al clan D’Alessandro.Il tutto è avvenuto mentre la rappresentanza del clero, che precedeva la statua, proseguiva verso il centro storico. L’arcivescovo di Sorrento-Castellammare, monsignor Felice Cece, non si è accorto di quanto stava accadendo.
L'episodio si è ripetuto e il sindaco ha ritirato, come fece l'anno scorso, il Gonfalone del Municipio e si è tolto la fascia tricolore per uscire dalla processione. Raffone, dal suo balcone di casa, lanciava intanto invettive contro le autorità che hanno seguito il sindaco. Poco dopo, nella sede del Comune, Bobbio ha mostrato ai giornalisti un video, consegnato anche alla polizia, per spiegare il suo gesto.
"Poiché ho individuato in alcuni portatori la responsabilità
dell’accaduto, restare sarebbe stato come mettermi al loro seguito.
Nessuna intenzione di mancare di rispetto al Santo o al
Vescovo, che stimo profondamente. Gli chiederò al più presto un
incontro perché si possa insieme risolvere il problema e affinché mai
più accadano queste cose", ha dichiarato il sindaco. Che poi ha aggiunto: "Sono uscito dalla processione portando via il gonfalone del Municipio e togliendo la fascia tricolore e le autorità presenti mi hanno seguiti, perché non era possibile tollerare quello che è accaduto. Ma non c’è nessuna lite con il vescovo, che, anzi, stimo e apprezzo per come ha organizzato la processione del santo patrono".