Dal 2009 Sellia racconta il Comprensorio offre un piccolo spazio di informazione tutto in modo totalmente gratuito senza un minimo di pubblicità animato solo dall'amore verso il nostro stupendo territorio.Oltre il 70% dei servizi sono inviati dai vari lettori, amministratori, enti, associazioni ecc...Solo nel mese di luglio 2017 il blog ha totalizzato ben 74.720 contatti ( fonte Google) il tutto da fastidio a chi spinto dall'invidia o da rancori per qualche servizio pubblicato che li da fastidio fa di tutto per bloccarci Ma il blog non si ferma forte del crescente consenso forte della vostra stima Grazie!

venerdì 22 settembre 2017

Allarme uova contaminate scoperte in una azienda del catanzarese.Secondo Asp rischio grave per la salute dei consumatori per pericolo di tossicità acuta da Fipronil”

Uova contaminate al Finopril, dunque pericolose per la salute, sono state scoperte durante un controllo ufficiale effettuato dal servizio veterinario di Lamezia Terme dell’Asp di Catanzaro, diretto dal dottore Giuseppe Caparello.

Il prodotto riporta il nome commerciale di “Uova Fresche Cat. A” del marchio Uova Rosse dell’Azienda Agricola Tomaino Rosina di Serrastretta. Il lotto di produzione ha invece il codice 3IT129CZ079 e marchio di identificazione dello stabilimento IT 079047.
Da quanto riferisce la stessa Asp il motivo del richiamo è appunto il “rischio grave per la salute dei consumatori per pericolo di tossicità acuta da Fipronil”avendo registrato un superamento della dose acuta di riferimento di 0.72 mg/kg.
Dall’azienda sanitaria provinciale avvertono che le uova non devono essere consumate ma consegnate ai Servizi veterinari delle Asp competenti per territorio.
Sono 15 i Paesi europei che hanno ricevuto partite di uova contaminate con il Fipronil provenienti dal Belgio e dall'Olanda, un insetticida che l'Oms ha classificato come "moderatamente tossico" per l'uomo e il cui utilizzo è vietato in tutta l'Unione Europea sugli animali destinati all'alimentazione.
Si tratta di un insetticida che agisce contro pulci, zecche e parassiti spesso presenti nel pollame creando problemi al sistema nervoso dell'insetto che deve colpire. Ha un effetto ritardato: l'insetto, cioè, non muore subito ma resta in vita e va a contaminare la colonia di insetti da cui proviene, è una delle ragioni per cui il Fipronil è efficace.
Ad oggi non ci sono stati né morti né persone ricoverate in ospedale per il consumo di uova al Fipronil. Se si mangia un prodotto contaminato non succede nulla. Quello che può provocare effetti più gravi è il consumo continuativo di uova e prodotti derivati (come dolci, creme, pasta all'uovo, mayonese o carbonaraper circa una settimana o dieci giorni.
Negli uomini non c'è rischio di morte ma i sintomi, come ad esempio sonnolenza e reattività ridotta, non compaiono subito, possono passare alcune ore ma anche giorni, dipende dalle quantità ingerite e dal soggetto che le ingerisce.
Chi rischia di più sono i......

giovedì 21 settembre 2017

A Zagarise i controllori sono i controllati.Lo strano caso del vicesindaco e della consigliera ammessi ai tirocini per le politiche sul lavoro. Secondo il "Tuel" i ruoli sono incompatibili, ma per la Regione no.

Zagarise, dove i controllori sono i controllati

Lo strano caso del vicesindaco e della consigliera ammessi ai tirocini per le politiche sul lavoro. Secondo il Tuel i ruoli sono incompatibili, ma per la Regione la procedura è regolare. E il primo cittadino Gallelli (fedelissimo di Oliverio) ringrazia 

Amministratori e, contemporaneamente, dipendenti dello stesso Comune. È possibile? Non secondo il Tuel, ma è quanto succede a Zagarise, nella Sila Piccola catanzarese, dove un assessore e una consigliera di maggioranza sono stati ammessi ai tirocini lavorativi destinati ai percettori di mobilità in deroga esclusi dal beneficio diretto dell’indennità. Si tratta del vicesindaco Giuseppe Dardano e della delegata alla Cultura Francesca Tobruk, entrambi esponenti di spicco della coalizione che sostiene Domenico Gallelli, il sindaco e fedelissimo del governatore Oliverio diventato “famoso” per essere riuscito a farsi nominare responsabile amministrativo della struttura speciale dell’assessorato regionale Urbanistica, soprattutto grazie a un curriculum nel quale veniva specificata una delle sue principali competenze: mandare le mail («uso abituale del computer e di internet e della posta elettronica»).   
IL TUEL Il Testo unico degli enti locali stabilisce che una stessa persona non possa essere contemporaneamente amministratore e dipendente di uno stesso ente. Il controllore, dunque, non può essere il controllato. L’incompatibilità è evidente soprattutto nel caso di Dardano e, più in generale, del vicesindaco di un Comune che, in assenza del primo cittadino, ne riveste le funzioni.
IL BANDO L’amministrazione di Zagarise, in carica dal 2014, lo scorso febbraio ha partecipato al bando, pubblicato dal dipartimento Sviluppo economico, destinato alla politica attiva per il lavoro a favore dei percettori di mobilità in deroga. Il Comune è stato poi ammesso a un contributo di 72mila euro per l’attuazione dei progetti e, in particolare, per l’attivazione di 15 tirocini destinati ai disoccupati. È a questo punto che le procedure di controllo si inceppano. L’elenco dei partecipanti viene infatti trasmesso al Centro per l’impiego di Catanzaro e in Regione Calabria (dove Gallelli è, praticamente, di casa): il Cpi “boccia” 4 candidati, la Cittadella 3; ma né Dardano né Tobruk finiscono nell’elenco degli esclusi.
I TIROCINI Il finanziamento dei tirocini da parte della Regione prevede una indennità di 800 euro per ciascun lavoratore, una durata massima di 6 mesi (20 ore settimanali) e un contributo che, comunque, non può superare i 4.800 euro. Gli oneri assicurativi obbligatori (Inail e Rct), invece, sono a carico totale del Comune beneficiario. 
Quanto alle mansioni, tocca agli enti locali individuarle in seguito alla valutazione dei vari curriculum. Qui sta l’ennesima stranezza: mentre tutti gli altri tirocinanti di Zagarise sono impegnati in attività di manutenzione o di assistenza agli anziani, pare che il vicesindaco Dardano e la consigliera Tobruk abbiano ottenuto l’autorizzazione a svolgere la loro attività all’interno degli uffici del municipio, causando un effetto straniante tra i cittadini che usufruiscono dei servizi comunali: quelli davanti a loro saranno gli amministratori o gli amministrati?
A seguire la replica del vicesindaco Giuseppe Dardano..........

mercoledì 20 settembre 2017

Sorpreso mentre appiccava incendi aveva con se un accendino e grammi di droga arrestato in flagranza di reato ma dopo 2 giorni viene rimesso in libertà

Sorpreso ad incendiare cumuli d’erba, dopo l’arresto torna in libertà


È stato arrestato e poi rimesso in libertà. Questa la sentenza emessa oggi nei confronti di un presunto piromane, G.R., di Santa Caterina sullo Jonio, sorpreso lo scorso 17 settembre dai Forestali di Davoli, ad appiccare fuoco a sei cumuli di erba secca in località Lonzo.
Domenica scorsa, i Carabinieri, attirati da una nube di fumo durante una normale attività di controllo del territorio, hanno sorpreso l'uomo nel tentativo di propagare le fiamme verso un querceto attiguo. Per estinguere l'incendio è stata utilizzata un’autobotte del servizio antincendi della Regione Calabria.
All'uomo è stato sequestrato un accendino, usato per provocare il rogo, e anche alcuni grammi distupefacente ad uso personale.
Il presunto incendiario era stato arrestato in.............

martedì 19 settembre 2017

Positivo che tre Comuni come Sellia, Sersale e Taverna ( sperando che si aggrega anche Magisano)abbiano deciso di avviare l'iniziativa del biglietto unico integrato. Ma prima di parlare di Musei, Riserve Naturali e Borghi Avventura dobbiamo parlare di collegamenti spesso molto precari da raggiungere specie in alcuni periodi dell'anno.


Attrazione turistica della Presila catanzarese, sogno o realtà? Breve vademecum sulla creazione di possibilità di sviluppo turistico nelle nostre zone. 

È bello a volte leggere notizie come quella pubblicata qualche giorno fa su questo blog riguardante la “Grotta Rosa” di Magisano ed il considerevole numero di turisti che si è recata a visitarla. Ovviamente però, non bisogna dimenticare tutto ciò che di negativo vi è , e sopratutto il cosa si potrebbe ancora fare per migliorare sempre di più.
Trovo positivo che tre Comuni come Sellia, Sersale e Taverna abbiano deciso di avviare l'iniziativa del biglietto unico integrato che consentirà ai tanti turisti di potersi spostare da un luogo all'altro per poter godere delle bellezze che la Presila ha da offrire. A tal proposito però mi chiedo, cosa fanno gli altri sindaci della Presila? Per rilanciare il nostro territorio sarebbe utile che ognuno facesse la sua parte ecco perché da giovane studente vorrei avanzare una proposta, non per da sfogo al mio ego ma nella speranza che già i nostri amministratori abbiano pensato a qualcosa di simile.
Come prima cosa, penso sia inutile parlare di Musei, Riserve Naturali e Borghi Avventura se poi è impossibile raggiungerli specie in alcuni periodi dell'anno. Come prima cosa quindi si dovrebbero dotare questi nostri paesini di collegamenti viari che non caschino con le prime pioggie. Dopodichè ci vorrebbe manutenzione su tutte le strade e non mi riferisco ad un veloce taglio d'erba fatto alla meno peggio ma ad una pulizia accurata, molte arterie andrebbero ripulite dai cumuli di rifiuti che degli incivili hanno pensato di abbandonare lungo gli argini della carreggiata. Non partendo da ciò, ossia da un qualcosa che rappresenta la base di ogni progetto simile, come si può pensare di far arrivare sempre più turisti ed essere sempre maggiormente attrattivi?
Inoltre, si sa, la Calabria ha molto da offrire (sembra essere il mantra del Secolo) ma pecca in organizzazione e quindi per essere più competitivi e più organizzati perché non pensare a strategie che vedano la creazione di “operatori turistici” locali che oltre a poter dare possibilità di lavoro a parecchi giovani universitari e/o liceali (penso si possa in qualche modo approfittare dell'alternanza scuola lavoro e/o della possibilità di stage e tirocini) possano anche creare pacchetti turistici ad hoc per visitare le nostre zone e seguire i turisti dall'inizio alla fine del loro viaggio; sinergia tra i vari enti senza dimenticare nessuno, ripeto, lodevole l'iniziativa cui accennavo prima ma bisogna coinvolgere tutti i Comuni e portare all'interno di questo pacchetto tutte le attrazioni turistiche presenti, come Parco Nazionale della Sila, Grotta Rosa, il Parco avventura “Orme nel Parco”, il Museo dell'olio di Zagarise, la “Casa-Museo” di Vincolise, le Valli Cupe di Sersale (l'elenco ovviamente non è esaustivo e potrebbe comprendere territori geograficamente confinanti ai nostri anche se appartenenti ad altre province) oltre che le Chiese, i luoghi di culto e tutto ciò che di artistico e storico vi è in ognuno dei nostri paesi. Non è ammissibile che i turisti passino da alcune zone e ad accoglierli ci sia solo il “rotolacampo” dei film western e tutto sia chiuso e noioso; creazione di apposite ed attrezzate aree camping e pic-nic, qualche anno fa nella Sila Piccola era attivo e largamente frequentato il “camping Racise” oggi inesorabilemte abbandonato al suo destino. Per ultimo, e ciò potrebbe sembrare (forse lo è) irrealizzabile, bisognerebbe creare una struttura dirigenziale che possa gestire in modo unico tutto il bendidio che abbiamo da offrire.
Probabilmente, quest'ultimo punto a qualcuno farà accapponare la pelle al solo pensiero di avere un'altra struttura, altri dipendenti, altri fannulloni, altro “magna magna”, ovviamente visto come funzionano le cose da noi non avrebbe torto, ma per essere forti e poter far bene il molto che vi è da fare, l'unione dovrebbe essere oltre che reale anche unitariamente guidata. Non è ammissibile pensare che vi sia un Comune capace di spendere tot € (anche attraverso i vari bandi di gara e la bravura dei suoi funzionari) ed un altro capace di spenderli male o di non spenderli proprio. Tale struttura potrebbe essere composta da un Consiglio (nel quale far entrare i sindaci dei luoghi interessati, oltre che i vari portatori d'interesse) ed un Direttivo guidato da un Sovrintende che abbia competenza, passione e che magari possa....................

lunedì 18 settembre 2017

Con 10.738 incendi la Calabria sale ai primi posti in Italia con numeri da record durante l'estate 2017.

Inchiesta sugli incendi (5)
Sono stati oltre 96mila, da metà giugno al 13 settembre, gli interventi dei Vigili del fuoco per gli incendi boschivi e di vegetazione. Un dato quasi doppio rispetto, ad esempio, a quello relativo al 2016, in cui gli interventi furono 53mila. Impegnata in questo periodo anche la flotta aerea, composta da 16 Canadair e 10 elicotteri, con 4.550 missioni, 9.395 ore di volo e 46.470 lanci.

La mappa geografica degli incendi vede al primo posto il Lazio, dove i Vigili del fuoco hanno effettuato 15.843 interventi. Poi, la Sicilia con 15.059 interventi, la Campania con 14.048, la Puglia con 13.551 e la Calabria con 10.738.Roma è stata la provincia che ha registrato il maggior numero di interventi, in particolare, per lo spegnimento dell’incendio nella pineta di Castel Fusano.
Situazioni molto critiche sono state registrate anche alle pendici del Vesuvio nei comuni di Ercolano, Torre del Greco e Pozzuoli dove i vigili del fuoco hanno operato per diversi giorni con squadre a terra e mezzi aerei.
In Puglia, le maggiori difficoltà di intervento sono state riscontrate sulle isole Tremiti (FG), ed in particolare nei boschi di San Domino, dove i vigili del fuoco di Foggia hanno operato in collaborazione ad unità e mezzi VVF provenienti da Campobasso, Pesaro ed Ancona.
Grandi criticità sono state registrate, poi, anche in in Abruzzo, specie nell’aquilano. Dal 20 agosto diversi incendi hanno interessato le montagne del Morrone, il massiccio della Majella che sovrasta il comune abruzzese di Sulmona, in provincia de L’Aquila, e le frazioni di Fonte D’Amore, Bagnaturo, Badia e Le Marane.
La lotta agli incendi è............

sabato 16 settembre 2017

Il Catanzarese nella mani dei clan mafiosi del Crotonese.Rinvio a giudizio per 62 (residenti tra Cutro, Sellia Marina, Cropani, Sersale ) indagati per associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione e violazioni

Associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione, violazioni in materia di armi, illecita concorrenza con violenza o minaccia, esercizio abusivo del credito, intestazione fittizia di beni. 
Sono le ipotesi di accusa rispetto alla quali la Procura distrettuale di Catanzaro ha chiesto i rinvio a giudizio per 62 indagati, coinvolti nell’operazione antimafia “ Borderland”, considerati sodali e affiliati alla famiglia Trapasso, egemone sul vasto territorio costiero a cavallo tra le provincie di Catanzaro e Crotone, e alla ‘ndrina collegata dei Tropea. Si tratta di Giovanni Trapasso, 60 anni di Cutro; Vincenzo Trapasso, detto “cecè”, 66 anni, di Cutro; Leonardo Trapasso, di Cutro 49 anni; Tommaso Trapasso, 39 anni, di Cutro; Giuseppe Trapasso, 30 anni, residente a Botricello; Gregorio Aiello, 42 anni, di Cutro; Salvatore Aiello, 47 anni, di Cutro; Antonio Bianco, 40 anni, residente a Parma; Vito Borelli, 41 anni, residente a Sellia, Raffaele Bubbo, 48 anni, di Petronà; Pierpaolo Caloiro, 38 anni, di Cutro; Gianluca Colosimo, 32 anni, residente a Sersale; Giovanni Colosimo, 32 anni residente a Cropani; Massimo Colosimo, 39 anni, residente a Parma; Alex Correale, 24 anni, residente a Cropani; Alessandro Cosco, 24 anni, residente a Cropani; Stefano Roberto Cosco, 41 anni, residente a Cropani; Maurizio De Fazio, 48 anni, di Cropani; Domenico Esposito, 39 anni, residente a Cropani; Rosetta Esposito, 41 anni, residente a Cropani; Rosario Falsetti, 50 anni, residente a Reggio Emilia; Francesco Greco, detto “Raffaele, 54 anni, di Cropani; Luigi Greco, 64 anni, di Cropani; Klodian Hymeti, 35 anni, residente Cropani; Giuseppe Graziano Macrì, 38 anni, residente a Cropani; Salvatore Macrì, 50 anni, di Cropani; Antonio Mancuso detto “Capitano”, 36 anni, residente a Cropani; Giuseppe Mancuso, detto “Capitano”, 29 anni, residente a Cropani; Eliseo Mercurio, 44 anni, residente a Cropani; Vincenzo Niutta, 50 anni, residente a Botricello; Gianfranco Palaia, 41 anni, residente a Cropani; Giuseppe Palaia, 47 anni, residente a Cropani; Giuseppe Quintino, 39 anni, residente a Cropani; Rolando Russo, 33 anni, residente a Sellia Marina; Francesco Talarico, detto “zio Franco”, 61 anni, residente a Cropani; Giovanni Battista Talarico, 42 anni, residente a Sellia Marina; Pasquale Talarico, 49 anni, residente a Cropani; Vincenzo Talarico, detto “Gagumidda”, 65 anni di Sersale; Antonio Taverna, detto “bombolo” o “bombolino”, 28 anni, residente a Cutro; Carmine Taverna, 57 anni, di Cutro; Carmine Tropea, 31 anni, residente a Cropani; Francesco Tropea, 32 anni, residente a Cropani; Giuseppe Tropea, 50 anni, di Cropani; Renzo Tropea, 33 anni residente a Cropani; Vincenzo Tropea, 45 anni, di Cropani; Antonio Viscomi, detto “chitarra”, 39 anni, residente a Cutro; Massimo Zofrea, 47 anni, di Catanzaro; Salvatore Stanizzi, 33 anni, residente a Cropani; Carmine Falbo, 59 anni, residente a Cropani; Gino Talarico, 27 anni, residente a Botricello; Antonio Gallo, 37 anni, residente a Sellia Marina; Emanuele Carcea Valenti, 32 anni, di Roccabernarda; Domenico Iaquinta, 35 anni, di Crotone; Domenico Falcone, 53 anni, di Cutro; Salvatore Scandale, 37 anni, residente a Cutro; Filomena Muto, 71 anni, di Cutro; Riadh Ben Salah, 45 anni, Tunisia; Monica Pezzano, 46 anni, di Catanzaro; Rinaldo Dolce, 50 anni di Cutro; Giuseppe Gareri, 28 anni, residente a Legnano; Vincenzo Lucente, 54 anni, di Crotone; Antonio Maiolo, 61 anni, di Isola Capo Rizzuto.
I due sodalizie i legami con il clan Grande Aracri. L’attività d’indagine, avrebbe consentito di svelare l’esistenza di due distinti sodalizi mafiosi, quello dei Trapasso di San Leonardo di Cutro (Kr) e quello dei Tropea- Talarico di Cropani Marina (CZ). La cosca di ‘ndrangheta dei Trapasso, capeggiata dal cinquantottenne Giovanni e dai figli Leonardo, detto Nana’ e Tommaso, avrebbe rivestito un ruolo di vertice nel panorama delle consorterie mafiose dell’area, operando in stretta connessione con le omologhe compagini dei Grande Aracri di Cutro, dei Farao-Marincola di Cirò Marina, dei Bubbo di Petronà, dei Ferrazzo di Mesoraca, vantando solidi rapporti con le più influenti cosche della regione. Le indagini, inoltre, avrebbero consentito di dimostrare l’ascesa criminale del clan mafioso facente capo a Giuseppe Tropea e allo zio Francesco Talarico, inizialmente assoldati come “manovalanza” dal clan Trapasso, avrebbero col tempo conquistato una propria autonomia nel territorio di Cropani Marina, con attività usuraie, senza l’obbligo di rendicontare alla cosca “madre” di San Leonardo. Il potente sodalizio cutrese, invece, avrebbe imposto la sua lunga manus attraverso una fitta rete di fiancheggiatori e favoreggiatori, appartenenti sia al mondo imprenditoriale che a quello delle istituzioni.
Il condizionamento sul voto. Un’inchiesta che ha consentito di registrare il condizionamento del voto amministrativo del maggio 2014 nel Comune di Cropani, nel Catanzarese, finalizzato alla...................

mercoledì 13 settembre 2017

Convenzione Comune di Sersale-Legambiente.Elezione del Presidente del Consiglio Comunale 2 importanti decisioni durante l'ultimo consiglio comunale

Il consiglio del 9 settembre ha impegnato i consiglieri nell'adozione di due importanti scelte. Qui di seguito pubblichiamo la diretta dei lavori:

  • Convenzione Comune di Sersale-Legambiente.
Si tratta di una convenzione (consultabile qui) con una delle più importanti associazioni nazionali di tutela dell'ambiente e sensibilizzazione ed educazione all'ecologia. Salutando positivamente la proposta, Rinnov@ndo Sersale ne condivide totalmente le finalità, soprattutto per quanto riguarda l'art. 7:
Articolo  7
Legambiente, anche relativamente alle attività che riguardano la Riserva Naturale Regionale delle Valli Cupe, collabora con il Comune di Sersale nella programmazione e nell’attuazione degli interventi compatibili con le finalità della presente convenzione. In particolare, ove richiesto e concordato, provvede:
  1. alla promozione ed alla valorizzazione della Riserva attraverso i canali regionali e nazionali dell'Associazione;
  2. alla realizzazione di iniziative e campagne di comunicazione;
  3. alla promozione ed alla realizzazione di ricerche scientifiche;
  4. all'organizzazione di seminari, conferenze, convegni e campi di volontariato;
  5. alla realizzazione di progetti di educazione ambientale;
  6. alla formazione del personale in servizio presso la Riserva;
  7. alla valorizzazione del patrimonio naturale e storico-culturale ed alla promozione delle attività ecocompatibili (agricoltura, turismo, artigianato, etc…);
  8. allo sviluppo di azioni di volontariato e vigilanza ambientale;
  9. alla realizzazione di progetti a favore di persone diversamente abili;
  10. all’inserimento della Riserva tra le attività che Legambiente Nazionale e Regionale a valersi su fondi nazionali ed europei.
Laddove le parti ne ravvedano l’opportunità e la necessità, a Legambiente possono essere demandate attività di gestione ordinaria e straordinaria, fermo restando il carattere occasionale dell’incarico dovuto a contingenze eccezionali.
Per tali attività Legambiente alla fine di ogni anno, nei tempi previsti per l'approvazione del conto consuntivo del Comune, provvede alla redazione di una relazione annuale ed alla presentazione dei rendiconti economici.
A queste mansioni, di concreta promozione e anche gestione della riserva, il nostro gruppo ha inteso formulare degli emendamenti: sfruttando tutte le capacità e il know-how sviluppato da Legambiente nel supporto dei Comuni, abbiamo pensato che l'associazione potesse ulteriormente supportare l'azione dell'Amministrazione Comunale in materia di tutela ambientale. Questo è quanto volevamo aggiungere alla convenzione, portando il nostro contributo (leggi la dichiarazione allegata al corpo della deliberazione):
  1. k) alla promozione, in coerenza con le posizioni assunte da Legambiente nazionale sull'acqua pubblica, delle cultura del risparmio della risorsa idrica e di soluzioni (progetti, ricerche, sperimentazioni) per l'ottimizzazione dei consumi idrici comunali;
  2. l) al supporto, in termini culturali e progettuali, per una raccolta differenziata più efficace, certificando la qualità del servizio rifiuti comunale incentivandone l'iscrizione al programma "Comuni Ricicloni " ed altre iniziative di Legambiente analoghe;
  3. m) alla redazione, a maggior supporto della tutela della biodiversità e della Riserva,  di un report annuale da presentare al consiglio comunale inerente lo stato dei rischi ambientali sul territorio comunale (analisi delle acque, depurazione, elettrosmog, amianto, agenti chimici usati in agricoltura, abbandono dei rifiuti, ecc.);
  4. n) al supporto, mediante parere tecnico-scientifico o accesso ad analisi di laboratorio, nelle procedure di concessione e controllo del marchio De.C.O.
Partendo dall'impegno di Legambiente per l'acqua pubblica, per la tutela del mare, per la riduzione dell'inquinamento da rifiuti e la valorizzazione delle produzioni locali, abbiamo pensato che Legambiente poteva aiutare il nostro comune a progettare e sperimentare nuove pratiche per salvaguardare lo spreco di acqua o per implementare sistemi di depurazione efficiente. Pensavamo che solo Legambiente può darci un quadro indipendente dell'inquinamento nel nostro comune e aiutarci a certificare meglio i nostri prodotti.
Tutto ciò nello specifico interesse della comunità di Sersale che avrebbe avuto un supporto maggiore da un'associazione che ha fatto migliaia di battaglie ecologiste. Noi riteniamo che un comune con un alta cultura del riciclo, con depuratori funzionanti, che risparmia l'acqua è un comune ecologicamente responsabile, che tutela la propria riserva con atti concreti. Progetto Sersale invece ha preferito rigettare (per l'ennesima volta) le proposte della minoranza, probabilmente perchè è interessata solo al marketing e alla pubblicità che Legambiente può dare a Sersale.

  • Elezione del Presidente del Consiglio Comunale.

La proposta che Progetto Sersale ha sottoposto al consiglio arriva esattamente a tre mesi dall'insediamento. In quella seduta il nostro capogruppo, interpretando il risultato elettorale dichiarò:
A tal proposito, interpretando l’esito delle urne, riteniamo che si possa modificare lo statuto comunale prevedendo la figura del Presidente del Consiglio Comunale, un ruolo di garanzia per il corretto svolgimento dei lavori e per le pari opportunità di accesso agli atti e alle informazioni. Un Presidente scelto tra NOI consiglieri può garantire tutti,  compreso il Sindaco, che finora ha svolto questo ruolo.
Un presidente eletto e condiviso tra i consiglieri può essere l'argine alle derive a cui abbiamo assistito negli anni scorsi, quando il consiglio è stato trasformato in un aula che sa solo ratificare le scelte del Sindaco, quando ai consiglieri è stato ridotto l'accesso agli atti e perfino sono state omesse le loro dichiarazioni.
Il consiglio è il luogo ove si discutono le scelte, dove la maggioranza cerca di realizzare il proprio programma e la minoranza svolge il suo ruolo di controllo, proponendo delle alternative. Perciò, per questa ragione avevamo proposto di scegliere il Presidente con una maggioranza di 4/5 dei consiglieri, di modo che avesse un mandato condiviso da tutti. Invece Progetto Sersale ha rigettato anche questa proposta, facendo man bassa di tutti i ruoli amministrativi, ignorando quella prassi invalsa in tutti i consessi civici in cui alle minoranze viene dato un ruolo di garanzia.
Alla proposta della maggioranza di candidare alla Presidenza del Consiglio un consigliere con importanti deleghe per l'attuazione del programma di Progetto Sersale - quindi un Presidente "più di parte" - noi abbiamo risposto proponendo un nostro nome, con un profilo di esperienza e di garanzia.
La maggioranza è invece andata dritta come un treno sul "suo" nome, pertanto Carmine Capellupo è il nuovo presidente del consiglio comunale. A lui vanno le nostre congratulazioni e un sincero in bocca al lupo, affinché sappia interpretare al meglio questo delicatissimo ruolo.
Il Presidente infatti è garante di tutto il consiglio e di tutti i consiglieri.
Carmine Capellupo sarà il nostro interlocutore in materia di accesso agli atti, di trasparenza e pubblicità dei lavori, di rispetto dei diritti dei consiglieri comunali e della volontà dei cittadini di essere informati e rispettati. Dalla sua elezione discende che non sarà più un semplice consigliere di Progetto Sersale, col mandato dei suoi elettori. Da sabato egli è il primo consigliere comunale di Sersale, col mandato di tutti i cittadini che..........

lunedì 11 settembre 2017

7000 Guardie forestali inutilizzate Ordine di divieto a spegnere incendi nei boschi per gli ex forestali Video inchiesta di TV7 dove il direttore di Calabriaverde declina l'intervista.

 Inchiesta sugli incendi (4)

Incendi nei boschi: divieto di spegnerli per gli ex forestali

Ordini dell’Arma e dei vertici dei pompieri per gli “assorbiti” dal Corpo abolito, diramati proprio in piena emergenza


http://www.raiplay.it/programmi/tv7/    link del video inchiesta di TV7 RAI 1 del 8 settembre 2017
 Mai come quest'estate l'Italia brucia, da Nord a Sud migliaia di ettari andati letteralmente in fumo cronaca di un estate infuocata
Mentre vengono diffusi ordini di servizio di carabinieri e vigili del fuoco – dove sono stati ripartiti gli ex forestali in conseguenza della legge Madia – diramati alla vigilia della grande emergenza. È del 7 luglio scorso l’ordine del generale dell’Arma Antonio Ricciardi sulle “procedure operative per gli interventi nel caso di incendi boschivi”: “Competenze esclusive dei vigili del fuoco per lo spegnimento degli incendi”, è permesso ai carabinieri ex forestali “soffocare ‘piccoli fuochi’ solo se muniti di mezzi idonei allo scopo e di adeguati dispositivi di protezione individuale”. È raccomandato, però, di svolgere “attività di prevenzione del fenomeno degli incendi boschivi”.
Negli stessi giorni i comandi provinciali dei vigili del fuoco diramavano note sull’impiego “del personale ex Corpo forestale dello Stato”: “La Direzione regionale – si legge, ad esempio, nella nota del comando di Rieti datata 11 luglio – ha disposto che non avendo i competenti Uffici del Dipartimento fornito indicazioni circa l’utilizzo del personale in oggetto quale componente delle squadre di Aib (anti-incendio boschivo), si deve ritenere che non è possibile utilizzare tali professionalità”.
Tutto questo significa che, tra i 6400 ex forestali passati ai carabinieri e tra i360 ai vigili del fuoco, anche quelli che avevano nel Corpo forestale le funzioni di Dos (Direttore operativo spegnimento), cioè le professionalità più qualificate nel coordinamento e nella gestione dell’emergenza, non possono operare servizi di anti-incendio boschivo. Sembra una barzelletta: il carabiniere ex forestale, non potendo intervenire, telefona per segnalare l’incendio di un bosco al suo ex collega passato ai vigili del fuoco, trovando un altro professionista “disattivato”, con le mani legate da un’asfissiante burocrazia espressa all’ennesima potenza. Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha provato a giustificare il cortocircuito in questo modo: “Noi vogliamo che i carabinieri siano impegnati nelle indagini”. Il sindacato Usbdei vigili del fuoco ribatte che “quella dei divieti di operare contro gli incendi in piena emergenza nazionale è una perla, solo l’ultimo misfatto”, come accusa il coordinatore Costantino Saporito.
Nel frattempo il fuoco non aspetta e patrimoni nazionali vengono cancellati per sempre dalla faccia della terra: in Gallura, costa nord orientale iper-turistica della Sardegna, un incendio di proporzioni gigantesche è scoppiato tra Budoni e San Teodoro. Sono stati fatti evacuare quasi tutti i 1500 turisti da alberghi, residence e appartamenti privati minacciati dalle fiamme. Il prefetto di Nuoro Carolina Bellantoni ha anche valutato di ricorrere alla fuga via mare: “Per l’incendio di Budoni avevamo allertato la motonave Imperatrice per una eventuale evacuazione via mare quando il fuoco si è avvicinato al porto di Ottiolu e alle spiagge. Operazione che fortunatamente non è stata necessaria perché l’allarme è via via rientrato”. Ma sarebbero almeno 385 gli ettari bruciati dall’incendio, secondo le prime parziali stime. Paura, ieri, anche alle porte di Cagliari, nella zona del carcere di Uta.
In Calabria, invece, il governatore Mario Oliverio aveva riunito la giunta per chiedere lo stato di emergenza, mentre..............

sabato 9 settembre 2017

Classifica dei 7 posti più belli della Calabria. Tra spiagge incontaminate, panorami mozzafiato e luoghi storici, la Calabria è una terra che lascia incantati.

Scopriamo insieme sette cose da fare e da vedere assolutamente in Calabria


1 - Parco Nazionale della Sila. Si tratta di un vero e proprio paradiso per gli amanti della natura incontaminata. Custodisce uno dei più significativi sistemi di biodiversità: non solo per i suoi innumerevoli tipi di flora, ma per i suoi boschi in cui è possibile incontrare lupi (il simbolo del parco), cinghiali e daini. Una perla tutelata persino dall’Unesco.



2 - Spiaggia di Arco Magno. Si trova nel piccolo paesino di San Nicola Arcella, in provincia di Cosenza, ed è di una bellezza incontaminata. Il percorso per arrivarci non è dei più semplici, ma una volta arrivati il panorama che si aprirà davanti ai vostri occhi sarà indimenticabile: un arco di roccia sospeso sul mare incornicia un’acqua spettacolare. Un quadro. 



3 - Il lungomare Falcomatà. Si può sicuramente inserire nella lista dei più belli d’Italia, con uno dei panorami più suggestivi della Regione. Viene spesso chiamato "il più bel chilometro d'Italia", forse anche per via del miraggio della Fata Morgana, interessante fenomeno ottico visibile solo dalla costa calabra, da cui ha origine il mito per effetto del quale è possibile vedere le immagini ravvicinate della Sicilia riflesse e dal mare.



4 - La fortezza aragonese di Le Castella. Si trova a Isola di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone. Si narra che in passato i castelli nell’arcipelago davanti a Isola di Capo Rizzuto fossero ben sette. Oggi, a dominare la baia, è rimasta la fortezza aragonese di Le Castella, praticamente in mezzo al mare, collegata alla terraferma soltanto da un sottile lembo di terra. Circondata dalla Riserva Marina di Capo Rizzuto, dalla fortezza si gode di una splendida vista sul mar Ionio e sulla natura circostante.



5 - Tropea. Si tratta di una delle località più ricercate e ambite dai turisti di tutto il mondo in cerca di un paradiso tropicale. Si trova nella suggestiva Costa degli Dei, ed è circondata da antichissime storie e leggende che ne amplificano il fascino. La storia di Tropea risale al tempo dei romani. La sua posizione, lungo la costa tirrenica come un terrazzo naturale sul mare, la.......