martedì 25 luglio 2017

Siccità sempre più critica la situazione in Calabria la prima regione che ha chiesto la dichiarazione dello stato di calamità naturale. I danni ammontano a oltre 310 mln di euro


La Calabria chiede stato di calamità per i danni dovuti alla siccità

La Calabria è la prima regione ad avviare l'iter per chiedere al governo la dichiarazione dello stato di calamità naturale per i danni dovuti alla siccità. I danni ammontano a 310 mln di euro, secondo le stime della Coldiretti. La situazione più critica è quella del Crotonese. Il problema deriva innanzitutto dalle scarse nevicate dello scorso inverno sugli altopiani, in particolare sul massiccio della Sila. Per questa ragione la Sorical, nei mesi scorsi, ha inviato una lettera ai Comuni, invitandoli a gestire al meglio l'acqua disponibile, evitando in primo luogo gli sprechi derivanti da un utilizzo impropri o ma anche a vigilare sul fenomeno sugli allacci abusivi e a individuare e sanare eventuali perdite lungo le condotte.
I tantissimi  roghi di questi giorni  stanno divorando aree di macchia mediterranea. ultimi focolai le fiamme hanno avvolto un'ampia zona nel territorio di Andali, nella Presila catanzarese. A Sant'Andrea dello Jonio, le fiamme hanno causato disagi alla circolazione stradale sulla statale 106. Ieri in tutta la regione erano stati registrati 128 incendi. Nella Regione i danni ammontano a 310 mln di euro, secondo le stime della Coldiretti. Il 30% delle colture risulta compromesso e con le riserve idriche ridotte al 30%. La situazione più critica è quella del Crotonese. Potrebbe risultare compromessa la produzione di finocchi, per la quale l'area è particolarmente vocata. Il problema deriva innanzitutto dalle scarse nevicate dello scorso inverno sugli altopiani, in particolare sul massiccio della Sila.

L’allerta siccità in Calabria, scattata in questi ultimi giorni di canicola pre-agostana, ha un’origine lontana che si può desumere dalla consultazione delle mappe delle precipitazioni e delle temperature, confrontandole con i dati storici. Facendo ciò, “lo scenario analizzato evidenzia inequivocabilmente una carenza di riserva idrica molto marcata, che risulta palese nei territori centro settentrionali e tirrenici meridionali della regione, mentre appare mascherata lungo il versante jonico centro meridionale”.E’ la conclusione a cui giunge il “Rapporto sulle precipitazioni e valutazione del deficit idrico nel periodo ottobre 2016 – Giugno 2017”, che il Centro funzionale Multirischi dell’Arpacal, diretto dall’ing. Raffaele Niccoli, ha trasmesso questa mattina alla Regione Calabria che, proprio in queste ore, ha chiesto al Governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale per la siccità che sta colpendo il territorio calabrese. Il rapporto speditivo si pone l’obiettivo di quantificare e caratterizzare qualitativamente quello che viene indicato come periodo siccitoso, facendo ricorso alle elaborazioni dei dati provenienti dalla rete meteorologica nazionale, gestita in Calabria dal Centro Funzionale Multirischi dell’Arpacal. “Dall’analisi dei dati – riferisce il Rapporto – emerge che negli ultimi mesi il territorio regionale calabrese è sottoposto ad un marcato deficit di precipitazioni atmosferiche, soprattutto per quanto riguarda i versanti centro settentrionali della regione. Le mappe tematiche prodotte evidenziano che per l’intero periodo in studio si è registrato un diffuso e continuo deficit di precipitazione mensile rispetto alle medie storiche”. “La valutazione della distribuzione cumulata nell’intero periodo ottobre 2016 – giugno 2017 ed alla media relativa allo stesso periodo riferita ai valori misurati dal 1916 al 2016 – continua il Rapporto – evidenzia il sensibile deficit di apporto precipitativo soprattutto nei territori centro-settentrionali della regione”.“Anche dall’analisi dei dati di temperatura registrata sulla nostra regione si evince che per l’intero periodo in studio le temperature si sono mantenute al di sopra della.......

lunedì 24 luglio 2017

"Non accettiamo né gay, ne animali". Così il titolare di un villaggio turistico Calabrese ha risposto a una coppia omosessuale di Napoli che aveva scelto la struttura per trascorrere un weekend al mare.



 "Appena ristrutturata, dotata di una dependance indipendente e persino con piscina, alla coppia sembrava la soluzione perfetta per una vacanza di pochi giorni. Per questo, dopo aver regolarmente prenotato online, la coppia ha contattato il proprietario per chiedere informazioni aggiuntive. E un messaggio su Whatsapp è bastato per far crollare tutte le loro aspettative. La cortese disponibilità mostrata inizialmente dall’uomo si è esaurita poco dopo aver iniziato a dialogare con i ragazzi. Quando il titolare ha scoperto che a occupare la sua dependance sarebbe stata una coppia gay, ha dapprima scritto:  “È il primo anno che fittiamo e la depandanza è nuova nuova… finita a maggio”. Quindi, la precisazione: “Qui non si accettano né animali, né gay”, con la premessa: “Mi scuso se posso sembrare troglodita".
I due, a quel punto, hanno cancellato la prenotazione e, poi, si sono rivolto all’Arcigay di Napoli che ha resa pubblica la vicenda. Il linguista Massimo Arcangeli, venuto a conoscenza dell'accaduto, ha reso noto su Facebook le impressioni di uno dei membri della coppia: “Nella mia mente si è materializzata l'immagine storicamente e drammaticamente famosa dei cartelli nazisti esposti fuori dai negozi: vietato l'ingresso ai cani e agli ebrei. Da allora sono trascorsi ben 70 anni, ma da quegli eventi, probabilmente, molti non hanno tratto alcun insegnamento”. E ancora: “I soldi per l'affitto che io e il mio compagno gli avremmo dato non sarebbero stati uguali a quelli che avrebbe ricevuto da una qualsiasi coppia etero?“. Anche Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia, è intervenuto sul tema chiedendosi: "Fatemi capire bene: sono obbligato ad

sabato 22 luglio 2017

Sersale arrestato un 52 enne per coltivazione e spaccio di sostanze stupefacente mentre in località "Borda" irrigava piantine di canapa indiana alte anche 2 metri

Arrestato una persona per coltivazione  e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, sorpreso In  località Borda di Sersale mentre era intento a irrigare piante di canapa indiana 

Nei giorni scorsi a Sersale importante centro della Presila catanzarese nell'ambito dei servizi volti a contrastare il fenomeno legato alla produzione e vendita di sostanze stupefacenti, i militari dipendente nucleo operativo, unitamente a personale dipendenti stazioni,
 notavano, all'esito dell'osservazione sul sito, B.S. intento ad irrigare delle piante di canapa indiana nascoste al confine tra una sua proprietà e della fitta vegetazione. A seguito di approfonditi controlli che hanno interessato una più vasta area sono state rinvenute 140 piante di canapa indiana dell’altezza variabile tra i 60 cm ei 2 metri di altezza e una busta di plastica sigillata contenente circa 240 grammi di marijuana. Il tutto veniva posto sotto sequestro. Per il cinquantaduenne nato a Catanzaro ma residente a Sersale è inevitabilmente scattato l’arresto per coltivazione di canapa indiana e detenzione ai.......

venerdì 21 luglio 2017

Tutti a complimentarsi con il presidente Manno per l'esito dell’annosa controversia tra il Consorzio medesimo e l’impresa Astaldi S.p.A., relativa alla costruzione della diga sul Melito, Ma l'opera faraonica sarà mai realizzata?


Con una decisione molto attesa, la Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 17339 del 13 luglio 2017, ha accolto il ricorso del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese, rappresentato e difeso dall’avv. Beniamino Caravita Di Torritto, contro l’impresa Astaldi S.p.a., avverso la decisione della Corte di Appello di Roma n. 3247/2012 con conseguente cassazione della sentenza impugnata e rinvio alla Corte di Appello di Roma in diversa composizione, che dovrà procedere a nuovo esame della controversia
Presidente del Consorzio di Bonifica Grazioso Manno
“Per la Diga sul fiume Melito si aprono nuove prospettive di sviluppo. L’accoglimento da parte della Corte di Cassazione del ricorso del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese contro l’impresa Astaldi S.p.a segna un pagina storica che ripaga il presidente Grazioso Manno delle numerose battaglie fatte in questi anni”. E’ quanto afferma il consigliere regionale Mario Magno che osserva: “Senza voler entrare nel merito della sentenza e delle motivazione che da essa ne sono scaturite, mi trovo perfettamente d’accordo con il presidente Manno quando sottolinea la straordinaria importanza della Diga sul Melito, in particolar modo in un momento di siccità e desertificazione in cui l’emergenza idrica investe irrimediabilmente nostri territori. La Diga, nel suo disegno originario, avrebbe, infatti dovuto fornire acqua potabile a mezzo milione di cittadini calabresi e produrre energia elettrica. Con il passare del tempo da infrastruttura fondamentale per lo sviluppo dell’area centrale della Calabria ha, purtroppo, dato origine a querelle politico-giudiziarie che non hanno agevolato lo sviluppo della nostra Regione”.


Confagricoltura
Con viva soddisfazione abbiamo appreso che Suprema Corta di Cassazione, nei giorni scorsi, ha accolto il ricorso del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese, ribaltando un precedente pronunciamento della Corte di Appello di Roma e, di fatto, riaprendo e rinviando a nuovo esame l’annosa controversia tra il Consorzio medesimo e l’impresa Astaldi S.p.A., relativa alla costruzione della diga sul Melito.
Non entriamo nel merito della vicenda giudiziaria, fiduciosi nel fatto che il riesame delle ragioni di controversia, veda riconosciuti e riaffermati i diritti del nostro Consorzio di Bonifica.
Sindaco Fossato Serralta
Arriva come un appuntamento tanto atteso la pronuncia della Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese, avverso la decisione della Corte di Appello di Roma n. 3247/2012 con conseguente cassazione della sentenza impugnata e rinvio alla Corte di Appello di Roma in diversa composizione, che dovrà procedere a nuovo esame della controversia, “motivando adeguatamente sulle singole questioni e facendo applicazione di principi di diritto”. Un primo passo in avanti verso il raggiungimento dell’agognato risultato: la realizzazione della diga sul Melito, la più grande opera incompiuta della Calabria. La soddisfazione per l’attesa pronuncia giunge dal Sindaco di Fossato Serralta, dottor Domenico Raffaele, che si congratula con il Presidente del Consorzio di Bonifica, Grazioso Manno, per l’impegno profuso affinchè questa situazione si concluda con esito positivo. 
Sindaco di Catanzaro Sergio Abramo
“Accogliendo il ricorso del Consorzio di bonifica “Ionio catanzarese”, la Corte di Cassazione ha dato ragione alle tesi sostenute da sempre dal presidente Grazioso Manno: ora si può procedere con il rifinanziamento di un’opera strategica per il capoluogo e il suo comprensorio, non solo dal punto di vista dell’approvvigionamento idrico, ma anche sul piano della tutela dell’ambiente”. È il commento del sindaco Sergio Abramo che ha sottolineato “la giustezza delle argomentazioni di Manno, che si è speso per anni proprio per arrivare a un risultato che dovrà portare alla concreta realizzazione dell’infrastruttura. Bene ha fatto Manno a non fermarsi mai in questa lunga battaglia, a coinvolgere sindaci e istituzioni, a intervenire a più riprese sui media per sensibilizzare i cittadini, a decidere gesti anche eclatanti come lo sciopero della fame: la sua caparbietà è stata un esempio di amore per la propria terra. Ed è stata anche una lotta a favore della legalità e della trasparenza, assolutamente condivisibile per le motivazioni che ne stanno alla base e che riguardano lo sviluppo di una fascia ampissima dell’area centrale della Calabria.

Pietro Molinaro presidente di Coldiretti Calabria
Non abbiamo dubbi nell’affermare che, accogliendo il ricorso delConsorzio di Bonifica Ionio Catanzarese, la decisione della Suprema Corte di Cassazione, che ha cassato la sentenza impugnata con rinvio alla Corte di Appello di Roma in diversa composizione, che dovrà ora procedere a nuovo esame della controversia”.
si è delineata una situazione positiva sicuramente di maggior chiarezza e ci sono, per le istituzioni regionali e nazionali interessate condizioni, anche abbastanza rassicuranti, per compiere passi decisivi e definitivi per dare un futuro possibile a quest’opera che da sempre riteniamo essenziale per l’agricoltura di qualità, e come bene a servizio delle popolazioni della Calabria Centrale e quindi supportata da una netta prevalenza dei benefici”.

Wanda Ferro esponente di Gruppo Misto in regione
 i vantaggi: "la sentenza della corte di cassazione che nei giorni scorsi ha accolto il ricorso del consorzio di bonifica Ionio Catanzarese, disponendo un nuovo esame della.......

giovedì 20 luglio 2017

La polizia di Stato ha arrestato a Catanzaro un giovane di 27 per maltrattamenti alla sua compagna.Tre anni di convivenza con un'incredibile escalation di molestie, pedinamenti ed aggressioni verbali e fisiche sfociate, in alcune occasioni, con la necessità per la donna di ricorrere alle cure dell'ospedale.


La polizia di Stato ha arrestato a Catanzaro un giovane di 27 anni, S.V., accusato di avere messo in atto maltrattamenti reiterati, accompagnati da lesioni personali aggravate, e minacce nei confronti della giovane ex convivente. 
L'arresto é stato fatto in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emesso dal Gip di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica. Le indagini che hanno portato all'arresto di S.V. sono state avviate dopo la denunzia presentata dall'ex convivente del giovane ed hanno consentito di accertare la veridicità di quanto riferito dalla donna in ordine ai maltrattamenti ed alle violenze che é stata costretta a subire nel corso dei tre anni di convivenza con S.V.. Un'incredibile escalation di molestie, pedinamenti ed aggressioni verbali e fisiche sfociate, in alcune occasioni, con la necessità per la donna di ricorrere alle cure dell'ospedale di Catanzaro.
Nonostante una prima ordinanza dell’Autorità Giudiziaria che prevedeva il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima e il contestuale obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, S.V. non avrebbe interrotto i suoi comportamenti aggressivi e minacciosi nei confronti dell’ex convivente; anzi, avrebbe aggravato la situazione con atti persecutori fino ad introdursi nell’abitazione della donna per tagliare tutti i suoi vestiti, danneggiare gli arredi, maltrattarne i familiari. Gli agenti, mantenendo continui e costanti rapporti con la vittima, hanno appurato e segnalato all’autorità l’incredibile escalation di molestie, pedinamenti, aggressioni verbali e fisiche, in alcuni casi con la necessità di ricorrere alle cure mediche, messi in atto dal giovane.Sulla scorta degli elementi raccolti nel corso dell’attività investigativa, considerata la pericolosità di S.V., peraltro già noto alla polizia come soggetto vicino alla..........

mercoledì 19 luglio 2017

SP 25 i fondi ( se non spariscono per l'ennesima volta) per ora ci sono ma i lavori se tutto va bene non inizieranno prima del 2018 la provincia dopo tutti questi anni non ha alcun progetto definitivo. Forse i lavori inizieranno in prossimità della prossima campagna elettorale.

Nei giorni scorsi si è svolto 

 "dice il Sindaco di Sellia Zicchinella"
un tavolo tecnico convocato in Regione presso l'assessorato ai Lavori Pubblici al quale erano invitati la Provincia e la Sorical. Non i comuni. Almeno in questa prima fase. Prima buona notizia i 10 milioni per intervenire sulla strada (e sulla parte di acquedotto che serve la città di Catanzaro che si trova nel tracciato della strada) SONO ORA DISPONIBILI, e la prossima settimana con apposito decreto saranno trasferiti dalla Regione alla Provincia. TEMPISTICA. Avute le risorse la provincia potrà avvalersi di tutta la squadra tecnica (geologi, agronomi, ing. Idraulici ecc.) Per redigere entro un paio di mesi la progettazione esecutiva Posto che il finanziamento è di 10 milioni (ampiamente sopra soglia comunitaria, ci vorranno 60 giorni (30 per gazzetta europea+30 gazzetta italiana) per la pubblicazione della gara. Almeno altri 60 giorni (tempi non derogabili e previsti per legge) per espletamento procedure di gara. Quindi all'inizio del nuovo anno potranno iniziare i lavori. Sempre se si sarà rapidi a seguire questo crono programma. Ma prometto che sarò un mastino. Intanto ad oggi abbiamo certezza di somme e tempi. Sia nella fase di progettazione che nella fase di lavorazione pretenderò' che la provincia coinvolga le amministrazioni locali, e i cittadini tutti. "Dott. Davide Zicchinella"

Il segretario del PD di Taverna ricorda a Zichinella che assieme al presidente Bruno avevano ampiamente promesso che i suddetti lavori sull'importante arteria sarebbero iniziati nella scorsa primavera promessa poi ampiamente disattesa. Gentile sottolinea che se il problema era pagamento   del progetto preliminare tale somma potevano anticiparla i vari comuni se veramente interessati che i lavori iniziavano al più presto.
Il presidente della provincia Bruno La Provincia di Catanzaro attende la pubblicazione del decreto con il quale la Regione trasferirà i dieci milioni di euro utili per mettere in sicurezza la strada provinciale Arsanise-Catanzaro, una infrastruttura fondamentale per scongiurare l’isolamento delle aree interne e garantire l’approvvigionamento idrico a Catanzaro, visto che la condotta di Santa Domenica insiste lungo questo percorso, seriamente compromesso dall’alluvione del 2013. Per quanto riguarda il finanziamento, la Provincia ha fatto la richiesta con la presentazione di un progetto preliminare.
Dopo la pubblicazione del decreto, come prevede la norma, la Provincia di Catanzaro potrà...

martedì 18 luglio 2017

Sersale richiesta di accesso agli atti per: La strada di Piano del Pip Borda; La scalinata del Monte Crozze; Il depuratore; Il campetto polivalente.4 opere ancora incompiute



La campagna elettorale è stata condotta anche su alcune questioni spinose sulle quali non abbiamo ricevuto risposte chiare, se non un balbettato invito a visionare le carte gettato dal palco dei comizi. Ebbene, subito dopo l’invito abbiamo richiesto l’accesso agli atti (per iscritto, come avviene nel rispetto delle regole!)… ma finora nessuna risposta alla nostra richiesta, formulata da tutti i candidati di Rinnov@ndo Sersale. Passato un mese, e osservando la sordità in materia di trasparenza da parte non solo dell’amministrazione ma anche degli uffici comunali, il nostro gruppo consiliare ha formulato richiesta formale di accesso agli atti.

Infatti il TUEL, art 43 così recita:
I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di ottenere dagli uffici, rispettivamente, del comune e della provincia, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato.
Quindi chiediamo nuovamente al Sindaco, al Segretario Comunale e al Responsabile Lavori Pubblici di avere copia delle carte inerenti:
  • La strada di Piano del Pip Borda;
  • La scalinata del Monte Crozze;
  • Il depuratore;
  • Il campetto polivalente.



Nell’interesse dei sersalesi, il 17 maggio durante la campagna elettorale, abbiamo mostrato come si presentava l’impianto sportivo polivalente “Dodò Gabriele”.Sul portale dei pagamenti del Governo si legge che l’opera è stata pagata al 56%. Le immagini ci raccontavano un’altra storia, perciò avevamo chiesto se il 56% delle opere già pagato corrispondesse alla realizzazione del 56% dell’opera.
In un balbettante comizio il Sindaco aveva detto che tutte le carte erano a disposizione…
31 maggio 2017: Progetto Sersale scriveva: “c’è una cosa che ci distingue dai rinnovatori… si chiama serietà”.
15 luglio 2017: L’amministrazione Torchia è corsa coi calzoni in mano a mettere una toppa, infatti i lavori stanno a buon punto dopo 45 giorni!!!
pol2

Il 1 giugno, i nostri candidati hanno fatto richiesta scritta di accesso agli atti… ma nessuna risposta dall'amministrazione!
Il 4 luglio il nostro gruppo consiliare ha richiesto per iscritto di avere copia di tutta la documentazione inerente la..........

lunedì 17 luglio 2017

Sellia la polemica corre ma viene prontamente risolta sul web L'opera dell'artista Marcello Cua trasferita in un posto infelice e poi vandalizzata ma il sindaco rassicura il suo restauro.



Mentre nel resto del mondo gli artisti si celebrano e si valorizzano , soprattutto se si tratta di artisti Internazionali come Marcello Cua,nella sua Presila e precisamente a Sellia ,una sua opera viene prima trasferita e poi lasciata in mano ai vandali.Dove è finito il piccolo borgo dei musei e della cultura tanto decantato ?
(Il nipote dell'artista)

Il tutto è partito da una segnalazione con tanto di foto da parte di un selliese che ha postato su Facebook da li poi grazie alla potenza dei social ha iniziato a fare il giro del mondo sul web
una parte del post inserito su Facebook da Salerno Domenico ( Erwin)
VOGLIO SCRIVERE QUESTO POST PER RISPONDERE A UN AMMINISTRATORE DEL MIO PAESE CHE QUELLA STATUA NON VALE NIENTE E DEVE RIMANERE ABBANDONATA LA. VOGLIO DA PRIMA DIRE CHE NON SONO CONTRO QUESTA AMMINISTRAZIONE PERCHE STA FACENDO PER SELLIA COSE VERAMENTE BELLE, MA VANTARSI COME COMUNE CON DENSITA' DI MUSEI PIU ALTA D EUROPA E POI ABBANDONARE UN OPERA D'ARTE A SE STESSA MERITA UN POST. La statua di Marcello Cua e' stata spostata dal centro del paese a una parte periferica e riversa in situazioni rovinose lasciando posto a un vecchio torchio di un vecchio frantoio trasformato a fontana 
La risposta sempre su Facebook da parte del sindaco di Sellia Davide Zicchinella 
Mi piacciono i social ma certe discussioni è sempre bene farle nelle sedi opportune. Oggi tutti pensano di sapere tutto. Fortunatamente ancora conta competenza, istruzione e conoscenza precisa su quello su cui si discute. Il resto rimangono parole al vento. Anche questo problema lo porteremo a soluzione.
 Ecco perché Sellia non è andata mai avanti, perché invece di puntare alla luna ci si guardava la punta del naso. Ora la statua va aggiustata. Alfredo Piacente può testimoniare che io stesso alcuni mesi fa gli ho chiesto un preventivo per ripristinarla. Troveremo i soldi i e la sistemeremo. Perché il fatto mica è accaduto ieri e mica lo stiamo sottovalutando. 
 Hai posto un problema. Il problema è reale. Vandali che hanno deturpato una fontana artistica e parte dell'area stessa in cui la fontana è stata collocata. Stiamo lavorando per ripristinare lo stato dei luoghi e della fontana stessa. Rimaniamo ai fatti. Poi è vero che i problemi a Sellia non mancano. Nessuno pensa di vivere nel paese ideale. Ma si stanno creando tante opportunità. Si il castello (bene di proprietà di privati è sempre utile ricordarlo) andrebbe riqualificato. Ma servono milioni di euro che abbiamo più volte richiesto alla Regione PRESENTANDO PROGETTI e speriamo presto di ottenere. C'è il problema del randagismo. Di case abbandonate. Pascolo allegro. Ma qualcosa di nuovo si sta muovendo. Figuriamoci quale potere può dare fare il sindaco di Sellia. Potere di trascurare la propria famiglia. E poi l'immagine. Per me conta. Un paese è meglio faccia.........

sabato 15 luglio 2017

Rieccoli ! Dopo un periodo di latitanza sono stati avvistati i famosi 20 milioni per la SP 25 Arsanise/Catanzaro e la messa in sicurezza dell'acquedotto di Santa Domenica.



Dopo un lungo periodo di latitanza sono stati avvistati i famosi 10 milioni per la strada SP25 per precisione a Taverna più esattamente in un bel comunicato stampa del PD cittadino dove con vibrante soddisfazione si elogia il buon operato del governatore Oliverio. Sembra che i fondi saranno nuovamente disponibili sperando che questa volta lo siano veramente ( I fondi furono a suo tempo messi a disposizione dalla giunta guidata da Wanda Ferro ma dopo furono dirottati come somma urgente nella provincia di Cosenza)
10 milioni per un nuovo tracciato a fondovalle più 10 milioni per la messa in sicurezza dell'acquedotto che disseta gran parte della città di Catanzaro
SP25 Bivio Arsanise/ Catanzaro questa strada di circa 15 km  rappresenta un fattore vitale per il tessuto del territorio il quale già molto fragile, senza un valido collegamento con il capoluogo questo territorio  rischia  di morire. 
Con un importo pari a 20 milioni di euro di cui : ( 10 per gli interventi sull'acquedotto di Santa Domenica, 5 per le opere stradali, 5 per gli interventi di sistemazione idraulico fluviale) 
Siamo felici che il PD di Taverna si adoperi seguendo l'evoluzione dei finanziamenti sperando che non questa volta sia la volta buona per vedere finalmente il cantiere aperto e non l'ennesima promessa da marinaio. Un plauso alla sezione del PD vi raccomando non abbassate la guardia il comprensorio tutto ha bisogno che finalmente la martoriata SP25 sia finalmente messa in sicurezza.  




il comunicato stampa del PD di Taverna CZ
"Stamane abbiamo appreso , dopo ripetuti contatti con l'Assessorato ai Lavori Pubblici, che sono disponibili 20 milioni di euro, recuperati dai fondi PAC, grazie al lavoro della dalla giunta Oliverio, per la messa in sicurezza dell'Acquedotto di Santa Domenica ed il finanziamento per la sistemazione definitiva della Strada Provinciale 25, Janò-Arsanise. Un risultato su cui il Partito Democratico di Taverna, già lo scorso mese di febbraio, in riferimento all'incontro avuto tra il segretario del circolo PD di Taverna, Marco Gentile , i sindaci di Taverna - Sebastiano Tarantino, Zagarise - Domenico Gallelli, Albi - Gigi Piccoli, con Domenico Giampà e all'Assessore Roberto Musmanno, che aveva ricevuto rassicurazioni sulla .......

venerdì 14 luglio 2017

Beccato dai carabinieri forestali un uomo di Taverna responsabile di un grosso incendio di almeno 60 ettari anche dentro il Parco nazionale della Sila



Avrebbe dato fuoco agli scarti della lavorazione agricola causando così un incendio boschivo che ha colpito una vasta superficie dentro il parco nazionale della Sila, in località Alli-Monachello di Taverna, creando anche rischi per l’incolumità pubblica.
I carabinieri della forestale della cittadina hanno però identificato il presunto responsabile, un uomo, P.R., di Taverna appunto. L’incendio era divampato intorno alle 16 di martedì scorso, 11 luglio, ed era stato avvistato direttamente dalla stazione locale della forestale, impegnata in quel momento per un altro rogo. Le fiamme – da una sommaria stima – avrebbe percorso almeno 60 ettari di macchia mediterranea, in buona parte ricadenti all’interno del parco nazionale.
Le operazioni di spegnimento sono state effettuate dai vigili del fuoco e sono dovuti anche intervenire dei mezzi aerei, oltre agli uomini della stazione forestali di parco di Monaco.
Le indagini sull’accaduto sono state seguite direttamente comandante della stazione di Taverna, il maresciallo Enzo Arcuri, e sono state particolarmente serrate e durate fino alla prima mattina del giorno dopo, il 12 luglio, quando ancora l’incendio era in corso. Partendo dalla conoscenza dei luoghi, dalle informazioni acquisite, è stato necessario percorrere un lungo sentiero per più di un chilometro, per individuare il terreno agricolo dove erano stati bruciati i......

giovedì 13 luglio 2017

Catanzaro tutti i particolari raccapriccianti persecutorie e vessatorie vere e proprie torture subite dalla paziente affetta da Sla registrate dal Nisa, e finite nel fascicolo dell’inchiesta “Urla Silenziose” coordinata dal Procuratore Nicola Gratteri



Nove persone tra medici e infermieri della clinica S. Vitaliano di Catanzaro sono stati arrestati e posti ai domiciliari in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gup di Catanzaro Barbara Saccà. L'inchiesta "Urla silenziose" è stata coordinata dal sostituto procuratore Stefania Paparazzo assieme al Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e all'aggiunto Vincenzo Luberto. Per l'accusa gli indagati, avrebbero esercitato violenze psicologiche su una paziente affetta da Sla paralizzata da cinque anni.
A far scattare l'indagine, effettuata dal Nisa e dalla Squadra Mobile, è stata la denuncia della stessa paziente fatta attraverso una mail. Il reato contestato, in concorso, è quello di maltrattamenti con le aggravanti dell'aver agito per motivi abbietti, ovvero per dispetto o per ritorsione a causa delle continue richieste di assistenza da parte della paziente, abusando dei poteri e violando i doveri inerenti alla loro funzione. Le indagini hanno fatto emergere che, nel corso degli ultimi tre anni, la signora subiva comportamenti persecutori, vessatori, a volte aggravati da insulti rabbiosi. Le condotte venivano perpetrate spegnendole l'audio del comunicatore, ovvero semplicemente spostandole il monitor, così impedendo al lettore ottico di intercettare le pupille della stessa. In tal modo, la paziente veniva privata non solo della sua voce ma anche della possibilità di leggere, usare internet, telefonare, leggere e scrivere mail e rimanendo costretta, inerme nel letto, a fissare la parete.
 La donna, scrive il gip nella sua ordinanza, era sottoposta ad un “complesso di attività persecutorie e vessatorie, a durevoli sofferenze morali”.  Perfide vessazioni, vere e proprie torture registrate dal Nisa, e finite nel fascicolo dell’inchiesta “Urla Silenziose”  coordinata dal Procuratore Nicola Gratteri, dall’aggiunto Vincenzo Luberto e dal sostituto Stefania Paparazzo, sfociata nell’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal gip Barbara Saccà nei confronti di 9 persone, tra cui un medico, infermieri e personale sanitario del Centro Clinico specializzato nel trattamento della Sclerosi Laterale Amiotrofica. L’ordinanza è stata notificata ad Emanuela Caporale, di 41 anni, di Lamezia Terme; Elena Denisia Rosu, 39enne nata in Romania;  Giacinto Muraca, 38enne nativo di Soveria Mannelli; Tonino Bria, 35enne nato a Cosenza; Antonio Di Bari, 29enne nato a Cosenza; Giovanni Presta, 55enne di San Lucido; Donatella Folino Gallo, 29enne nata a Soveria Mannelli; Caterina Ester, 30enne nata a Cosenza; al medico Giuseppe Rotundo, 39enne di Catanzaro. 
Le indagini sono partite dalle denunce della donna, immobilizzata fisicamente a causa del progredire della malattia, ma perfettamente lucida e consapevole.
L’aspetto più drammatico della Sla - evidenziano gli stessi magistrati -  è rappresentato dal fatto che la persona che ne viene colpita, pur vedendosi progressivamente bloccare tutti i muscoli, non perde, nemmeno nella fase finale, la capacità di pensare e relazionarsi e rimanendo perciò cosciente della sua condizione fino all'ultimo; sostanzialmente la mente resta vigile, ma prigioniera in un corpo sempre più immobile. 
Secondo l'accusa, gli indagati hanno posto in essere nei confronti della donna una condotta connotata da atti di scherno, disprezzo e intimidazione, ma anche di trascuratezza e di indifferenza avverso i bisogni di una paziente non autosufficiente, immobilizzata nel proprio letto e senza alcun supporto nemmeno da parte dei familiari. 
  La donna ha utilizzato il comunicatore per inviare delle email di denuncia delle vessazioni subite ad un notaio e ad alcuni avvocati, che hanno presentato esposto in Procura. Nelle sue email la donna implorava continue richieste di aiuto, lamentando di essere maltrattata dal personale del centro clinico e, pertanto, di trovarsi in una situazione di sofferenza provocata dai comportamenti di disprezzo della sua persona e di assoluta indifferenza verso i suoi bisogni di cura ed assistenza. Comportamenti, questi, per nulla occasionali.  “Per maltrattamenti - scrive la donna - intendo che psicologicamente mi hanno demolita, c’è un medico in particolare tolgono monitor e quindi la parola e ridono i medici tanto poi la aspiriamo facendomi riempire di muchi”. 
La stessa vittima ha denunciato agli inquirenti diversi episodi, tra cui uno relativo alla manomissione del comunicatore. Le successive indagini condotte anche attraverso una intensa attività intercettiva hanno riscontrato che la donna  veniva sottoposta ad atteggiamenti umilianti da parte del personale sanitario, soprattutto quando chiedeva un loro intervento, ma anche di fronte ai bisogni primari. Tutti episodi registrati grazie all’utilizzo delle intercettazioni ambientali e ripresi dalle telecamere piazzate dal Nisa all'interno della clinica. 
 “Guà si nun ti cci'hanno volutu ti ci mandu io ..tu giuru, ti faccio fare andata e ritorno.. andata senza ritorno …. u sa cchi vo ddire andata senza ritorno.. pensa!”. Parlando con il dottore nella stanza della paziente, uno degli infermieri si riferiva alla donna: "se oggi fa così, tra tre secondi io le sposto il monitor ... speriamo che non la fa più all'inferno non l'hanno voluta". Un altro sanitario è stato registrato mentre scherniva la paziente dicendole: "ridi? Ti diverti? Io mi diverto fuori da qua", ed in un’altra occasione le diceva: "tu mangi perché ci siamo noi”. E un altro ancora teneva più volte nei confronti della donna un atteggiamento autoritario , minaccioso e denigratorio, in particolare le spostava il comunicatore dicendole contemporaneamente “… nun cumíncià a sunà si nu tu spaccu", e in un’altra occasione, con riferimento al comunicatore esclamava "non si può cacciare? A che cazzo serve”.
E poi c’erano gli insulti, quando la donna necessitava di essere pulita. Agghiaccianti le frasi di un infermiere rivolte alla donna: “puzzi, ragli comu 'a ciuccia", "sei grassa quantu na ciuccia per me puoi ragliare”. Lo stesso che, in una occasione entrando nella stanza della paziente, vedendola con la testa piegata ed il monitor non calibrato, le diceva di aspettare in quanto doveva andare a bere un sorso di acqua, lasciandola con la testa reclinata; in un’altra occasione mentre la paziente, priva del comunicatore, continuava a piangere, si rivolgeva alla stessa affermando "si vai vai quando finisci.... tanto tu non ci sai stare con il monitor vai vai ti ho aspirato nemmeno mezzora fa”. In diverse occasioni, intervenendo a seguito delle richieste di assistenza della paziente, omettendo di chiedere di cosa avesse bisogno, l’infermiere la minacciava reiteratamente di staccarle il comunicatore e talvolta lo staccava, pronunciando le seguenti frasi: "Tu staccu", "e chi cazzu", "taiu aspiratu taiu sistematu e continui”. 
Gli operatori sanitari - secondo gli inquirenti - hanno agito con inciviltà, mancanza del sentimento di umanità e assoluta mancanza di...........

mercoledì 12 luglio 2017

Notte di paura a Taverna dove il fuoco ha lambito il centro Presilano. Videoracconto


aggiornamento ore 11
Un Canadair e un elicottero stanno effettuando dei lanci a Taverna, nella Presila Catanzarese, per spegnere un vasto incendio sviluppatosi nella serata di ieri a monte del paese e che durante la notte ha minacciato diverse abitazioni.

    Il rogo alimentato dalle alte temperature e dal vento ha fatto vivere momenti di panico agli abitanti della zona. Dieci famiglie sono state fatte allontanare per precauzione. Le fiamme hanno interessato anche l'area della chiesetta della Santa Spina dove è esposta la statua della Vergine che alcuni fedeli sono riusciti a mettere in salvo. L'effigie è stata portata al riparo in paese.
    L'incendio ha distrutti ettari di macchia mediterranea, frutteti e campi coltivati. Danni notevoli ad un capannone e altre strutture di allevamento con conigli e altri animali domestici, che non hanno avuto scampo. Al lavoro a terra vigili del fuoco, Calabria Verde, volontari Protezione civile, carabinieri e forestali, amministratori e personale del Comune di Taverna.

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Una notte infernale per gli abitanti di Taverna che hanno letteralmente combattuto contro un fuoco sempre più minaccioso spinto da un vento che alimentava i focolai. Il fuoco sicuramente di natura dolosa è stato appiccato nel pomeriggio di ieri bruciando diversi ettari di boschi nella notte si è fatto più minaccioso la popolazione di Taverna ha aiutato le varie squadre di vigili e di soccorritori per scongiurare che le fiamme sempre più alte e minacciose entravano in qualche abitazione, in piena notte è arrivata anche l'ordinanza di momentaneo sgombero per alcune abitazioni.Sono veramente notevoli i danni ambientali ma anche a molte attività una delle zone più colpite è stata "Santa Spina" luogo di culto   Alle prime luci del giorno sono arrivati altri mezzi di soccorso anche canadair Le abitazioni sono invase da fuliggine e fumo sconforto e rabbia negli occhi di molta gente consapevole che questi piromani hanno distrutto un paesaggio stupendo ma sopratutto difficilmente saranno.......



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martedì 11 luglio 2017

Frittelle tossiche per otto persone finite in ospedale ancora gravi le condizioni della bimba di nove anni finita in Rianimazione dopo aver mangiato alcune frittelle di fiori di zucca

Sono ancora gravi le condizioni della bimba di nove anni finita in Rianimazione dopo aver mangiato alcune frittelle. È successo a Roghudi, nel Reggino. La bambina, assieme alla sua famiglia, si è intossicata dopo aver mangiato delle frittelle che sembravano di fiori di zucca invece erano "tromboni d'angelo", tra i fiori più velenosi. 

Una svista che poteva rivelarsi fatale. A Roghudi in provincia di Reggio Calabria una famiglia ha rischiato di essere sterminata dai tromboni d’angelo. Provvidenziale l’intuizione del padre che ha subito allertato i sanitari del 118 per chiedere di essere visitato e capire cosa fosse quell’improvviso e anomalo mal di pancia. L’errore commesso è stato quello di aver cucinato delle frittelle con la pianta velenosa che era stata scambiata per semplici fiori di zucca. A raccoglierla erano stati i bambini a passeggio per le periferie del paese, la mamma poi non aveva prestato molta attenzione a quei fiori gialli e li aveva fritti in pastella senza pensarci troppo. A distanza di pochi minuti però tutti avrebbero avvertito dei preoccupanti malori con crampi allo stomaco, capogiri, febbre, arrossamento e difficoltà respiratorie tali da far intervenire l’ambulanza. Otto in tutto le persone finite in ospedale a cui è stata diagnosticata l’intossicazione alimentare. Tra loro anche una bimba di otto anni e uno di dodici, che pare si trovino ancora intubati nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale Riuniti di Raggio Calabria dopo essere stati trasferiti dal nosocomio di Melito in cui erano stati trasportati con gli altri sei componenti della famiglia di origine rumena. I due bambini pare siano stati ricoverati mentre si trovavano in preda alle allucinazioni e versano attualmente in ...........

lunedì 10 luglio 2017

I tanti perchè ? Sulle dimisioni dell'assessore allo sviluppo della regione Calabria Carmen Barbalace



L'assessore allo Sviluppo economico e alla promozione delle Attività produttive della Regione Calabria, Carmen Barbalace, 
si è dimessa. A comunicarlo è stato lo stesso assessore Barbalace indagata nella qualità di dipendente dell'ente regionale, nell'inchiesta condotta dalla Dda di Reggio Calabria che ha portato al fermo di 116 persone accusate di fare parte delle più importanti cosche del "mandamento" ionico.
    I reati contestati a Barbalace si riferiscono ad un periodo precedente alla sua nomina assessorile e sono abuso d'ufficio truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
    Barbalace, esprime "profonda amarezza che nasce dalla consapevolezza dell'assoluta estraneità della mia persona rispetto ai contesti criminali che vengono descritti nel provvedimento" e sostiene di avere sempre agito con "correttezza trasparenza e onestà. Le mie dimissioni costituiscono un atto di assoluto ed incondizionato rispetto nei confronti della magistratura e, soprattutto, dei............

giovedì 6 luglio 2017

2 scosse di terremoto stamattina verso le 8 avvertite a Catanzaro e nel comprensorio epicentro Botricello costa Ionica




2 scosse di terremoto nella costa ionica Catanzarese 
 la prima alle ore 7.50  ML 2,3   alle 08:04 la seconda scossa, di magnitudo ML 3,4  l'epicentro è avvenuto nella zona di Botricello, sulla Costa Ionica Catanzarese Si è avvertito dalla popolazione ma.....

mercoledì 5 luglio 2017

Due giorni ricchi di spunti sul piano religioso, antropologico sui riti religiosi antichi nell'ambito delle attività di ricerca promosse dal "Centro Theotókos" Studi Religiosità Popolare

Centro Theotókos Studi Religiosità Popolare: a Filadelfia e Vallelonga (VV) due giornate di studio.

Una “due giorni”  ricca di spunti sul piano religioso, antropologico, sociologico e filosofico,  quella promossa a Filadelfia e Vallelonga, due ridenti centri  del vibonese, alla presenza di  eminenti studiosi italiani e spagnoli, gli scorsi uno e due luglio. - La “due giorni” si incastona come una ulteriore perla preziosa nell’ambito delle attività di ricerca promosse dal Centro Theotókos Studi Religiosità Popolare-  ha precisato la moderatrice e  saggista Anna Rotundo. Il  Centro, fondato da Martino Michele Battaglia (Docente di Antropologia Culturale presso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Reggio Calabria, e coordinatore del centro) e Anna Rotundo (Docente e Saggista, moderatrice del centro),  è  una costola   del Centro Internacional de  Estudios sobre Religiosidad Popular: Semana Santa (Università di Valladolid -  Spagna), diretto dal prof. Ponga,  ed è un   progetto internazionale itinerante di altissimo spessore culturale, un percorso  che si gloria di studiare la profondità e la bellezza della religiosità popolare.
Theotókos  significa "Madre di Dio", piu’ propriamente, "Colei che genera Dio": colei  che sommamente l'umanita' venera è  anche una donna del popolo, l'umile donna di Nazaret che partecipa alle tradizioni religiose del suo tempo, come testimonia il Vangelo; si studia  per una valorizzazione del femminile in ambito antropologico-religioso, e non solo.
La prima prestigiosa giornata  si è svolta presso la sala dell’auditorium del comune di Filadelfia: il convegno Riti mediterranei e ritualità della SETTIMANA SANTA Nel Sud è stato promosso dall'Amministrazione Comunale e ha registrato, come nella seconda giornata a Vallelonga,  la nutrita presenza di studiosi e ricercatori, in particolare il noto antropologo museale dell’Università di Valladolid, prof. José Luis Alonso Ponga oltre a quella del sociologo dell’Università di Messina Luigi Rossi, del prof. Martino Michele Battaglia  e del prof. Antonino Laganà Ordinario di Filosofia Teoretica e Antropologia Filosofica presso l’Università di Messina. Il sottotitolo: «Incontro con José Luis Alonso Ponga, Direttore del Centro Internacional de EstudiossobreReligiosidadPopular: Semana Santa» (Università di Valladolid -  Spagna) » reca già in nuce la caratura internazionale del  convegno voluto dall’avv. Bruno Caruso, assessore alla cultura del comune di Filadelfia, il quale nel porgere il suo saluto ha sottolineato l’aspetto promozionale del territorio nell’ambito di un progetto che richiama l’attenzione sul turismo religioso. Lo storico del territorio, prof. Vito Rondinelli,  ha ripercorso le vicissitudini che hanno segnato questi luoghi partendo dal sito archeologico di Castel Monardo. A Vallelonga si è discusso sui riti pasquali e le origini del culto della Madonna di Monserrat:  qui l’evento è stato  voluto dal sindaco Egidio Servello e dal Rettore del Santuario mariano dedicato proprio alla Madonna di Monserrato, Don Francesco Galloro che ha espresso la volontà di riproporre questo convegno ogni anno prima dei festeggiamenti della seconda domenica di luglio.  Dopo i saluti di rito delle autorità religiose e civili,  Antonio Punturiero, Coordinatore Regionale delle Confraternite Calabresi, ha ribadito l’impegno e il contributo fondamentale delle confraternite in quello che ha egli stesso definito un itinerario di preghiera e di conversione. Seguitissime sono state le relazioni che hanno approfondito il piano storico e religioso relativo alle pratiche paraliturgiche che vedono protagonista il popolo nel culto alla Madonna di Monserrato. Particolarmente seguite e vera eccellenza della “due giorni” sono state le due Lectio Magistralis del prof. José Luis Alonso Ponga, Ordinario di Antropologia Applicata (Università di Valladolid) a cui i presenti hanno tributato  gradimento e  stima. A margine dei due incontri è intervenuto  il pubblico, arricchendo questi proficui incontri internazionali tra uomini  e culture. Le conclusioni sono state affidate all’esperienza e alla saggezza ampiamente riconosciuta di Antonino Laganà.  
Al termine delle due giornate di studio l’assessore Bruno Caruso ha consegnato un riconoscimento da parte dell’amministrazione comunale di Filadelfia al prof. Ponga, mentre il vicesindaco di Vallelonga,  Piero Angelini gli   ha consegnato una targa-ricordo dell’evento, e ha donato inoltre   un riconoscimento a tutti i relatori. Anna Rotundo, che nel corso degli interventi ha continuamente valorizzato l’aspetto  femminile della religiosità popolare,  ha chiuso i lavori con la grazia che la contraddistingue,  puntualizzando che.........