09.11.2009 - 09.11.2017.... da 8 anni insieme a voi. Auguri al nostro blog del Comprensorio

lunedì 20 novembre 2017

A Sellia nottetempo gira una bestia! Non è un cane ma un ex essere umano.

Sono rimasta traumatizzata...vedere dei cani soffrire in maniera atroce, con tremori, convulsioni, Pablo era stravolto dalla sofferenza e saltava in preda agli spasmi, mila non smetteva di avere le crisi e quando le ho asciugato la bava e cercavo inutilmente di accarezzarla, di abbracciarla per calmarla, cercare di allontanare tutta questa sofferenza, aveva le lacrime agli occhi!!!!! Dovranno pagare, non li perdonerò mai!!!! il tutto è successo in Piazza, in una Piazza pubblica vicino ad un Parco Giochi per bambini!!!! Mi vergogno di vivere in un paese così incivile dove c'è gente ignorante, troglodita che pensa di rimanere impunito con atti del genere!!!!!

C'è una BESTIA a Sellia che sta avvelenando i cani, si diverte ad ucciderli buttandogli delle esche avvelenate con del diserbante agricolo, infliggendogli delle violenze inaudite......il cucciolotto Pablo e la dolcissima Mila sono morti così, tra atroci ed indicibili sofferenze!!! La storia si ripete come a settembre e a marzo, Pablo e Mila, altre due vite innocenti spezzate violentemente come gli altri!!! Eppure non erano cani aggressivi, Pablo e Mila, proprio come tutti gli altri prima di loro!!! Ma la violenza non può e non deve essere giustificata anche quando il cane non risulta "simpatico"!!!Pablo un cucciolotto di soli sette mesi che scondinzolava a tutti, e si avvicinava alle persone in cerca di coccole, tradito dalla mano da cui si aspettava probabilmente carezze! Pablo aspettava solo la sua mamma per una vita migliore!!! Mila invece avevo deciso di tenerla io, dolcissima e bellissima, nemmeno la morte violenta ne ha stravolto la bellezza; docile, buonissima con tutti, tranquilla, affettuosa, non abbaiava nemmeno !!! Anche lei tradita dalla fiducia che aveva verso gli umani!!! Ma qui non si parla di umanità, si parla di BESTIE, ignoranti, beceri, che hanno agito con brutale violenza e sprezzo della vita e delle regole del vivere civile, confidando nell'impunità generale!!! VERGOGNATEVI!!!! Vi risparmio, per crudeltà, le immagini di Mila e Pablo che si contorcono in preda a spasmi violentissimi, sono immagini forti che fanno male agli occhi e al cuore, immagini che dovrebbero far riflettere e scuotere le coscienze di chi si dice civile ed un cuore ce l'ha!!! Immagini da cui traspare solo tanta tanta crudeltà!!!! VERGOGNATEVI!!!! Non potrò nemmeno mai dimenticare Zara, che aveva trovato in Mila, una nuova sorellina che, abbaiando per destare la mia attenzione, cercava di rianimarla con il musino!!!Ancora una volta gli animali si mostrano superiori a noi e ci danno lezioni di umanità!!!! Cercavano amore ed affetto, hanno dato tanto amore e sono stati ripagati con tanto odio e crudeltà!!! Può il fastidio verso i cani generare tanta crudeltà? generale!!! Tutta questa violenza è assolutamente ingiustificata, non va tollerata e deve essere assolutamente condannata e non restare impunita!!! Mila e Pablo e tutti gli altri non hanno colpe se qualcuno li ha abbandonati!!! Dovremmo vergognarci tutti, i Selliesi civili e con cuore non dovrebbero permettere che il paese diventi un luogo in cui sono perpetrati questi atti di inciviltà e di barbarie!!! Sellia non deve diventare un altro caso nazionale come quello in cui fu ucciso il povero Angelo!!! "Nessuno dovrebbe tollerare che vengano inflitte agli animali delle sofferenze e neppure declinare le proprie responsabilità!!! Nessuno dovrebbe starsene tranquillo pensando che altrimenti si immischierebbe in affari che non lo riguardano!!!Quando gli animali subiscono la malvagità umana, quando essi agonizzano per colpa di uomini senza cuore e sono oggetto di ferocia e crudeltà, siamo tutti colpevoli!!!!" VERGOGNIAMOCI TUTTI!!! È davvero inconcepibile quello che è successo in paese, nel giro di due giorni, due poveri cani uccisi uno dietro l'altro!!!!Ci vogliono pene severe per chi abbandona, maltratta ed uccide gli animali !!! Le.....

sabato 18 novembre 2017

Il Parco Nazionale della Sila dopo la prestigiosa Bandiera Verde ora punta a sito Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Il Parco Nazionale della Sila sta rilanciando in questi giorni la sua candidatura a Sito Patrimonio dell’Umanità Unesco. 
A questo proposito il Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ha voluto assicurare il suo appoggio rimarcando come «il fatto che il Parco Nazionale della Sila sia uno dei gioielli della nostra splendida regione noi calabresi già lo sappiamo. Ma questa conoscenza va diffusa nel resto del mondo e, con questo in mente, per il Parco riuscire ad ottenere il riconoscimento come Sito Patrimonio dell’Umanità Unesco sarebbe l’equivalente di una ‘promozione’ in serie A. Questo richiede un lavoro di squadra e la Presidenza della Regione Calabria è pronta a scendere in campo».

Ha proseguito poi notando come «bisogna riconoscere in questo senso l’ottimo lavoro svolto dalla Dirigenza del Parco in termini sia di conservazione delle aree naturali protette che di comunicazione. Ma bisogna continuare a lavorare in questo solco per poter ulteriormente incentivare lo sviluppo del turismo e per far crescere in maniera sempre più ecosostenibile un territorio che, a differenza di altre aree protette, è ancora ‘vivo’ e vissuto, con una vasta popolazione residente all’interno dei suoi confini».«In questo senso, il riconoscimento rappresenterebbe un tassello importante.

Con votazione unanime del comitato esaminatore, il Parco Nazionale della Sila è stato scelto come vincitore della XVaedizione della ‘Bandiera Verde Agricoltura’ della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori).
Il prestigioso premio nazionale è stato assegnato giorno 10 novembre scorso nel corso di una cerimonia tenutasi a Roma in Campidoglio, nell’ambito delle iniziative strategiche “extra-aziendali”, sezione “Agri-park”, ossia quelle “riferibili al settore delle aree naturali protette”.
È un ulteriore riconoscimento del valore delle tante iniziative intraprese dal Parco: basta ricordare anche solo il lavoro fatto finora per il Bio-Distretto; il monitoraggio delle specie selvatiche; le azioni nell’ambito del progetto europeo ‘Let’s clean up’; l’Arboreto del Parco; il supporto a ‘Fattorie Aperte’; il PLL ‘SiLavoro’; l’aver portato ad esporre in fiere internazionali B2B come la Biofach di Norimberga o TuttoFood di Milano i produttori locali; l’aver redatto un Piano di Marketing Integrato per le aree protette dell’intera Calabria.Ora il Parco, nelle parole del suo Direttore f.f., il dott. Giuseppe Luzzi, sta anche «rilanciando la candidatura a ‘Sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO’. Abbiamo lavorato per superare le criticità riscontrate in sede di valutazione e siamo ora pronti a riprendere il percorso. Siamo grati alla CIA per l’appoggio che ci ha garantito a questo proposito e siamo certi che il riconoscimento porterebbe benefici incommensurabili al nostro territorio, sia in termini di sviluppo ecosostenibile che di protezione della natura e dei paesaggi».
La ‘Bandiera Verde’ è un marchio di riconoscimento, nato nel 2003, attraverso il quale si intendono premiare aziende agricole, enti locali, associazioni, comuni, scuole e personalità che si sono particolarmente distinti nelle azioni e politiche svolte a favore dell’agricoltura, dell’ambiente, dello sviluppo territoriale, nonché di........

venerdì 17 novembre 2017

I sospetti di Manno sulla diga sul Melito finiscono sulla scrivania del procuratore Gratteri. 1000 posti di lavoro e 550 milioni di euro

La denuncia del presidente del Consorzio di Bonifica dello Ionio Catanzarese : «C’è qualcuno che tenta di togliere l'opera a noi per farla realizzare ad altri. Parliamo di 1000 posti di lavoro e 550 milioni di euro» 

Grazioso Manno non demorde, anzi rilancia e adombra qualche sospetto sui motivi per cui l’ormai nota vicenda della diga sul Melito non si sblocca.
Dopo la protesta, clamorosa, dei giorni scorsi in cui il presidente del Consorzio di Bonifica dello Ionio Catanzarese aveva avviato lo sciopero della fame e soprattutto dei farmaci salvavita di cui fa uso, Manno accusa: «Non ci sono più ostacoli al rifinanziamento, quindi la verità è che c’è qualcuno che tenta di togliere l'opera a noi per farla realizzare ad altri. Parliamo di 1000 persone a cui dare lavoro, 550 milioni di euro oltre le opere complementari: un’opera che fa gola a parecchi. Con questi numeri, è facile capire quali interessi possano celarsi dietro quest’opera. Su questo argomento, nei prossimi giorni porterò al procuratore Nicola Gratteri un dossier molto approfondito affinché venga fatta luce sull’intera vicenda della diga, cioè su trentacinque anni di storia».
Manno, dal canto suo, però, non ha dubbi: «La diga sarà realizzata, anche grazie alla disponibilità di alcuni deputati che si sono messi a lavoro e si stanno battendo affinché venga rifinanziata».
Convitato di pietra al tavolo operativo è invece, secondo Manno, proprio la Regione: «È assente - ha detto -, al netto di quella che doveva essere una riunione tecnica ma che non ha portato a nulla: dev’esserci la volontà politica, con un atto scritto del presidente Oliverio, in cui si dice che quest’opera verrà realizzata. Così come Oliverio ha detto per la sanità, anche io dico che questa situazione è intollerabile e chiedo un atto formale a lui e a Delrio sul rifinanziamento di questa opera».
Un’opera che, ha sottolineato Manno, sarebbe a costo zero per la..........

giovedì 16 novembre 2017

Sulla controversia tra il Comune di Sellia Marina e un stabilimento balneare si esprime il TAR che da ragione al stabilimento balneare

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria si è pronunciato nei giorni scorsi a Catanzaro, in materia edilizia, sulla illegittimità del pagamento dei costi di costruzione su area demaniale.
La vicenda nasce dalla richiesta da parte del Comune di Sellia Marina del pagamento dei costi di costruzione per la realizzazione di uno stabilimento balneare. L'impugnativa dell'atto, grazie al patrocinio legale dell'avvocato Emilia Tolomeo, del Foro di Catanzaro, ha consentito l'accertamento dell'illegittimità della pretesa contributiva.
L'avvocato Tolomeo ha così commentato il provvedimento: “Una sentenza apripista. Trattasi di una controversia che si pone a metà strada tra la materia urbanistica ed il diritto demaniale”.
La decisione del TAR mette per la prima volta in luce l'illegittimità di tutte le richieste di pagamento effettuate, anche nel corso degli anni precedenti, dagli Enti locali per la realizzazione degli stabilimenti balneari.
Tenuto conto del numero delle strutture realizzate sulle coste italiane, non solo calabresi, si apprezza l'incidenza che la sentenza del Giudice amministrativo può assumere su tutto il territorio nazionale. Il TAR di Catanzaro giunge alla conclusione che “il contributo di costruzione non è dovuto su opere che sorgono in area demaniale, atteso che la quota di contributo commisurata al costo di costruzione integra una prestazione di natura paratributaria, determinata tenendo conto della produzione di ricchezza generata dallo sfruttamento del territorio, che non è ravvisabile nelle costruzioni su area demaniale, in quanto insuscettibili di commercializzazione e destinate a ricadere, alla...

mercoledì 15 novembre 2017

Sersale importanti decisioni durante l'ultimo consiglio comunale del 13.11.2017

Variazione bilancioNel consiglio comunale del 13 novembre c'era un solo punto all'ordine del giorno, ma prima di discuterne il presidente del consiglio ha anticipato che le nostre mozioni d'ordine e i quesiti a risposta scritta saranno discussi in un apposito consiglio convocato ad hoc nei prossimi giorni. Allo stesso modo il consigliere Colosimo ha informato il consiglio sull'evoluzione degli incontri intercorsi col direttore del polo sanitario di Sersale e col direttore generale ASP in merito al potenziamento di alcuni servizi: anche questo punto potrebbe essere oggetto di approfondimento al prossimo consiglio.
Qui di seguito la diretta streaming dei lavori:
Nello specifico, la maggioranza portava in consiglio la ratifica della variazione di bilancio adottata dalla giunta lo scorso 14 settembre 2017. Ovvero:
  1. un finanziamento regionale per la riserva Valli Cupe di 100.000€;
  2. un finanziamento regionale per eventi culturali di 4.000€;
  3. un'anticipazione per i comuni in dissesto di 1.000.0000€;
  4. una variazione di costi tra diversi capitoli.
Il nostro gruppo si è detto disponibile a votare i primi due importi (leggi la dichiarazione), poiché si tratta di interventi necessari. Ma sicuramente non avrebbe mai potuto votare un indebitamento ventennale per 1 milione di euro per coprire il risanamento dovuto al dissesto finanziario dichiarato dalla giunta Torchia.
Infatti il ministero ha accordato un prestito di 1 mln di euro da trasferire all'OSL da utilizzare per pagare i creditori del comune di Sersale. Tra questi ci sono gli speculatori che hanno fatto causa al camune (Sentenza Palazzo Colosimo e altre), ma anche i debiti contratti da Progetto Sersale nel corso delle sue amministrazioni prima che la Corte dei Conti obbligasse la giunta Torchia a dichiarare il dissesto.
Questo prestito andrebbe restituito in 20 anni gravando sulle tasse dei cittadini di Sersale: ovviamente né i cittadini né noi abbiamo responsabilità nei danni e nelle gestioni finanziarie allegre che hanno portato al dissesto, quindi non riteniamo giusto che a pagare siano sempre e soltanto i cittadini.
L'assessore Rizzo, nel suo intervento, ha chiarito che di questo milione di euro il comune ne restituirebbe circa 700.000, perché nel frattempo all'OSL sono state fornite altre risorse per coprire gli oltre 2 milioni di debiti. Comunque risorse sottratte ai cittadini.
Di questa preziosa informazione abbiamo avuto notizia solo ed esclusivamente al consiglio comunale, cioé la richiesta di restituire parzialmente al ministero l'aniticipazione non è stata fornita per tempo ai nostri consiglieri comunali. Tuttavia abbiamo chiesto che al prossimo consiglio ci vengano trasmessi dettagli che ci permettano di capire nello specifico quali movimenti finanziari vengono posti in essere.
L'occasione sarà propizia anche per discutere di dissesto e risanamento, e anche della mozione per chiedere al consiglio comunale di costituirsi in giudizio per accertare le effettive responsabilità di chi ha causato il dissesto. Una mozione collegata al punto all'odg che però non è stata portata in discussione...
2017-11-10 Mozione su Dissesto
Oltre alla mozione sul dissesto, il Presidente del Consiglio ha preso l'impegno di discutere anche delle altre nostre proposte: la..........

martedì 14 novembre 2017

Arrestato 60 enne nel Catanzarese aveva ben nascosto in casa 1,4 Kg di marijuana.



È stato beccato con 1,4 chili di marijuana, per questo motivo un uomo si 60 anni è stato arrestato dai carabinieri di Girifalco per il reato di detenzione illegale ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Durante una perquisizione eseguita a casa del 60enne, i militari hanno trovato una busta con all'interno 1,4 chilogrammi di marijuana, materiale per il confezionamento e 110 euro in banconote di vario taglio ritenute provento dello spaccioIl materiale è posto sotto sequestro e la sostanza stupefacente verrà inviata nei prossimi giorni presso il......

lunedì 13 novembre 2017

La Calabria una regione di assenteisti tra permessi, ferie, malattie e congedi: Cosenza al primo posto in Italia Reggio al quinto Catanzaro? Ecco l'elenco completo di tutti i capoluoghi di provincia.

Non è un bel primato per la città di Cosenza e di Reggio Calabria  che si trovano al primo e al quinto posto in Italia per numero di assenze dei propri dipendenti comunali.


A Locri, cittadina del reggino di circa 12mila abitanti sulla costa ionica della provincia di Reggio Calabria, malattie, congedi, permessi e ferie hanno tenuto lontano in media i dipendenti del Comune per 99,4 giorni in un anno. Ma tra le città Capoluogo di provincia, al primo posto per assenze su 121 comuni, c’è proprio la città dei Bruzi con una media di 65,1 giorni di assenza. I dati sono stati pubblicati oggi da Il Sole24ore.
Le altre città capoluogo non sono messe meglio, tranne Vibo Valentia, che si trova al penultimo posto (dato però positivo in tal caso) con 23 giorni in media di assenza dei suoi dipendenti comunali. Trend alto anche per Reggio Calabria, al 5° posto della classifica degli assenti, con una media di 59,3 giorni. Catanzaro è al 56° posto con 51,8 giorni e Crotone all’85° con 46, 6 giorni d’assenza in un anno dei suoi dipendenti comunali dal posto di lavoro.
Alla Maddalena, in Sardegna, la media parla di 87,3 giorni fuori ufficio mentre a Condofuri, ancora Reggio Calabria, ci si ferma a 86,1. Ma, almeno stando ai dati ufficiali, non mancano casi-limite al contrario, da Biassono (Monza e Brianza; 14 giorni di assenza medi a testa, meno delle ferie) a Mussomeli (Caltanissetta; 18,1 giorni).
L’Italia dell’assenteismo vede uffici ‘meno affollati’ in Calabria e Sicilia mentre Campania e Molise si spingono tra le aree “virtuose” insieme a Lombardia, Veneto e Toscana. Oltre a essere grave, quindi, il fenomeno nella pubblica amministrazione è parecchio diversificato.
I numeri messi in fila dal centro di ricerca Ermes nel suo primo Rapporto sui Comuni, ed elaborati sulla base dell’ultimo conto annuale della Ragioneria generale, offrono il quadro strutturale del problema, più dei censimenti mensili che sono pubblicati nella sezione dell’«amministrazione trasparente» di ogni ente pubblico ma sono ovviamente soggetti a fluttuazioni congiunturali. E danno anche un’indicazione di sistema interessante: nei Comuni piccoli, dove gli organici sono più ridotti e c’è in genere più spirito di squadra ma anche più controllo reciproco, le assenze sono minori (46,1 giorni in media, ferie comprese), mentre l’indice sale al crescere delle amministrazioni fino a raggiungere il massimo (51,4 giorni) dove i dipendenti sono più di mille. Palermo, Cagliari, Catania e Torino spingono in alto il dato delle città, mentre a Napoli, Rimini, Milano e Salerno le assenze sono più basse.

Finora, l’assenteismo pubblico ha dominato la cronaca con le sue manifestazioni estreme, su cui si sono concentrate anche le risposte della politica a suon di licenziamenti “sprint” in 30 giorni e sanzioni per danno all’immagine per chi timbra l’entrata e imbocca subito l’uscita.
L’assenteismo che scava sotto la macchina pubblica ed erode performance e servizi è però quello ordinario, fatto di malattie certificate con generosità, di permessi ad ampio raggio e congedi concessi senza troppi controlli. A scardinarlo dovrebbero ora pensare i nuovi contratti nazionali del pubblico impiego, che stanno entrando nel vivo del confronto dopo la pausa pre-manovra e sono chiamati a far valere un binomio semplice nei principi ma complicato nella sua......

sabato 11 novembre 2017

17enne denuncia stupro. Il prete su Facebook. “Il minimo che potesse accaderti”Per le frasi choc la curia lo obbliga a rettificare




Una giovane di quasi 18 anni aveva denunciato nei giorni scorsi di essere stata stuprata in un vagone della stazione di Bologna e poi rapinata. Indaga la polizia, la ragazza si è presentata all'ospedale Maggiore venerdì scorso, il 3 novembre. 
La minore ha riferito di aver passato la serata nella zona di piazza Verdi con alcuni amici e di aver bevuto molti alcolici. Ad un certo punto si è accorta di non aver più il cellulare e un giovane magrebino si sarebbe offerto di aiutarla, dicendole di seguirlo. I due sarebbero quindi arrivati in stazione, dove la giovane sostiene di aver subito la violenza sessuale. Si sarebbe svegliata solo la mattina dopo, seminuda e senza più la borsa con sé.
Le frasi choc di don Lorenzo Guidotti. “Ma dovrei provare pietà? No!". 
E dopo la cavolata di ubriacarti - scrive il sacerdote - con chi ti allontani? Con un Magrebino?!? Notoriamente (soprattutto quelli in Piazza Verdi) veri gentlemen, tutti liberi professionisti, insegnanti, gente di cultura, perbene... Adesso capisci che oltre agli alcolici ti eri già bevuta tutta la tiritera ideologica sull’accogliamoli tutti? ... tesoro ... a questo punto, svegliarti seminuda direi che è il MINIMO che potesse accaderti».
Queste le parole choc del sacerdote di Bologna, don Lorenzo Guidotti con le quali ha commentato sulla sua pagina Facebook (che non ha profilo pubblico) lo scorso 6 novembre la notizia della 17enne che il 3 novembre ha denunciato di essere stata violentata in un vagone della stazione, dopo una serata in cui si era ubriacata. È il sito di Radio Città del Capo a riportare il post di Guidotti, parroco della chiesa di San Domenico Savio, pubblicando lo screenshot del messaggio, apparso la sera del 6 novembre.

“Mi spiace ma... Se nuoti nella vasca dei piranha non puoi lamentarti se quando esci ti manca un arto... cioè... A me sembra di sognare! Ma dovrei provare pietà? No! Quella la tengo per chi è veramente Vittima di una città amministrata di ..., non per chi vive da barbara con i barbari e poi si lamenta perché scopre di non essere oggetto di modi civili. Chi sceglie la cultura dello sballo lasci che si ‘divertano’ anche gli altri...?”.
"Il mio non è un attacco alla ragazza, ci mancherebbe, ma un tentativo di far PENSARE gli altri ragazzi e i loro genitori... e, magari, anche chi amministra la cosa pubblica. Chissà forse proprio grazie alle PAROLE FORTI e a QUESTO ARTICOLO, il messaggio arriva a chi altrimenti non avrei mai raggiunto. Vogliamo aspettare la seconda vittima, la terza, la quarta, ecc? IO NO!". Così don Guidotti ritorna su Facebook sulle parole scritte il 6 novembre, commentandone la diffusione sui siti. E così ho avuto anche io il mio quarto d'ora di notorietà (ne avrei fatto anche a meno perché non la cerco)", dice.
La retromarcia del parroco: "Chiedo scusa"
Quanto al caso della ragazzina che ha denunciato uno stupro alla fine di una serata in cui ha detto di essersi ubriacata, il sacerdote scrive: "Sapevo benissimo di.....................

venerdì 10 novembre 2017

Rubavano le offerte per San Francesco che arrivavano da tutto il mondo. Condannati 6 persone per appropriazione di oltre un milione e mezzo di euro destinati al Santo di Paola protettore della Calabria

Un milione e mezzo di euro erano stati ‘girati’ con dei bonifici a parenti ed amici del promotore finanziario



 Il Tribunale di Paola, presieduto da Paola Del Giudice, ha condannato un consulente finanziario, Massimiliano Cedolia, a cinque anni di reclusione per avere truffato, tra il 2007 e il 2012, l'Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, appropriandosi di oltre un milione di euro. Il collegio ha anche condannato cinque presunti complici di Cedolia, Francesca Vidiri, Francesco Vidiri, Ofelia Vidiri, Grazia Magurno e Salvatore Magurno. Il primo a 3 anni e 6 mesi di reclusione e gli altri quattro a 3 anni e 3 mesi. I cinque avrebbero ricevuto da Cedolia e riciclato oltre 280 mila euro.
    Il Tribunale ha anche disposto la confisca di tutti i beni, anche eventualmente intestati a terzi, degli imputati, che sono stati anche condannati al risarcimento del danno in favore dell'economo e dell'Ordine dei Minimi, oltre al pagamento di una provvisionale che ammonta complessivamente a più di un milione e duecentomila euro.

A gestirlo era lo stesso Cedolia, sulla base di accordo ‘a voce’, il quale pare fosse l’unico in possesso della password necessaria per compiere qualsiasi operazione. Quando però al termine dei festeggiamenti l’economo chiese di chiudere il conto corrente Cedolia afferma di aver investito i fondi in borsa in investimenti non andati a buon fine. In realtà dopo qualche accertamento i frati si accorgono che il promotore finanziario aveva trasferito 850mila euro su conti correnti di persone sconosciute all’Ordine dei frati minimi. Si trattava infatti di amici e parenti di Cedolia. Tra questi spiccavano i nomi della moglie, della zia, del padre e della madre del promotore finanziario: Maria Rosaria Punzo, Preite Carmelina, Attilio Cedolia e Adua Preite. Nei confronti dei quattro il Tribunale di Paola ha oggi ordinato il sequestro di beni mobili e immobili per un totale di 1 milione e 254mila euro. La restante parte del denaro dei fedeli scivolato nelle tasche degli ‘amici’ di Cedolia, 286mila euro dovrà essere prelevata dai conti correnti di Francesco Vidiri, Grazia Magurno, Ofelia Vidiri, Salvatore Magurno e Francesca Paola Vidiri. I cinque sono.......

mercoledì 8 novembre 2017

Sersale il premio ‘Carmela Borelli madre eroica’ a Nicole Orlando, l’atleta paralimpica cinque volte sul podio.




Riconoscimento a Nicole Orlando, l’atleta paralimpica originaria di San Giovanni in Fiore che ai mondiali 2015 di Bloemfontein in Sudafrica – alla prima apparizione in un campionato del mondo – e’ salita cinque volte sul podio. Nicole, 23 anni, cresciuta in Piemonte, ha ricevuto il premio ‘Carmela Borelli madre eroica’Organizzato dalla ProLoco con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Sersale, giunto all’ottava edizione. . L’opera, una scultura in ferro che ritrae una mamma nell’abbraccio coi figli dell’artista Pino Campise, le è stata consegnata dal sindaco del comune della presila catanzare, Salvatore Torchia, alla presenza del delegato comunale alla Cultura Tommaso Stanizzi e del presidente della locale Proloco Alessandro Galeano. Sono intervenuti il vice presidente della Regione Antonio Viscomi, l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace mons. Domenico Bertolone e il reggente del Comitato paralimpico regionale Giovanni Giarmaleo. “Mi alleno tre volte a settimana seguendo un mia idea: vietato dire non ce la faccio! Il cromosoma in piu’ mi spinge a non mollare mai”. Nicole Orlando, nella chiesa dell’Immacolata di Sersale gremita di persone, soprattutto giovani, ha raccontato il suo amore per l’atletica, ricordando l’importanza che hanno avuto i suoi genitori per i successi conseguiti.  “La famiglia e’ fondamentale in tutto cio’ che faccio. Sono orgogliosa di essere italiana”. E ancora: “Mi piacerebbe provare a.....................

lunedì 6 novembre 2017

Sellia; scoperto giro di droga nel rione Madonna della Neve ?




Sellia tranquillo e ridente paesino ai pieni della Sila dove il tempo sembra che si sia fermato non solo metaforicamente ma anche realmente (vedi orologio del campanile) dove tutto sembra scorrere tranquillamente non passano certamente inosservati dei movimenti molto sospetti da parte di un cittadino nel rione Madonna della Neve il quale insospettito  da alcuni strani movimenti dopo un controllo accurato trovava ben custodite circa 1,5 gr di  marijuana già pronta per il consumo Il solerte cittadino Selliese non ha perso tempo è senza esitazione ha chiamato le forze dell'ordine che giunti prontamente sul posto hanno posto sotto sequestro la droga avviando subito le indagini per  poter risalire a chi ha nascosto la marijuana cercando di capire se si tratta di un caso isolato oppure esiste un giro più vasto con.........

sabato 4 novembre 2017

Replica da parte della Famiglia Arcuri proprietaria da oltre 20 anni del Grande Albergo delle Fate su eventuali iniziative reclamizzate in questi giorni




In merito a quanto appreso dai social e da un articolo di giornale, aventi ad oggetto delle manifestazioni organizzate dalla Sign.ra Sveva Mancuso nei pressi della
struttura alberghiera "Grande Albergo Parco delle Fate", 
SI RENDE NOTO CHE quest'ultima, in qualità di promotrice della costituenda Associazione Culturale "Eventi Fate" è già stata diffidata a NON utilizzare per qualsiasi motivo il nome della struttura, tantomeno gli spazi antistanti, poiché il Grande Albergo delle Fate è di proprietà ormai da tantissimi anni della famiglia Arcuri. L'eventuale violazione sarà denunciata alle competenti autorità, già avvisate per mezzo di un telegramma ed invitate eventualmente anche ad intervenire ad avvenuta violazione. 
Nell'arco degli anni, gli eventi avuti luogo dentro e fuori la struttura, per conto di Enti ed Associazioni, sono sempre stati autorizzati dalla suddetta proprietà.
Ci si meraviglia come, nella società odierna, si possa dare adito e concedere spazi comunali ad una persona che, un bel giorno si ricorda che la famiglia che negli anni d'oro ha dato origine all'attuale Villaggio Mancuso, ma ha dimenticato che l'omonima famiglia ha venduto le precedenti proprietà seguendo l'iter previsto dalla legge. Non risulta infatti ad oggi, nessuna proprietà riguardante il Grande Albergo Parco delle Fate, intestate alla Sign.ra Mancuso che sta arbitrariamente abusando di titoli che non possiede in quanto non risulta essere ereditiera delle aree in questione. 
Non esistono ne "strade contese" ne "strutture contese" poichè l'attuale proprietà ha avuto il piacere di contrattare direttamente con i Mancuso, oltre 20 anni fa. 
Ad oggi, ciò che risulta appartenere alla Mancuso, è l'eccessiva voglia di mettersi in mostra, auspicando ad un misero momento di gloria. La questione che, vede menzionata la figura della famiglia Arcuri, è già stata affidata ai legali di fiducia.
La famiglia Arcuri, che opera nel commercio e gestisce le aziende di famiglia da oltre 40 anni, ha portato (successivamente all'acquisto) in alto il nome della struttura e quindi del Villaggio stesso, investendo anni di sacrifici e schierandosi in prima persona ad affrontare il lavoro da albergatori e ristoratori, nonchè investendo fiorenti economie. Grazie alla determinazione e all'impegno, si è ottenuto un importante riconoscimento che ha ancor più valorizzato l'immobile, in quanto, nel 2007 venne riconosciuto dal MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI, tramite D.M. (vedi allegato)

Per anni si è portato avanti un progetto seguito contestualmente dalla Regione Calabria, che aveva manifestato interesse a far divenire un Museo Culturale l'antica struttura ma, purtroppo, a progettazione ultimata la precedente Amministrazione Regionale ha taciuto sulla questione e, quindi, il grande progetto non si è concretizzato. 
Siamo ancora in attesa di risposte, tenendo in serbo quelle che sono le nostre intenzioni, ovvero di far rinascere la struttura, interessando gli Enti competenti e avvalendoci di quelle che sono le attestazioni ministeriali ottenute.
In conclusione si precisa ulteriormente che la..........

venerdì 3 novembre 2017

Sersale: la struttura polivalente coperta ? Il depuratore? E il PIP? Esistono solo nel paese immaginario del sindaco Torchia di #solocosebelle!

Nei giorni scorsi sui giornali e sui blog del comprensorio sono apparsi dei comunicati nel quale il sindaco di Sersale fa un auto elogio della sua amministrazione. Nella foga di auto incensarsi il sindaco annovera tra i successi della sua compagine anche “la riqualificazione di importanti strutture pubbliche lasciate nell’abbandono, la realizzazione della prima struttura sportiva polivalente coperta”.
I sersalesi sanno benissimo che però l’impianto di depurazione, la strada di piano del PIP Borda e la scalinata votiva del monte Crozze o l’impianto sportivo polivalente non sono opere sottratte al degrado e men che meno realizzate.
L’impianto di depurazione si presenta in stato di totale abbandono nonostante sia in avanzato stato di realizzazione; all’opera manca il collettamento e l’attivazione, tuttavia rovi e sterpaglie si sono impadronite delle vasche: è curioso che un comune che sigla intese di prestigio con Legambiente non abbia la minima cura delle acque reflue.
La scalinata che conduce al santuario del Monte Crozze, i cui lavori risalgono addirittura alla consiliatura Scalfaro, è in evidente stato di abbandono. Il cantiere è incustodito a rischio di incolumità, i lavori sono incompleti e fermi ormai da anni – a parte una sceneggiata elettorale, durante la quale è stato inviato un muratore a far finta che i lavori stessero riprendendo. Per questo lavoro pubblico, dopo la spesa di appalto, l’amministrazione Torchia avrebbe perfino recuperato degli ulteriori importi per il completamento, ma è evidente che non solo il lavoro non è stato completato con grave danno per la comunità, ma si continua a spendere senza successo, e questo è un danno anche per le casse comunali. La strada di piano, come del resto l’intero PIP in località Borda, appaiono in stato di totale abbandono: dopo un investimento di circa 2 mln di euro il comune di Sersale non ha venduto alcun lotto, anzi ha guadagnato solo il dissesto finanziario, dichiarato proprio dall’amministrazione Torchia per gravi irregolarità nella tenuta dei bilanci 2010/2011/2012.
Infine la prima struttura polivalente coperta: a parte interventi effettuati in fretta e furia solo dopo le nostre segnalazioni in campagna elettorale, risulta pagata la realizzazione del grosso delle opere ma è evidente che l’opera è ben lontana dal suo completamento. Per tutti questi interventi, per cui non è dato sapere le cause per il fermo dei lavori, sono stati più volte richiesti gli atti, ma a tutt’oggi si rimane ancora in attesa.
I cittadini di Sersale hanno ben compreso il metodo della polvere sotto il tappeto che il Sindaco tenta costantemente di mettere in atto: è un’autocelebrazione che non prevede di mostrare le vergogne e i fallimenti.
Infatti, il consenso elettorale di Progetto Sersale è stato veramente esiguo nonostante tutti i successi elencati. Esso è dovuto solo ed esclusivamente ad una serie di ‘scontrini elettorali’, cioè una pioggia di interventi, di contributi, di sovvenzioni per accaparrarsi qualche voto in campagna elettorale. Non si tratta di invenzioni o illazioni, ma di atti amministrativi di spesa resi noti ai cittadini solo dopo le elezioni – spese per le quali si è addirittura resa necessaria una variazione al bilancio di previsione approvato nemmeno due mesi prima.
È curioso che il sindaco indossi un vestito da grillino col suo “incarichi e posti nei cda li lascio ad altri”, esattamente dopo la sua fresca elezione al Consorzio di Bonifica, riconosciuto dai calabresi come uno dei massimi esempi di carrozzone politico. Mentre è del tutto assente in quei contesti dove sarebbe necessario che Sersale giochi un ruolo di guida per il comprensorio.
L’amministrazione Torchia ha una sola........

martedì 31 ottobre 2017

Diga sul Melito dopo 35 anni ancora tanti promettono ma nessuno mantiene Il Presidente Manno inizia lo sciopero della fame Oliverio continua a rimanere sordo.

Esisteva ancora la Cassa per il Mezzogiorno quando – correva il dicembre 1982 e l'Italia era da 5 mesi campione del mondo – venne approvato il progetto per la costruzione della diga di Gimigliano sul fiume Melito, ai piedi dell'altopiano della Sila.
Un'opera imponente, la più grande in cantiere al Sud: 15 milioni di metri cubi di materiale, 108 metri di altezza massima per uno sviluppo a corona di 1,5 km e la capacità di ingabbiare 108 milioni di metri cubi d'acqua, che dovrebbero spegnere la sete di mezzo milioni di calabresi in 50 comuni, oltre a centinaia di aziende agricole e imprese. E un costo elevato: 259,7 milioni (502 miliardi di lire), di cui 52,4 milioni impegnati. Dopo ben 35 anni tutto fermo tante, promesse ma di concreto nulla.

Rimarrà nell’ufficio e manterrà tutto quello che ha dichiarato e cioè “non mangerò e non parlerò con nessuno fino a quando la Regione non stanzierà € 4.500.000,00 occorrenti per riassumere gli operai stagionali sulla rete di colo in tutti gli 11 Consorzi di Bonifica; e il Ministero delle Infrastrutture inserirà nel suo programma la ripresa dei lavori della Diga sul Melito".
Richieste precise che non vogliono essere un ricatto. Certamente si aspetta una chiara presa di posizione del Presidente della Giunta Regionale Mario Oliverio, che è l’interlocutore Istituzionale più autorevole nei confronti del Governo Nazionale”. È la dichiarazione di Grazioso Manno, presidente del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese, dopo l’annuncio in occasione degli Stati Generali sulla Diga Melito dello sciopero della fame e della parola e la non assunzione dei farmaci salvavita che prende dal 2011 dopo una delicata operazione al cuore.
Manno ha infatti trascorso la prima notte nei suoi uffici al Consorzio di Bonifica di Catanzaro. Sono stati insieme a lui amici, dipendenti, consiglieri del Consorzio, rappresentanti delle Istituzioni i primi a giungere sono stati i consiglieri regionali Baldo Esposito e Wanda Ferro enormemente preoccupati per la sua salute. Centinaia e centinaia di messaggi stanno giungendo incessantemente al Presidente.
Gli stati Generali hanno contrassegnato una pagina importante, uno “spartiacque” come li...........

lunedì 30 ottobre 2017

In Calabria la più grande tendopoli d'Italia."Chi sono i prossimi migranti sbarcati della Presila ?" Lettera aperta di un cittadino.

"Con la realizzazione della più grande tendopoli d'Italia, quella di San Ferdinando, si è conclusa l'attività della Protezione civile della Regione Calabria prevista nel protocollo di intesa stipulato nel 2016 da Prefettura di Reggio Calabria, Regione Calabria e Comune di San Ferdinando". E' quanto si afferma in una nota della Protezione civile regionale.

    "La tendopoli di San Ferdinando - è detto nella nota - è stata realizzata nel periodo giugno-agosto 2017 con il supporto indispensabile delle associazioni di volontariato. La tendopoli ospita 464 migranti. Dal 18 luglio scorso, la struttura è stata data in gestione dalla Prefettura reggina al comune di San Ferdinando. Oltre alla realizzazione, Prociv ha ideato, progettato, fornito ed installato nella tendopoli sistemi di controllo degli accessi ad alta tecnologia, mediante il rilevamento automatizzato delle impronte digitali e dei volti - e di videosorveglianza ad alta definizione, entrambi controllabili in remoto dalle forze dell'ordine".

a seguire lettera aperta da parte di un cittadino della Presila


Chi sono i  prossimi  sbarcati della presila????


Benvenuti clandestini..!!!Ecco chi sono i prossimi “ospiti sbarcati” nelle comunità presilane, convinte da Minniti ad aderire al programma di accoglienza Sprar!!!


CLAN-DES-TI-NI, cioè persone entrate illegalmente nel nostro Paese, che non scappano da nessuna guerra,  villeggianti a spese dei contribuenti italiani, che non riceveranno mai lo status di profughi perché non ne hanno diritto. A dirlo non è Salvini o qualche altro xenofobo, razzista, ecc... ma il Ministero dell'Interno che martedì ha diffuso i dati delle Commissioni territoriali per il diritto d'asilo.


In pratica, oltre nove “sbarcati “ su dieci andrebbero immediatamente respinti; meglio ancora, non si dovrebbe andare fino sulle coste libiche a caricarli sulle navi (ONG!!).

Dall'inizio dell'anno a oggi le commissioni hanno esaminato 64.756 istanze:
lo status di rifugiato è stato riconosciuto a 5.567 richiedenti (poco meno del 9%), la protezione sussidiaria a 5.862 (9%) e la protezione umanitaria a 15.928 (25%). I mancati riconoscimenti sono stati 33.579, pari al 52%".


Lo ha reso noto Sandra Sarti, presidente della Commissione nazionale per il diritto d'asilo del ministero dell'Interno, nel.......

sabato 28 ottobre 2017

Emergenza siccità: secondo la Sorical nei prossimi mesi acqua razionata in tutta la regione.Nella Presila Catanzarese già si registra un meno 22% di portata (vedi cartina)

Cartina dei percorsi principali degli acquedotti in provincia di Catanzaro gestiti dalla Sorical


Nonostante l’inizio della stagione delle piogge, la carenza idrica si avrà anche per i prossimi mesi. Le falde, a causa del lungo periodo di scarse precipitazioni, si sono impoverite e le sorgenti in questi mesi hanno ridotto la portata a livelli preoccupanti, non solo in provincia di Cosenza ma anche nel Catanzarese e Vibonese. Sorical, gestore delle sorgenti degli acquedotti regionali rileva un calo di portata che anche nel mese di ottobre, in netta controtendenza rispetto al recente passato, al punto da far segnare punte record per alcuni schemi come l’Abatemarco-Capodacqua (-25%) al servizio di 25 Comuni tra cui Cosenza, Rende, Castrolibero e Montalto Uffugo. L’acquedotto Bufalo (-27%), al servizio di 16 comuni a Sud di Cosenza tra cui Mendicino, Rogliano, Grimaldi ed Aiello Calabro; Cali più vistosi per le sorgenti più piccole degli Schemi acquedottistici Rende Uniti, Marano Uniti, Fondente-Botte Donato al servizio dei Casali del Manco con cali tra il 35 e il 40%. In crisi anche gli acquedotti al servizio della Sibaritide e Basso Jonio: il Macrocioli, a servizio di diversi comuni tra cui Mirto e Calopezzati; Preoccupa anche l’Ejano che preleva acqua dal massiccio del Pollino, nel Comune di Frascineto, e alimenta popolosi centri abitati come Cassano Jonio, Villapiana, Cerchiara, Trebisacce e Roseto (verso nord) e Corigliano Calabro verso sud; Nella Presila Catanzarese in calo del 40% le sorgenti dell’acquedotto Posino a servizio di Tiriolo,
Gimigliano, Miglierina, Amato. L’Alto Simeri è in calo del 22% , nelle scorse settimane è entrata in crisi l’erogazione ai Comuni di Pentone, Sorbo, Magisano, Simeri Crichi, Soveria Simeri, Zagarise e Sellia Superiore e Sorical ha chiesto ad A2A un maggiore rilascio di acqua dalla diga del Passante. Nel Vibonese in calo da mesi del 30% l’acquedotto Monte Poro al servizio di Briatico, Cessaniti, Filandari, Zungri, San Costantino, Rombiolo, Ionadi, Filandari e Briatico. In calo del 30% anche le sorgenti del Tuccio che alimenta la parte sud della città dello Stretto fino a Melito Porto Salvo. I tecnici della Sorical, per sopperire alla ridotta produzione delle sorgenti, dove...........

venerdì 27 ottobre 2017

Inaugurato ieri a Taverna la sede del distaccamento volontario Vigili del fuoco il presidio opererà anche nei comuni di Albi, Sorbo, Pentone, Sellia, Magisano, Fossato

Nel pomeriggio di oggi, 26 ottobre 2017 ha avuto luogo in Taverna, in via Ierenise, 22 la formale consegna - da parte dell’Amministrazione Comunale di Taverna al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Catanzaro - dei locali ivi individuati per ospitare il Distaccamento Volontario di Taverna.

Si concretizza un progetto che ha radici assai lontane e che ha visto emesso il Decreto del Ministero dell’Interno vertente la istituzione del distaccamento volontario in questione nel lontano luglio del 2007.
Grande è la soddisfazione dell’Amministrazione Comunale di Taverna, nella circostanza presente con il sig. Sindaco, il Dr. Sebastiano TARANTINO e del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Catanzaro presente con l’ing. Maurizio LUCIA, Comandante Provinciale.
Circa 20 sono le unità Vigili Volontari residenti nel comprensorio di Taverna che hanno aderito al progetto e che costituiscono l’organico in forza alla sede.Il Distaccamento Volontario dei Vigili del Fuoco di Taverna costituisce un importante presidio di sicurezza tecnica a protezione di un territorio vasto che ricomprende i comuni di Taverna, Sorbo S. Basile, Albi, Fossato Serralta, Magisano, Pentone e Sellia Superiore) e che implementa i servizi ordinariamente fin’ora erogati in.....................

mercoledì 25 ottobre 2017

Beccati dai Carabinieri di Zagarise 2 anziani di Magisano con 5 quintali di legna già tagliata mentre tagliano ancora legname in un terreno demaniale.

Beccati nella Presila con cinque quintali di legna: denunciati due anziani


Carabinieri di Zagarise, lo scorso 23 ottobre, sono stati allertato dal rumore di motoseghe mentre effettuavano un controllo di contrasto ai reati contro il patrimonio paesaggistico.
M.F. di 83 anni, con precedenti specifici, ed R.C. di 71 anni, entrambi di Magisano sono stati così beccati in flagranza nel tentativo di portare via 5 quintali di legna di ontano da una zona demaniale sottoposta a vincolo.
I due sono stati denunciati per furto aggravato e distruzione di bellezze naturali e posti ai.....