dal 2009 insieme a voi



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mercoledì 27 aprile 2011

Scrive Selliaracconta

Un blog per attirare molte visite richiede un impegno giornaliero costante. Su Selliaracconta ho riversato giornalmente molto tempo, tempo che purtroppo ultimamente è divenuto sempre più tiranno,il quale sommato ad un problema molto serio sull’archivio dei vari articoli che dovevano essere inseriti,i quali sono andati persi,ha decretato un blocco sul suo aggiornamento. Blocco che attualmente rimane, mi auguro che prossimamente il blog venga aggiornato almeno un paio di volte, con l’inserimento di tanti racconti,tanti fattarelli,curiosità sul nostro amato borgo che vanta una storia millenaria. Storie che io vorrei divulgare,far conoscere anche nella speranza che possa risvegliare il paese, ma soprattutto noi Selliesi da un letargo che oramai perdura da troppo tempo. Sellia sta morendo! Non diciamo dopo di non essercene accorti, che non sospettavamo nulla. La colpa sarà di tutti noi nessuno escluso

domenica 17 aprile 2011

E' con enorme entusiasmo che il parroco a circa un anno dal suo mandato annuncia che sono circa 90 i chierichetti che animano la parrocchia di San Nicola a Simeri Crichi.

Sono sempre più numerosi i chierichetti che di domenica in domenica si incontrano in parrocchia col desiderio di intraprendere un cammino di amicizia con i coetanei e con Gesù per  vivere più consapevolmente la liturgia e farne una vera scuola di Vita.  E con entusiasmo che don Luigi Talarico, da poco più di un anno sacerdote nella Parrocchia di "San Nicola di Bari" di Simeri Crichi, annuncia il lieto dato. Lo ha reso manifesto a seguito della scorsa e "insolita" (perché totalmente. dedicata –a più di 90 chierichetti) Via Crucis dal titolo "Chiamati per servire con amore".  La manifestazione religiosa, ben inserita in una serie di eventi programmati per l'intero tempo quaresimale, ha visto l’accostarsi di alcuni semplici segni allo schema della Via Crucis tradizionale, quasi a voler tradurre visibilmente le sofferenze patite da Cristo durante il cammino libero e obbediente, compiuto verso il Padre.  < Profondo messaggio che, a  detta del sacerdote, i novanta chierichetti coinvolti all’evento  da lui organizzato, hanno dimostrato di avere compreso. < hanno.....,

Video del Vangelo di oggi 17-4-2011 Domenica delle Palme. A cura del Movimento Apostolico.

sabato 16 aprile 2011

L'amministrazione comunale di Sersale a nome della cittadinanza tutta si compiace dell'incarico dato a don Giovanni Scarpino come direttore dell'ufficio comunicazioni sociali e cultura della Conferenza Episcopale Calabra

don Giovanni Scarpino
Il sindaco di Sersale, Vera Scalfaro, ed il vicesindaco ed assessore alla Cultura, Salvatore Torchia, a nome dell’intera amministrazione comunale e della cittadinanza, in una messaggio stampa hanno espresso vivo compiacimento per il nuovo incarico di direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali e cultura della Conferenza Episcopale Calabra" conferito dai vescovi calabresi a don Giovanni Scarpino, figlio dello storico Michele Scarpino, indimenticato e indimenticabile docente e dirigente scolastico- e punto di riferimento dell’amministrazione comunale per tutto quanto riguarda la ricerca  e lo studio della storia del nostro paese. Il prestigioso incarico – si legge nella nota del Comune - rappresenta il giusto riconoscimento alla serietà, alla cultura, alla professionalità ed alla rettitudine morale di don Giovanni Scarpino. Doti, queste, patrimonio comune di tutta la famiglia Scarpino. Con l’augurio di raggiungere sempre più prestigiosi traguardi, rinnoviamo a don Giovanni  Scarpino, figlio

Frittata con asparagi e salsiccia. " Frittata cu asparaci e sozizzi "


Mondare gli asparagi tenendo solo le punte e le parti più tenere e lasciarli cuocere per una decina di minuti in acqua bollente salata. Scolarli e passarli in una padella nella quale è stato fatto scaldare l'olio. Aggiungere la salsiccia tagliata a fettine e lasciare sul fuoco per 5 minuti. In una scodella sbattere le uova, salarle e aggiungerle nella padella.
Mescolare velocemente per bene affinché le uova inglobino in maniera uniforme gli altri ingredienti.
Cuocere la frittata senza mescolare, prima da un lato e poi dall'altro, rivoltandola con l'aiuto di un piatto.
Servirla sia calda sia fredda.
-ingredienti
- asparagi selvatici - 300 gr
- salsiccia - 200 gr
- uova - 4-6
- olio e sale - q.b.

- ST - Suggerimenti:
Si accompagna bene col vino rosso.
Il piatto è consumato frequentemente nei mesi primaverili per la disponibilità di asparagi e del salame stagionato. Non manca nei pranzi pasquali e nelle scampagnate della pasquetta.
Frequente la sostituzione degli asparagi selvatici con vitalbe o muscari.

venerdì 15 aprile 2011

La comunità di Pantelleria vuole adottare il marito e i cinque figli della donna annegata in mare. Bellissimo gesto di solidarietà...... spiegategli a bossi cosa vuol dire.

Leonie se l'è presa il mare, quando ormai era ad un passo dalla terra: ma i suoi cinque figli ce l'hanno fatta e vivranno quella vita che lei aveva sognato. Forse su quegli stessi scogli in cui la mamma ha smesso di sorridere, visto che Pantelleria ha deciso di adottarli. Per una volta, l'ennesima tragedia nel canale di Sicilia riserva un finale fatto di speranza. Leonie è una delle due donne morte l'altro ieri quando il barcone con cui assieme ad altri 191 profughi era scappata dalla Libia, è finito sugli scogli di Cala Arenella. In quei momenti di panico, quanto tutti hanno cercato di salvare la pelle, lei ha pensato a proteggere i suoi figli. Ed è finita in mare, probabilmente sospinta da chi cercava di raggiungere la riva. Aisha, Keren, Viani, Raiss, e il piccolo Ernest l'hanno vista annegare, stretti a papà Camille che invece è riuscito a rimanere a bordo con i bambini. «Erano sulla barca e neanche piangevano» raccontano gli uomini che li hanno soccorsi. Ma nei loro occhi, dicono, «c'era una tristezza infinita». Così la storia della famiglia Fuamba, proveniente dal Congo, scappata dalla Libia in guerra dopo cinque anni di duro lavoro, salita su un barcone di disperati con tanto di quaderni di scuola dei bambini, ha fatto il giro dell'isola prima ancora che i sei membri sopravvissuti e il cadavere della mamma raggiungessero la riva. «Queste sono persone scappate per il timore di morire e alla fine trovano la morte. Sono cose che dovrebbero farci riflettere» dice per l'intera Pantelleria il sindaco Alberto Di Marzo. Una volta a terra, i cinque bimbi con il papà sono stati trasferiti nell'ospedale – assieme ad altri tre bambini e alle loro mamme – e lì sono stati riempiti di vestiti, giocattoli, dolci. Una montagna di doni, e di affetto, da parte di tutti i panteschi. «Ad un certo punto abbiamo dovuto toglier loro i dolci – racconta una delle persone che da ieri è vicino alla famiglia – altrimenti non avrebbero mangiato altro».
Difficile però cancellare il dramma di non avere più una mamma. Soprattutto se ti dicono che lei deve rimanere lì e tu devi andare a Trapani perchè tutti i profughi devono essere trasferiti in strutture sulla terraferma, dove potranno avviare le pratiche per la domanda d'asilo. I maschietti, Viani, il più grande, 9 anni, Raiss, di 7 e Ernest, di 5, non hanno aperto bocca. Ma le due ragazze, Aisha che è la più grande ed ha 17 anni e Keren che ne ha 15, hanno detto no: «Noi di qua non partiamo, vogliamo stare vicino a mamma». Aisha lo ha detto anche a papà Camille, che ha parlato con i volontari. Anche se non ce ne era bisogno: Pantelleria si era già attivata. «Abbiamo deciso di adottare l'intera famiglia e trovare un lavoro al papà – conferma il sindaco – vogliamo...

Condannato a 7 anni di reclusione il padre padrone che violentò la propria figlia anche il giorno delle sue nozze.

Violenze sessuali, il padre abusa della figlia, persino il giorno delle sue nozze. Una storia incredibile, che ha portato alla condanna a sette anni di reclusione per il padre “padrone”, il cosentino A. A. di 73 anni, accusato di aver abusato della figlia dal 1999 al 2006. Insieme a lui è stato condannato, a quattro anni di reclusione, anche il figlio, M. D. P. di 34 anni, insieme al quale un giorno avrebbe violentato la stessa giovane all’interno di una baracca.  Sostanzialmente accolta la richiesta del pubblico ministero Donatella Donato, che aveva chiesto 8 anni di reclusione per il genitore e 4 per il fratello della vittima. La ragazza sarebbe stata costretta ad ogni tipo di rapporto sessuale. Stessa sorte toccò alla sorella, presa di mira dal genitore, per questa vicenda già condannato con una pena definitiva (stabilita in sede di Appello) a cinque anni e mezzo di reclusione.
Come se non bastasse i due imputati giudicati ieri per violenza sessuale aggravata e continuata, sono rispettivamente padre e fratello del giovane arrestato pochi giorni fa dai carabinieri della Stazione di Cosenza Principale nel corso dell’operazione “Orchi”, come si ricorderà concentrata sugli abusi che per otto anni hanno visto come vittima un 26enne , con lievi problemi mentali. Abusi che ancora una volta hanno come scenario Cosenza, e soprattutto il suo centro storico.
La vicenda del giorno delle nozze avrebbe visto il padre, avvicinarsi alla figlia costringendola ad un rapporto sessuale: «Se non fai sesso con me - le avrebbe più o meno detto - ti picchio e non ti porto più sull’altare».
La giovane sarebbe stata quindi violentata, due ore prima di salire sull’altare, dove è poi giunta accompagnata dal padre “padrone”, che l’avrebbe costretto ad altri rapporti di natura sessuale anche dopo le nozze. In uno di questi avrebbe partecipato anche il fratello della vittima. Insieme al padre l’avrebbe violentata all’interno di una baracca, dove la giovane sarebbe stata costretta anche a un rapporto orale.
Nel corso del processo è stata sentita anche la prima presunta vittima del padre padrone, che ha incredibilmente negato di aver subito gli abusi per il quale il genitore fu condannato, avanzando finanche qualche dubbio sulla credibilità della sorella. Dichiarazione che, all’esito della sentenza di ieri, non hanno evidentemente convinto i giudici cosentini. Il genitore, da parte sua, ha sempre negato ogni cosa. In stato confusionale non seppe neanche....

giovedì 14 aprile 2011

Indovinate un pò dove si trovano i consiglieri regionali più pagati d'Europa? Ma in Calabria ovviamente


“I consiglieri regionali della Calabria sono i meglio pagati d’Europa e i primi in assoluto in Italia”. A dirlo è stato il segretario generale della Uil Roberto Castagna, citando uno studio della Uil nazionale, nel corso di un confronto del sindacato al quale ha partecipato la segretaria confederale nazionale Anna Rea incentrato sulla riduzione dei costi della politica, anche a livello nazionale, e sulle proposte per l’impiego delle risorse recuperate. “I costi del funzionamento della Giunta e del Consiglio, prendendo a riferimento i dati del 2010 - è scritto in una nota della Uil - sono 84.570.000 euro, più del doppio della Puglia (40.930.000), due volte e mezzo l’Emilia Romagna (37.884.000), più della stessa Lombardia (73.825.740). A questo si aggiungono i costi degli 8.059 incarichi nella pubblica amministrazione per un 50.920.626 euro, quelli relativi alle Province (28.317.127) e quelli riferiti ai Comuni (71.974.385), per un costo complessivo di 235.782.138”. Per Castagna, il costo eccessivo della politica in Calabria “richiederebbe un taglio di almeno il 30% pari a oltre 70 milioni e, conseguentemente, il risparmio potrebbe consentire a circa 12.000 giovani, all’anno, di percepire un reddito a sostegno dello studio e/o alla ricerca del primo lavoro di 500 euro mensili. Questo - ha aggiunto - non solo sarebbe un bel segnale della politica verso i giovani quanto aiuterebbe a rompere quella cultura dei privilegi e della clientela molto fiorente in una realtà debole come quella calabrese”. Secondo lo studio della Uil nazionale, in Italia oltre 1,3 milioni di persone vivono direttamente o indirettamente di politica. “Ogni anno - è scritto nella nota - i costi della politica ammontano a circa 18,3 miliardi di euro, a cui si aggiungono i costi derivanti da un sovrabbondante sistema istituzionale quantificabile in circa 6,4 miliardi arrivando alla cifra di 24,7 miliardi di euro. Relativamente a questi ultimi, si possono ottenere risparmi per 6,4 miliardi con una riforma per ammodernare e rendere efficiente il sistema istituzionale. Crediamo si possa determinare una riduzione del 20% dei costi diretti e indiretti della politica ottenendo 3,7 miliardi di euro ai quali......

Si vanno sempre più delineando i punti programmatici della coalizione guidata da Marcello Barberio il quale invita ad abbassare i toni del clima politico in vista delle prossime elezioni amministrative di Simeri Crichi.


Articolo tratto da "Il Quotidiano della Calabria"
Per leggere bene l'articolo clicca QUI

mercoledì 13 aprile 2011

Si iniziano a vedere i frutti dell'attuale amministrazione di Sellia dove entro l'anno saranno realizzati interventi per ben un milione e mezzo di euro

Uno scorcio del bellissimo borgo antico di Sellia

Sellia, entro l’anno realizzati interventi per oltre un milione e mezzo di euro.
Sellia, piccolo centro della presila catanzarese sta per vivere una stagione amministrativa che potrebbe davvero cambiare il suo destino. Come apprendiamo direttamente dal giovane sindaco Davide Zicchinella, nei prossimi mesi tutti gli sforzi profusi dall’amministrazione comunale nel suo primo anno e mezzo di mandato daranno copiosi frutti. D’altra parte basta collegarsi al sito ufficiale del municipio (www.comune.sellia.cz.it) e consultare l’albo pretorio on line per avere contezza di quanto stiamo dicendo. Sette importanti interventi, cinque già aggiudicati e due in corso di aggiudicazione, per un importo complessivo di 1 milione e 600mila euro, saranno cantierati nelle prossime settimane . Si tratta di un intervento di riqualificazione di tre piazzali antistanti gli alloggi popolari nella parte bassa del paese per un importo di 90mila euro (lavori in corso); un intervento un primo intervento di mitigazione del rischio idrogeologico in zona R4 e per rendere più accessibile il borgo di Sant’ Angelo per un importo di 500mila euro ed un secondo ricadente nella zona antistante il Chiosco che ammonta a 300mila euro; due progetti finanziati con due apposite misure del PIAR, una riguardante la realizzazione di due strade interpoderali (Bosco Malagreca e Grisaria) per un importo di 180mila euro e l’altra la realizzazione di interventi per lo sviluppo dei centri rurali con la quale si realizzeranno a breve a Sellia un Ecomuseo, un Centro Multimediale, un Centro Sociale Polivalente, una Rete Internet Comunale Gratuita e si acquisterà un Pulmino per un importo complessivo di 180mila euro; un intervento per la realizzazione di un Centro di Raccolta per un importo di 71mila euro; un intervento per lo sfruttamento a scopo commerciale della Sorgente Salinella per un importo di 50 mila euro; interventi su viabilità urbana ed interpoderale per 30mila euro. “A questi primi interventi-dichiara il sindaco Zicchinella, nel corso di quest’anno se ne potrebbe aggiungere almeno un altro riguardante la realizzazione di interventi di riqualificazione del centro storico che se ottenuto ci farebbe superare i 2milioni di euro di interventi. Certo gli importi di cui parliamo, considerato il breve tempo che abbiamo avuto per reperire i finanziamenti o riprogettare quelli ottenuti dalla passata amministrazione, per un paese di cinquecento abitanti sono di tutto rispetto, ma non è su questo che mi vorrei soffermare quanto all’organicità degli interventi stessi. Infatti nulla è stato lasciato al caso. Tutti gli interventi che stiamo realizzando e che andremo in futuro a realizzare sono inseriti in una visione unitaria attraverso la quale si vuole fare di Sellia un comune modello su almeno cinque assi: turismo, agricoltura,politiche sociali, informatica e sport. La base di partenza certamente non era delle migliori, ma a mio modo di vedere amministrare significa misurarsi con obiettivi tanto ambiziosi e importanti quanto difficili e complessi. Sellia per troppi anni ha avuto grandi potenzialità inesorabilmente inespresse. Il compito che come amministrazione comunale ci siamo dati......

Sono iniziate le iscrizioni per il secondo premio di poesia "Sellion"Che si terrà nel suggestivo borgo di Sellia nel mese di settembre 2011

II° EDIZIONE PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA

“S E L L I O N”


Sellia, settembre 2011(CZ)


L'Amministrazione Comunale di Sellia e il Centro Culturale Calabro “Paolo Emilio Tulelli”, sezione C.R.O.A.C. (Centro Raccolta Opere Autori Calabresi) “Eliodoro Elia”, con l'intento di valorizzare i poeti emergenti, organizzano la Seconda Edizione del Premio Internazionale di Poesia “SELLION”, il quale si articola nelle seguenti sezioni:

· Sezione A: Poesia a tema libero in lingua italiana.
· Sezione B: Poesia a tema libero in vernacolo.
· Sezione C: Poesia religiosa.

1. Alle poesie in vernacolo deve essere allegata la traduzione in lingua italiana.

2. E' possibile partecipare ad una o più sezioni con una sola poesia inedita per sezione in sei copie chiaramente dattiloscritte di cui solo una corredata dei dati anagrafici, indirizzo completo, numero telefonico, e-mail, sezione alla quale si partecipa e la dichiarazione olografa e firmata che l'opera presentata al Premio di Poesia “Sellion” è inedita e frutto del proprio intelletto. Per i minorenni è richiesta la firma dei genitori o di chi ne fa le veci.

3. Per ogni sezione alla quale si partecipa è richiesto un contributo di € 5,00 da versare sul conto corrente postale N° 12409884 intestato a Comune di Sellia Via Marconi n. 42 cap 88050 Sellia (CZ).
Causale: Premio di Poesia “Sellion”.

4. Gli elaborati, con acclusa la ricevuta dell'avvenuto versamento, devono pervenire entro e non oltre il 10 luglio 2011 (farà fede il timbro postale) al seguente indirizzo:

PREMIO DI POESIA “SELLION”
C/O COMUNE DI SELLIA
VIA MARCONI N. 42
88050 SELLIA (CZ)


5. I nominativi della giuria, il cui giudizio è insindacabile ed inappellabile, saranno resi noti il giorno della cerimonia di premiazione che si terrà a Sellia nella piazza antistante la Chiesa Madre nel mese di settembre 2011.

6. Saranno premiati i primi cinque di ogni sezione con trofei, targhe, medaglie, diplomi e prodotti artigianali locali.
La giuria si riserva il diritto di segnalare altri poeti meritevoli.

7. Le poesie classificatesi ai primi tre posti delle tre sezioni saranno incise su ceramiche artistiche ed affisse sui muri dell'antico borgo.

8. I risultati del concorso saranno comunicati tempestivamente soltanto ai vincitori e ai segnalati.

9. Ogni poeta è tenuto a ritirare personalmente o tramite proprio delegato il premio assegnatogli. I premi non ritirati rimarranno a disposizione dell'organizzazione.

10. Tutte le spese di partecipazione restano a carico dei partecipanti.

11. L'organizzazione si riserva la facoltà di pubblicare e divulgare, a propria discrezione, gli elaborati pervenuti senza che gli autori abbiano nulla a pretendere come diritto d'autore.
I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli autori.

12. Gli elaborati non saranno restituiti.

13. La partecipazione al Premio implica la conoscenza e la piena accettazione del presente regolamento, l'inosservanza costituisce motivo di esclusione.

14. In relazione agli articoli 13 e 23 del D.lg n. 196/2003, l'organizzazione del Premio assicura che i dati personali acquisiti vengono trattati con la riservatezza prevista dalla legge e saranno utilizzati esclusivamente per l'invio di informazioni culturali e per gli adempimenti

martedì 12 aprile 2011

Accusato di due omicidi un 39 enne di Sersale ma grazie alla sua collaborazione la corte d'Assisi di Catanzaro gli riduce la pena a 28 anni di carcere

La sua collaborazione con la Giustizia  lo ha salvato dall’ergastolo, ma non gli ha risparmiato una condanna a 28 anni di carcere per i due feroci delitti dei quali si è autoaccusato. Cosi si è concluso ieri, davanti alla Corte d’assise di Catanzaro, il processo a carico del pentito Carmine Scarpino, 39 anni, di Sersale, imputato per gli omicidi di Giuseppe Angotti e Domenico Colosimo, avvenuti oltre dieci anni fa nel Catanzarese. La condanna ai giunta inevitabile, dal momento che e stato lo stesso imputato a raccontate di aver preso parte ai delitti. iI primo è quello di Domenico Colosimo, rispetto al quale a Scarpino era contestato anche l’occultamento di cadavere, oltre alla detenzione e porto illegale della pistola con cuila vittima venne uccisa. Il corpo di Colosimo non e mai stato trovato, ma gli inquirenti fanno risalire la sua morte al 23 giugno 1997, quando scomparve, a Zagarise. E stato lo stesso Scarpino a dichiarare che Colosimo sarebbe stato ucciso a colpi d’arma da fuoco, e poi sotterrato in una buca che fu costretto a scavare con le sue stesse mani. Il pentito ha ammesso inoltre la sua responsabilità nella morte di Giuseppe Angotti, 44 anni, piccolo allevatore di bestiame, massacrato il 13 agosto 2008 nella frazione turistica di Trepidò, a Cotronei, a colpi di fucile e pistola, da un commando a bordo di una Fiat “Uno" bianca. Dei due delitti Scarpino ha parlato agli inquirenti quando cominciò la sua collaborazione con la Giustizia nell’ambito delle indagini della Dda di Catanzaro che sfociarono nell’operazione "Restauro", diretta contro le ndrine del Crotonese. Rispetto ad entrambi gli omicidi l’uomo ha tirato in ballo altre persone, ma le accuse nei suoi confronti non sono state sufficienti a portarli in aula, tant’e che l’unico rinviato a giudizio e stato proprio Scarpino. L’intero processo a carico del collaboratore si è imperniato sulla questione della sua capacità di presenziare al processo e di ricordare compiutamente. Una questione talmente dibattuta da indurre la Corte d’assise a disporre una perizia, che i giudici hanno dovuto affidare a ben due distinti collegi di medici dopo la rinuncia all’incarico di uno dei sanitari inizialmente nominati. Alla fine sono stati i dottori Massimo`Rizzo e Wanda Rao a portare a termine le operazioni peritali, concludendo per la piena capacità dell’imputato. Le testimonianze e gli altri riscontri probatori  raccolti nel corso del dibattimento, poi, hanno definitivamente convinto i giudici della credibilità di Scarpino, e la conclusione a questo punto era scontata. Una condanna a 30 anni di reclusione per un omicidio più 30 per l’altro aveva chiesto il pm Vincenzo Capomolla, ben consapevole che comunque, in base alle disposizioni che si applicano ai.....

Estorsioni, ndrangheta I carabinieri di Reggio Calabria Hanno fermato due persone, indagato anche un sacerdote

Avevano  il controllo, delle attività illecite nei quartieri Condera e Pietrastorta, nella zona nord della città. Il gruppo criminale coinvolto nell’indagine che ha portato ai due fermi da parte dei carabinieri di Reggio. I fermati hanno entrambi un ruolo di vertice nella cosca Crucitti, gravitante nell’orbita del gruppo De Stefano-Tegano, che ha sempre avuto un ruolo di primo piano nel contesto criminale reggino.
Dalle indagini, secondo quanto riferito dai carabinieri, è emersa una pressione asfissiante nei confronti di commercianti al fine di acquisire il controllo delle loro attività. La forza finanziaria della cosca Crucitti era legata, in particolare, all’intermediazione del credito e all’attività imprenditoriale nel settore edile. Gli arrestati nell’operazione, denominata «Raccordo», sono Santo Crucitti, 48 anni, imprenditore edile, considerato «Capo locale», ed il suo luogotenente, Salvatore Mario Chilà, 48 anni, entrambi di Reggio, accusati, oltre che di una lunga serie di estorsioni e danneggiamenti ai danni di imprenditori e commercianti, di avere tentato di ostacolare i tentativi di esponenti della società civile di creare associazioni socio culturali per lo sviluppo del territorio e la presa di coscienza nella lotta alla mafia.
L'inchiesta ha riguardato anche le intimidazioni messe in atto ai danni di esponenti della società civile.

lunedì 11 aprile 2011

Arrestati i tre giovani (due dei quali calciatori ) che avevano rapinato un bar sito in un area di servizio nel comune di Sersale

Tre giovani, due dei quali calciatori di una squadra che milita nel massimo campionato dilettantistico regionale di calcio, sono stati denunciati per furto in concorso. Il fatto risale al 19 marzo scorso quando, intorno alle 4 di mattina, alcuni malviventi si erano introdotti all'interno di un bar sito in un area di servizio di Sersale, nella Presila Catanzarese, dopo aver forzato la porta d’ingresso, portando via la somma di 400 euro contenuta all'interno del registratore di cassa. I carabinieri della Compagnia di Sellia Marina, e quelli della Stazione di Sersale, hanno avviato le indagini, attraverso l’utilizzo delle telecamere a circuito chiuso ed anche con riscontri su famosi social network, riuscendo a identificare i presunti autori del furto. Si tratta di M. S., 24 anni,F.D., 19 e D.P., 24 anni, che dovranno rispondere, davanti....

Grazie ad un finanziamento della regione Calabria il comune di Fossato si è dotato di una navetta per muoversi gratuitamente sino al Capoluogo.


Articolo tratto da Il Quotidiano della Calabria

Sellia Marina oggi alle 18 nella sala consiliare del comune convegno promosso dalla "Confacit" dal titolo " Principi di legalità e valori costituzionale"


SELLIA MARINA (CZ) - Promuovere la diffusione dell’etica e della legalità nel contesto sociale italiano ed, in particolare, in Calabria: questa è una delle tematiche su cui la CONFACIT, una nuova associazione di promozione sociale e solidarietà a respiro nazionale e d’ispirazione cristiana, nata di recente in Calabria, intende promuovere una serie di iniziative anche per contenere il degrado morale che regna nella società e nelle istituzioni.
In questo progetto di attività si inserisce il convegno che si terrà lunedì 11 aprile, alle ore 18, nella sala consiliare del Comune di Sellia Marina, sul tema: “Principi di legalità e valori costituzionali”. Relazioneranno il prof. Alberto Scerbo, ordinario di filosofia del diritto presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro, la dott.ssa Aurora Martorana, pedagoga e specialista in bioetica. Interverranno: Walter Placida, vice sindaco di Sellia Marina, l’arch. Nella Mustacchio, presidente nazionale Confacit, l’avv. Luigi Bulotta, presidente provinciale Confacit.
News imageL’iniziativa è stata spinta dal desiderio di cambiamento che ha animato i soci fondatori di Confacit i quali, avvertendo con forza la preoccupazione per le condizioni della Calabria e dell’Italia, l’ineludibile responsabilità verso le giovani generazioni, l’evidente inadeguatezza dei modelli culturali e operativi precedenti e l’esigenza di congiungere le energie per superare gli ostacoli e costruire un futuro migliore, hanno dato vita a questa associazione che vuole porsi in modo positivo e costruttivo nel contesto calabrese ed italiano. Gli uomini e le donne che ne fanno parte intendono sostenere e realizzare un preciso progetto socio-culturale, che viene riassunto nel motto “Operare nel presente per costruire il futuro”, distaccandosi da quegli schemi ormai desueti e da quelle logiche oscurantiste che hanno prodotto già molti guasti in Calabria e in Italia. “Il Convegno di Sellia Marina, organizzato in concomitanza della costituzione di una Sezione comunale alla quale hanno aderito tantissime persone di buona volontà, - ha commentato il presidente Bulotta - rappresenta il primo passo.....

domenica 10 aprile 2011

Comune di Pentone: la Procura di Catanzaro ha concluso le indagini preliminari a carico di 21 indagati tra pubblici amministratori, tecnici e imprenditori. Mettendo in luce una presunta associazione a delinque che gestiva ogni cosa.



Scossa giudiziaria al Comune di Pentone: la Procura di Catanzaro ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di 21 fra Pubblici amministratori, tecnici e imprenditori. La più pesante delle accuse ipotizzate dal pm Paolo Petrolo è quella legata alla presunta esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata a commettere una serie di presunti casi di peculato, falso e abuso d’ufficio, in modo da appropriarsi illecitamente, in maniera reiterata e costante nel tempo  comunque dal 1999 al 2004 - delle risorse economiche del Comune di Pentone, procedendo alla falsificazione della documentazione amministrativo-contabile per occultare le prove, avvantaggiando imprese amiche nell’affidamento di lavori ed appalti.  L’ipotesi di associazione a delinquere e contestata ad otto persone. In particolare, oltre a due ex amministratori per i quali la Procura non procede più in quanto deceduti, si tratta di: Alfio Riccelli, gia sindaco pro tempore del Comune di Pentone e responsabile del servizio finanziario dell’Ente; Luigi Paonessa, responsabile dell’Area tecnica dello stesso Comune;  MicheleTarantino, responsabile del Settore tecnico manutentivo, già responsabile del Settore edilizia urbanistica e di altre aree tecniche del Comune di Pentone; Luigi Critelli, Adriana Tarantino e Antonio Pullano, il primo amministratore e gli altri due titolari di ditte che avrebbero emesso e presentato al Comune di Pentone fatture ritenute false per forniture e lavori che secondo l’accusa non sarebbero mai stati eseguiti A Riccelli, Michele Tarantino e Paonessa il pubblico ministero contesta di aver promosso, costituito, diretto ed organizzato la presunta associazione a delinquere. Gli altri indagati, cui vengono contestati episodi di peculato in concorso (a vario titolo con le persone gia citate),per somme che andava da centinaia di euro in alcuni casi a decine di migliaia in altri, sono: Gioacchino Miriello, responsabile dell’Area tecnica manutentiva del Comune di Pentone; Eugenio Tallarico, responsabile dell’Area tecnica e del servizio finanziario dello stesso Ente; Fabio Iannelli, dipendente comunale; Alfonso Carbone, Francesco Grandinetti e Francesco Paonessa, direttori dei lavori incaricati dal Comune di Pentone; Marianna Lepera, Nicola Parrotta, Nicola Critelli, Giuseppina De Luca, Luigi Scalise, Rosa Zoleo, Luigi Spano e Ieso Pugliese, titolari o legali rappresentanti di diverse imprese (il solo Critelli ai indicato come <>). Secondo la tesi della Procura gli indagati avrebbero a vario ti-tolo partecipato alla commissione- di illeciti consistiti nella fornitura di materiali per lavori e nell’affidamento e nella successiva liquidazione di opere pubbliche a Pentone che in realtà non sarebbero mai stati eseguiti. Lunghissimo l’elenco· delle condotte incriminate, che avrebbero riguardato, tra l'altro: l’intervento sulla Fontana Bonaventura; la manutenzione straordinaria della scuola elementare; l’acquisto di materiale edile per la sistemazione della viabilità il località Timpa; l'acquisto di materiale, non ché la manutenzione ed il rifacimento della rete fognaria; la pavimentazione del tratto Viale Giovanni XXIII frazione S. Elia; l'adeguamento ` dell’impianto elettrico; i lavori al Monumento ai- Caduti; la sistemazione ed il ripristino delle opere igienico sanitarie del cimitero comunale; opere per il depuratore comunale; lavori di ripristino degrado località Termine; la riscossione di` diversi oneri concessori (sono elencate tredici ipotesi di mancati versamenti nelle casse del Comune di somme riscosse quali canoni per il rilascio _ di concessioni edilizie). Gli indagati ora avranno Venti  giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati con l’obiettivo di poter dimostrare la loro eventuale estraneità ai fatti contestati. Va precisato infatti che, allo stato attuale a carico degli indagati esistono solo mere ipotesi d’accusa ma....

La compagnia dei Carabinieri di Sellia Marina in ambito di controlli sul territorio per contrastare il fenomeno dell'abusivismo edilizio hanno denunciato sei persone nei comuni di Petronà, Zagarise, Sersale.


Durante un controllo nei vari comuni atti a prevenire atti di abusivismo edilizio piaga molto diffusa Sei persone sono state denunciate all’autorita giudiziaria nell’ambito dei controlli effettuati dai carabinieri della Compagnia di Sellia. Marina, diretti dal capitano Giovanni De Nuzzo, per contrastare il fenomeno dell’abusivismo edilizio e dei reati in materia ambientale.  Nell'ambito di questi controlli, a Petronà sono state denunciate due persone. Si tratta di F.T., 38 anni, e A. B., 36, i quali avevano commissionato  un tetto di copertura di un’abitazione, sprovvisti pero del necessario permesso di costruire. A Zagarise, invece, è stato denunciato C.N., 80 anni, per avere realizzato Iavori edili per due manufatti senza il permesso di costruire.  Infine a Sersale sono state denunciate altre tre persone: ML., 60 anni, A.D., 38 e A.F.di 63. I tre sono ritenuti responsobili di aver attivato un impianto per Ia produzione di calcestruzzi già sottoposto a sequestro, violando quindi i sigilli e senza alcuna autorizzazione  per le emissioni di polveri nell'atmosfera. I controlli, fanno sapere....

La Brigata Catanzaro. Storia di un eroico reparto militare nato a Catanzaro che contribuì valorosamente alla vittoria dell'Italia durante il primo conflitto mondiale ( Quinta parte)

Dopo questo spiacevole fatto, i fanti della Catanzaro intrapresero la loro marcia verso il fronte dove continuarono a battersi per il resto del conflitto con la grinta e la disciplina che avevano sempre dimostrato, tanto da ottenere una seconda citazione sul Bollettino di Guerra del 25 agosto 1917 nel quale si riportava che: “Sul Carso la lotta perdura intorno alle posizioni da noi conquistate, che il nemico tenta invano di ritoglierci. Negl’incessanti combattimenti si distinsero per arditezza e tenacia le Brigate Salerno (89° - 90°), Catanzaro (141° -142°) e Murge (259° e 260°)”.

Gli ultimi mesi della guerra furono trascorsi dallo stremato 141° nelle retrovie del Piave, a disposizione del Comando Supremo, dove in ottobre si incominciò a trasferire ed attraverso una serie di marce raggiunse Mestre nei giorni della vittoria.

Tutta la Brigata Catanzaro si imbarcò a Venezia sulla nave “Re Umberto” il 15 novembre 1918 ed il 17 successivo sbarcò in una Trieste festante. La meta radiosa dei suoi cruenti sacrifici era raggiunta.

Per oltre un anno il 141° ne rimase a presidiare la città, ospitato nella caserma “Oberdan”, fino a quando venne disciolto. Il 21 giugno 1920, nella caserma “Cernaia” di Torino, il cappellano militare Can. Chelli salutò con un appassionato discorso l’amata bandiera che i fanti baciarono ad uno ad uno, con le lacrime agli occhi. Il glorioso vessillo, adorno del più alto segno al valor militare, si inchinò l’ultima volta davanti alla tomba del Milite Ignoto e fu collocato “là dove si conservano le più fulgide reliquie della Patria”. Lo scioglimento del Reggimento, però non cancellò il ricordo delle gesta dei suoi uomini, e lo stesso Duca d’Aosta ebbe modo qualche anno più tardi di dire: “… ho sempre nel cuore questa magnifica legione di prodi che dalla terra di Calabria trasse la tenacia e l’anima pugnace”.

A conclusione, è doveroso rivolgere l’ultimo ricordo all’impegno di tutti i calabresi di ogni arma e specialità che contribuirono in modo determinante alla vittoria finale. Nell’immane tragedia della Grande Guerra ne perirono 20.046. Fino all’anno 1923, le medaglie al valore militare individuali concesse ai calabresi ammontavano a 2.884, così distinte: 12 M .O., 980 M .A., 1.565 M .B., 8 croci militari di Savoia, 319 croci di guerra al valore; delle quali 1.711 a ufficiali e 1.173 a sottufficiali, graduati e militari di truppa. Le medaglie d’oro erano equamente distribuite tra le 3 antiche provincie calabresi.

Altre decorazioni furono concesse alle bandiere di Reggimenti mobilitati nei Depositi della regione calabrese, con militari in buona parte nati in Calabria.

Oltre a quelli della Brigata “Catanzaro” (141° Rgt. Medaglia d’Oro e 142° Medaglia d’Argento),  possiamo ricordare quelli della....

sabato 9 aprile 2011

viaggio nel tempo.......... Alla ricerca dell'infanzia perduta. ( 1 )

Chi di voi vorrebbe fare un bel viaggio nel tempo per ritornare ad un determinato periodo della propria vita? Sicuramente  in tanti, soprattutto chi ha superato gli anta come me. Io se fosse possibile fare un bel viaggio indietro nei miei anni  vorrei ritornare a quando  facevo la terza elementare, anzi no se proprio bisogna farlo facciamolo bene, vorrei ritornare a rivivere la mia infanzia dal primo giorno di scuola, dalla prima elementare. Vorrei però prima premettere, precisare, sottolineare che ho avuto la fortuna di vivere un infanzia bellissima, vissuta intensamente giorno per giorno, in un periodo dove ancora la vita veniva gustata,assaporata, dove  le comodità erano pochissime e  queste pochissime non erano per tutti ma proprio per questo si dava la giusta importanza, si valorizzava anche il  nulla. Oggi mi ritrovo ad avere molto, diciamo troppo, il benessere mi porta ad avere ogni cosa quando e come la voglio. Senza parlare dei nostri figli cresciuti, sicuramente viziati nell’avere anche il superfluo, non apprezzando, non dando il valore a ciò che hanno. L’epoca in cui stiamo vivendo è una bella epoca ci porta il mondo in casa con le varie tecnologie che progrediscono giorno per giorno, ma forse proprio questo ci porta ad essere apatici, avere il mondo in casa ci porta ad non aver più fantasia. La fantasia è una cosa importante perché con essa possiamo....

Importante accordo siglato dal primo cittadino di Magisano Antonio Lostumbo con la società "PlanetCall" la quale con la realizzazione di un Call Center saranno impiegati circa 200 giovani residenti nei vari comuni limitrofi.

Antonio Lostumbo sindaco di Magisano, dopo anni di dedizione ed impegni su
A. Lostumbo sindaco di Magisano
un serio progetto occupazionale che veda coinvolti i giovani del centro di cui è primo cittadino, la sua perseveranza é stata premiata. Infatti Magisano e stata ufficialmente scelta come sede del
nuovo Call Center della Società PlanetCall
L'accordo siglato presso la sala del consiglio comunale ed è stato firmato dal sindaco Antonio Lotumbo, e dall'amministratore unico della società PlanetCall Felice Saladini alla presenza di tutta la giunta e dal segretario  Silvana Ciampa. Visibilmente soddisfatto il sindaco Lostumbo  ne illustra i  particolari:  << la cessione in affitto da parte del comune, del fabbricato che ospitava la scuola elementare, ormai da tempo dismessa, in cambio dell'utilizzo occupazionale dei giovani disoccupati residenti nel comune». Il  sindaco ci tiene a sottolineare che di quest‘importante benefit non sarà ad esclusivo servizio  dei giovani magisanesi,  i quali saranno eventualmente assunti dopo aver sostenuto un colloquio ed un successivo corso di formazione, ma il bando sarà esteso a tutti i giovani disoccupati residenti nell' hinterland Presilano. Una scommessa vinta dove si lavorava da tempo per far ripartire la macchina occupazionale ormai ferma da anni. In questo importante risultato non ci credevano in molti, ma la tenacia del primo cittadino Lostumbo coadiuvata dalla sua giunta alla fine ha portato ottimi frutti. Per Magisano si intravede un evento unico con un sblocco occupazionale di circa 200 persone. Lostumbo giustamente soddisfatto precisa:  Il progetto partito in sordina è con molta incredulità alla fine abbiamo ottenuto un esito molto lusinghiero, portiamo  un importante contratto con una società leader nel settore ed il fatto che alla fine come sede sia stata scelta Magisano ci inorgoglisce. Senza tralasciare il forte ritorno in termine di crescita  della quale saranno coinvolti anche i vari comuni del circondario, spesso con delle potenzialità enormi custodi di molti tesori ma mai valorizzati. Alla fine il sindaco Lostumbo ha voluto ringraziare....

50.000 profughi da distribuire su tutto il territorio Italiano Calabria inclusa, indovinate in quali regioni non saranno ospitati

Il Sottosegretario della Presidenza della Giunta Regionale con delega alla Protezione Civile Franco Torchia è intervenuto sull’emergenza umanitaria relativa ai migranti provenienti dalle coste nord africane e sbarcati in Italia. “Com’è noto - ha affermato Torchia -, il Governo ha richiesto di affrontare l’emergenza migranti attraverso uno sforzo comune e condiviso con Regioni ed Autonomie locali e mediante un impegno coerente di solidarietà che riguardi tutto il Paese e l’intero Sistema istituzionale, di cui in primo luogo il Governo stesso, nella sua collegialità, è il Garante”. “In base agli esiti delle più recenti Conferenze Unificate straordinarie tra Governo, Regioni, Province Autonome ed Enti locali - ha proseguito Torchia - è emersa la necessità di distribuire equamente nel territorio nazionale, in ciascuna Regione escluso l’Abruzzo, un contingente di circa 50.000 profughi Tale flusso territoriale verso le Regioni, quindi anche verso la regione Calabria, sarà definito nei prossimi giorni da una Cabina di Regia Nazionale secondo uno specifico Piano per l’accoglienza che vedrà il coinvolgimento del Sistema di protezione civile, delle Regioni, delle Province e dei Comuni”. “Detta programmazione - ha precisato ancora Torchia - prevederà step di attuazione per singola Regione, tenendo conto delle eventuali assegnazioni già realizzate, mantenendo così in ogni singola fase la più equa distribuzione sul territorio nazionale. Tale Piano, inoltre, prevederà anche l’assistenza per gli immigrati a cui sarà riconosciuto l’art. 20 del T.U. sull’Immigrazione, per coloro che decidessero di rimanere in Italia. Le risorse finanziarie necessarie a gestire tale situazione emergenziale saranno totalmente a carico del Governo e saranno comprese in una specifica ordinanza di protezione civile”. Al riguardo, il Sottosegretario Torchia ha chiesto ai Presidenti delle Province ed ai Sindaci dei Comuni Calabresi, nell’ambito della più ampia solidarietà e collaborazione istituzionale, di comunicare con urgenza, le eventuali disponibilità ricettive in strutture idonee ed immediatamente disponibili, presenti nei territori di competenza, da....

venerdì 8 aprile 2011

Sono state inaugurate le due nuove tribune allo stadio Ferrarizzi di Sersale la quale vanta ben due squadre nel campionato di Eccellenza.

In occasione del derby di calcio AS Sersale/ F C Real Sersale, valevole per il campionato regionale d’Eccellenza, giocato domenica scorsa con la Vittoria dell’As Sersale, sono state inaugurate le due nuove tribune, per i tifosi, allo Stadio Comunale “Ferrarizzi".  L'Amministrazione comunale di Sersale, guidata dal sindaco Vera Scalfaro — si legge in una nota stampa- - ha onorato la promessa fatta ai numerosissimi tifosi ed appassionati di calcio di Sersale ed ha dotato lo stadio comunale "Ferrarizzi" di altre due tribune per i tifosi, di cui una per gli ospiti, che garantiranno il posto a sedere ad un consistente numero dipersone. Il livello calcistico raggiunto dal nostro paese (ben due squadre nel Campionato Regionale di Eccellenza, unico caso in Italia) meritava questa altra opera che va aggiungersi agli altri importanti interventi di adeguamento e di miglioramento realizzati negli ultimi anni per rendere la struttura sportiva sempre più appropriata al livello raggiunto dalle due squadre di calcio.


Dopo due mesi dall'efferato omicidio della moglie e della figlia ieri è stato ucciso Gaetano de Marco, in una guerra senza fine che ha come scenario il comune di San Lorenzo del Vallo


Ieri mattina  Gaetano De Marco, è stato assassinato a San Lorenzo del Vallo,dopo Circa due mesi dall'omicidio della moglie e della figlia dell’uomo, Rosellina Indrieri, di 45 anni, e Barbara, di 26, esattamente il 16 febbraio scorso nell’appartamento della famiglia a San Lorenzo del Vallo. Si tratta di una vendetta per vecchi fatti di sangue.
L'uomo è il fratello di Aldo De Marco, il commerciante che il 17 gennaio, a Spezzano Albanese, ha ucciso a colpi di pistola Domenico Presta, di 22 anni, figlio del boss latitante, Franco. Un delitto che, secondo gli investigatori, sarebbe il movente sia del duplice omicidio della moglie e della figlia di De Marco che di quello compiuto stamani. Le due donne furono uccise da un commando che fece irruzione nel loro appartamento sparando numerosi colpi di fucile. Nell’agguato rimase ferito un altro figlio di De Marco, Silos, di 24 anni, mentre il capofamiglia si salvò perche, ubriaco, dormiva in un’altra stanza e non fu notato dagli assassini.
Secondo la prima ricostruzione fatta dai carabinieri, i due sicari, che avevano il volto coperto dal casco, hanno incrociato l'auto guidata da De Marco nei pressi di uno slargo. Quindi, dopo avere fatto inversione lo hanno affiancato ed hanno cominciato a sparare, probabilmente con una sola pistola. De Marco, raggiunto da numerosi colpi, è morto sul colpo. Nessuno è stato in grado di fornire particolari sugli assassini, se non che viaggiavano su una moto.
E' ricercato per tre omicidi compiuti durante la guerra di mafia che ha insanguinato il cosentino tra il 1998 ed il 2001 Franco Presta, il latitante al quale, a gennaio, è stato ucciso il figlio. Un delitto che, secondo gli investigatori, potrebbe essere all’origine del duplice omicidio di Rosellina Indrieri e della figlia Barbara uccise a San Lorenzo del Vallo il 16 febbraio scorso e dell’omicidio di Gaetano De Marco, assassinato stamani dopo essere scampato alla strage della sua famiglia.
Presta è ritenuto dalla Dda di Catanzaro uno dei killer più spietati della Calabria. I tre omicidi per i quali è ricercato sono quelli di Primiano Chiarello, ucciso nel giugno del 1999 a Cassano allo Ionio e dei boss della 'ndrangheta cosentina Antonio Sena e Francesco Bruni, detto «bella bella», uccisi, rispettivamente, il 12 maggio del 2000 ed il 29 luglio del 1999.
Uno dei tre omicidi, in particolare, fu commesso......

giovedì 7 aprile 2011

Simeri Crichi La lista trasparenza e legalità guidata da Marcello Barberio scende ufficialmente in campo con molti progetti in cantiere.


Per leggere bene l'articolo tratto da "Il Quotidiano della Calabria"
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L'università di Giurispudenza di Catanzaro revoca 31 lauree per esami mai svolti, ecco i nomi dei 31 non più laureati.

Come nel film "Immaturi" ma stavolta per davvero ben 31 ragazzi sono stati avvisati che le loro lauree conseguite all'Ateneo Magna Graecia di catanzaro non valgono più niente.
Trentuno lauree annullate, e non è ancora finita. Saltata fuori la vicenda dei "falsi esami" alla facoltà di Giurisprudenza, l'Università Magna Græcia ha immediatamente annunciato il pugno duro. E adesso, in attesa che sul fronte penale la Procura della Repubblica chiuda le indagini preliminari, si tirano le prime somme dei procedimenti amministrativi. La commissione d'indagine interna nominata dal rettore Francesco Saverio Costanzo lavora ormai da mesi. Gli accertamenti non sono stati semplici ed alle sanzioni finali si è arrivati dopo la convocazione e l'audizione degli studenti coinvolti nell'inchiesta penale, che hanno avuto modo di difendersi - assistiti anche dai propri avvocati - in occasione di un vero e proprio "processino" al cospetto dei componenti della commissione interna. Dunque l'Università, che sin dal primo momento ha collaborato con la Procura mettendo a disposizione tutta la documentazione via via necessaria, ha deciso di non attendere l'esito del procedimento penale. Una scelta coraggiosa che ha anche dato la stura ad una mole imponente di contenziosi, ma finora il Tar Calabria - al quale si sono rivolti i destinatari delle prime sanzioni - ha sempre dato ragione alla Magna Græcia. D'altronde, i docenti avrebbero dichiarato di non riconoscere la propria firma sulle veline (gli appunti informali che vengono presi e sottoscritti dai professori durante lo svolgimento degli esami) mentre dei verbali d'esame non ci sarebbe traccia alcuna: di fronte a questi elementi la commissione ha proposto la revoca delle lauree poi formalizzata dal rettore per tutelare l'interesse pubblico, che in questo caso si concretizzerebbe nell'evitare l'utilizzo di titoli di studio, o addirittura l'esercizio della professione forense, su presupposti (gli esami sospetti) tuttora al vaglio della Magistratura . L'ultimo provvedimento di revoca porta la data dei primi di marzo. Le lauree in Giurisprudenza, nello specifico, sono state annullate a:

mercoledì 6 aprile 2011

La comunità tutta di Sellia ha festeggiato l'ordinazione sacerdotale di Don Nicola Coppoletta e il diaconato per Fabrizio Fittante.


Una domenica pomeriggio di festa per la comunità di Sellia  dove si sono ritrovati tutti nella chiesa Madre per festeggiare Nicola Coppoletta  e Fabrizio Fittante nominati sabato 2 aprile dal vescovo Ciliberti  rispettivamente parroco e diacono, entrambi residenti  nel piccolo borgo presilano.Don Nicola Coppoletta ha ufficializzato la sua prima messa, mentre per Fabrizio Fittante bisognerà aspettare ancora un po’. Tanti i religiosi presenti , Come Don Nicola Coppoletta  ( omonimo del nuovo sacerdote) il quale proprio nella Chiesa Madre di Sellia  nel 1975 ha ricevuto  la sua ordinazione sacerdotale da parte dell’allora vescovo di Catanzaro Monsignor Fares. Don Giuseppe Cosentino parroco della comunità per circa 9 anni  ha evidenziato il forte legame mai diminuito che sente verso la comunità Selliese, mentre i due nuovi parroci di Sellia Don maurizio e Don Simone  hanno manifestato il loro orgoglio nell’essere stati nominati in questa piccolo paese che offre al Signore due nuovi sacerdoti, tra i religiosi presenti  tanti giovani seminaristi. Una chiesa addobbata a feste e gremita  di tanta gente anche è arrivata appositamente anche da fuori. A prendere per prima la parola facendo gli auguri a nome di tutta la comunità Selliese è stato il Sindaco Dott. Davide Zicchinella ripercorrendo la strada spirituale di questi due giovani che visibilmente emozionati ascoltavano i vari complimenti, da canto suo il primo cittadino di Sellia ha voluto concludere il suo discorso mettendo in luce le tante cose positive che questo piccolo borgo  quando opera unito crea, raccogliendo sempre ottimi frutti, bisogna lavorare ognuno con le proprie idee,con i propri ruoli ma uniti a far crescere la nostra comunità, esaltando le sue varie peculiarità. Insomma un pomeriggio  giustamente di festa è di lode al Signore per aver chiamato a servire  due giovani Selliesi. Dopo la Solenne Celebrazione tutti ad abbracciare i due giovani augurandogli  una  lunga vita al servizio di Dio. Un ricco rinfresco con la torta per l’occasione più dei fuochi artificiali hanno concluso una serata dove si respirava tanta gioia,tanto entusiasmo, tante lode al Signore...

I studenti del liceo Scientifico e comprensivo di Sersale sono stati selezionati da una apposita commissione per partecipare al festival Internazionale di Siracusa.

Si parte  dalle scuole di Sersale  per arrivare dritti sino  alla sedicesima edizione del Festival internazionale del teatro classico dei giovani di Siracusa. E’ un grande successo quello raggiunto dagli studenti del liceo scientifico dell’Istituto di istruzione superiore di Sersale in collaborazione con l‘Istituto comprensivo della cittadina presilana. Gli studenti  rappresenteranno la tragedia greca "La lunga notte di Medea" di Corrado Alvaro, ispirata all'opera di Euripide. Una scommessa vinta per la scuola a tutti i suoi livelli, dal momento che è stata messa in piedi una compagnia teatrale composta dagli alunni e capace di arrivare fino alla kermesse siciliana. L’esibizione e in programma per il prossimo 18 maggio, quando sul palcoscenico sarà  possibile ammirare il talento, la bravura e l’entusiasmo dei protagonisti sersalesi, selezionati dalla commissione tra le prove in lizza. Un riconoscimento che e anche un evento straordinario per la realtà culturale del comprensorio che mostra l'eccellenza delle capacità professionali e sinergiche delle istituzioni scolastiche e degli alunni del territorio, grazie al progetto teatrale finanziato con i fondi Por Calabria 2010. Le dirigenti Silvana Afeltra  delI'istituto. superiore e Gina Guzzi del Comprensivo, hanno guidato le fasi del progetto con tenacia e perseveranza, preoccupandosi degli sforzi economici per la partecipazione degli alunni partecipanti, chiedendo e ottenendo la collaborazione dei comuni limitrofi. L’organizzazione è stata curata anche dai professori Giancarlo Budace, esperto esterno, e dal tutor Nicola Galea che ha curato anche regia e scenografia e costumi Il gruppo che rappresenterà tutto il comprensorio presilano e i due istituti scolastici di Sersale è composto da ventidue alunni e dai due docenti Galea e Budace: Ilaria Berlingo Ecco elenco dei vari attori....

Cosenza: un povero disabile veniva ripetutamente violentato e sodomizzato da tredici persone.

Operazione dei Carabinieri a Cosenza. Le persone finite in manette sono accusate dei reati di violenza sessuale aggravata e continuata

Tredici persone, d’età compresa tra i 35 ed i 70 anni, sono state arrestate, ieri mattina, dai Carabinieri del comando provinciale di Cosenza. Le persone arrestate sono accusate dei reati di violenza sessuale aggravata e continuata. I provvedimenti, emessi dal GIP del Tribunale di Cosenza Marletta su conforme richiesta del sostituto procuratore, Tridico, si riferiscono ad indagini iniziate nello scorso novembre relative ad episodi di sevizie e violenza sessuale consumati in danno di un giovane disabile ritardato di mente. Gli abusi si sarebbero protratti per anni. La giovane vittima sarebbe stata sottoposta a sevizie di ogni tipo e costretta ad atti sessuali anche di gruppo. Le indagini sarebbero partite proprio da alcune confidenze rilasciate ai militari dallo stesso disabile, che non sarebbe in grado di discernere tra l’amicizia delle persone che conosceva e i terribili giochi a cui era sottoposto. Le verifiche che i militari hanno dovuto effettuare sono state lunghe e complicate. Ma alla fine, grazie anche a diverse intercettazioni telefoniche ed ambientali, si sarebbe trovata piena conferma a quanto dichiarato dal giovane. Alcuni degli indagati conoscevano la vittima da anni, altri invece l’avrebbero avvicinata solo da poco tempo, grazie ad un turpe passaparola. La vittima degli abusi è un giovane di quasi 30 anni, di cui è stato rivelato solo il nome di battesimo: Andrea. I particolari, nel corso della conferenza stampa sono stati centellinati. Gli arrestati, che al giovane disabile non avevano quasi mai rivelato i loro veri nomi, sono Giuseppe Santoro, alias ‘U Ragioniere, Massimo Lomonaco, alias Arcangelo, Antonio Santoro, alias Antonio Veltri, Antonio Donvito, alias Totonnu, Mario Aiello, Pasquale Andali, alias Pasquale Fabiano, Aldo De Rose, alias Paolo Naccarato, Fernando Mele, Giuseppe Pugliese, alias Giovanni Pinuzzo Di Bartolomeo, Cosimo Pastorello, alias Michele, Vincenzo Gagliano, alias Mastro Vicenzo, Eugenio De Cicco e Franco Adamo Spadafora. Sono tutti di Cosenza e di Rende. I tredici, ai quali sono stati sequestrati pc e diversi oggetti, tra cui un intero carico di mutande, al vaglio degli inquirenti, erano legati dalle loro perversioni. Non sembra che ci sia un capo del gruppo, e quindi non sembrerebbe che il giovane sia mai stato sfruttato a pagamento, ma solo a scopi del tutto personali. Si sta indagando per scoprire se il gruppo....

martedì 5 aprile 2011

Anche Sellia ha festeggiato i 150° dell'unità d'Italia con una manifestazione vicino l'antico ponte medievale



Articoli tratti da "Il Quotidiano della Calabria" e dalla "Gazzetta del Sud"
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Il comune di Zagarise punta sull'energia pulita del fotovoltaico costruendo il primo impianto sul tetto della scuola.

Panoramica di Zagarise



E' proprio sul tetto di una scuola che sorgerà il primo impianto fotovoltaico di Zagarise.
Realizzato dall’amministrazione comunale, tramite fondi regionali, l’iter di finanziamento del progetto è stato curato direttamente dall’ing. Gianfranco Timpano, consigliere delegato. Grande, in tal misura, la soddisfazione per tale impianto sia da parte dell’ ingegnere Timpano che dalla casa comunale zagaritana. Amministrazione guidata dal sindaco Pietro Raimondo, in altri termini, < grazia ai costi non più sostenuti per l'energia elettrica consumata da tutto l’istituto scolastico e - come si legge in una nota stampa per la vendita dell'energia. in eccesso prodotta dall'impianto fotovoltaico. A quanto pare, si tratta di un impianto da 105.000 euro da realizzare a parziale integrazione del tetto già esistente, utilizzando pannelli fotovoltaici di ultima generazione per una potenza nominale di 19,78 KW, e per una produzione di energia elettrica annua  di circa 33.000 KWh. Questo, comunque, sarebbe solo uno dei tanti progetti presentato

Secondo una ricerca pubblicata sul Sole 24 Ore emerge che la provincia Calabrese dove si registrano maggiori delitti è quella di Catanzaro

Catanzaro palazzo della questura
Vi ricordate sino a pochi anni fa quando si parlava di Catanzaro la si vedeva come un isola felice lontana dalla criminalità, sembrava come se  non si trovava all’interno della Calabria terra bellissima ma che purtroppo la criminalità con a capo la “ndragheta” la fa da padrona. Beh! Quest’isola felice non esiste più o forse non è mai esistita, basta leggere la ricerca pubblicata ieri dal Sole 24 ore fa emergere quella di Catanzaro, come la provincia dove si registrano maggiori delitti, a livello regionale. Il dato che riguarda la provincia di Catanzaro, riferito al primo semestre del 2010, è pari a 19,6 reati ogni 1.000 abitanti.
Segue poi la provincia di Vibo Valentia (16,4), Reggio Calabria (15,9), Cosenza (15,1) e Crotone (12,5). Tra le cinque province calabresi solo per Catanzaro e Cosenza il trend dei reati risulta essere in crescita.
La ricerca fornisce anche dei dati per quanto riguarda i reati commessi nei confronti delle imprese. Crotone e Vibo Valentia sono le province con il minor numero di furti negli esercizi commerciali. Per quanto riguarda il danneggiamento di attività commerciali tramite incendio la maglia nera per le province calabresi è stata assegnata a Vibo Valentia e Reggio Calabria.
Dall’ultimo rapporto dell’Associazione nazionale funzionari di polizia (Anfp) sui dati del primo semestre 2010 forniti dal ministero dell’Interno, e pubblicato dal 'Il Sole 24 ore' emerge anche che le imprese di Caltanissetta e Vibo Valentia sono quelle che più hanno a che fare con il reato di 'danneggiamento seguito dall’ incendio. Per il sociologo Maurizio Fiasco, che ha curato la ricerca, "L'apporto della...

lunedì 4 aprile 2011

Con una Cerimonia presieduta dall'Arcivesco Monsignor Ciliberti sono stati ordinati quattro sarcerdoti e due diaconi tra i quali i due Selliesi Don Nicola Coppoletta e il diacono Fabrizio Fittante. Auguri!




Dopo i vari episodi di microcriminalità verificatosi a Taverna e nel comprensorio identificati cinque donne di etnia Rom

Dopo i vari episodi di microcriminalità che hanno interessato Il comune di Taverna ma anche il comprensorio, sono state prontamente avviate una serie di controlli atti nel prevenire ed eventualmente individuarne gli autori. In questi giorni cinque donne di  etnia rom sono state fermate dagli uomini della locale stazione dei carabinieri guidata dal Maresciallo Giancarlo Coluccia le quali si trovavano a girovagare nella cittadina, una di loro è stata invitata in caserma per verificarne la sua posizione attinente al furto di cui è stata vittima una signora anziana. Un segnale importante per dare tranquillità ai vari residenti dove serpeggia una crescente preoccupazione  dopo i vari episodi cercando di prevenire nuovi furti  di abitazioni e attività commerciali come l’ultimo  tentano furto in pieno giorno sulla via principale di Taverna  ai danni di un tabaccaio  ( dove ne abbiamo parlato  Qui )  
Taverna CZ

domenica 3 aprile 2011

San Giovanni in Fiore dopo la coraggiosa denuncia dell'abate don Anastasio Germano si cerca di far luce sul tesoro sparito dall'Abazzia florense e dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie.


San Giovanni in Fiore Il "tesoro" sparito e il grande inganno. Dall'Abbazia Florense e dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie di San Giovanni in Fiore sono state portate via opere e arredi sacri di grande valore. È stato l'abate, don Germano Anastasio, a svelare coraggiosamente ai carabinieri del Nucleo di tutela del patrimonio culturale quanto è accaduto nel volgere d'una decina di anni. Il religioso, insediatosi alla guida della prestigiosa parrocchia che fu dell'abate Gioacchino, s'è infatti accorto, con il passare del tempo, che un immenso patrimonio, regolarmente catalogato, era letteralmente svanito nel nulla. L'elenco dei beni illecitamente distratti fa impressione: otto calici d'oro del Seicento, reliquari in argento del Settecento, quadri dello stesso periodo, statue di Santi, mobili antichi... Il valore dei beni sottratti alla chiesa supererebbe i seicentomila euro.
L'Abazzia di San Giovanni in Fiore
Don Germano Anastasio
Don Germano ha avvertito l'arcivescovo Salvatore Nunnari e poi le forze dell'ordine. Il capitano Raffaele Giovinazzo, dopo aver interrogato l'abate e acquisito informazioni da don Santo Canonaco pure lui per un breve periodo in servizio nella città silana, ha proceduto al sequestro di tutti gli atti riferibili al "tesoro" finito chissà dove. Non solo: le indagini si sono presto spostate anche su altre due piste investigative di non trascurabile importanza. Si tratta, in particolare, della vendita dei loculi cimiteriali riservati ai poveri, agli ospiti d'una casa di riposo ed ai religiosi di San Giovanni in Fiore gestiti dalla parrocchia. Loculi che sarebbero stati ceduti a gente comune dietro regolare compenso. Delle somme incassate però don Germano Anastasio non ha trovato traccia. La vendita è tuttavia documentalmente dimostrata dall'esistenza di scritture private reperite e acquisite dagli investigatori della Benemerita. L'altro filone si riferisce, invece, alla cessione di fondi rustici della parrocchia posti in territorio di Rocca di Neto (Crotone). Fondi di cui la chiesa disponeva per via di lasciti e donazioni che sono stati venduti a privati con l'obiettivo di reperire risorse economiche da destinare agli indigenti. Risorse che non si sa che fine abbiano fatto.I carabinieri, nel marzo scorso, hanno invece ritrovato....

Taverna : alla scuola " Don Milani " Presto nuovi interventi per completarne i lavori

Panoramica di Taverna


 Taverna CZ Sono ben 300.000 euro l’ammontare del finanziamento richiesto dall’ente guidato da Eugenio Canino, e con il quale si completerà l’opera di ristrutturazione dell’edificio di via Guglielmo Marconi, sede  tra l’altro - della direzione didattica dell’Istituto comprensivo N. 1,  chiuso dall’agosto del 2006 per ragioni legate a problemi di stabilità strutturale. E in particolate il nuovo intervento, che si aggiungerà a quello ancora in corso e relativo al lato est della struttura. Ma non sono solo questi i lavori da mettere in cantiere.  Nel progetto inseriti anche i lavori di finitura degli interni che non sono stati interessati dalle opere strutturali in corso. Nella maggioranza sono fiduciosi prevedendo  tempi brevi per l'aggiudicazione dei lavori, da poter avviare per il mese di luglio. Sarebbe bello poter riaprire l'edificio all'inizio del prossimo anno scolastico. Gli alunni tuttora sono ospitati in una struttura che originariamente era adibita a carcere la quale qualche anno fa venne riconvertita in un centro sportivo,  una situazione momentanea che ha permesso di non recare ulteriori disagi ai vari scolari. Una sistemazione  momentanea dunque, sperando che con l’avvio del prossimo anno scolastico si possa ritornare alla normalità potendo usufruire dei nuovi locali Si continua a circa un anno dalla vittoria della giunta guidata da Eugenio Canino in ....

La Brigata Catanzaro. Storia di un eroico reparto militare nato a Catanzaro che contribuì valorosamente alla vittoria dell'Italia durante il primo conflitto mondiale ( Quarta parte)

...... Questo episodio, comunque non intaccò il morale della Brigata che continuò sempre e comunque a fare il proprio dovere tanto che S.M. il Re, con decreto del 28 dicembre 1916, concesse motu proprio alla bandiera del glorioso 141° Reggimento la MEDAGLIA D ’ORO  al valor militare con questa motivazione: «Per l’altissimo valore spiegato nei molti combattimenti intorno al San Michele, ad Oslavia, sull’Altopiano di Asiago, al Nad Logem, per l’audacia mai smentita, per l’impeto aggressivo senza pari, sempre e ovunque fu di esempio ai valorosi (luglio 1915 – agosto 1916)». Anche la bandiera del 142° ebbe la sua meritata decorazione con la concessione della Medaglia d’Argento al valor militare.

Diversi mesi dopo, i soldati dei due reggimenti della Catanzaro furono protagonisti della più grave rivolta nell’esercito italiano durante il conflitto. Questo triste episodio si svolse a Santa Maria La Longa dove la brigata era stata acquartierata a partire dal 25 giugno 1917 per un periodo di riposo. La notizia di un nuovo reimpiego nelle trincee della prima linea fece, pian piano, montare quella che in poche ore sarebbe diventata una vera e propria rivolta. I comandi, avendo avuto notizia da informatori di quanto doveva accadere fecero infiltrare nei reparti alcuni carabinieri travestiti da fanti e si era disposta la dislocazione di più di cento carabinieri nelle immediate vicinanze. Alle ore 22 del 16 luglio 1917 iniziò il fuoco che durò tutta la notte. I caporioni di ogni reggimento assaltarono i militari dell’altro inducendo gli stessi ad ammutinarsi  e ad unirsi a loro. Molti caddero morti sotto il fuoco dei rivoltosi, altri ne rimasero feriti. Appena il Comando d’Armata ebbe notizia di quanto stava avvenendo dispose le opportune contromisure inviando sul posto altri carabinieri su autocarri, quattro mitragliatrici, due autocannoni e con il preciso ordine di intervenire in modo fulmineo e con estremo rigore. La lotta durò tutta la notte e cessò all’alba dopo l’intervento degli ufficiali della brigata e dei carabinieri con mitragliatrici ma, soprattutto, dopo l’arrivo ed il posizionamento degli autocannoni. Sedici militari presi ancora con l’arma scottante furono immediatamente condannati alla fucilazione. A questi avrebbero dovuto aggiungersi altri 120 uomini, ma per limitare....

sabato 2 aprile 2011

Simeri Crichi presentazione ufficiale della lista " Futuro Insieme per Nagero" La quale continuerà nel solco tracciato dal sindaco uscente Saverio Loiero.


Articolo tratto da" Il Quotidiano della Calabria"
Per leggerlo bene visualizza l'immagine.

Vita del più grande Santo Calabrese San Francesco di Paola.

Statua di San Francesco di Paola custodita  nella chiesa Madre di Sellia.


San Francesco nacque a Paola, un paese della provincia di Cosenza, da Giacomo d'Alessio e da Vienna, nativa di Fuscaldo (CS). Gli sposi stettero per quindici anni senza riuscire ad avere figli; pregarono molto il Signore perchè concedesse loro il dono tanto atteso. Si rivolsero poi a San Francesco d'Assisi, del quale erano molto devoti, promettendo che, se fosse nato loro un figlio, lo avrebbero chiamato Francesco. Francesco nacque il 27 marzo del 1416, di Venerdì. Già il giorno del suo concepimento si verificò un evento straordinario. All'età di due mesi, Francesco ebbe una brutta infezione ad un occhio, per la quale rischiava di rimanere cieco. La madre, allora, lo portò in chiesa, davanti alla statua del Santo di Assisi per pregarLo, questa volta, di far guarire il suo bambino; come voto, lo avrebbe tenuto per un anno intero chiuso in convento con indosso l'abito dei frati francescani. Franceco guarì e trascorse la sua vita in pura santità e all'insegna della Penitenza. Pare che già da neonato Francesco dimostrava di voler vivere una vita basata sul sacrificio: quando prendeva il latte dal seno della mamma, non lo faceva mai avidamente, ma prendeva il necessario; e soprattutto non lo reclamò mai con il pianto, come solitamente fanno i neonati. l Venerdì, poi, caso veramente strano, rifiutava il latte per l'intera giornata. Comunque, il tempo passava e Francesco cresceva in sapienza e santità. Una notte, all'età di dodici anni, Francesco fece un sogno: San Francesco d'Assisi gli ricordava che era il tempo di adempiere al voto fatto dalla madre. Così fu accompagnato dai genitori al convento dei Frati Minori di S.Marco Argentano (CS). ll soggiorno nel Convento di S. Marco fu per Lui bellissimo: nel convento fece molti miracoli e sviluppò la sua santità nell'umiltà e nella sapienza. Intanto, un anno passò e i genitori andarono a prendere Francesco per riportarlo a Paola, nella sua casa. Dopo qualche anno, Francesco sentì il bisogno di vedere i luoghi dove era vissuto il Santo poverello di Assisi. Così, con i suoi genitori, fece il suo viaggio ad Assisi, ma per un po' si fermò a Roma. Tornato dal viaggio, all'età di quattordici anni, Francesco decise di vivere in solitudine e si ritirò a fare una vita da eremita nel bosco di Paola, verso la montagna. Si rifugiò in una grotta solitaria e fredda: per letto aveva la nuda terra e per guanciale un sasso. Egli trascorreva molto tempo a pregare e per cibo mangiava le radici degli alberi. Rimase a vivere da eremita per ben cinque anni, lontano da tutti, fino a quando un giorno i cani di alcuni cacciatori lo scoprirono. Francesco uscì dalla solitudine e si costruì una celletta, dove riceveva i visitatori. Tutti andavano da Lui per chiedere preghiere, aiuti e prodigi. Oggi il luogo viene indicato come Antico Oratorio. Altri eremiti seguirono il suo esempio di vita, di preghiera e penitenza e presero il nome di "Eremiti di fra' Francesco". Essi indossavano una tonaca di lana, come cintura avevano ai fianchi un pezzo di fune e camminavano a piedi scalzi . Usavano un cappuccio, che secondo la tradizione gli fu consegnato dall'Arcangelo Gabriele che gli raccomandò di farlo indossare anche ai suoi frati. Il numero di  visitatori e seguaci aumentava; l'oratorio era troppo piccolo e fu necessario, perciò, costruire una chiesa. Durante la costruzione della chiesa e del convento di Paola, cominciò ad operare i primi miracoli. Dopo qualche anno, Francesco lasciò Paola e si recò a Paterno Calabro per la costruzione del secondo convento. A Paterno rimase per ben nove anni, durante i quali costruì una chiesa ed un convento. Anche in questo paesino operò moltissimi miracoli. Terminata la sua opera a Paterno Calabro, fu invitato nel 1456 in un altro paese calabrese: Spezzano della Sila, dove costruì il terzo convento. Il popolo di Spezzano fu molto riconoscente al Santo e ai suoi frati per l'opera di salvezza materiale e spirituale che offrì loro. Nel 1458 San Francesco giunse a Corigliano Calabro e costruì il quarto convento, dietro le insistenze che ricevette dal principe Sanseverino e da sua moglie, che risiedevano a Corigliano. Egli rimase a Corigliano circa due anni, poi si recò, nel 1460, nuovamente a Spezzano della Sila e da lì ricevette l'invito di recarsi a Crotone dove lo attendevano per la costruzione di un altro convento. L'opera di San Francesco consisteva essenzialmente nel far comprendere agli uomini quanto fosse grande e misericordioso l'Amore di Dio.
Sentendo parlare di Lui, delle sue opere e dei suoi miracoli, molti desideravano conoscerlo e averlo nel proprio paese.

venerdì 1 aprile 2011

Il blog Selliaracconta durante il mese d'aprile 2011

Il calendario del mese di aprile 2011 da scaricare
Con l’arrivo del mese di aprile la primavera finalmente esplode con le sue mille sfaccettature. E’ molto bello farsi un giro nelle varie campagne in questo periodo,magari sedendosi sull’erba soffice gustando i vari profumi (ovviamente non bisogna essere allergici ) Il blog non è andato mai in letargo anzi durante la stagione invernale appena conclusa è rimasto sempre aggiornato riportando in primo piano le varie notizie soprattutto sul nostro circondario. I paesi in cui di più stiamo cercando di riportarne le varie notizie sono oltre a Sellia: Simeri Crichi, Soveria Simeri, San Pietro Magisano, Zagarise, Sersale, Albi, Taverna Pentone, Sorbo, Fossato, Sellia Marina, Catanzaro. Un impegno non da poco gratificato dal sempre costante aumento di consensi che giornalmente riceviamo. Ritornando ai vari appuntamenti con il blog durante il mese appena iniziato, dopo aver ultimato nel mese di marzo il vocabolario dialettale Selliese, con questo mese riprenderemo con l l’inserimento della lettera C il dizionario dei proverbi e modi di dire Calabresi, antiche saggezze popolari dove si trovava con un proverbio il rimedio per ogni problema. Un nuovo racconto sempre ambientato a Sellia ci accompagnerà per tutto il mese, come al solito sarà suddiviso in vari capitoli. Per Sellia sconosciuta vi descriveremo alcune usanze durante le festività Pasquali, ma soprattutto in questo mese del risveglio della natura cercheremo di sensibilizzare, di risvegliare le coscienze assopite, tiepide dei Selliesi che si sentono delusi, amareggiati, sconfitti. Dobbiamo unire le forze dobbiamo smetterla subito con queste estenuanti lotte elettorali che si protraggono di anno in anno dove solo pochi ridono mentre Sellia muore, non abbiamo più scuse, non possiamo poi dire che non lo sapevamo. Selliaracconta rimarrà sempre dalla parte di Sellia, dalla parte di tutti voi nessuno escluso, voi che abitate a Sellia, che la mantenete viva che malgrado tutto non mollate voi siete i.....

Agghiacciante scenario scoperto dalla polizia di Corigiano Calabro dove dei bambini erano costretti a prostituirsi con persone benestanti di età compresa tra i 50 e i 70 anni


I Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro, nell’ambito di un’operazione denominata “Flash market”, hanno tratto in arresto otto persone accusate, a vario titolo, dei reati di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile. I provvedimenti, emessi dal Gip presso il Tribunale di Rossano su richiesta dei pubblici ministeri Maria Vallefuoco e Vincenzo Quaranta, scaturiscono da indagini iniziate nell’agosto del 2010, dalle quali è emerso l’agghiacciante scenario che coinvolge minori italiane avviate alla prostituzione dall’età di dodici anni e uomini della zona con discrete disponibilità economiche, di età compresa tra i 50 e i 70 anni. Nel corso dell’attività investigativa, la situazione di particolare indigenza delle vittime e delle loro famiglie avrebbe facilitato ad alcuni degli arrestati l’adescamento e l’avvio alla prostituzione delle minori già all’età di dodici o tredici anni. In alcuni degli episodi accertati è emerso che due ragazze, tra gli arrestati, da vittime sarebbero poi diventate carnefici, avviando alla prostituzione persino le sorelle più piccole pur di trarne profitto. È stato inoltre accertato che uno dei destinatari del provvedimento procacciava, su richiesta ad una vasta clientela, prostitute anche non minorenni, e in uno degli appuntamenti organizzati avrebbe, con un terzo soggetto, sequestrato e violentato una delle vittime. Il tariffario previsto per i rapporti con le minori prevedeva un corrispettivo molto più elevato in caso di consumazione con ragazzine senza pregresse esperienze sessuali, favorendo in questo modo l’avvio di giovani indigenti alla prostituzione in tenera età. Agli arresti sono finiti il presunto organizzatore dello sfruttamento, Pietro Berardi, 47 anni, di Corigliano Calabro, il suo braccio destro, Natale Musacchio, 42 anni, e due donne, di cui non sono state rese note le generalità. E poi alcuni clienti: Giuseppe Russo, 68 anni, pregiudicato di Corigliano Calabro; Alberto Falbo, 70 anni, imprenditore di Longobucco; Leonardo Malfarà, 69 anni, commerciante di Corigliano Calabro; Damiano Collefiorito, 51 anni, operaio di Corigliano Calabro. In un caso, dimostrato dai militari, una delle bimbe fu violentata in gruppo, perchè non voleva prestarsi all’atto sessuale. Tra i violentatori c’è anche una persona non ancora identificata. Secondo i militari, i genitori delle bambine non erano a conoscenza dei fatti. “Le indagini non possono dirsi concluse, ma abbiamo voluto lo stesso bloccare quanto avveniva, per salvaguardare per quanto possibile le bambine” ha detto il Tenente Colonnello Vincenzo Franzese, Comandante del Nucleo Operativo dei carabinieri di Cosenza. “C’era un vero tariffario: da 50 a 250 euro, che venivano pagati se la bambina era al suo primo rapporto sessuale” ha detto il capitano Pietro Paolo Rubbo, Comandante della Compagnia dei carabinieri di Corigliano Calabro. Indagini iniziate da un anno, poi i militari non ce l’hanno fatta....