Visualizzazione post con etichetta riproposizioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riproposizioni. Mostra tutti i post

domenica 5 aprile 2026

I riti della Settimana Santa nei paesi del nostro Comprensorio "Foto racconto". Riproposizione di un articolo del 2016- 10 anni fa

 

 



             Riproposizione di un articolo del                   29.03.2016 . 10 anni fa.                  

Durante la Settimana Santa, in molte località del comprensorio e della Calabria, si svolgono i tradizionali riti che portano dalla Domenica delle Palme alla........ 

domenica 29 marzo 2026

"A Parma" della Domenica delle Palme. Ricordi, rievocazioni dei tempi che furono. "Riproposizione di un articolo del 24.03.2013"

 


A Parma  ( da non confondere con la città  dell'Emilia Romagna ) nel nostro dialetto è la Palma che si porta a benedire la domenica delle Palme Sino a non molti anni fa era solo è rigorosamente di ulivo tra gli....... 

domenica 31 maggio 2015

lunedì 22 dicembre 2014

A strina de Natala! Canzone popolare che unisce tutta la Calabria si cantava,si canta dal Pollino sino all'Aspromonte

"A strina": canzone popolare che unisce tutta la Calabria si cantava,si canta dal Pollino sino all'Aspromonte ,certo cambiando qualche parola ,qualche strofa il fiume tacina diventa un fiume cosentino ecc...ma il valore ,il significato rimane sempre lo stesso .Si cantava di buon augurio ai sposi novelli,ai cumpari "caru cumpari ca simu venuti ".rigorosamenti si iniziava a cantarla dopo la mezzanotte della vigilia,per terminare alla mezzanotte della befana .Per cantarla bene ci vuole un bravo solista ed un nutrito coro accompagnato da una fisarmonica .Guai ad aprire la porta prima che l'intera "strina" non fosse finita! ma sopratutto guai a far finta di non esserci o di non aver sentito..
a seguire la seconda parte della "Strina"

mercoledì 17 dicembre 2014

Antichi proverbi calabresi sul periodo natalizio. Riproposizione di detti calabresi sul natale


 

PROVERBI E DETTI POPOLARI CALABRESI


I
 proverbi e i detti popolari rappresentano, attraverso brevi espressioni
 lessicali, massime, pensieri, avvertimenti o consigli tratti
dall’esperienza collettiva. Hanno quasi sempre una struttura ritmica con
 precise rime e assonanze che ne facilitano la memorizzazione e che
denotano il loro carattere generalmente orale. I proverbi hanno
un’origine antica e popolare e vengono tramandati nel tempo dalle varie
generazioni; anche nella tradizione maranese persistono numerosi
proverbi espressi generalmente nel dialetto locale, comunemente chiamati
 “ditti antichi”.


 "Su’ Calabrisi e Calabrisi sugnu, su’ canusciutu pe’ tuttu lu
regnu, tandu nemicu miu, tandu m’arrendu, quandu la testa mia sàgghja a
la ‘ntinna""


Ricerca storica a cura di Sellia racconta: selliaracconta@gmail.com  Si prega a chiunque ne faccia uso anche in forma parziale di inserire un chiaro riferimento della fonte. Grazie!

 Tra questi ne riportiamo alcuni relativi al periodo
natalizio:



  • -          “Prima e Natala ‘nu passu e cana, de Natale in poi ‘nu passu e voi”  (prima
     di Natale un passo di cane, dopo Natale un passo di bue, cioè passato
    il Natale, la natura si rinnova e le giornate cominciano ad allungarsi)


  • A Santu Nicola ogni cavuna sona ( Per il giorno di san Nicola ogni valle risuona dal rumore dei ruscielli d'acqua)

  • -          “Natale curi toi e a Pasqua cu chi voi” ( Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi)

  • -          “Prima
     di Natale né friddu né fame, doppu Natale friddu e fame (nei giorni
    prima del Natale non si sente né il freddo né la fame, successivamente
    si avvertono i patimenti della fame e della fredda stagione)


  • Natala a ru sula, Pasqua a ru focu (Natale al sole, Pasqua davanti al fuoco).

  • -          Mo
     vene natale e nun tegnu dinari mi pigliu ‘na pipa e mi mintu a
    fumari (ora che arriva Natale non possiedo denaro e quindi prendo una
    pipa e mi metto a fumare)

  • Cu no dijuna a viglija e natali mora de scornu comu nu cani


sabato 6 dicembre 2014

L'anello di San Nicola. Riproposizione dell'antichissimo racconto sui saccheggi dei Saraceni nei paesi della presila




I saraceni  dopo aver saccheggiato i paesi sulla costa calabrese non paghi iniziano ad entrare sempre di più nell'entroterra trovando sulle loro via paesi facilmente espugnabili.

Ricerca storica a cura di Sellia racconta. Si prega si invita a chiunque ne faccia uso anche in forma parziale, di inserire un chiaro riferimento della fonte con link del sito. https://selliaracconta.blogspot.com/
  

SELLIA: Asilia, asilo luogo sicuro e difficile da espugnare resistette  per molto tempo ai continui tentativi di saccheggio da parte dei Saraceni, ma sfortunatamente dopo aver resistito valorosamente  anche Sellia fu espugnata, la rabbia dei saraceni fu tanta che subito bruciarono la parte bassa del paese che avevano appena conquistato "ecco infatti il nome del rione ruscia".



Per fortuna si faceva sera e vuoi per la stanchezza vuoi per l'astuzia dei Selliesi che tentavano di far rimandare l’intenzione del feroce capo dei saraceni, il quale voleva bruciare per vendetta nell' aver resistito così a lungo tutto il  paese. Per fortuna, durante la notte, in aiuto di Sellia, viene il nostro amato Protettore S. NICOLA, il quale appare in sogno al capo saraceno, intimandolo di non torcere neanche un capello al popolo Selliese, e di andare subito via. Appena sveglio il capo saraceno infuriato voleva  conoscere chi gli era apparso in sogno per ucciderlo per primo, ma non trovò nessuno che somigliasse all'uomo apparso in sogno. Per ultimo entrò in chiesa, dov’erano radunati in preghiera molta gente ma anche li nessuno, entrato di forza in sacrestia lì l’arciprete aveva nascosto le cose più sacre nella speranza che non venivano depredate. Sotto un lenzuolo c'era la statua di S. NICOLA. Togliendo il lenzuolo il ......

venerdì 6 dicembre 2013

Oggi San Nicola protettore di Sellia riproponiamo il racconto dal titolo: Il miracoloso intervento del nostro amato protettore San Nicola nel salvare gli abitanti di Sellia dal rovinoso alluvione del 1943

  1943/2013 sono passati 70anni da quando il borgo di Sellia perse tanti reperti del suo glorioso passato. 
Per la festa del Santo patrono riproponiamo il suggestivo racconto del suo miracoloso intervento verso la popolazione Selliese

Ricerca storica a cura di Sellia racconta. Si prega si invita a chiunque ne faccia uso anche in forma parziale, di inserire un chiaro riferimento della fonte con link del sito. https://selliaracconta.blogspot.com/
  
Pioveva da una settimana la mattina ti alzavi che pioveva ti coricavi ed ancora pioveva per poi iniziare di nuovo
Non si poteva svolgere nessun lavoro nei campi, la terra era inzuppata ,usciva acqua da tutte le parti. Il centro storico(già fortemente provato dai vari cataclismi) iniziò a franare. Una grossa frana stava lesionando sempre più le case rendendole di fatto pericolose anche se molte persone continuavano ad abitarci perché non sapevano proprio dove andare. Passavano i giorni ma pioveva sempre, così si decise di portare fuori in processione la statua di San Nicola ,in Chiesa si radunò quasi l’intera popolazione ed in processione sotto una pioggia sempre insistente girarono tutto il paese ma non smise di piovere anzi a tratti sembrava che l’acqua “a jettavanu a cati cati” ormai il corteo era arrivato in piazza la Statua di San Nicola riparata con un tetto di tavole fatto per l’occasione era anch’esso inzuppato , proprio all’entrata della chiesa si decise di fare un canto in onore del Santo molti ancora speravano che spiovesse altri rassegnati dicevano” puru santu Nicola nabbannunau”. Cantavano, cantavano tutti incuranti, di essere zuppi d’acqua sino al midollo; mentre giravano la statua per farla entrare ecco che un timido raggio di sole uscì tra le nuvole dopo un po’ smise di piovere tutti gridarono al miracolo intonando lodi e preghiere, si porto il tavolo per far adagiare la statua fuori e così rimase per l’intera giornata. Non pioveva più roba da non credere scendeva una foschia sul borgo ma non pioveva più, neppure una goccia, le case erano state duramente colpite molte presentavano visibilmente delle crepe ai muri nelle quali  ci potevi infilare una mano altre iniziavano con i primi cedimenti di tegole o intonachi , la paura era tanta sembrava che tutte le case del paese alla fine sarebbero franate, alcune case scivolarono “sutta u castellu” . Una donna molto devota, e molto stimate del paese aveva avuto un sogno dove vide chiaramente  San Nicola mentre teneva con una mano Sant'angelo e con l'altra Ruscia,avvisandola che molte case sarebbero cadute ma nessuno neanche un animale sarebbe morto. Raccontò tutto all'arciprete il quale conoscendola per la  sua forte fede decise di rendere pubblico il sogno, durante l'omelia Domenicale molti non credettero al sogno disperati,scoraggiati che tutto il paese sarebbe destinato a franare,addirittura il priore dalla congrega dell'Immacolata  propose di spostare le varie statue,paramenti sacri ecc..  costodite nelle due Chiese portandole in qualche posto più sicuro perché temevano che anche le Chiese potessero franare. Si viveva nel terrore, nella paura che ....

martedì 19 marzo 2013

A conicella di San Giuseppe da " Cona du Casu " Riproposizione dei più bei racconti

 San Giuseppe
Oggi festa di San Giuseppe, festa del papà una volta era un giorno segnato di rosso sul calendario solennamente festeggiato dalla chiesa  ripropongo questo particolare................. 

sabato 8 dicembre 2012

A Lenza dà Mmaculta (riproposizioni di racconti già inseriti )






La Chiesa possedeva diverse terre, frutto di molte donazioni ;addirittura nel  comune di  Sersale possedeva un grande castagneto dato per una grazia ricevuta, a............ 

Cerca nel blog