Il cerimoniale della visita fu molto solenne ,alle porte dalla cittadina andarono tutto il clero,circa 20 persone con a capo l'arciprete Ascanius Placida .Il barone con tutta la propria famiglia,i nobili seguiti dal popolo. Nella Chiesa più vicina che si trovava dopo la porta principale del paese il Vescovo sostò nel frattempo che si ci organizzava per la processione ,quindi ci furono parecchi spari dei mortaretti, al suo passare la popolazione agitava dei rami di ulivo uniti a canti di lode. L’ingresso solenne avvenne nella Chiesa principale quella dedicata a San Nicola . Subito il presule rimase colpito dalla bellezza del luogo; difficile trovare una Chiesa a pari nel circondario ,la sua attenzione si soffermò sull’enorme lampadario finemente decorato che sovrastava la navata principale ,il priore lo fece abbassare ( ci voleva la forza di due uomini per scenderlo con delle funi )e si accesero i tantissimi lumi che lo circondavano,risalendolo a metà altezza. Il presule adorò il S.S Sacramento seguito dalla Messa solenne cantata , con tutto il clero e i sacerdoti. Al termine rivestito con i paramenti Sacri ,con mitra e pastorale iniziò la visita vera e propria ,innanzi tutto veniva ispezionata la custodia del Santissimo che spesso nelle varie visite già fatte riversava in pessime condizioni di decoro e pulizia (come nel caso di Simeri). Osservò che la chiavetta del Tabernacolo era d’oro secondo i dettami del concilio che ordinava “che se non era d’oro almeno doveva essere dorata, con un fiocco di seta e soprattutto bisognava custodirla con cautela”,e vide che il tutto riversava in buone condizioni,come la custodia del vasellame,gli oli e la teca destinata al trasporto del S.S Sacramento agli infermi. Passò quindi a visitare la sacrestia dove si stavano svolgendo dei lavori di consolidamento ,soffermandosi sui paramenti,le varie reliquie,i vasi e la biancheria sacra. Successivamente visitò le innumerevoli cappelle appartenenti a vario titolo alle varie famiglie nobili aventi lo “ius pratronatus” in tal visita fu particolarmente severo chiedendo la bolla di istituzione e di fondazione ,ordinando la distruzione totale di alcune quando noto lo stato di abbandono o trascuratezza nella manutenzione,per quasi tutte le cappelle esigette il rinnovo della pittura ,più alcuni restauri. Terminata la visita alle cappelle ispezionò la Chiesa nel suo insieme osservando la staticità,la forma architettonica ecc..ordinando solo di porre la cerata alle finestre e di imbiancare la Chiesa esternamente. Nel pomeriggio si rese disponibile a ricevere i fedeli ,per iniziare ad avere un contatto diretto con i vari problemi e preoccupazioni,chiedendo loro suggerimenti,collaborazione .Si preoccupò che le ostetriche sapessero impartire il Battessimo in caso di necessità,con alcune fu lui stesso ad insegnarle come battezzare. Successivamente osservò i vari registri parrocchiali di battesimi,cresime ecc..chiedendo anche all’arciprete notizie dettagliate sulla storia del paese e i vari titoli giuridici posseduti .(Il tutto serviva al Vescovo per farsi un'idea sulla cultura dei vari sacerdoti richiamandoli spesso quando osservava come dicevano la messa o come predicavano promettendo che li voleva migliorati per la prossima visita che avrebbe fatto dal 1601. Per quando riguarda Sellia i richiami furono veramente pochi e di poca importanza come da lui stesso riportato.)
mercoledì 3 marzo 2010
VISITA PASTORALE DEL VESCOVO N.ORAZI A SELLIA NEL 1582 "TERZA PARTE "
Prima visita pastorale del Vescovo N.Orazi nella comunità di Sellia Dicembre del 1582
Il cerimoniale della visita fu molto solenne ,alle porte dalla cittadina andarono tutto il clero,circa 20 persone con a capo l'arciprete Ascanius Placida .Il barone con tutta la propria famiglia,i nobili seguiti dal popolo. Nella Chiesa più vicina che si trovava dopo la porta principale del paese il Vescovo sostò nel frattempo che si ci organizzava per la processione ,quindi ci furono parecchi spari dei mortaretti, al suo passare la popolazione agitava dei rami di ulivo uniti a canti di lode. L’ingresso solenne avvenne nella Chiesa principale quella dedicata a San Nicola . Subito il presule rimase colpito dalla bellezza del luogo; difficile trovare una Chiesa a pari nel circondario ,la sua attenzione si soffermò sull’enorme lampadario finemente decorato che sovrastava la navata principale ,il priore lo fece abbassare ( ci voleva la forza di due uomini per scenderlo con delle funi )e si accesero i tantissimi lumi che lo circondavano,risalendolo a metà altezza. Il presule adorò il S.S Sacramento seguito dalla Messa solenne cantata , con tutto il clero e i sacerdoti. Al termine rivestito con i paramenti Sacri ,con mitra e pastorale iniziò la visita vera e propria ,innanzi tutto veniva ispezionata la custodia del Santissimo che spesso nelle varie visite già fatte riversava in pessime condizioni di decoro e pulizia (come nel caso di Simeri). Osservò che la chiavetta del Tabernacolo era d’oro secondo i dettami del concilio che ordinava “che se non era d’oro almeno doveva essere dorata, con un fiocco di seta e soprattutto bisognava custodirla con cautela”,e vide che il tutto riversava in buone condizioni,come la custodia del vasellame,gli oli e la teca destinata al trasporto del S.S Sacramento agli infermi. Passò quindi a visitare la sacrestia dove si stavano svolgendo dei lavori di consolidamento ,soffermandosi sui paramenti,le varie reliquie,i vasi e la biancheria sacra. Successivamente visitò le innumerevoli cappelle appartenenti a vario titolo alle varie famiglie nobili aventi lo “ius pratronatus” in tal visita fu particolarmente severo chiedendo la bolla di istituzione e di fondazione ,ordinando la distruzione totale di alcune quando noto lo stato di abbandono o trascuratezza nella manutenzione,per quasi tutte le cappelle esigette il rinnovo della pittura ,più alcuni restauri. Terminata la visita alle cappelle ispezionò la Chiesa nel suo insieme osservando la staticità,la forma architettonica ecc..ordinando solo di porre la cerata alle finestre e di imbiancare la Chiesa esternamente. Nel pomeriggio si rese disponibile a ricevere i fedeli ,per iniziare ad avere un contatto diretto con i vari problemi e preoccupazioni,chiedendo loro suggerimenti,collaborazione .Si preoccupò che le ostetriche sapessero impartire il Battessimo in caso di necessità,con alcune fu lui stesso ad insegnarle come battezzare. Successivamente osservò i vari registri parrocchiali di battesimi,cresime ecc..chiedendo anche all’arciprete notizie dettagliate sulla storia del paese e i vari titoli giuridici posseduti .(Il tutto serviva al Vescovo per farsi un'idea sulla cultura dei vari sacerdoti richiamandoli spesso quando osservava come dicevano la messa o come predicavano promettendo che li voleva migliorati per la prossima visita che avrebbe fatto dal 1601. Per quando riguarda Sellia i richiami furono veramente pochi e di poca importanza come da lui stesso riportato.)
Il cerimoniale della visita fu molto solenne ,alle porte dalla cittadina andarono tutto il clero,circa 20 persone con a capo l'arciprete Ascanius Placida .Il barone con tutta la propria famiglia,i nobili seguiti dal popolo. Nella Chiesa più vicina che si trovava dopo la porta principale del paese il Vescovo sostò nel frattempo che si ci organizzava per la processione ,quindi ci furono parecchi spari dei mortaretti, al suo passare la popolazione agitava dei rami di ulivo uniti a canti di lode. L’ingresso solenne avvenne nella Chiesa principale quella dedicata a San Nicola . Subito il presule rimase colpito dalla bellezza del luogo; difficile trovare una Chiesa a pari nel circondario ,la sua attenzione si soffermò sull’enorme lampadario finemente decorato che sovrastava la navata principale ,il priore lo fece abbassare ( ci voleva la forza di due uomini per scenderlo con delle funi )e si accesero i tantissimi lumi che lo circondavano,risalendolo a metà altezza. Il presule adorò il S.S Sacramento seguito dalla Messa solenne cantata , con tutto il clero e i sacerdoti. Al termine rivestito con i paramenti Sacri ,con mitra e pastorale iniziò la visita vera e propria ,innanzi tutto veniva ispezionata la custodia del Santissimo che spesso nelle varie visite già fatte riversava in pessime condizioni di decoro e pulizia (come nel caso di Simeri). Osservò che la chiavetta del Tabernacolo era d’oro secondo i dettami del concilio che ordinava “che se non era d’oro almeno doveva essere dorata, con un fiocco di seta e soprattutto bisognava custodirla con cautela”,e vide che il tutto riversava in buone condizioni,come la custodia del vasellame,gli oli e la teca destinata al trasporto del S.S Sacramento agli infermi. Passò quindi a visitare la sacrestia dove si stavano svolgendo dei lavori di consolidamento ,soffermandosi sui paramenti,le varie reliquie,i vasi e la biancheria sacra. Successivamente visitò le innumerevoli cappelle appartenenti a vario titolo alle varie famiglie nobili aventi lo “ius pratronatus” in tal visita fu particolarmente severo chiedendo la bolla di istituzione e di fondazione ,ordinando la distruzione totale di alcune quando noto lo stato di abbandono o trascuratezza nella manutenzione,per quasi tutte le cappelle esigette il rinnovo della pittura ,più alcuni restauri. Terminata la visita alle cappelle ispezionò la Chiesa nel suo insieme osservando la staticità,la forma architettonica ecc..ordinando solo di porre la cerata alle finestre e di imbiancare la Chiesa esternamente. Nel pomeriggio si rese disponibile a ricevere i fedeli ,per iniziare ad avere un contatto diretto con i vari problemi e preoccupazioni,chiedendo loro suggerimenti,collaborazione .Si preoccupò che le ostetriche sapessero impartire il Battessimo in caso di necessità,con alcune fu lui stesso ad insegnarle come battezzare. Successivamente osservò i vari registri parrocchiali di battesimi,cresime ecc..chiedendo anche all’arciprete notizie dettagliate sulla storia del paese e i vari titoli giuridici posseduti .(Il tutto serviva al Vescovo per farsi un'idea sulla cultura dei vari sacerdoti richiamandoli spesso quando osservava come dicevano la messa o come predicavano promettendo che li voleva migliorati per la prossima visita che avrebbe fatto dal 1601. Per quando riguarda Sellia i richiami furono veramente pochi e di poca importanza come da lui stesso riportato.)