Avevamo accennato alle scorrerie dei saraceni sulla nostra regione i quali durarono per diversi secoli addentrandosi sempre di più nei paesi sulle colline .Ma gli arabi non portarono solo guerre e distruzioni essi furono abili mercanti portando anche molti usi e costumi della loro terra .Agli arabi inoltre piaceva molto il clima della nostra regione infatti molti si stabilirono nelle varie città infatti sono molti i cognomi in uso nella provincia di Catanzaro d’origine araba.
Intanto mentre nel resto d’Italia decade il feudalesimo nell’Italia meridionale si consolida la monarchia normanna che riesce a unificare la regione che era divisa tra Bizantini,Longobardi,Musulmani.
In Calabria dal 1059 inizia la dominazione Normanna .Roberto di Guiscardo viene investito duca di Calabria e di Puglia finendo nel 1186 quando Costanza d’Altavilla ,ultima erede del regno normanno di napoli si sposa con Enrico VI di Svezia.I normanni erano per natura fieri e bellicosi ,ma non avevano l’avarizia e la mollezza dei bizantini, né la ferocia dei saraceni. Roberto il Guiscardo proveniente dal nord si spinge nella media Calabria e conquista senza sforzo Squillace,Nicastro,Vibo,Mileto ed altri importanti centri; mentre Catanzaro che era rimasta fedele a Bisanzio riesce a sconfiggerla solo dopo una lunga e aspra battaglia .Roberto concede al fratello Ruggero la città di Mileto mentre fortifica le altre per difenderle dai continui attacchi dei Saraceni,in questo periodo viene eretto l’imponente castello di Catanzaro.Sotto i successori di Roberto in Calabria fiorisce l’industria della seta che ebbe in Catanzaro il suo principale centro produttivo dove affluirono,molti mercanti ebrei che si sostituirono ai nostri non pratici commercianti. I damaschi Catanzaresi , sfarzosi ed eleganti ,vennero esportati per lungo tempo sia in Italia che all’estero a testimoniare l’esistenza di un arte ,nata da un popolo laborioso e pacifico,che avrebbe potuto durare ancore se gli eventi e il disinteresse degli uomini non l’avessero incoscientemente distrutta .
Il periodo normanno per le sue opere feconde di pace di lavoro , lasciò nei Calabresi un ricordo gradito e riconoscente ,e la memoria dei suoi capi era venerata da tutte le popolazioni. Oggi a testimonianza della loro permanenza tra di noi restano i comuni di Arena,Serra San Bruno,San Vito e Torre Ruggiero.Quale era la lingua della media Calabria sotto la dominazione normanna?
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5 commenti:
Siamo giunti al terzo capitolo della storia del dialetto Calabrese durante i secoli. I Saraceni non portarono solo paura,terrore,distruzione con le loro invasioni ma anche usi e costumi della propria terra. Anche Sellia non fu risparmiata dai Saraceni anche se Grazie al nostro amato protettore San Nicola l'invasione fu solo parziale è sopratutto non c'è ne furono altre:leggete nella sezione racconti l'episodio dell'anello di San Nicola dove si narra in modo dettagliato questo particolare episodio.
Non per niente siamo conosciuti anche come saracini da Sellia
Il nostro dialetto mi piace assai.Aspetto i nuovi vocaboli del dialetto Selliese. Maria
Zagor, ci stai facendo diventare dei veri acculturati. Ciao G.F.
In modo molto fluido leggo con molto interesse i vari post, anche quelli più seri come questo complimenti.Giovanna
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