lunedì 6 maggio 2013

Nota stampa del sindaco Barberio sul blocco dell' IMU " I nodi del governo arrivano al pettine dei comuni "



Riceviamo e pubblichiamo
nota di Marcello Barberio, sindaco del Comune di Simeri Crichi


Blocco dell’IMU
 I NODI DEL GOVERNO ARRIVANO AL PETTINE DEI COMUNI
                    

Il nuovo governo “politico” ha in agenda il blocco della prima rata (poi si vedrà…) dell’IMU, con seguito di querelle degna dei migliori bizantinismi del passato.
Proviamo a fare un po’ d’ordine, contando solo sulle disposizioni legislative in vigore a un mese dalla scadenza (17 giugno) della prima rata dell’imposta municipale propria, di cui alla L.214/2012.
La cosiddetta legge di stabilità per il 2013 (esattamente al comma 380 dell’art. 1 della L. 228/2012) ha introdotto almeno 2 significative novità:
  1. la soppressione della riserva allo Stato della quota IMU, pari alla metà dell’importo, calcolato sulla base imponibile (insomma, la metà dell’imposta dovrà essere restituita ai Comuni);
  2. lo Stato riserva a sé l’intero gettito IMU degli immobili ad uso produttivo, classificati nel gruppo catastale D, calcolato all’aliquota standard dello 0,76%, che i Comuni possono aumentare fino allo 0,3% ma non diminuire.
Per il versamento della prima rata IMU, il contribuente deve tener conto delle aliquote pubblicate dai Comuni entro il 16 maggio sul portale del federalismo fiscale del Ministero delle Finanze.
L’Anci (sotto la presidenza dell’attuale ministro Del Rio) e l’Anpci hanno chiesto unanimemente   -  in una con l’abolizione della Tares e ripristino della Tarsu  -  l’assegnazione integrale dell’IMU ai Comuni, con la possibilità di calibrare l’aliquota secondo il principio di progressività.
Il problema che si pone adesso è: anche a prescindere dall’accoglimento delle rivendicazioni delle associazioni nazionali degli EE.LL.,  il gettito IMU di giugno a favore dei Comuni come verrà compensato, in termini di copertura finanziaria alternativa? Si tenga conto che il gettito complessivo del tributo è quasi sempre notevole in termine assoluto e d’incidenza nell’equilibrio dei singoli bilanci comunali. Come andrà a finire?  E ancora: il governo bloccherà tutto il tributo (compreso quello delle categorie catastali D) o solo quello della prima casa, per il quale sono operanti già le varie detrazioni? Insomma: siamo in presenza di parole d’ordine elettorale  o saranno i Comuni a pagare il prezzo dell’equilibrio politico governativo? Sia chiaro che tale seconda ipotesi sarebbe oltremodo inattuabile, senza distruggere alle radici il sistema delle autonomie locali, che è rimasto
il più importante baluardo a servizio dei cittadini e della democrazia, nel momento in cui monta pericolosa la rabbia sociale, che, mentre espone i sindaci a non pochi rischi, dovrebbe consigliare maggiore attenzione ed equità a tutti i livelli della vita pubblica, a cominciare dal Parlamento e dal Governo.

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