Convocato per oggi,(ieri ndr) domenica 5 ottobre, dalla presidente
Clementina Colao, il consiglio comunale di Simeri Crichi approva all’unanimità
dei presenti (6 consiglieri di maggioranza) il bilancio di previsione, che si
conclude con un consistente avanzo di amministrazione, che un allentamento del
patto di stabilità potrà rendere disponibile per la realtà locale. Assenti
tutti i consiglieri di opposizione, i 4 di minoranza e 2 ex assessori, oltre all’assessore
in carica Rossella Riccelli (in stato di gravidanza). Il bilancio e il piano
triennale delle opere pubbliche sono stati illustrati dal sindaco Marcello
Barberio, il quale si è rammaricato delle numerose assenze e si è impegnato a
provocare una discussione approfondita, alla presenza del consiglio comunale
nella sua interezza, per verificare la compatibilità di alcuni punti
programmatici (a cominciare dal nuovo complesso parrocchiale) con le concrete
possibilità di finanziamento regionale in tempo di crisi e con lo stesso piano
strutturale comunale, di cui il sindaco ha convocato la conferenza di
pianificazione per mercoledì prossimo.
E’ fuor di dubbio che una riflessione politica approfondita sarà
opportuna, ben oltre l’aspetto formale delle regole della democrazia
rappresentativa. Quanto la situazione attuale, in seno al consiglio comunale,
rispecchia la volontà del 2011 e il più diffuso sentire popolare, nel pieno di
una crisi senza precedenti, alla quale gli addetti ai lavori erano poco preparati
ovunque in Italia?
Si obietta facilmente che il consiglio comunale non deve
rivendicare una “funzione museale” del voto, ma porsi in sintonia con le
tumultuose trasformazioni sociali ed economiche. Infatti non vale più lo schema
contrappositivo se si vuole guardare al futuro con qualche fiducia e
lungimiranza, senza la predicazione del “tanto peggio tanto meglio”, pur di
mettersi in mostra , trascurando biografie e riposizionamenti endemici. Per non
parlare dell’altro rischio sempre in agguato, quello della ....
tentazione del
“grammo per il chilo”. Una chiarificazione generale e pubblica è opportuna e
salutare, ora che non c’è più il ricatto dei numeri per un bilancio che il
governo sta rinviando al 30 novembre, come lo scorso anno. Altrove non è estranea
la pratica della perenne mediazione di incompatibili soggettivismi. Tale logica
mi è completamente estranea e tuttavia, assieme a tanti amministratori di buona
volontà, provocheremo un confronto pubblico, fuori dai populismi di piazza, che
la nostra comunità non merita, avendo frequentemente dato prova di rispettare
ruoli e alterità, intesi come ricchezza, entro e fuori delle maggioranze.
riceviamo e pubblichiamo
