sabato 26 settembre 2026

La Calabria può riprendersi i suoi giovani ? Il 70% dice sì, il ritorno è possibile ma servono condizioni vere.

 


La ricerca “Io torno in Calabria”, sostenuta da Lions International e Webgenesys e ideata dal dott. Domenico Minasi, analizza la mobilità dei giovani calabresi under 40 che .............

vivono fuori regione.

La ricerca “Io torno in Calabria” dimostra che l’emigrazione giovanile calabrese non è una fuga definitiva, ma un fenomeno reversibile: il legame con la terra d’origine rimane forte anche tra chi ha costruito carriere solide altrove. Tuttavia, il rientro non è un atto emotivo: è una scelta condizionata. I professionisti tornerebbero solo se la Calabria diventasse un luogo dove è possibile costruire un progetto di vita sostenibile, fondato su lavoro qualificato, servizi efficienti, infrastrutture adeguate e un sistema che valorizzi il merito.

In sintesi: il capitale umano non è perduto, ma attende condizioni credibili per rientrare o contribuire allo sviluppo della regione.

1. Il dato principale

  • Oltre il 70% dei professionisti calabresi emigrati valuta la possibilità di rientrare o di contribuire allo sviluppo della Calabria anche senza un ritorno immediato.

2. Un legame che non si spezza

  • La ricerca mostra un fenomeno paradossale: più forte è il radicamento professionale fuori dalla Calabria, più forte resta il legame identitario con la regione.

  • La distanza geografica non coincide con la distanza affettiva o culturale.

  • 3. Perché sono partiti

    • La migrazione è stata guidata da:

      • migliori opportunità formative altrove,

      • ricerca di condizioni lavorative più favorevoli,

      • possibilità di costruire carriere stabili fuori regione.

      • 4. Chi sono gli intervistati

        • Una generazione composta prevalentemente da professionisti qualificati, con percorsi formativi solidi e occupazioni stabili fuori dalla Calabria.

        5. Le condizioni per tornare

        Gli intervistati non chiedono incentivi straordinari o misure assistenziali. Le priorità sono:

        • occupazione stabile e qualificata,

        • opportunità di crescita professionale,

        • servizi pubblici efficienti,

        • infrastrutture adeguate,

        • trasparenza amministrativa,

        • valorizzazione del merito.

        • 6. La conclusione strategica

          Secondo Minasi:

          • Le politiche per il rientro non possono limitarsi a incentivi economici isolati.

          • Serve una strategia ampia di rafforzamento dell’ecosistema territoriale: economia, istituzioni, servizi, infrastrutture.

          • La capacità di attrarre capitale umano dipende dalla qualità complessiva del contesto in cui le persone devono costruire il proprio futuro.

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