domenica 1 agosto 2010

La foto del mese: Agosto 2010

Mosaico della Madonna della Neve che si venera a Sellia 
nella Chiesa omonima
Per la foto del mese d'agosto abbiamo arricchito la nostra pinacoteca virtuale inserendo,incorniciando una veduta panoramica del rione Madonna della Neve; e non poteva essere altrimenti visto che proprio in questo mese si festeggia la Madonna della Neve. Nella foto si intravede il vecchio sito dove, secondo la leggenda ( che riproporremo giorno 5 in versione integrale) apparve la Madonna ad un giovane del luogo, la quale gli disse di costruire una chiesetta in suo onore proprio dove avrebbe visto nevicare,compiendo il miracolo di far guarire la figlia piccola del povero contadino che stava per morire: causa una brutta malattia. La chiesetta fu costruita proprio come aveva indicato la Madonna con al suo interno un bellissimo quadro a muro che ricostruiva la scena del miracolo. Ma la chiesetta fu venduta dopo anni di abbandono ad un privato, così facendo scomparve una testimonianza storica segno di una forte fede della nostra comunità. Ma anni prima si commise un altro grosso errore quando si decise di costruire la nuova chiesa molto distante dalla vecchia,mentre si sarebbe potuto restaurare,ingrandire la vecchia chiesetta o costruire la nuova vicino ad essa. All'epoca i fondi che arrivavano (per le nuove abitazioni alle famiglie che avevano perso la propria abitazione nel disastroso alluvione del 1943) erano a pioggia tanto che più volte da parte del governo centrale si era avanzata l'ipotesi di costruire completamente il paese in un nuovo sito che dopo varie tesi la zona più ottimale sembrava i terreni vicino la "cona da crucia" ma presentava un grosso handicap: quelli di essere  troppo vicini al cimitero di Crichi rendendo così impossibile un eventuale, ed all'epoca auspicata conurbazione tra i due paesi, e poi anche perché la zona indicata era molto lontana dal centro storico, nel quale la maggior parte delle famiglie non voleva abbandonare le proprie abitazioni, così si iniziarono le varie opere di bonifica del vecchio borgo con la costruzioni di imponenti briglie,muri, nei vari "cavuni" e una fitta rete di cunicoli sotterranei che attraversavano tutto il paese (cunicoli sotteranei che si potrebbero rendere di nuovo accessibili come attrazione turistica), mentre man mano le famiglie che vivevano dentro le baracche di legno “ I barraccuni” andarono ad abitare definitivamente nelle nuove case, che comunque si trovavano a circa due chilometri di distanza decretando così la divisione, e la relativa nascita di quasi due paesi che man mano perdevano quell’unica identità, diventando quasi due realtà, due paesi diversi. Concludendo ritorniamo alla costruzione della nuova Chiesa della Madonna della Neve costruita in un posto sbagliato; si doveva invece costruire come abbiamo ribadito, vicino alla vecchia chiesetta o restaurarla ampliandola, così sicuramente non si sarebbe arrivati al suo lento e inesorabile abbandono facendola scomparire, e con essa di conseguenza anche un pezzo importante della nostra storia che trasudava di fede, di miracolo. Magari sarebbe diventata un luogo di pellegrinaggio, di forte richiamo religioso, basti vedere la storia molto simile della Madonna di Porto divenuta durante gli ultimi decenni meta di pellegrinaggi e di conversione Cristiana (ma questa è un’ altra storia,(sarebbe stata una bellissima storia) ma ancora una volta le decisioni miopi degli amministratori dell'epoca hanno cancellato per sempre un altro pezzo della nostra gloriosa storia che aveva passato quasi indenne i vari secoli sino agli anni 50.
Dedicheremo tutta la settimana alla Madonna della Neve con l'inserimento di un  nuovo post al giorno.     Zagor

venerdì 30 luglio 2010

Racconti Calabresi " La madre di San Pietro "

Mi raccontava spesso il nonno questa antica leggenda sulla madre di San Pietro


Morendo, la madre di San Pietro che durante tutta la sua lunga vita si era macchiata dei più gravi peccati perché superba, egoista, avara, invidiosa, menzognera e calunniatrice, disprezzatrice e persecutrice dei poveri, fu condannata alle pene dell'inferno.
Qui giaceva accomunata alle disperate sofferenze dei più turpi peccatori quando il figlio, mosso a pietà, si rivolse, non senza comprensibile esitazione ma con ardore, al Padreterno chiedendogli: "Signore, la madre del tuo primo vicario in terra giace meritatamente fra orrendi supplizi in una eterna condanna, ma la tua infinita misericordia ed il tuo apprezzamento per l'opera che io, per tua Grazia e Provvidenza, ho potuto svolgere nel mondo, mi spingono a supplicarti di voler perdonare la peccatrice e consentirle di raggiungermi in Paradiso".
Il Signore rispose: "Pietro, tu mi chiedi di compiere una ingiustizia privilegiando una creatura che ha solo il merito di averti generato, ma di contro una serie infinita di colpe che tu ben conosci…". Pietro lo interrompe versando copiose lacrime di disperazione e reitera la sua supplica fino a quando l'Onnipotente, mosso a pietà per il dolore così profondo del suo apostolo, concede l'eccezionale grazia: "Eccoti, Pietro, questa corda e questa tavola: mandale giù perché tua madre vi si aggrappi e salga così in Paradiso". Con riconoscente prontezza il Santo, gridando di gioia, invita la madre a porsi sulla tavola, sì che possa tirarla verso la liberazione.
La donna prende posto sulla tavola con una risata di scherno verso altre anime che tentano di aggrapparsi e quando alcune di esse vi riescono, essa furiosamente le scaccia a pedate gridando: "Solo io posso salire dove è mio figlio, voi tutti restate nella vostra dannazione, io ed io sola merito la grazia…". Improvvisamente la corda si spezza e la maledetta ripiomba nel fuoco della sua condanna senza fine.

giovedì 29 luglio 2010

Vrascioli chjni


INGREDIENTI:

500 g di fettine di manzo (noce, fesa ecc.)
100 g di caciocavallo silano
100 g di soppressata o salame calabrese
1 peperone rosso piccante
500 g di pomodori pelati
2 uova sode affettate
½ -1 bicchiere di vino rosso
150 g di olio d’oliva
Prezzemolo
Peperoncino piccante e pepe nero a piacere
Sale q.b.
1 kg di patate pelate
1 spicchio d’aglio
Alloro (circa 3 foglie)
I VRASCIOLI CHJNI
PROCEDIMENTO:

Stendere le fettine di manzo su di un tagliere, disporvi sopra qualche fetta di salame o soppressata calabrese, una manciatina di dadini sottili di caciocavallo, una fetta di uova sodo. Mettere poi un pizzico di sale sull’uovo e adagiarvi sopra anche qualche fogliolina intera di prezzemolo.
Arrotolare la carne ben stretta ad involtino cercando anche di ripiegare bene i bordi esterni. Legare bene l’involtino con dello spago da cucina come se fosse un piccolo salame.
Far rosolare le braciole in una padella con dell’olio extravergine; quando sono ben sigillate salare e pepare, quindi sfumare con il vino rosso.
Unire poi il peperone rosso ridotto a dadini, i pomodori pelati spezzettati, del peperoncino e lasciar cuocere per 45-50 minuti.
Nel frattempo tagliare le patate a rondelle non troppo sottili, e metterle a cuocere in un tegame con olio, aglio, sale e pepe, e qualche foglia di alloro; coprire con un coperchio e lasciar cuocere per circa 10-15 minuti.
Quando gli involtini sono cotti, liberarli dallo spago e servirli con le patate.
Il sugo di cottura degli involtini è ottimo anche come sugo per il condimento della pasta.
Ricetta speditaci da lux (forumista nel forum di  Sellia )

mercoledì 28 luglio 2010

Dizionario dialettale Selliese (lettera X )

 Approfittiamo del periodo estivo per inserire una delle lettere con meno vocaboli la X la quale durante i secoli il suono di questo vocabolo ha subito delle trasformazioni adattandosi ai vari cambiamenti del nostro dialetto; la quale viene spesso sostituita  della  lettera I o ancora meglio dalla J. Ma all'origine la X molto diffusa nella lingua Greca (la madre del nostro dialetto) era molto usata, rimarcandola come suono.
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XALONA s.f. Tartaruga
XANCO sost. Fianco
XATARA verbo Fiatare
XATU sost. Fiato
XOCCA s.f. Chioccia
XOVARA verbo Schiodare
XUNNARA verbo Avventarsi
XUXXARA verbo Soffiare
XUXXAIAROLU s.m. Canna per soffiare sul fuoco

Autore: sellia racconta. Si prega di inserire il link a chi ne fa uso (anche in modo parziale) con esplicito riferimento della fonte

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