martedì 21 dicembre 2010

Raccolta di poesie,canzoni sul Natale.

 Tu scendi dalle stelle
Tu scendi dalle stelle o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo.
O Bambino mio divino, io ti vedo qui a tremar.
O Dio beato!
Ah! Quanto ti costò l'avermi amato.
Ah! Quanto ti costò l'avermi amato.

A te che sei del mondo il Creatore,
mancano i panni e il fuoco, o mio Signore.
Mancano i panni e il fuoco, o mio Signore.
Caro eletto pargoletto, quanta questa povertà
più mi innamora, giacchè ti fece amor povero ancora.
Giacchè ti fece amor povero ancora.

Tu lasci del tuo Padre il divin seno,
per venire a tremar su questo fieno;
per venire a tremar su questo fieno.
Caro eletto del mio petto, dove amor ti trasportò!
O Gesù mio, perchè tanto patir, per amor mio...

 Astro del ciel
Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu che i Vati da lungi sognar, tu che angeliche voci nunziar,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu di stirpe regale decor, Tu virgineo, mistico fior,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu disceso a scontare l'error, Tu sol nato a parlare d'amor,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
 

Bianco natal
Quel lieve tuo candor, neve,
discende lieto nel mio cuor.
Nella notte santa il cuor esulta
d'amor, è Natale ancor. E viene giù dal ciel lento,
un dolce canto ammaliator
che ti dice "Spera anche tu."
È Natale, non soffrire più.
Oh...oh oh oh oh

E viene giù dal ciel lento,
un dolce canto ammaliator
che ti dice "Spera anche tu."
È Natale, non soffrire più.

Catanzaro: per il nuovo ospedale in località Germaneto ora la sua costruzione diventa più vicina.


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lunedì 20 dicembre 2010

la tradizione a Sellia del fuoco di Natale: acceso in piazza la sera della vigilia di Natale per riscaldare la nascita di Gesù Bambino

Oggi per preparare il fuoco da accendera  la notte di natale nella piazza di fronte la Chiesa, ci pensa il comune con degli operai. Sino agli anni 80 non era cosi,il comune non toglieva neppure una lira, ma ci pensavano i ragazzi che mesi prima si mettevano nel raccogliere in giro vari “stroppi” che venivano depositati in un angolo della piazza non prima però di costruirci intorno un recinto fatto di “jnostrari” insieme a dei rami di “spinari” il tutto perché succedeva spesso che nottetempo alcuni pezzi ,quelli più piccoli venivano rubati per riscaldare la propria abitazione da qualche persona che non poteva provvedere nel farsi la scorta di legna per l’inverno. Alcuni giorni prima della vigilia alcuni ragazzi più piccoli giravano per il paese con una carriola e ognuno dava il proprio” zuccu” per riscaldare la nascita Gesù Bambino per  quando verso la mezzanotte sarebbe nato in una umile mangiatoia.Tutti contribuivano dando della legna, perché si vedeva nel fuoco un segno, un dono,un piccolo dono dato a Gesù Bambino,erano infatti parecchi i bambini che portavano direttamente la sera della vigilia prima di entrare in chiesa un piccolo ceppo di legno che veniva buttato direttamente sul fuoco da poco acceso. I ragazzi più grandi oltre a sistemare  a forma di piramide la tanta legna raccolta dove in cima veviva sistemato l’oggeto più strano di legno raccolto,tipo: una vecchia botte,un tavolino,una credenza ecc…, erano anche  quelli che provvedevano ad accenderlo;  spesso non mancava qualche animata discussione perché ognuno si voleva prendere il merito di averlo acceso per primo. Ritornando ai giorni nostri nessun ragazzo si sognerebbe più di andare in giro per i vari terreni nel trasportare sino in piazza la legna,invece una volta anche sotto la pioggia con pochi mezzi a disposizione si andava alla ricerca di legna per la notte di natale. Anche alla piazza del rione palazzine veniva  acceso un fuoco, il tutto serviva a tenere viva una sana competizione.Non posso dimenticarmi un anno quando un enorme,ma veramente enorme “stroppa”  fu scaricata da un camion vicino la fontana di “ sutta u ponta” perché non riusciva ad arrivare sino in piazza, (anche perché l’attuale strada con lo scempio del nuovo cavalcavia non era stata ancora realizzata) ebbene per chiamare gente nel aiutare i ragazzi nel trasportarla  sino in piazza, fecero......

Ricetta antica da pitta'nchiusa ( Pitta 'mpiglata )

Pitta 'mpigliata (o pitta 'nchiusa), dolce molto diffuso in tutta la  Calabria Tipico delle festività natalizie.Nella provincia di Catanzaro il dolce è  identificato con il nome di pitta'nchiusa. Il periodo al quale si fa riferimento della nascita della pitta 'mpigliata è il 1700. Il dolce veniva preparato soprattutto per le cerimonie nuziali. Esistono alcune varianti della pitta 'mpigliata nelle quali ci sono delle variazioni sulla frutta secca, sul tipo di miele usato, e alcuni eseguono l'impasto con il cognac invece di utilizzare il vermouth; in ogni caso il dolce mantiene sempre la sua forma tipica e viene servito con la classica forma a pitta (ossia a pizza, forma piatta e rotonda). Vi sono comunque oltre alla forma a pitta, quella a rosellina (o rosetta), la forma allungata tipo torrone e la forma a “cullura” (ciambella).Una curiosita:  San Giovanni in Fiore (provincia di Cosenza), da alcuni anni si svolge una manifestazione promozionale, che ha lo scopo di elevare ad interesse nazionale, il dolce. Attraverso questa manifestazione si stabilisce ogni anno il record mondiale della pitta 'mpigliata più lunga del mondo.

Ecco la ricetta di questo tipico dolce delle festività natalizie.

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