mercoledì 6 maggio 2015

Il corpo Forestale della stazione di Sersale mette sotto sequestro una vasta area dentro una proprietà privata utilizzata come cava




IL personale del Corpo Forestale della Stazione di Sersale, nel catanzarese, ha sequestrato un'area utilizzata per la coltivazione el'esercizio di una cava che, da accertamenti effettuati, è risultata totalmente abusiva.
Nello specifico, gli uomini del Cfs hanno individuato all'interno di una proprietà privata in località Fieri a Belcastro, la presenza della cava e, dalle prime indagini, utilizzando anche il programma SIM (Sistema Informativo della Montagna), sono risaliti al proprietario del terreno che risulta essere estraneo ai lavori effettuati.
Dagli accertamenti sarebbe emerso anche che l'area oggetto di sbancamento, ad utilizzo abusivo di cava per il prelievo di materiale inerte ad uso industriale, è con fondi pubblici a totale carico dello Stato nel 1967 da parte dei Consorzi di Bonifica Raggruppati stata realizzata in un terreno rimboschito della Provincia di Catanzaro e Crotone - Alli- Castella ed inoltre è vincolato dalla legge in quanto è stato investito negli anni da .......

martedì 5 maggio 2015

Catanzaro sempre di più ostaggio dei rom furti, intimidazioni, attentati, spaccio ...... ogni illegalità passa da qui

I ROM DIETRO FURTI, INTIMIDAZIONI E ATTENTATI AI COMMERCIANTI: QUATTRO ARRESTI DEI CARABINIERI A CATANZARO


Bottiglie incendiarie per convincere i commercianti a pagare il pizzo e autovetture rubate per lucrare con il classico “cavallo di ritorno”. Sono questi i contorni che hanno portato all’esecuzione di quattro provvedimenti cautelari in carcere nell’ambito dell’operazione “Delta”, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Catanzaro e della Stazione di Catanzaro Lido. In carcere sono finiti Gaetano Cardamone, 28 anni; Daniele Passalacqua, 25; Marco Passalacqua, 19; Damiano Veneziano, 26, tutti appartenenti alla comunità rom stanziale a Catanzaro, ed a cui si aggiunge anche un minorenne la cui posizione è stata affidata al tribunale dei minori. Un vero e proprio clan mafioso secondo gli inquirenti che agiva neli quartieri a sud del capoluogo calabrese. L’operazione è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nel Comando provinciale dei carabinieri di Catanzaro, alla presenza del procuratore capo della Dda, Vincenzo Antonio Lombardo; del comandante provinciale dell’Arma, colonnello Ugo Cantoni; del comandante del Reparto operativo provinciale, tenente colonnello Alceo Greco; del comandante della Compagnia, capitano Marco Fragassi; del comandante della Stazione di Lido, Antonio Macrì. Cinque le tentate estorsioni ricostruite dai carabinieri, a cui si aggiungono quattro furti di autovetture nel parcheggio del centro commerciale “Le Fontane”. I reati contestati, dunque, sono di tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose e furto. Secondo il procuratore Lombardo, al vertice dell’organizzazione ci sarebbe Cosimino Abbruzzese, esponente della comunità rom già condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso. Una sorta di “regia”, la sua, anche se nei suoi confronti non sono stati emessi provvedimenti cautelari. Il meccanismo individuato era sempre lo stesso. La banda lasciava davanti agli esercizi commerciali una bottiglia di plastica con liquido infiammabile e un accendino, quindi scattava la richiesta di pagamento del pizzo. Gli episodi contestati sono tutti avvenuti negli ultimi mesi, ed in particolare da dicembre a pochi giorni fa. Compreso i furti di autovetture nel noto centro commerciale, dove si era stati costretti ad aumentare i controlli. In realtà, i carabinieri avevano avviato subito una serie di indagini compiute con appostamenti e con l’utilizzo di sistemi di intercettazione che hanno portato a .............

Cerca nel blog