Egregio Direttore De Vito
( Direttore del Dipartimento prevenzione ASP di Catanzaro)
in qualità di cittadino, prima ancora che di Consigliere Comunale di Simeri Crichi, desidero farle presente che nel territorio del menzionato Comune la spazzatura non viene raccolta ormai da diverse settimane.
Sono numerosi i cumuli di immondizia poggiati in strada intorno ai cassonetti preposti alla raccolta. Di fatto i rifiuti non vengono raccolti e i cittadini sono indotti a lasciarli intorno ai cassonetti più prossimi, posti lungo le strade cittadine . La circostanza si manifesta in modo più acuto nelle zone della marina di Simeri Crichi.
Con il trascorrere del tempo, ciò ha determinato una situazione insostenibile, tanto per via dei miasmi generati dagli accumuli dei rifiuti, tanto per via del fatto che gli stessi restano per giorni alla mercé di animali che non esitano a farne strame, cospargendo il contenuto dei medesimi sacchetti lungo i percorsi urbani e nei terreni circostanti.
La situazione testé descritta desta notevole allarme tra la popolazione ed è certo che il protrarsi della situazione costituisce pericolo notevole per la salute pubblica. È per la medesima ragione che lo scrivente richiede un sollecito intervento da parte dell’autorità in indirizzo affinché la medesima possa valutare obiettivamente, attraverso un esame tecnico specialistico, l’attuale grado di pericolo cui la salute pubblica è indubbiamente esposta per via del mancato prelievo dei rifiuti.
Si allegano due foto a riprova di quanto asserito e si fa presente che lo scrivente è in possesso di ampia documentazione fotografica utile a ........
martedì 20 ottobre 2015
lunedì 19 ottobre 2015
In Spagna un opera sconosciuta di Mattia Preti "San Gerolamo" viene battuta all'asta a 2 mila euro
La storia che stiamo per raccontarvi inizia in Spagna nel giugno dell’estate scorsa, presso una casa d’aste di Barcellona dove un dipinto raffigurante San Gerolamo – scrittore, teologo e santo romano, nonché padre e dottore della Chiesa – genericamente indicato come “opera di scuola italiana del XVII secolo”, viene battuto partendo da una valutazione molto bassa, 2-3 mila euro. Eppure intorno a quel quadro, un olio su tela che misura 135×102 cm, si scatena subito un frenetico interesse ed il Lotto 32 (così il dipinto era numerato) diventa oggetto di una vera e propria escalation di offerte che porta la quotazione a salire di oltre 100 volte la base d’asta, venendo alla fine aggiudicato ad un compratore estero per la cifra di 350 mila euro. E’ questo il risultato di una vera e propria guerra a colpi di euro tra gli aspiranti acquirenti in sala, quelli sulla piattaforma web e quelli al telefono, affannatisi a partecipare da Inghilterra, Francia e Italia per aggiudicarsi un dipinto che molti reputavano di scuola napoletana del XVII secolo, assegnandolo inizialmente al circolo di Jusepe de Ribera, celebre pittore spagnolo attivo a Napoli, ma in seguito – pare sulla base di sopravvenute informazioni che lo vorrebbero collocato in origine nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli a Roma – orientandosi per l’attribuzione ad un ipotetico discepolo di Caravaggio, pur sempre di ambiente napoletano.
Ma ecco che – come ha sottolineato il critico d’arte Vittorio Sgarbi in un suo bell’intervento su Settedello scorso 21 agosto – lo sguardo “avvertito” di chi sa districarsi fra pennellate, stili personali, atmosfere, composizioni, e ogni altra chiave di lettura possibile e immaginabile fra quelle capaci di suggerire la paternità di un’opera d’arte, ha permesso alla fine di riscoprire in quel dipinto un capolavoro del grande pittore calabrese Mattia Preti. Di lui, come si ricorderà, nel 2013 si è celebrato il quarto centenario dalla nascita con due grandi mostre, a Taverna (Cz) sua città natale e a Venaria Reale (To), che hanno permesso di rinnovare l’interesse generale verso questo straordinario artista, per l’occasione posto in relazione con i grandi pittori del suo tempo, da Caravaggio a Ribera, a Guercino, a Luca Giordano. Ne è emersa una figura che – scrive Sgarbi – “nei suoi momenti più alti non teme il confronto con nessuno”, risultando spesso “innovativo nell’esecuzione pittorica”.
E questo San Gerolamo a suo avviso incarna proprio uno di quei “momenti alti” dell’artista di Taverna. In questo dipinto il critico ferrarese ravvisa l’ossequio verso Caravaggio “nel potente chiaroscuro”, ma al tempo stesso trova che Preti sia stato decisamente innovativo nell’ambientazione, così svincolata da ogni precedente iconografia del soggetto, del quale i seguaci di Caravaggio pur offrirono numerose interpretazioni. In particolare Sgarbi evidenzia i segni“sintetici ed espressivi” che rendono vibrante “la definizione della roccia” alle spalle del Santo; una soluzione che secondo il critico mette in risalto il maggiore realismo con cui Preti delinea la testa di Gerolamo, posta ben in luce e circondata da un’aureola appena accennata.
E se il Santo compare in questo dipinto chiuso nello spazio di una grotta con tutti i suoi consueti attributi – il manto rosso, il libro ed il teschio – purtuttavia non passa inosservata la incredibile modernità della postura e dell’espressione, che ci mostrano un uomo pienamente immerso nella lettura, con gli occhiali sul naso e nel quale – scrive ancora Sgarbi – “la spiritualità è subordinata alla psicologia del lettore appassionato”. Insomma una figura semplice e profondamente umana protagonista di un’opera che il critico non esita a definire “calda, sonora, sorprendente”.
Sgarbi reputa l’opera di altissima qualità e si sorprende che essa sia rimasta ignota ai repertori pretiani, a partire dal catalogo generale redatto da John Spike fino ai più recenti lavori di Keith Sciberras. Ad ogni modo ritiene che essa sia ascrivibile al primo soggiorno romano dell’artista, di preciso al periodo compreso fra il 1640 e il 1645, quando Preti è ancora fortemente influenzato dal Caravaggio, non è ignaro delle opere di Guercino, ma è ancora “estraneo ad ogni languore o drammaturgia”.
Al di là di ogni altra valutazione, a svolgere un........
sabato 17 ottobre 2015
venerdì 16 ottobre 2015
Prosegue a pieno ritmo il progetto "Udito" dopo Zagarise e Soveria Simeri toccherà altri paesi del Comprensorio con visite specialistiche gratuite.
Prosegue a pieno regime il progetto “Udito” dell’Ada di S. Vito sullo Jonio, presieduta da Vito Totino, in collaborazione con l’associazione “Insieme per amore” di Zagarise. Iniziato a luglio, e per la durata di un anno, il progetto si propone di prevenire la sordità tra gli over 60che vivono nei paesi del versante jonico e della Pre-Sila catanzarese: nelle cinque giornate di prevenzione finora effettuate – a Gagliato, Zagarise, S. Vito sullo Jonio, Soveria Simeri ed Andali – sono stati in 140 ad essere complessivamente visitati, e presto anche gli abitanti di Palermiti e Cropani potranno usufruire gratuitamente del servizio.
Nelle due giornate di prevenzione al mese, a seconda della disponibilità via via accordata dai vari comuni, l’Ada garantisce la visita audiometrica ad opera di un tecnico Amplifon a tutti coloro che vorranno spontaneamente sottoporvisi. E per gli anziani non più autosufficienti, che hanno difficoltà a raggiungere le....
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