lunedì 26 ottobre 2015

A Zagarise dal 13 al 15 novembre Borgo in festa un evento ormai consolidato dedicato alla terra di Calabria.

Giardini delle Esperidi #BorgoinFesta   

è una nuova proposta culturale dedicata alla terra di Calabria che aspira a prendersi cura dei luoghi che la animano. Fuori dal solito paradigma dell’evento culturale statico, tradizionale, Giardini delle Esperidi vuole dare al suo pubblico un respiro più ampio. La cultura non è più lontana, rintracciabile solo in una personalità da Nobel o in blasonati eventi internazionali da imitare, è piuttosto quello che ci circonda, il modo di guardare al presente e al futuro del territorio che ci ha visto nascere. Cultura è il cibo che ci nutre, la poesia che trasuda da secoli di tradizione in luoghi considerati periferici, magari fuori dai circuiti mediatici del sistema. Per la prima volta il margine diventa centro e da lì si irradia un nuovo modello di fare cultura, sviluppo, evento. Giardini delle Esperidi #BorgoinFesta, promosso dal Comune di Zagarise sotto la guida del giovane sindacoDomenico Gallelli e la direzione artistica di Maria Faragò, pretende di essere nuovo perché ha nell’esperienza il suo nucleo fondante. Cultura è ciò che possiamo vivere, la natura e l’umanità che possiamo toccare, la sinestesia di voci, musica, arte, letteratura che possono rincorrersi tra le mura di una cattedrale deserta nel centro di un piccolo borgo. La vera animazione culturale di cui la nostra terra può nutrirsi non è solo qualcosa che si impara o che si ascolta da una platea: è un’esperienza che si fa e che ci forma, perché l’esperienza viva è l’unica in grado di produrre memoria. Per questo il nostro festival vagherà con il ritmo antico del canto e della poesia orale tra le montagne della Sila Piccola, per scoprire bellezze naturali introvabili e incontaminate e tra le viuzze del paese di Zagarise, per toccare con mano la vita del paese, le storie che lo hanno attraversato e le risorse che mantengono il loro tempo originario, di cui alcuni di noi non hanno nemmeno memoria. Il tempo dell’olio e del vino, che qui hanno il loro pregio, ma anche il tempo del teatro, del reading, della musica di autori e poeti di Calabria, che non cantano più di origini, ma di identità. Mentre le radici trattengono, l’identità si muove con noi, ed è questo che Giardini delle Esperidi riconosce come risorsa da tutelare. Degustazioni, libri, musica, arte, natura, botanica, etnologia, gastronomia ci accompagneranno dal 13 al 15 novembre, in questo viaggio lungo un weekend con decine di ospiti. Regina delle arti sarà la conversazione partecipata di tutta la comunità di Zagarise, non più spettatrice ma chiamata a dialogare con i musicisti, poeti, scrittori in un.......

venerdì 23 ottobre 2015

Sersale ; un uomo di 50 anni è stato arrestato per detenzione e spaccio di droga, nella propria abitazione i Carabinieri della locale stazione hanno rinvenuto un chilo e 700 grammi di marijuana



Un  50enne, B.S., è stato arrestato dai Carabinieri di Sersale, in collaborazione con il Gruppo operativo speciale di Vibo Valentia, perché ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di droga. A seguito di una perquisizione nell’abitazione dell'uomo effettuata in località Borda, gli agenti dell’Arma avrebbero trovato un chilo e 700 grammi di marijuana. L’uomo è ai domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria il pubblico ministero di......

i 10 luoghi del mondo dove è vietato morire Si parte dalla Grecia dove il divieto venne istituito nel 426/A.C. per finire a Sellia dove il divieto è il più recente

Per  quanto possa sembrare assurdo, esistono luoghi al mondo in cui vige il divieto di morire. Si tratta di un veto dettato principalmente da due ragioni: la sacralità del posto e l'esaurimento di loculi, ossari e tombe al cimitero.
Ma ci sono anche casi più particolari. Uno è quello della cittadina norvegese di Longyearbyen, dove le temperature estremamente rigide non permettono ai cadaveri di decomporsi. Un altro caso è invece quello di Sellia, paesino in provincia di Catanzaro in via di spopolamento, dove un'ordinanza del sindaco prescrive agli abitanti di fare tutto il possibile per mantenersi in buona salute.
Al momento sono dieci i luoghi dove vige la stramba legge. Si va dal Brasile al Giappone, dalla Spagna alla Francia. E ben due si trovano in Italia.
  • 1. Isola di Delos (Grecia)
    Agf
    Durante l'inverno del 426/5 a.C. gli Ateniesi decisero di "purificare" l'isola: aprirono tutte le tombe esistenti e trasportarono le ossa e i suppellettili nella vicina isola di Renea, dove li seppellirono in una fossa comune. Si decise che da allora in poinessuno avrebbe più potuto nascere o morire a Delos e che le donne partorienti e gli ammalati gravi avrebbero dovuto trasferirsi a Renea. Da quel momento nessuno nacque, nessuno mori e nessuno fu seppellito sull'isola sacra; e gli abitanti di Delos rimasero senza patria. Nel 422 a.C. gli Ateniesi portarono a termine la "purificazione" esiliando tutta la popolazione locale.
  • 2. Isola di Itsukushima/Miyajima (Giappone)
    Agf
    A Itsukushima, un'isola giapponese che ospita meno di 1800 abitanti, è dal 1878 che è vietato nascere e morire. Secondo la religione shintoista si tratta infatti di un'isola sacra. Le donne incinte o le persone anziane o malate devono dunque lasciare il luogo sacro prima, rispettivamente, del parto o della dipartita. Per tale motivo l'atollo non ospita né reparti ospedalieri di maternità né cimiteri.
  • 3. Longyearbyen, isole Svalbard (Norvegia)
    Agf
    A Longyearbyen, l’insediamento più popoloso delle isole Svalbard, arcipelago a nord della Norvegia, è da 70 anni che è vietato morire. Il motivo del provvedimento va ricercato nella bassissima temperatura tipica della località, che impedisce una rapida decomposizione dei cadaveri. Il problema del freddo rigido è sorto durante la pandemia del 1917-20. Le autorità di Longearbyen dopo 13 anni si accorsero che i corpi delle vittime erano rimasti pressoché intatti e pensarono che il vecchio virus poteva in realtà non essere mai stato definitivamente debellato. Anche se nessuno fu nuovamente colpito dall'influenza mortale, per precauzione e per paura nel 1930 il cimitero cittadino fu chiuso. Da allora le sepolture sono state vietate e dal 1950 è stato stabilito che morire in città non è consentito. A Longyearbyen, che conta circa 2mila abitanti, non c’è nessuna casa di cura per anziani: nel caso di un grave malore le autorità locali provvedono al trasporto del paziente, in aereo, al più vicino ospedale, a circa 2 ore di distanza.
  • 4. Lanjarón (Spagna)
    Wikipedia
    La morte è proibita anche a Lanjarón, un paesino dell'Andalusia con 4mila abitanti. Ad emettere la legge fu il sindaco del comune spagnolo nel 1999: l'uomo spiegò che l'ordinanza era una conseguenza inevitabile del fatto che, nonostante le numerose richieste, il governo non aveva provveduto ad ampliare il cimitero, ormai pieno. Il terreno per realizzare un nuovo cimitero non mancherebbe, ma ancora non si è proceduto con i lavori
  • 5. Le Lavandou (Francia)
    Facebook
    La decisione di bandire le morti nel paesino francese è stata ratificata nel 2000 dal sindaco di allora. L'ordinanza del primo cittadino, motivata dal fatto che non c'era più posto nel cimitero comunale, fu l'unica risposta possibile all'assurda sentenza che vietava di costruire un nuovo cimitero perché "avrebbe guastato la bellezza del sito prescelto".
  • 6. Biritiba Mirim (Brasile)
    Facebook
    Biritiba Mirim è un paese di.......

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