Su 24 mila guardie forestali arruolate in Sicilia, almeno 3500 sono piromani o mafiosi. Persone cioè condannate in via definitiva per reati gravi, compreso quello di aver dato fuoco a quei boschi che dovrebbero in realtà difendere. Una chiara incompatibilità rispetto al posto che occupano ma che
nessun controllo aveva finora evidenziato: tutti sono rimasti negli elenchi della Regione. Il caso già sollevato dal quotidiano la Repubblica è finito solo ora all’attenzione del governatore Rosario Crocetta che adesso alza la voce, con parole che ai più possono apparire tardive: “Saremo inflessibili. Solo chi ha i requisiti di legge può rimanere all’interno del bacino dei forestali. Si dovrà agire con la necessaria determinazione perché l’obiettivo di fare pulizia all’interno della macchina regionale è prioritario e questa azione la porteremo avanti fino in fondo”. Il dossier compilato dall’ex dirigente generale Anna Rosa Corsello rivela una platea complessiva di 3.500 forestali con condanne: di questi circa mille hanno sentenze per reati contro il patrimonio, compreso l’incendio doloso, 200 hanno reati contro la pubblica amministrazione, 600 contro la persona, altre centinaia di condanne per reati che hanno a che fare con l’amministrazione della giustizia. Crocetta però assicura di non essersi svegliato solo ora: “Da tempo sollecito di fare applicare la legge e l’amministrazione regionale si è attivata per questo”. Già a ottobre del 2014, in effetti, aveva dato direttiva al dirigente generale del Dipartimento Lavoro di acquisire in tempi ristretti il certificato del casellario giudiziale e il certificato dei carichi pendenti di tutti i lavoratori forestali, “proprio allo scopo di...........
lunedì 29 febbraio 2016
sabato 27 febbraio 2016
Tutte le notizie durante questa settimana su: Albi, Magisano, Sersale, Zagarise, Sellia, Sellia Marina, Simeri Crichi, Soveria, Sorbo,Pentone, Fossato, Catanzaro.
venerdì 26 febbraio 2016
Sul rifinanziamento dei 10 milioni per la strada SP 25 Arsanise/ Catanzaro; nessun tono entusiastico ma è solo la restituzione del maltolto da parte del PD
Il tono entusiastico con cui tutto il centrosinistra catanzarese ha commentato la notizia della rimodulazione dei fondi Pac da parte della giunta regionale, ed il conseguente ripristino del
finanziamento di dieci milioni di euro per la messa in sicurezza della Strada provinciale 25, ha rappresentato l’ennesimo tentativo da parte loro di mascherare le gravi responsabilità politiche consumatesi nei confronti della collettività catanzarese. All’indomani dei “trionfali” comunicati stampa, non si può non ricordare che, tramite un atto deliberativo della Giunta regionale, il presidente Oliverio aveva sottratto i fondi CIPE già destinati all’importante infrastruttura della Presila catanzarese, mettendo a rischio un intervento strategico i collegamenti fra il Capoluogo e buona parte del suo hinterland. Una scelta di cui è complice il PD ed il centrosinistra rimasti per tanti mesi inermi ad osservare le scelte del governo regionale dello stesso colore politico che ha dirottato il finanziamento verso altri territori. Quello che oggi viene salutata come un esempio di buona amministrazione e di attenzione verso il Capoluogo, non è altro, dunque, che la restituzione del maltolto. Esultare per un finanziamento che non doveva neanche essere messo in discussione, rappresenta l’epilogo incoerente e strumentale di una vicenda rispetto alla.........giovedì 25 febbraio 2016
Rieccoli! Ritornano i finanziamenti dei 20 milioni per il porto e i 10 milioni per la messa in sicurezza della SP 25 Grazie alla rimodulazione dei fondi "Pac"
La Giunta regionale, così come il Presidente Oliverio aveva già preannunciato ed assicurato in diverse occasioni pubbliche, ha oggi approvato la rimodulazione dei fondi “Pac”,che prevede il finanziamento di venti milioni di euro per il porto di Catanzaro.
“Desidero ribadire - ha detto Oliverio – che la realizzazione del porto di Catanzaro è un’opera strategica per l’intera Calabria. Abbiamo recuperato il finanziamento di venti milioni di euro che rischiava ormai di essere perso perché per lunghi anni è stato inutilizzato.Ho ritenuto di fare approvare il finanziamento per il completamento del porto perché questo modo di operare nell’interesse dei cittadini calabresi e, quindi, di quelli catanzaresi in questo caso, rientra nel mio programma”. In relazione alle polemiche sollevate in queste settimane il Presidente Oliverio ha tagliato corto definendole “tentativi inconcludenti di alterare la verità al solo scopo di mettere il cappello sulle opere pubbliche. Vecchia politica…”.
"Nel dare atto al Governatore di avere impostato un corretto rapporto istituzionale con il Comune di Catanzaro, verificherò già nei prossimi giorni, con la struttura regionale, tempi e modalità del finanziamento in maniera da potere appaltare al più presto i lavori di completamento del porto". Parole del sindaco Sergio Abramo.
" Una risposta chiara a quanti strumentalmente, anche nell’ultimo Consiglio comunale, cercavano di gettare fango nel tentativo di difendersi agli occhi dei catanzaresi per essere stati compari dell’ex Presidente Giuseppe Scopelliti nelle spoliazioni alla città Capoluogo di Regione. Ad affermarlo il consigliere comunale Vincenzo Capellupo.
“La Strada provinciale 25 si farà, così come il Porto di Catanzaro, perché le risorse necessarie sono state inserite nei fondi Pac. Lo avevamo assicurato in più occasioni contro le strumentalizzazioni mirate a screditare la disponibilità e l’impegno del presidente della Giunta regionale Mario Oliverio nei confronti di Catanzaro e del suo comprensorio. E’ quanto afferma il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, nell’apprendere del via libera all’importante strumento.
"La decisione della Giunta regionale di voler puntare sull’investimento,attraverso la................
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