lunedì 27 giugno 2016

Sersale; Dopo l'intervento del Prefetto il 28 giugno durante il consiglio comunale si discuterà tra i vari punti del giorno anche dell'iniziativa popolare sulla gestione dell'acqua pubblica.

Dopo aver scritto al Prefetto, Sua Eccellenza ci ha rassicurato che avrebbe garantito il rispetto delle regole della democrazia a Sersale, dopo la violazione dello statuto sulle proposte popolari. La Prefettura, con nota del 17 giugno indirizzata a noi consiglieri di minoranza, ci informa che: “Il sindaco di Sersale, che legge per conoscenza, è invitato a trasmettere apposita nota nella quale si dia atto della convocazione del consiglio comunale con inserito all’ordine del giorno il seguente punto: ‘Proposta di deliberazione ad iniziativa popolare ai sensi dell’art. 35 dello Statuto”’.
C’è voluto l’intervento di un Prefetto per ristabilire le normali regole di democrazia nel nostro paese, ciò testimonia il livello di intolleranza alla democrazia del Sindaco di Sersale!
Ma tutto ciò dà ancora fastidio al podestà.
Innanzitutto, siamo venuti in possesso della nota prefettizia (destinata a NOI!) solo dopo espressa richiesta e solo a 6 giorni dal ricevimento… eppure quando si tratta di feste e festini, il Sindaco conosce le nostre mail e i nostri indirizzi civici.
In secondo luogo, nella convocazione del consiglio – fissata per il 28 giugno alle ore 18.00 – si legge Proposta di deliberazione popolare […] predisposta dai gruppi di minoranza (sic!).
Delle due, l’una: o il Sindaco non ha ancora capito con chi ha a che fare, o volutamente lo ignora irridendo alla partecipazione popolare: i cittadini hanno promosso una raccolta firme per una proposta di deliberazione popolare di modifica dello Statuto; noi consiglieri di minoranza ci siamo solo fatti garanti e ambasciatori dei cittadini. Tutto ciò basta a squalificare il secondo punto inserito da Progetto Sersale (Proposta di deliberazione popolare di iniziativa popolare: “Approvazione modalità di affidamento della gestione e manutenzione del servizio acquedotto comunale, della rete idrica, della rete fognaria e del sistema di depurazione del Comune di Sersale”, predisposta dal gruppo di maggioranza)!

  1. La proposta sottoscritta nelle piazze sersalesi il 24 e 25 aprile – essendo una dichiarazione di principi non comporta impegno di spesa, pertanto l’unico parere richiesto è quello del Segretario comunale circa l’ammissibilità amministrativa del testo.
  2. La proposta di deliberazione di Progetto Sersale invece vincola ad una scelta gestionale ben precisa per cui sono necessari i pareri dei tecnici comunali e del revisore; ma, soprattutto, ci farebbe piacere scoprire come la maggioranza abbia raccolto le firme – NOI ABBIAMO FATTO TUTTO ALLA LUCE DEL SOLE, PUBBLICAMENTE...
  3. 3.     La contrapposizione tra due proposte popolari è l’ennesima bassezza di questo Sindaco che tenta di ridurre entrambe ad una gazzarra come la sua assemblea stracolma di falsità nella quale ci ha impedito di esporre la proposta dei cittadini: NON ABBIAMO MAI SENTITO I CONSIGLIERI DI PROGETTO SERSALE DISCUTERE IN CONSIGLIO... FIGURIAMOCI TRA LA GENTE!
  4. 4.     Progetto Sersale ha il potere di fare e disfare quello che vuole (tranne le regole democratiche!), ma si assumerà la responsabilità politica delle proprie azioni spiegando a chi giova realmente l’affidamento a privati? Progetto Sersale si è già espressa per l’acqua pubblica nel 2013: il Consiglio ha approvato all’unanimità che “la Corte Costituzionale con sentenza 271/2004 ha definito i servizi locali privi di rilevanza economica non su base formale ma su base di elementi sostanziali, per cui le Autonomie Locali possono definire il servizio privo di rilevanza economica sottraendolo alla disciplina di mercato” e che il referendum del 2011 ha ribadito la “non rivivescenza” dell’obbligo di affidamento a privati – quindi: o non ha capito cosa votava allora o non capisce cosa chiediamo oggi!
  5. 5.     Progetto Sersale vuole il POSSESSO PER IL GESTORE DELLA QUALIFICA DI ENERGY SERVICE COMPANY (ESCO) PER L’UTILIZZO DELLE RETI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA”  - cioè permettere ai privati di fare soldi col mini-idroelettrico con l’acqua che passa ai serbatoi, ma è chiaro che più acqua si consuma più corrente si produce; quindi: dov’è la salvaguardia dello spreco idrico? Dov’è il guadagno per i cittadini? Perché Progetto Sersale difende sempre il diritto dei privati a fare profitto coi beni comuni?
Non abbiamo mai visto benefattori accollarsi reti colabrodo regalando soldi ai Comuni: ovunque l’acqua è privata aumentano le bollette. I cittadini chiedono invece di non svendere i beni comuni ai privati. Tutte le operazioni di Progetto Sersale non hanno portato guadagni al comune: l’appalto dell’illuminazione è finito in Contenzioso, l’eolico è finito in contenzioso, i crediti di carbonio, il PIP, la scalinata del.........

venerdì 24 giugno 2016

“Comuni Ricicloni” Legambiente premia l’esperienza della raccolta porta a porta avviata a Catanzaro mentre il comune pensa a un ulteriore diminuzione dell'aliquota se la percentuale sulla differenziata aumenta.

“Comuni Ricicloni” 
Legambiente premia  l’esperienza della raccolta porta a porta avviata a Catanzaro
Il Comune di Catanzaro si è aggiudicato il premio nazionale “Start Up”, un riconoscimento ideato da Legambiente e patrocinato dal ministero per l’Ambiente che premia le comunità locali, gli amministratori e i cittadini che hanno ottenuto i migliori risultati nella raccolta e gestione dei rifiuti. A ritirare il premio, durante la cerimonia di premiazione della edizione 2016 del concorso “Comuni Ricicloni” svoltasi oggi a Roma nella Casa del Cinema, è stato il sindaco Sergio Abramo.
“Questo è un premio conquistato dai miei cittadini che, con impegno e collaborazione, stanno attuando la differenziazione dei propri rifiuti”.


Crescono in Italia i comuni "rifiuti free", quelli che oltre ad essere ricicloni, hanno deciso di puntare sulla riduzione del residuo non riciclabile da avviare a smaltimento. Sono ben 525, contro i 356 dello scorso anno, le realtà che superano il 65% di raccolta differenziata e producono meno di 75 kg annui per abitante di rifiuto secco indifferenziato (pari al 7% del totale nazionale), per una popolazione che sfiora i 3 milioni di cittadini. Di questi 525 comuni virtuosi, 255 hanno un sistema di tariffazione puntuale e 136 uno normalizzato. È quanto emerge dal rapporto Comuni ricicloni 2016 di Legambiente presentato oggi a Roma, nell’ambito della tre giorni del Forum Rifiuti realizzato con Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club e in partenariato con il Coou, e durante il quale sono stati premiati i comuni Rifiuti free. Nord Italia al top con i suoi 413 comuni rifiuti-free, pari al 79% del totale; segue il Sud con 87 (17% del totale) e il Centro con 25 (5%). Le regioni che superano la media nazionale del 7% di Rifiuti free rispetto al totale sono invece: il Veneto (con il 35% di comuni Rifiuti Free), il Friuli-Venezia Giulia (29%), il Trentino-Alto Adige (17%) e la Campania (9%). Mancano all’appello solo Valle d’Aosta, Umbria, Puglia e Sicilia dove non ci sono comuni con alta percentuale di differenziata e bassa produzione di rifiuto secco residuo. Sono quattro le regioni che superano la media nazionale del 7% di rifiuti free rispetto al totale. In particolare il Veneto si distingue per ben 204 comuni “liberi dai rifiuti”, seguito dalla Lombardia con 76 comuni (grazie soprattutto alla provincia di Mantova che rappresentano il 5% del totale dei comuni lombardi). Importanti i numeri arrivano anche dal Friuli-Venezia Giulia (63 comuni), dal Trentino Alto Adige (56) e dalla Campania con le sue 50 realtà virtuose su 550 comuni totali. Indietreggia, invece, il Piemonte che quest’anno conta solo 8 comuni “targati” Rifiuti Free. Oltre ai territori di eccellenza, ci sono anche le tante esperienze delle gestioni consortili, praticamente tutti i Rifiuti Free. A guidare la classifica dei ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

giovedì 23 giugno 2016

Simeri Crichi, incidente mortale alla rotatoria di Alli perde la vita un 61 enne del posto mentre un altra persona è rimasta gravemente ferita. La maledette strada della morte continua a mietere vittime.




Un terribile scontro frontale ha coinvolto una Fiat 600 ed un furgone Fiat Scudo  all'uscita Alli della Ss 106 Un uomo di 61 anni Francesco Antonio Tarantino di Simeri Crichi ha perso tragicamente la vita Un’altra persona è rimasta gravemente ferita ed è stata trasportata d'urgenza all'ospedale Pugliese Ciaccio. Il corpo del 61enne è stato estratto dalle lamiere del suo mezzo con una certa difficoltà dai Vigili del Fuoco. Ancora incerta la dinamica. Sul posto mezzi  oltre ai Vigili del Fuoco, due autoambulanze la Polizia e i Carabinieri per gli accertamenti di rito. L'incidente è ....

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