sabato 3 dicembre 2016
Tutte le notizie durante questa settimana su: Catanzaro, Sersale, Zagarise, Taverna, Simeri Crichi, Albi, Magisano, Sellia, Sellia Marina, Soveria, Sorbo, Fossato, Pentone, Presila .... tratti dai vari giornali locali
mercoledì 30 novembre 2016
Ndrangheta-operazione-borderland-i-nomi-delle-48-persone-arrestate tra i quali molti nati a Catanzaro e Sersale
Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di:
- associazione di tipo mafioso (sia in termini di appartenenza organica che di concorso esterno), nonché:
- estorsioni;
- violazioni in materia di armi
- illecita concorrenza con violenza o minaccia;
- esercizio abusivo del credito;
- intestazione fittizia di beni;
- estorsioni;
- violazioni in materia di armi
- illecita concorrenza con violenza o minaccia;
- esercizio abusivo del credito;
- intestazione fittizia di beni;
Gli agenti della Polizia di Stato appartenenti alla Squadra Mobile della Questura di Catanzaro, con il concorso del Servizio Centrale Operativo hanno tratto in arresto 48 persone, destinatarie di una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP di Catanzaro, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.
tutti reati aggravati dalla modalità mafiose e dalla finalità di avvantaggiare l‟organizzazione criminale oggetto delle indagini. I provvedimenti hanno smantellato la potente e pericolosa cosca di ‘ndrangheta facente capo alla famiglia TRAPASSO – egemone sul vasto territorio costiero a cavallo tra le provincie di Catanzaro e Crotone – e la ‘ndrina collegata dei TROPEA. Proprio la circostanza che il teatro dei fatti sia una zona di confine tra due provincie, che comprende il territorio, a spiccata vocazione turistica, dei comuni di Sellia Marina, Cropani, Botricello, Sersale, Cutro e la frazione San Leonardo di quest‟ultimo centro, ha ispirato il nome della operazione (“Borderland”), che ha preso l‟avvio da una serrata attività di sorveglianza fisica ed elettronica degli indagati da parte della Squadra Mobile di Catanzaro, coordinata dal Sostituto Procuratore Dott. Vincenzo Capomolla e dai Procuratori Aggiunti Dott. Vincenzo Luberto e Dott. Giovanni Bombardieri con la Supervisione del Procuratore Capo, Dott. Nicola Gratteri.
In particolare, l‟attività d‟indagine ha disvelato l‟esistenza di due distinti sodalizi mafiosi, pesantemente armati, quello dei TRAPASSO di San Leonardo di Cutro (KR) e quello dei TROPEA/TALARICO di Cropani Marina (CZ), strettamente dipendente dal primo, dediti in prevalenza all‟attività usuraria, all‟esercizio abusivo del credito, alle estorsioni, alla gestione ed al controllo delle attività economiche presenti sul territorio, soprattutto turistiche, sia direttamente che per interposizione di persone. Le investigazioni hanno dimostrato come la cosca di „ndrangheta dei TRAPASSO, capeggiata dal cinquantottenne Giovanni TRAPASSO e dai figli Leonardo, detto Nana‟ e Tommaso, rivestisse un ruolo di assoluto rilievo nel panorama delle consorterie mafiose dell‟area, operando in stretta connessione con le omologhe compagini dei GRANDE ARACRI di Cutro, dei FARAO-MARINCOLA di Cirò Marina, dei BUBBO di Petronà, dei FERRAZZO di Mesoraca e vantando solidi rapporti con le più influenti cosche della regione. Nel corso delle indagini si è assistito, inoltre, all‟ascesa criminale del clan mafioso facente capo a TROPEA Giuseppe ed allo zio TALARICO Francesco, i quali, inizialmente assoldati come “manovalanza” dal clan TRAPASSO, hanno gradualmente conquistato una propria autonomia nel territorio di Cropani Marina, soprattutto con riferimento all‟attività usuraria, seppur con l‟obbligo di rendiconto alla cosca “madre” di San Leonardo. Il potente sodalizio cutrese, invece, ha imposto il proprio autorevole controllo del territorio, oltre che attraverso una vera e propria “occupazione militare” dell‟area di riferimento, anche attraverso una fitta rete di fiancheggiatori e favoreggiatori, appartenenti sia al mondo imprenditoriale che a quello delle istituzioni.
Di seguiti i nomi degli arrestati:
Paradiso e inferno come sono al loro interno ? «Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno» Racconto (con video) da leggere e meditare
Un sant'uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese: «Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno»
Dio condusse il sant'uomo verso due porte.
Ne aprì una e gli permise di guardare all'interno.
Dio condusse il sant'uomo verso due porte.
Ne aprì una e gli permise di guardare all'interno.
C'era una grandissima tavola rotonda.
Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo
dal profumo delizioso.
Il sant' uomo sentì l'acquolina in bocca.
Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e
malato.
Avevano tutti l'aria affamata.
Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati al le loro braccia.
Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo
dal profumo delizioso.
Il sant' uomo sentì l'acquolina in bocca.
Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e
malato.
Avevano tutti l'aria affamata.
Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati al le loro braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po', ma
poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano
accostare il cibo alla bocca.
poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano
accostare il cibo alla bocca.
Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.
Dio disse: "Hai appena visto l'Inferno".
Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta.
Dio disse: "Hai appena visto l'Inferno".
Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta.
Dio l'aprì.
La scena che l'uomo vide era identica alla precedente.
C'era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire
l'acquolina.
Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi
manici.
Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro
sorridendo.
Il sant'uomo disse a Dio :
«Non capisco!»
- È semplice, - rispose Dio, - essi hanno imparato che.........
La scena che l'uomo vide era identica alla precedente.
C'era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire
l'acquolina.
Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi
manici.
Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro
sorridendo.
Il sant'uomo disse a Dio :
«Non capisco!»
- È semplice, - rispose Dio, - essi hanno imparato che.........
Provinciale 25 una discarica a cielo aperto.L'importante e pericolosa arteria che collega il Capoluogo con vari centri della presila (mentre aspetta i 10 milioni) si arricchisce ogni giorno di cumuli di spazzatura lungo la carreggiata nell'indifferenza dei vari politici locali
Ormai da mesi per non dire anni si discute della Provinciale 25, della sua stabilità, dei lavori di consolidamento che andrebbero fatti oltre che del curioso caso dei fondi spariti e riapparsi più volte per via dei giochini della politica. Ovviamente in questi mesi/anni nonostante le promesse è inutile dire, tanto è sotto gli occhi di tutti, come nulla sia cambiato ed evidenziare come tale importante arteria versi sempre in un grave stato di criticità anche se i primi eventi climatici avversi non hanno causato rilevanti danni se non qualche smottamento ed un bel po' di apprensione.
In questo breve "word" vorrei però parlare della Provinciale 25 da un altro punto di vista. Già in una precedente riflessione complice uno dei primi forti temporali della stagione avevo accennato al problema ma a distanza di circa due mesi nulla è cambiato, anzi se cambiamento c'è stato è stato in peggio. Mi riferisco ovviamente al problema dei rifiuti sparsi qua e la lungo la carreggiata.
Da Cittadino sono contento che nei paesini della Presila nonché nel Capoluogo di Regione sia iniziata la raccolta differenziata porta a porta ma trovarsi dinnanzi a questo spettacolo credo non sia piacevole e credo faccia sorgere anche qualche preoccupazione in merito alla salvaguardia dell'ambiente ed alla tutela della salute.
Scenari simili è possibile osservarli non solo nel punto in cui è stata scattata da me la foto nei giorni scorsi-ossia nel tratto in cui c'è la "conicella"- ma lungo tutta la strada è possibile osservare sacchetti (spesso aperti) e cumuli di rifiuti di vario tipo e genere.
Sempre da cittadino mi chiedo, visto che tali sacchetti giacciono a ridosso della carreggiata e non solo con la pioggia rischiano di invaderla, perché le Istituzioni non intervengono per risolvere il problema? Immagino che come al solito dinnanzi a problemi e responsabilità concrete ci sia il solito scarica barile ma credo che sia arrivato il momento di dire basta. La provinciale 25 sorge tra i Comuni della Presila ed il Comune di Catanzaro e fino a prova contraria è gestita dalla Provincia possibile che tra tutti questi Enti Locali non si riesca a creare una sinergia per ripulire l'intera arteria? Quanto potrebbe mai costare farlo? Ed anche qualora dovesse avere costi esorbitanti -non credo- possibile che si debba sempre guardare ai costi, al guadagno e mai all'utilità? I nostri Amministratori, e non solo, credo percorrano tale strada giornalmente è mai possibile che a nessuno venga uno sdegno tale da farlo attivare dinnanzi ad un simile spettacolo? Da ignorante ottimista quale sono credo che possano essere coinvolte anche varie.............
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