sabato 21 gennaio 2017
Tantissimi articoli su: Catanzaro, Albi, Sersale, Taverna, Simeri Crichi, Zagarise, Soveria, Sellia, Sellia Marina, Sorbo, Fossato, Pentone, Magisano, Pre Sila........... in edicola durante questa settimana.
giovedì 19 gennaio 2017
35 imprenditori arrestati per Ndrangheta dalla DDA di Catanzaro coordinata da Nicola Gratteri.
Controllavano appalti in mezza Calabria
Sequestrate anche 54 importanti società, molte anche a Roma. Indagati anche funzionari. Tra le accuse associazione di tipo mafiosoLe opere pubbliche erano cosa loro. Poco importa quale fosse la stazione appaltante. Nella piana di Gioia Tauro, a Cosenza, nell'alto Tirreno cosentino è stata la 'ndrangheta ad aggiudicarsi i più importanti e remunerativi appalti pubblici messi a gara grazie a imprenditori compiacenti. Lo hanno scoperto le Dda di Reggio Calabria e Catanzaro, che per questo motivo hanno ordinato il fermo di 35 imprenditori, considerati punto di riferimento per i clan Piromalli di Gioia Tauro, Muto dell'alto tirreno cosentino e Lanzino-Ruà di Cosenza.
Contro di loro, le accuse sono pesantissime. Per i magistrati, sono tutti a vario titolo responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione e falso in atti pubblici. Sotto sequestro sono finite 54 importanti società, molte delle quali con sede a Roma, mentre sul registro degli indagati sono stati iscritti funzionari e dirigenti di diverse stazioni appaltanti che avrebbero agevolato le imprese dei clan.
Ad emergere è un quadro devastante dell'imprenditoria calabrese, ricostruito con un'indagine minuziosa dagli specialisti del Gico della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e Cosenza. Due i filoni riuniti nella maxi-operazione. Il primo, coordinato dalla Dda di Reggio Calabria retta da Federico Cafiero de Raho, ha permesso di accertare come fra il 2012 e il 2015 il potentissimo clan Piromalli, grazie ad un noto gruppo imprenditoriale, abbia messo le mani su 27 gare, aggiudicandosi i più importanti lavori pubblici nell'area della Piana di Gioia Tauro.
"Si sono aggiudicati appalti nei settori più diversi e con la copertura delle società più diverse. Si tratta in larga parte di imprese calabresi, ma ci sono anche importanti realtà del centro-nord Italia" dice il procuratore capo di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho.
Il metodo però - spiega il magistrato - era sempre lo stesso. "Nella maggior parte dei casi si creava un vero e proprio cartello di imprese, spesso riunite in associazione temporanea, che quando si presentano ad una gara presentano le offerte in bianco. Poi chi di dovere si occupa di riempirle in modo che il cartello si aggiudichi i lavori". Ecco perché - lascia intendere il procuratore - i fermi eseguiti oggi non sono che una parte di un'indagine più ampia mirata a ricostruire l'infezione che ha contaminato l'economia della provincia tirrenica reggina.
Un metodo molto simile veniva utilizzato dagli imprenditori dei clan della provincia tirrenica catanzarese e del cosentino, ha scoperto la Dda di Catanzaro coordinata da Nicola Gratteri. "Questa è una costola dell'indagine sul clan Muto di Cetraro eseguita a luglio" spiega il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri.
All'epoca, in manette era finito il capoclan Franco Muto, insieme a molti dei suoi luogotenenti. A prendere le redini è stata la moglie, Angelina Corsanto, che per conto del......
mercoledì 18 gennaio 2017
Sersale pensionato di 82 anni trovato morto nel suo letto
lL dramma è avvenuto nella Presila Catanzarese. L’uomo, un pensionato 82enne, è stato trovato nel suo letto con vicino una stufa alogena
E' accaduto, stamani in una casolare di Sersale, sulla Presila catanzarese: i pompieri, arrivati nell’abitazione dopo la segnalazione di un incendio, sono entrati ritrovando il corpo esanime dell’82enne sul letto accanto ad una stufa e ad una coperta. Quest’ultima a contatto proprio con la stufa avrebbe sprigionato dei fumi fatali per.........
martedì 17 gennaio 2017
A Giugno Catanzaro si trasformerà in una passerella di Vip : Elisabetta Gregoraci col marito Flavio Briatore, Francesco Totti, Flavia Vento, Massimo Giletti, Alba Parietti, Fabrizio Corona questi alcuni dei vip chiamati a deporre nel processo contro Vittorio Sgarbi.
Nel prossimo mese di giugno il Tribunale di Catanzaro si trasformerà in una passerella per vip. Star del mondo dello spettacolo, imprenditori e calciatori deporranno, infatti, nel processo che vede imputato il critico d’arte Vittorio Sgarbi, accusato di diffamazione ai danni dell’allora pm di Potenza Henry John Woodcock, oggi in servizio a Napoli.
Il giudice monocratico del Tribunale di Catanzaro, Tiziana Macrì, ha accolto oggi la lista testi depositata dalla difesa di Sgarbi, gli avvocati Giampaolo Cicconi e Vincenzo De Caro. Da giugno, quando riprenderà il processo, sfileranno in aula personaggi come Vittorio Emanuele di Savoia, Fabrizio Corona, Elisabetta Gregoraci col marito Flavio Briatore, Francesco Totti, Flavia Vento, Massimo Giletti, Klaus Davi e Alba Parietti.
Al centro della vicenda giudiziaria le critiche per l’inchiesta “Vallettopoli” che Sgarbi rivolse al pm Woodcock, titolare del fascicolo, nel corso della trasmissione Rai “L’Arena“, condotta da Massimo Giletti, andata in onda il 5 aprile 2009. Secondo la difesa, i testi dovranno essere escussi “a riprova dei fatti descritti nel capo di imputazione, sull’esito dell’indagine Vallettopoli, sui danari pagati dallo Stato per l’ingiusta detenzione subita dal principe Vittorio Emanuele, sulle reali frasi pronunciate da Sgarbi durante la trasmissione televisiva del..
Iscriviti a:
Post (Atom)















