martedì 16 marzo 2021

Pentone celebra con un originale diretta Facebook i 160 anni dall'Unità dell'Italia. Appuntamento a domani alle 19con diretta sulla pagine di "Rinascita per Pentone"

   


Rinascita per Pentone' celebra "160 anni dall'Unità dell'Italia"

Domani mercoledì 17 marzo in diretta facebook sulla pagina di "Rinascita per Pentone" l'incontro dal tema "160 anni dall'Unità dell'Italia". Dialogano  Vincenzo Marino, sindaco di Pentone;  Vittorio Daniele, professore di Politica economica presso l'Università Magna Graecia di Catanzaro. 

Il primo cittadino del centro presilano a proposito della iniziativa  dice:  Non potevamo non celebrare questa ricorrenza, nonostante la pandemia e nonostante una memoria storica che con il passare del tempo sta diventando sempre più corta. Un appuntamento per offrire spunti di riflessione e insieme uno spaccato di 160 anni per una nazione ancora molto giovane. Guardare al ............

lunedì 15 marzo 2021

Nel catanzarese denunciati ben 61 persone per il "bonus alimentare" Operazione portata avanti dai carabinieri della Stazione di Borgia.

 Ben 61 persone sono state denunciate dai i carabinieri della Stazione di Borgia per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.



I militari hanno accertato come i “furbetti” in questione abbiano chiesto al Comune - mediante delle false attestazioni - il “bonus alimentare” previsto dal governo a favore delle famiglie bisognose per l’emergenza pandemica da covid-19. L'operazione di oggi è la prosecuzione di quella denominata “Mala Emptio”, traducibile in “Cattivo acquisto” proprio a ricordare la destinazione delle percezioni illecite e condotta sempre dai reparti della Compagnia di Catanzaro, che aveva già portato al deferimento di oltre 150 persone nel dicembre scorso L'inchiesta ha riguardato tutto il periodo del cosiddetto lockdown - ovvero da aprile a giugno 2020 - a seguito degli aiuti straordinari introdotti dall’esecutivo durante l’emergenza sanitaria. I cosiddetti “buoni spesa covid-19” sono stati erogati direttamente dai Comuni alle persone e alle famiglie in difficoltà economica, per acquistare alimenti, farmaci e altri beni di prima necessitàCiascun ente, poi, ha avuto la possibilità di scegliere in autonomia i requisiti per la concessione del bonus, garantendo somme variabili a seconda di vari indici di valutazione.

L’IMBROGLIO A BORGIA

Gli accertamenti effettuati dai militari della Stazione di Borgia avrebbero consentito di verificare che gli indagati aderenti al bando comunale abbiano dichiarato informazioni non corrispondenti al vero, sostenendo in generale di trovarsi in condizioni di difficoltà economica e di indigenza, nel tentativo di indurre in errore le amministrazioni comunali e ottenere così un ingiusto profitto. Le informazioni fornite non correttamente vanno dalla falsa attestazione sulla residenza e del numero dei componenti del nucleo familiare (l’elargizione era connessa anche all’effettivo stato di bisogno della famiglia), all’omessa o falsa indicazione di ricevere, nello stesso periodo, altri sussidi sociali (indennità di disoccupazione, pensioni di invalidità, l’indennità di maternità e lo stesso reddito di cittadinanza) che a volte, superata una certa soglia, non avrebbe consentito l’ottenimento del buono alimentare.I carabinieri hanno prima individuato quanti hanno presentato domanda per ottenere il buono spesa (diverse centinaia quelle giunte al Comune di Borgia), successivamente hanno analizzato la documentazione e le autodichiarazioni presentate.

Infine, è stato approfondito, con l’aiuto dell’Inps, degli istituti di credito e delle banche dati in uso alle forze di polizia, la posizione economica degli interessati, ottenendo una conferma dei sospetti iniziali.

61 indagati sono stati pertanto denunciati poiché hanno presentato ai Comuni domande in cui avrebbero attestato falsamente di possedere i requisiti previsti, al fine di ottenere indebitamente i buoni alimentari. Il danno complessivo, è pari ad oltre 13 mila euro.

Il rischio per gli indagati è quello di ..........................

La triste fine dei conugi di Petronà morti entrambi di Covid. Sono attualmente 80 i positivi nel centro presilano.

 Petronà aumenta sempre di più la preoccupazione nel centro presilano  per la crescita esponenziale di casi, attualmente sono circa 80 i casi accertati di positività al covid-19



 E' morta, ieri mattina all'ospedale Pugliese di Catanzaro, Lucia Filice, anni 67, ricoverata da almeno due settimane per insufficienza respiratoria  nel reparto di rianimazione al nosocomio “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro. Analoga brutta fine anche a una coppia  A perdere la vita, sono stati due insegnanti di Brattirò, frazione di Drapia, in provincia di Vibo Valentia. I coniugi Rombolà lottavano dal mese di febbraio contro il virus che alla fine non ha dato loro scampo. Il 23 febbraio era morto il marito di 70 anni della povera Lucia L’uomo era morto sempre al “Pugliese” di Catanzaro, in seguito a una severa forma di polmonite bilaterale suscitata dagli effetti diretti del virus. Lucia, molto conosciuta in paese e in quelli vicini  per aver lavorato nelle scuole e per l’impegno nel sociale, è la terza vittima per Covid-19 nel piccolo centro presilano. Come per il compagno Franco, anche stavolta è il virus invisibile  a portare patologie, a dividere affetti, strappando  lacrime, causando  sofferenze fisiche e psicologiche. lo sconforto  dei tre figli Angelo, Pierpaolo e Vincenzo e di tutti i parenti che in ..............................

giovedì 11 marzo 2021

7 arresti e sequestrati 50 milioni a aziende di Catanzaro, Simeri Crichi, Botricello. Procede senza sosta il lavoro encomiabile della Procura di Catanzaro



 militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno data esecuzione all’ordinanza del G.I.P. di Catanzaro che ha disposto la misura cautelare custodiale nei confronti di sette persone (di cui una in carcere e sei agli arresti domiciliari) e la misura cautelare interdittiva nei confronti di altri tre indagati, nonché il sequestro preventivo di beni per un valore stimato di oltre 50 milioni di euro.Agli indagati sono contestati, a vario titolo, i reati di concorso esterno in associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, autoriciclaggio, favoreggiamento reale ed estorsione.

L’indagine (convenzionalmente denominata “Coccodrillo”), diretta dalla Procura Distrettuale di Catanzaro e condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria/G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Catanzaro, ha evidenziato un grave quadro indiziario a carico degli imprenditori catanzaresi Lobello Antonio, Lobello Giuseppe e Lobello Daniele, in ordine a plurimi reati di intestazione fittizia di beni, realizzati attraverso un sistema di società, formalmente intestate a terzi, e tuttavia dagli stessi controllate e gestite, e ciò al fine di sottrarre il proprio patrimonio aziendale all’adozione di prevedibili misure di prevenzione antimafia.

Gli imprenditori nutrivano il concreto timore circa l’adozione di prevedibili misure ablative di prevenzione che riguardassero le società del gruppo, essendo emersi, più volte, a livello giudiziario, i loro rapporti con cosche ‘ndranghetiste, tanto che talune loro società sono state attinte da interdittive antimafia emesse dalla Prefettura di Catanzaro (CAL.BI.IN. S.r.l., CANTIERI EDILI - INIZIATIVA 83 S.r.l. e STRADE SUD S.r.l.).

Con la medesima ordinanza cautelare è stato disposto, altresì, il sequestro preventivo delle società, di fatto riconducibili ai tre imprenditori, e oggetto di intestazioni fittizie, STRADE SUD S.r.l., TRIVELLAZIONI SPECIALI S.r.l., CONSORZIO STABILE ZEUS, CONSORZIO STABILE GENESI, tutte operanti nel comparto dell’edilizia pubblica e privata e aggiudicatarie di numerosi appalti pubblici, nonché della società MARINA CAFÉ S.r.l.s. operante nel settore della ristorazione.

Le investigazioni, che si sono avvalse anche delle plurime dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e di esiti intercettivi, hanno evidenziato, oltre al legame mantenuto nel tempo dalla famiglia Lobello con il clan Mazzagatti di Oppido Mamertina, anche il rapporto con il clan Arena di Isola Capo Rizzuto e altre cosche del crotonese, tra cui quella riconducibile a Nicolino Grande Aracri.

In particolare a Lobello Giuseppe viene contestato di avere svolto, per la cosca Arena di Isola Capo Rizzuto, la funzione di collettore delle estorsioni imposte presso i cantieri edili del catanzarese.

Detta opera di intermediazione e lo stretto legame con gli esponenti della cosca Arena e con altre consorterie operanti sulla fascia ionica-catanzarese, ha garantito alle imprese del Gruppo Lobello una posizione dominante nell’esecuzione di lavori edili e forniture di calcestruzzo su Catanzaro e provincia, nonché la protezione da interferenze estorsive di altri gruppi criminali, quale imprenditore “intoccabile”.

A Giuseppe Lobello, nei cui confronti è stata disposta la custodia cautelare in carcere, è stato, per ciò, contestato anche il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, oltre ai reati contestati agli altri suoi congiunti.

Sono stati disposti, infatti, gli arresti domiciliari nei confronti di Lobello Antonio e del fratello Lobello Daniele, rispettivamente padre e fratello di Giuseppe, per i reati di trasferimento fraudolento di valori e autoriciclaggio, e la stessa misura cautelare è stata disposta nei confronti di quattro soggetti, tra dipendenti del Gruppo Lobello e intestatari fittizi delle società.

Dalle indagini è emerso, anche, un episodio di estorsione nei confronti di un lavoratore dipendente costretto ad auto licenziarsi contro la sua volontà da una società fittiziamente intestata a un prestanome, per incomprensioni sorte sul luogo di lavoro con i familiari di Giuseppe Lobello.

Sono state disposta, altresì, le misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare, per la durata di un anno, le attività di ragionieri, consulenti e commercialisti, nei confronti di tre ragionieri del Gruppo Lobello, per il reato di favoreggiamento.

Sequestro preventivo per:.......................

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