La Notizia
venerdì 4 marzo 2011
Incredibile ma vero la Calabria terra del peperoncino, essendo la prima regione d'Italia nel suo consumo. Importa dall'estero ben il 60% del suo fabbisogno.
giovedì 3 marzo 2011
Lettera di don Francesco dove si fa chiarezza del perchè ha deciso di lasciare Sellia per dedicarsi ad una sola parrocchia.
Carissimi,
da quando è stata resa pubblica la notizia della mia scelta di lasciare la Parrocchia di Sellia per servire solo la comunità di Simeri, i sentimenti negli animi dei selliesi sono stati diversi, misti a delusione, tristezza, amarezza. La scelta è stata esclusivamente personale, nessuno mi ha tolto, nessuno mi ha costretto.
In questi giorni sono state dette molte cose e ho letto molte cose e mi dispiaceva non poter rispondere. Addirittura, qualcuno è arrivato a dire che già dopo un mese del mio ingresso in comunità, me ne volevo andare. Mi sembra un po' esagerato.
Ecco come sono andati i fatti:
Circa 5 mesi or sono, sono andato dal Vescovo con una precisa richiesta: quella, cioè di poter essere esonerato nel servire entrambi le parrocchie si Sellia e di Simeri perchè le attuali condizioni di salute non mi permettono di svolgere il servizio pastorale bene, secondo il mio cuore e il cuore di Dio. In quel momento non c'erano soluzioni, soluzione arrivata 20 giorni fa, con la disponibilità dei nuovi parroci, Don Simone e Don Maurizio.
Perchè ho deciso per una parrocchia anziché un'altra? Ci sono motivazioni evidenti, cioè logistiche, pratiche: Simeri è una comunità più piccola, con meno ammalati, strutturalmente parlando più adeguata a me, con una sola chiesa etc. e questo è quando ho detto anche al Vescovo e lui mi è testimone e poi facendo un bilancio personale ho avuto delle motivazioni personali per decidere ciò. La gente vorrebbe sapere queste motivazioni, ma queste fanno parte della mia persona ed è giusto che rimangano mie.
Tengo a precisare quanto ho detto anche al Vescovo: “Eccellenza, oggi vi posso dire che il 90% della popolazione di Sellia mi vuole bene e ha una profonda stima di me e sarà dispiaciuta quando riceverà la notizia”, e così realmente è stato. Questo è vero e lo penso con il cuore. Voi mi volete bene, veramente bene. Ma anche io vi ho voluto e vi vorrò bene.
Parlando con una persona le ho detto due cose: la prima: in questi anni vi ho visti sempre come delle perle che il Signore mi ha consegnato e come un pezzo della mia carne e questo mi ha fatto gioire per le vostre gioie e mi ha fatto soffrire per le vostre sofferenze. Nel povero, ho visto Gesù, nell'ammalato ho visto Gesù, nel bambino ho visto Gesù, in tutti ho visto Gesù e tutto ciò che ho fatto l'ho fatto come se lo facessi a Gesù. La seconda cosa che le ho detto è stata questa: ogni qualvolta in una comunità parrocchiale avvengono dei problemi è sempre responsabilità del sacerdote che li permette. Se il sacerdote fosse più prudente, più saggio, più santo, più attento, certe cose non accadrebbero. Da questo comprendete che non addito nessuno ma me stesso. Detto questo, ribadisco: è stata una scelta esclusivamente personale.
Fondi POR la Calabria punta su poche ma importanti opere per garantire la loro ultimazione
Oltre 511 milioni di euro già disponibili. Si va dalle metropolitane di Catanzaro e Cosenza, alla nuova aerostazione di Lamezia Terme, passando per la strada a scorrimento veloce Gallico-Gambarie, il sistema logistico intermodale di Gioia Tauro ed il sistema idrico dell’Alto Esaro-Abatemarco
| Catanzaro progetto del pendolo |
mercoledì 2 marzo 2011
Per la festa delle donne al polo oncologico di Germaneto screening mammario gratuito dalle ore 9 alle 16 senza prenotarsi
Sulla scia che ha portato il Sant Anna Hospital ad esaurire tutte le prenotazioni possibili nel giro di due giorni. Anche il polo oncologico d'eccellenza delle regione Calabria per tutta la giornata della festa della donna sia di mattina che nel pomeriggio sarà possibile effettuare uno screening gratuito,dalle ore 9 alle 16 senza alcuna prenotazione gli operatori sanitari saranno al servizio delle donne nell'effettuare un controllo completo del seno con macchinari molto precisi. Il tumore alla mammella è quello più diffuso nelle donne, si stimano circa 40 mila casi ogni anno, ma con una diagnosi precoce lo si può sconfiggere, rimane però fondamentale arrivare in tempo. La festa dell'otto marzo e' l'occasione per offrire unservizio di primaria importanza alle donne calabresi che senza essere legate alla prescrizione medica o alla prenotazione,possono usufruire del servi zio screening mammario della Fondazione Campanella, nel Campus universitario, SalvatoreVenuta, dalle 9 alle 16. Il direttore san itario, Patrizia Doldo, ha esposto ilo progetto al Direttore Scientifico, il MagnificoRettore, Francesco Saverio Costanzo, ''che ha subito accolto l'idea appoggiandola in pieno cosi' come hanno fatto il Direttore Generale, Sinibaldo Esposito, l'amministratore, Antonio Menniti ed il presidente della Fondazione, PaoloFalzea. Loro si sono messi a disposizione per fornire unamaggiore c omunicazione ai cittadini e per far si che lastruttura sia pronta con i suo specialisti''. Entusiasta dell'iniziativa anche il Direttore Generale, Sinibaldo Espositoche ha dichiarato:
La Brigata Catanzaro. Storia di un eroico reparto militare nato a Catanzaro che contribui valorosamente alla vittoria dell'Italia durante il primo conflitto mondiale (seconda parte)
| cartolina dal fronte del 141° |
La fase di preparazione dei reparti risentiva comunque di carenze sia di organico che di armamenti ed emblematica era la mancanza di quelle sezioni mitragliatrici che ogni reggimento doveva avere.[7]
La Brigata Catanzaro all’atto della mobilitazione del 24 maggio 1915 fu dapprima inquadrata nelle truppe a disposizione del Comando Supremo poi, dopo pochi giorni, fu inviata in Friuli dove fu inquadrata in quella Terza Armata che in seguito ebbe l’appellativo di “Armata del Carso” e che si gloriava di obbedire agli ordini di Emanuele Filiberto di Savoia, Duca d’Aosta.
“Piccoli, bruni, curvi sotto il peso del grave fardello, scesero alle stazioni delle retrovie e si incamminarono verso le colline Carsiche gli umili fantaccini della remota Calabria, la forte terra dalle montagne boscose e dai clivi fioriti dove pascolano a mille i placidi armenti. Chiamati lontano dalla Patria in armi, questi poveri figli di una regione abbandonata lasciarono le loro casette sperdute tra i monti, abbandonarono i campicelli e le famiglie quasi prive di risorse e vennero su nelle ricche contrade che il nemico mirava dall'alto, bramoso di conquista e di strage. Percorsero tutta la penisola verdeggiante e sostarono nelle trincee scavate nella roccia e bagnate di sangue.
Fieri e indomiti, cresciuti nella religione del dovere e del lavoro, i Calabresi non conobbero la viltà, non coltivarono nell’animo gagliardo il germe della fiacchezza: alla Patria in pericolo consacrarono tutta l’energia dei loro rudi cuori, tutto il vigore delle floride vite. Apparivano selvaggi, ed erano pieni d’affetti nobilissimi; sembravano diffidenti, ed aprivano tutto il loro animo a chi sapeva guadagnarsi il loro amore; all’ingenuità ed al candore quasi puerili univano il coraggio e la risolutezza dei forti. Un piccolo servigio, una cortesia usata loro, ve li rendeva fedeli fino ad affrontare per voi con indifferenza il pericolo.
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