mercoledì 3 dicembre 2014
martedì 2 dicembre 2014
Giovedi 4 dicembre 6 produttori di tipicità delle tradizioni sersalesi riceveranno il marchio DE.CO. Ecco i nomi delle aziende
Giovedì 04
dicembre prossimo, alle ore 18.00, nella Sala Consiliare di Sersale verrà
assegnato il marchio De.Co. (denominazione
di origine comunale) a 6 (sei) produttori di tipicità della tradizione
sersalese.
L’istituzione del marchio De.co. per contrassegnare i prodotti
agro-alimentari e non solo, del territorio comunale e dell’Area delle “Valli
Cupe” di Sersale rappresenta uno dei punti qualificanti del programma
amministrativo della coalizione “Progetto Sersale”, portato avanti dal Dr. Carmine
Lupia, esperto botanico e Consigliere
Comunale di Sersale e dal Prof. Raffaele Lupia, apprezzato docente
dell’Istituto Professionale Agrario di Sersale, da oltre un decennio promotori
di tante iniziative in materia di turismo ambientale e di promozione del
territorio.
Dopo l’approvazione, con
la deliberazione del Consiglio Comunale n. 7 del 22/02/2013, del Regolamento per la tutela e
valorizzazione dei prodotti tipici locali e per l’istituzione della De.Co.
(denominazione comunale d’origine), la successiva approvazione ad opera della
Giunta Comunale dei disciplinari di
produzione di alcuni prodotti tipici (vino rosso, vino bianco, olio
extravergine di oliva, castagna, miele e pittanchiusa), è stato istituito ed
approvato da parte del Responsabile di Area dr. Filippo Condino, che ha curato
tutta la complessa istruttoria, il registro Pubblico De.co. e l’assegnazione
del marchio De.Co. ai primi 6 (sei) produttori sersalesi che ne hanno fatto
richiesta.
L’assegnazione del marchio
De.Co. è avvenuta a conclusione di una complessa istruttoria portata avanti dal
Consigliere Carmine Lupia, dal Dr. Filippo Condino e da una qualificata
commissione di esperti appositamente nominata dal Consiglio Comunale di Sersale.
Il marchio De.Co. che nel logo rappresenta una immagine stilizzata
della Chiesa del Monte Crozze di Sersale, alla quale la comunità sersalese e
particolarmente legata, ed il relativo decreto verrà consegnato alla “Pittanchiusa
di Sersale” di De Fazio Carmine (Bar Pasticceria De Fazio),
di De Fazio Salvatore (Pasticceria De Fazio) e di Torchia Francesco (I sapori
del forno), al “Miele di Sersale” di
De Fazio Domenico e di Lupia Francesco ed all’”olio extravergine di oliva di Sersale” di Gentile Pasquale.
L’
istituzione del marchio De.Co. e la scelta di puntare sulla ...
lunedì 1 dicembre 2014
Tutta la comunità di Simeri Crichi si stringe commossa attorno al vicesindaco Caterina Falcone per la prematura perdita del marito Sergio Patamia L'amico di tutti.
Amministrazione Comunale di Simeri Crichi (CZ)
Il Sindaco, la
Giunta e il Consiglio Comunale si stringono commossi attorno
al grande dolore della Vice Sindaco Caterina Falcone per la prematura morte
dell’amato sposo, deceduto a Bologna il 29 novembre 2014, dopo una lunga
malattia.
![]() |
| Sergio Patamia (foto da facebook) |
Al lutto si unisce l’intera comunità cittadina, che ha avuto
modo di apprezzare la grande umanità e la forza d’animo dell’amico di tutti, Sergio Patamia
Sergio Patamia deceduto sabato all'ospedale
di Bologna aveva 56 anni, dipendente Asl di Catanzaro,
marito di Caterina Falcone (nativa di Sellia), vice sindaco di Simeri
Crichi, i funerali saranno a Crichi il 2 dicembre,
alle ore 15,30, nella chiesa di San Nicola di Bari. Unanime il cordoglio
cittadino.
*Zio
ti scrivo questo con le lacrime agli occhi non so quanto resisterò oggi
tutti mi facevano ragionamenti sul fatto che questo e il destino e non
si può cambiare quindi io continuerò ad .....
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sabato 29 novembre 2014
Tante notizie dai paesi del comprensorio tratti dai giornali locali in edicola durante questa settimana
venerdì 28 novembre 2014
Annata nera per l'oro verde! La Calabria seconda regione produttrice dell'olio d'oliva vede la produzione in forte calo di circa il 40% causa il clima e la mosca
Una bottiglia su tre dell'olio italiano se l'è bevuta una mosca terribile. E il prezzo di ciò che si è salvato è alle stelle. È l'anno nero dell'extra vergine d'oliva. Non se ne produce. Non se ne trova. Una tragedia per i coltivatori, un dramma per gli appassionati della bruschetta. Tutta colpa del clima pazzo e del concatenarsi di una serie di eventi negativi. A giugno l'unica vera ondata di calore ha provocato il disseccamento dei fiori compromettendo la produzione di frutti. Quelli sopravvissuti hanno poi dovuto combattere con alti tassi di umidità, piogge abbondanti, poco sole, condizioni ideali per malattie e attacchi parassitari. Come quello della famelica mosca. Che ha fatto strage. E come se non bastasse, a dare il colpo finale ad un settore che conta su 250 milioni di piante, garantisce impiego di manodopera per 50 milioni di giornate lavorative all'anno e un fatturato di 2 miliardi di euro, sono arrivate le tempeste di grandine.
il bollettino è dappertutto di guerra: più
che dimezzata la produzione nel centro Italia, Umbria compresa, in
Puglia e Calabria contrazione di oltre un terzo, in Campania e Sardegna
-40%, -37% nel Lazio, in Sicilia -22%. Lo stivale piange in media un
crollo della produzione di -35% e si attesta intorno alle 302mila
tonnellate rispetto alle 464mila (dato Istat) della scorsa campagna. È
una batosta per gli italiani che ogni anno consumano 12 chili di olio
etravergine a persona. E la qualità, checché ne dicano i produttori, non
è quella delle annate migliori, mentre i prezzi sono ovviamente in
salita.In Calabria si annuncia annata di scarica soprattutto nella pianura,
mentre in collina e nelle aree pedemontane la situazione appare meno
compromessa. Il calo produttivo sarà comunque del 20% e difficilmente la
produzione supererà le 50 mila tonnellate. Situazione migliore in Sicilia, unica regione italiana che si salva dal segno negativo. La produzione risulterà stabile, forse addirittura un lievissimo incremento, rispetto all'anno scorso.
Drammatica invece la situazione in tutto il centro nord, con cali del 50% in Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Liguria e Friuli Venezia Giulia. Cali consistenti anche in Umbria, Campania e Lazio, tutte al -40%, mentre in Toscana, a causa della scarsa produzione nel Chianti e nel Senese, il calo si fermerà al 35%.
Le maggiori preoccupazioni riguardano ora i danni quantitativi procurati dalla mosca delle olive i cui attacchi ripetuti potrebbero far ridurre ancora la produzione in alcune aree e far propendere per non raccogliere laddove la situazione appare compromessa.
Se l'Italia è in grande difficoltà festeggia invece il ritorno a produzioni abbondanti la Grecia, grazie a buone performance a Creta, dove si produce il 30% dell'olio greco, e in tutto il ......
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