d'iniziativa del Consiglio Regionale che non ha considerato la circostanza che il territorio della stessa riserva interessa due comuni e non solo quello di Sersale. La legge regionale n° 10/2003 in tali casi prevede come forma di gestione la costituzione del consorzio obbligatorio tra tutti gli enti locali interessati. La decisione della Giunta è stata dettata esclusivamente dall'esigenza di proporre un emendamento alla legge istitutiva della riserva per adeguare la legge regionale alla norma quadro nazionale che prevede come "principio fondamentale per la gestione dell'area protetta regionale la partecipazione degli enti locali interessati alla gestione dell'area protetta. " Il mantenimento di una situazione in contrasto con la legge nazionale, oltre a violare il principio di autonomia di uno dei comuni interessati, costituirebbe un'eccezione rispetto alla generalità delle riserve regionali istituite superiori ai 100 Ha (circa 350 in Italia) che prevedono tutte il pieno coinvolgimento degli enti locali territorialmente competenti. La modifica proposta dalla Giunta regionale ovviamente mantiene inalterato l'impianto della stessa legge che ha riscosso il plauso del National Geographic. Nessun colpo di mano, quindi, ma la doverosa espressione di un indirizzo politico e amministrativo che, tra l'altro – restando la gestione nell'esclusiva competenza dei comuni interessati e non della Regione - mette al riparo la norma da possibili ricorsi, contenziosi e conseguente rischio di paralisi. Colgo l'occasione infine per informarla che, fin dal giorno della mia elezione, sono impegnato a portare avanti un'azione concreta di moralizzazione e di bonifica anche attraverso la messa in liquidazioni di Enti, Fondazioni e partecipate regionali che, negli anni, sono stati fonte di spreco e clientele. In quest'opera, e non è un caso, ho deciso di..........
martedì 9 maggio 2017
Valli Cupe: ecco la pronta replica da parte del presidente della regione Oliverio. La Riserva Regionale ricade anche nel comune di Zagarise
A seguire il testo della lettera che il Presidente della Regione Mario Oliverio ha scritto al giornalista Gian Antonio Stella del "Corriere della Sera":
Leggo sul Corriere della Sera del 8 maggio u.s. un articolo a Sua firma nel quale sono contenute valutazioni prive di fondamento. Sono sicuro che le informazioni ricevute sulla vicenda della Riserva Valli Cupe siano frutto di notizie parziali, inesatte o addirittura derivanti da fonti interessate. Il caso delle Valli Cupe è assai diverso da come descritto e merita pertanto qualche precisazione. Innanzitutto non si è verificato nessun colpo di mano. La riserva naturale è stata istituita con legge regionale
d'iniziativa del Consiglio Regionale che non ha considerato la circostanza che il territorio della stessa riserva interessa due comuni e non solo quello di Sersale. La legge regionale n° 10/2003 in tali casi prevede come forma di gestione la costituzione del consorzio obbligatorio tra tutti gli enti locali interessati. La decisione della Giunta è stata dettata esclusivamente dall'esigenza di proporre un emendamento alla legge istitutiva della riserva per adeguare la legge regionale alla norma quadro nazionale che prevede come "principio fondamentale per la gestione dell'area protetta regionale la partecipazione degli enti locali interessati alla gestione dell'area protetta. " Il mantenimento di una situazione in contrasto con la legge nazionale, oltre a violare il principio di autonomia di uno dei comuni interessati, costituirebbe un'eccezione rispetto alla generalità delle riserve regionali istituite superiori ai 100 Ha (circa 350 in Italia) che prevedono tutte il pieno coinvolgimento degli enti locali territorialmente competenti. La modifica proposta dalla Giunta regionale ovviamente mantiene inalterato l'impianto della stessa legge che ha riscosso il plauso del National Geographic. Nessun colpo di mano, quindi, ma la doverosa espressione di un indirizzo politico e amministrativo che, tra l'altro – restando la gestione nell'esclusiva competenza dei comuni interessati e non della Regione - mette al riparo la norma da possibili ricorsi, contenziosi e conseguente rischio di paralisi. Colgo l'occasione infine per informarla che, fin dal giorno della mia elezione, sono impegnato a portare avanti un'azione concreta di moralizzazione e di bonifica anche attraverso la messa in liquidazioni di Enti, Fondazioni e partecipate regionali che, negli anni, sono stati fonte di spreco e clientele. In quest'opera, e non è un caso, ho deciso di..........
d'iniziativa del Consiglio Regionale che non ha considerato la circostanza che il territorio della stessa riserva interessa due comuni e non solo quello di Sersale. La legge regionale n° 10/2003 in tali casi prevede come forma di gestione la costituzione del consorzio obbligatorio tra tutti gli enti locali interessati. La decisione della Giunta è stata dettata esclusivamente dall'esigenza di proporre un emendamento alla legge istitutiva della riserva per adeguare la legge regionale alla norma quadro nazionale che prevede come "principio fondamentale per la gestione dell'area protetta regionale la partecipazione degli enti locali interessati alla gestione dell'area protetta. " Il mantenimento di una situazione in contrasto con la legge nazionale, oltre a violare il principio di autonomia di uno dei comuni interessati, costituirebbe un'eccezione rispetto alla generalità delle riserve regionali istituite superiori ai 100 Ha (circa 350 in Italia) che prevedono tutte il pieno coinvolgimento degli enti locali territorialmente competenti. La modifica proposta dalla Giunta regionale ovviamente mantiene inalterato l'impianto della stessa legge che ha riscosso il plauso del National Geographic. Nessun colpo di mano, quindi, ma la doverosa espressione di un indirizzo politico e amministrativo che, tra l'altro – restando la gestione nell'esclusiva competenza dei comuni interessati e non della Regione - mette al riparo la norma da possibili ricorsi, contenziosi e conseguente rischio di paralisi. Colgo l'occasione infine per informarla che, fin dal giorno della mia elezione, sono impegnato a portare avanti un'azione concreta di moralizzazione e di bonifica anche attraverso la messa in liquidazioni di Enti, Fondazioni e partecipate regionali che, negli anni, sono stati fonte di spreco e clientele. In quest'opera, e non è un caso, ho deciso di..........
lunedì 8 maggio 2017
Sersale; Giù le mani dalle Valli Cupe! Tutti uniti contro i tornaconti politici del presidente della regione. La Riserva Naturale deve restare patrimonio di Sersale
GIU' LE MANI DALLE VALLI CUPE!!
Difenderemo il nostro sogno ed il risultato dei nostri sforzi, della nostra passione e del nostro impegno con tutte le nostre forze, con tutti i mezzi e con il sostegno dei tantissimi amici di Sersale e delle Valli Cupe. Non abbiamo bisogno del sostegno dei "tramatori", di chi fino all'ultimo momento ha cercato di ostacolare con fatti ed atti dimostrabili e provabili , la legge per bassi scopi elettoralistici e non ha esitato a tentare di sacrificare gli interessi di Sersale e dei Sersalesi sull'altare della politica clientelare. I nodi dell'ipocrisia, è vero, vengono sempre al pettine della coerenza e della linearità dei fatti e dei comportamenti. Ancora e sempre IPOCRITI E NEMICI DI SERSALE !!!
Al terzo tentativo di blitz, la giunta approva una delibera che stravolgerebbe la governance della Riserva. Un “regalo” per il Comune di Zagarise e per il suo sindaco, un fedelissimo del presidente. Ma si rischia una spaccatura con il consiglio regionale
Batti e ribatti e alla fine il governatore Oliverio ci è riuscito: il blitz per controllare la Riserva Valli Cupe è (quasi) compiuto. Nel corso della riunione di venerdì sera la giunta calabrese ha infatti approvato la delibera che modifica radicalmente il sistema di governance dell’area protetta, la cui legge istitutiva era stata approvata non più tardi di cinque mesi fa con un voto bipartisan del consiglio regionale. Il provvedimento, che porta la firma dello stesso Oliverio e dell’assessore all’Ambiente Antonella Rizzo, istituisce il consorzio obbligatorio per la gestione della Riserva. Significa che dalla gestione al 100% da parte del Comune di Sersale si potrebbe ben presto passare a una gestione condivisa con quello di Zagarise, il cui ruolo direttivo non era stato contemplato dalla legge approvata all’unanimità da Palazzo Campanella. Significa anche che gli ingenti fondi a disposizione – i 100mila euro all’anno garantiti per legge dalla Regione, a cui si potrebbero aggiungere i milioni di euro messi a disposizione dalla Comunità europea per le aree protette – dovranno essere co-gestiti.
Insieme alla mobilitazione dei grandi giornali italiani e delle associazioni ambientaliste a difesa delle Valli Cupe, organizzeremo una grande manifestazione di protesta presso la cittadella regionale. A breve comunicheremo data e modalità. Gridiamo tutti a gran voce "giù le mani dalle valli cupe"!!!
sabato 6 maggio 2017
Tantissime notizie su: Albi, Catanzaro, Taverna, Sersale, Simeri Crichi, Sellia, Sellia Marina, Soveria, Zagarise, Magisano, Sorbo, Pentone, Fossato, Presila...... in edicola sui vari giornali durante questa settimana
venerdì 5 maggio 2017
Incendio al Parco avventura in località Buturo CZ. In fumo il punto ristoro di "Orme nel Parco"
Un incendio ha interessato il punto ristoro del Parco avventura a Buturo, che è andato interamente distrutto assieme a parte del gazebo prospiciente. Il parco era chiuso. Sul posto i vigili del fuoco e i carabinieri. Il sito si trova nel comune di.......
giovedì 4 maggio 2017
La Calabria sempre più vecchia e spopolata; nel 2065 molti piccoli comuni sono a rischio estinsione Questa la triste analisi dell'Istat sulle previsioni demografiche
Istat: le previsioni demografiche. Le migrazioni salveranno solo in parte il Paese, e comunque si concentreranno nel Centro Nord. Nel Mezzogiorno età media oltre i 50 anni nel 2065. L'allarme invecchiamento particolarmente grave soprattutto fino al 2045, dopo ci dovrebbe essere un riequilibrio
Un Sud Italia sempre meno popolato, sempre più anziano. E di conseguenza sempre più povero, anche se questo le previsioni demografiche appena pubblicate dall'Istat non lo dicono. Dallo studio "Il futuro demografico del Paese" emerge un forte calo della popolazione italiana, che passerebbe dagli attuali oltre 60 milioni a 58,6 milioni nel 2025 e 53,7 milioni nel 2065. Con un picco negativo fino al 2045, quando solo il 54,3% della popolazione sarà in età lavorativa. Ma le previsioni mostrano anche un Paese sempre più squilibrato, con un Nord che cresce in popolazione e attira anche le migrazioni dall'estero, e un Sud che si spopola, dove rimangono solo gli anziani a invecchiare.
A soffrire della riduzione della popolazione, secondo i demografi, sarà infatti soprattutto il Mezzogiorno, che passerà ad accogliere dall'attuale 34% della popolazione al 29%, mentre il Centro-Nord passerà dall'attuale 66% al 71%. Non si tratta solo dell'effetto del calo delle nascite, ma di una forte ripresa dell'emigrazione interna, del resto già ricominciata negli ultimi anni: nel 2065 il Sud avrà perso 1,1 milioni di abitanti, soprattutto giovani.
Sempre in meno al lavoro. La fecondità è prevista in rialzo, da 1,34 a 1,59 figli per donna, ma visto che anche la sopravvivenza è in aumento, con la vita media in crescita fino a 86,1 anni per gli uomini e 90,2 per le donne, la popolazione invecchierà: l'età media passerà da 44,7 a oltre 50 anni nel 2065, con un picco fino al 2045-50. Dopo si assesterà, ma nel frattempo la popolazione in età attiva, in grado di lavorare e versare contributi che supportino il sistema previdenziale, scenderà al 63% del totale già nel 2025 (adesso siamo al 64,3%).
Gli emigrati scelgono il Nord. Così come il flusso migratorio interno, anche quello dall'estero si concentrerà soprattutto nel Centro-Nord. Le previsioni in questo caso sono un po' meno affidabili, precisa l'Istat, visto che i saldi migratori dipendono in parte anche dalla legislazione e soprattutto da circostanze esterne al nostro Paese (a cominciare dalle guerre, per esempio). Però in ogni caso i demografi prevedono un salgo migratorio con l'estero ampiamente positivo, con almeno due milioni e mezzo di residenti in più provenienti dall'estero entro il 2065 (circa 144.000 immigrati in arrivo ogni anno).
E mantengono il Paese "giovane". E' proprio grazie all'arrivo degli immigrati che si alzerà costantemente il numero di figli per donna. E quindi se si considerano non solo gli arrivi, ma anche le nascite, il peso positivo delle migrazioni sulla popolazione italiana è notevole, si ........
Un Sud Italia sempre meno popolato, sempre più anziano. E di conseguenza sempre più povero, anche se questo le previsioni demografiche appena pubblicate dall'Istat non lo dicono. Dallo studio "Il futuro demografico del Paese" emerge un forte calo della popolazione italiana, che passerebbe dagli attuali oltre 60 milioni a 58,6 milioni nel 2025 e 53,7 milioni nel 2065. Con un picco negativo fino al 2045, quando solo il 54,3% della popolazione sarà in età lavorativa. Ma le previsioni mostrano anche un Paese sempre più squilibrato, con un Nord che cresce in popolazione e attira anche le migrazioni dall'estero, e un Sud che si spopola, dove rimangono solo gli anziani a invecchiare.
A soffrire della riduzione della popolazione, secondo i demografi, sarà infatti soprattutto il Mezzogiorno, che passerà ad accogliere dall'attuale 34% della popolazione al 29%, mentre il Centro-Nord passerà dall'attuale 66% al 71%. Non si tratta solo dell'effetto del calo delle nascite, ma di una forte ripresa dell'emigrazione interna, del resto già ricominciata negli ultimi anni: nel 2065 il Sud avrà perso 1,1 milioni di abitanti, soprattutto giovani.
Sempre in meno al lavoro. La fecondità è prevista in rialzo, da 1,34 a 1,59 figli per donna, ma visto che anche la sopravvivenza è in aumento, con la vita media in crescita fino a 86,1 anni per gli uomini e 90,2 per le donne, la popolazione invecchierà: l'età media passerà da 44,7 a oltre 50 anni nel 2065, con un picco fino al 2045-50. Dopo si assesterà, ma nel frattempo la popolazione in età attiva, in grado di lavorare e versare contributi che supportino il sistema previdenziale, scenderà al 63% del totale già nel 2025 (adesso siamo al 64,3%).
Gli emigrati scelgono il Nord. Così come il flusso migratorio interno, anche quello dall'estero si concentrerà soprattutto nel Centro-Nord. Le previsioni in questo caso sono un po' meno affidabili, precisa l'Istat, visto che i saldi migratori dipendono in parte anche dalla legislazione e soprattutto da circostanze esterne al nostro Paese (a cominciare dalle guerre, per esempio). Però in ogni caso i demografi prevedono un salgo migratorio con l'estero ampiamente positivo, con almeno due milioni e mezzo di residenti in più provenienti dall'estero entro il 2065 (circa 144.000 immigrati in arrivo ogni anno).
E mantengono il Paese "giovane". E' proprio grazie all'arrivo degli immigrati che si alzerà costantemente il numero di figli per donna. E quindi se si considerano non solo gli arrivi, ma anche le nascite, il peso positivo delle migrazioni sulla popolazione italiana è notevole, si ........
mercoledì 3 maggio 2017
Riserva regionale Valli Cupe di Sersale durante il ponte del primo maggio il suggestivo canyon preso d'assalto da tantissimi turisti da tutta Europa
Valli Cupe meta turismo da tutta Europa
Ponte del primo maggio con presenze internazionali per la Riserva regionale delle Valli Cupe. Nell'ultimo fine settimana l'area naturalistica del catanzarese punteggiata da cascate e canyon, è stata meta anche di un escursionismo di stampo europeo.
Gruppi di visitatori stranieri, tra cui in particolare inglesi, tedeschi e polacchi si sono alternati tra sentieri e corsi d'acqua ad una comitiva proveniente direttamente da Barcellona (Spagna). Tanto lavoro per gli animatori dell'area naturalistica diventata da poco Riserva regionale e che negli ultimi anni ha assistito ad un crescendo di interesse e di attenzioni, al punto da divenire anche location per videoclip e fotografi di caratura nazionale. Presenze di cui hanno beneficiato anche le strutture della ristorazione e dell'ospitalità non solo di Sersale, nel cui territorio ricade il....
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