Siamo nel capodanno del 1947,Sellia era da poco uscita dall'alluvione che aveva cancellato metà paese ,si cercava comunque di andare avanti,anche per ritornare alla normalità. Dalla chiesa del Rosario sta uscendo in processione “u Bombinuzu cu a palla “,bellissimo pieno di angioletti (9 per l’esattezza)
Si usava dire la messa del primo dell’anno alla chiesa del Rosario portando in processione “u Bombinuzzu du Rosaru mentre il 6 gennaio si diceva "ara Mmaculata" e si faceva la processione cu u ” Bombinuzzu da Mmaculata”.purtroppo sarà uno degli ultimi capodanni che u bombinuzzu uscirà in processione. A poco a poco la Chiesa verrà abbandonata rimanendo chiusa al culto sino agli anni 90. Nella foto in primo piano si vede l’arciprete Don Marino .Anche lui durante l’alluvione perse la casa ,una grande abitazione che si trovava sotto “u castellu” la quale da sotto veniva attraversata da due archi tipici di Sellia .Per fortuna ancora ce ne sono molti come quello più famoso "de sutta u campanaru”. A portare ” u Bombinuzzu” in processione ci sono i giovani della nuova generazione,quella che malgrado tutto e tutti rimasero a Sellia ,erano ben vestiti con giacca e cravatta indossati per le occasioni di festa. Oggi,per disastri molto meno traumatici, si fa una gara di solidarietà ,si investono milioni di euro per il ripristino delle abitazioni danneggiate puntellandole, cercando in tutti i modi i salvarle.All’epoca si demolirono case che potevano benissimo essere salvate, ad alcune era solo crollato il tetto. Purtroppo la foto non ci fa vedere il bellissimo convento anch’esso rimasto indenne sia al terremoto che all’alluvione; ma ancora una volta ci pensarà la mano dell’uomo a distruggere ciò che si era salvato.
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