venerdì 1 gennaio 2010

LA FOTO DEL MESE:GENNAIO

Come avevo preannunciato nel precedente post ,ad iniziare da Gennaio, verrà inserita per ogni mese una nuova foto come sfondo del blog. La maggior parte saranno foto inedite che immortalano un momento di aggregazione ,di festa ,come questa bellissima foto scelta per iniziare il 2010 fattami pervenire da un carissimo amico del blog.(Colgo l’occasione di invitarvi a mandarmi delle foto durante avvenimenti processioni ecc… esse saranno inserite secondo le vostre indicazioni,alcune già pervenute saranno inserite prossimamente .Un buon anno pieno di felicità ,salute,e tante cose belle a tutti da parte di Zagor.


Siamo nel capodanno del 1947,Sellia era da poco uscita dall'alluvione che aveva cancellato metà paese ,si cercava comunque di andare avanti,anche per ritornare alla normalità. Dalla chiesa del Rosario sta uscendo in processione “u Bombinuzu cu a palla “,bellissimo pieno di angioletti (9 per l’esattezza)
Si usava dire la messa del primo dell’anno alla chiesa del Rosario portando in processione “u Bombinuzzu du Rosaru  mentre il 6 gennaio si diceva "ara Mmaculata" e si faceva la processione cu u ” Bombinuzzu da Mmaculata”.purtroppo sarà uno degli ultimi capodanni che u bombinuzzu uscirà in processione. A poco a poco la Chiesa verrà abbandonata rimanendo chiusa al culto sino agli anni 90. Nella foto in primo piano si vede l’arciprete Don Marino .Anche lui durante l’alluvione perse la casa ,una grande abitazione che si trovava sotto “u castellu” la quale da sotto veniva attraversata da due archi tipici di Sellia .Per fortuna ancora ce ne sono molti come quello più famoso "de sutta u campanaru”. A portare ” u Bombinuzzu” in processione ci sono i giovani della  nuova generazione,quella che malgrado tutto e tutti rimasero a Sellia ,erano ben vestiti con giacca e cravatta indossati per le occasioni di festa. Oggi,per disastri molto meno traumatici, si fa una gara di solidarietà ,si investono milioni di euro per il ripristino delle abitazioni danneggiate  puntellandole, cercando in tutti i modi i salvarle.All’epoca si demolirono case che potevano benissimo essere salvate, ad alcune era solo crollato il tetto. Purtroppo la foto non ci fa vedere il bellissimo convento anch’esso rimasto indenne sia al terremoto che all’alluvione; ma ancora una volta ci pensarà la mano dell’uomo a distruggere ciò che si era salvato.

Autore Sellia racconta si prega a chi ne fa uso anche solo in forma parziale di fare esplicito riferimento alla fonte:

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