Siamo verso la fine del 1800, a
Sellia padroneggiava una banda locale (purtroppo no musicale ) che compiva parecchi furti e anche qualche rapimento con alcune incursioni nei paesi vicini. Il culmine di questa fantomatica banda arrivò quando ci furono alcuni omicidi: due dei quali addirittura in pieno giorno nella vicinanza di piazza “
Coppoletta “ sotto un arco durante i festeggiamenti della
Madonna del Rosario; la banda che piano piano ormai controllava tutto il paese viveva nella notorietà di dimostrare a tutti che erano loro a comandare nel paese,loro erano la legge che tutti dovevano rispettare ; la paura era tanta così si decise di aprire un posto fisso di controllo del territorio aprendo una caserma dei carabinieri, la quale fu sistemata nei piani bassi del palazzo
Placida con annesse piccole celle che ospitarono anche se per pochi giorni diverse persone, soprattutto durante le varie feste che si svolgevano durante l’anno, quando “i putichi du vinu” si riempivano più del solito e le varie lite, scazzottate erano l’epilogo all’altissimo tasso alcolico. In quel periodo i vari contadini che dimoravano stabilmente nei vari terreni per l’occasione delle feste facevano rientro al paese e il tutto diveniva una valvola di sfogo,un occasione di svago. Comunque la cosiddetta banda “cricca” non si poteva paragonare ai terribili briganti di alcuni paesi vicini come
Albi, i quali nati come ribellione verso i nobili che sottomettevano la popolazione a loro piacimento si macchiarono di bruttissimi episodi tanto che divennero dei fuorilegge con delle taglie sulle loro teste vivi o morti; così furono costretti a rifugiarsi sui monti vivendo di varie imboscate. Della storia ,”nascita dei
briganti in
Calabria” ne parleremo più dettagliatamente in altri post. Ritorniamo alla banda di Sellia, la quale con l’arrivo della caserma dei Carabinieri piano piano si calmarono arrivando a fare solo qualche furtarello, Sellia ritornò un paese tranquillo, così negli anni ‘50 la caserma fu soppressa spostandosi definitivamente a
Simeri Crichi.