Utilizzare i fondi europei per realizzare un nuovo modello di sviluppo che faccia dei territori rurali un punto di riferimento per qualità della vita e benessere sociale. Utilizzare i fondi per evitare che i territori rurali – una ricchezza cui non possiamo assolutamente rinunciare – si spopolino.
Per impedire l’abbandono dei centri storici. Per contrastare il consumo di suolo. Per valorizzarli e fare in modo che diventino sempre di più un luogo dove continuare e andare a vivere e crescere i propri figli. Per dar vita ad una “quarta” Italia che, dopo quelle agricola, industriale e della piccola e media impresa, veda nell’intreccio tra ruralità e patrimonio storico, artistico, archeologico e ambientale una ricchezza e un volano per l’economia e l’occupazione, senza costringere famiglie e cittadini ad andarsene per cercare lavoro altrove.
Ci piacerebbe tanto ma tanto che la notizia fosse vera ma haimè (visto il giorno) si tratta solo di un pesce d'aprile. Auguriamoci che veramente i nostri borghi pieni di storia ritornano a rivivere grazie anche a finanziamenti mirati per salvarli dall'inesorabile declino.
Buon pesce d'aprile a tutti.

