Non è mai troppo tardi
Ci sono voluti 10 anni di lavori, 3 giunte di diverso colore politico ma a 46 anni dalla nascita effettiva delle Regioni
avvenuta nel 1970 e a ben 70 dalla nascita della Repubblica e dal loro inserimento in Costituzione, finalmente la Calabria ha la sua sede regionale. Una sede maestosa (forse troppo) che si estende su 65.000 m^2 nella periferia Ovest di Catanzaro (Capoluogo di Regione) e nella quale trovano spazio diversi uffici e dipartimenti che prima erano dislocati non solo sul territorio catanzarese ma anche nella Città di Reggio Calabria.La Cittadella Regionale, cosi definita dagli addetti ai lavori, è stata oggi 29 gennaio 2016 inaugurata ufficialmente alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella e dovrebbe essere denominata "Palazzo degli Itali" proprio perché come ricordato dal Sindaco della Città Sergio Abramo è da qui che prende vita il nome Italia <> che è la Calabria. Sulla visita di Mattarella e su ciò che il Presidente e le altre Autorità hanno detto nei loro discorsi, si potrebbero scrivere miliardi di cose, in una terra bella ma sfortunata -più per volere che per fato- come quella calabrese, ogni discorso anche se ispirato dai migliori propositi rischia però di trasformarsi in una ovvietà che viene riproposta ogni volta. Cosi, si finisce sempre con il parlare dei punti deboli come il lavoro, dal cancro rappresentato dalla 'ndrangheta, dei valori come la cultura che sono da difendere e diffondere -peccato che poi un luogo come il "Parco Scolacium" di Roccelletta di Borgia (CZ) rischi di chiudere per mancanza di personale preposto alla vigilanza- ed ancora dei punti di forza rappresentati dal turismo e dal fantastico territorio calabrese che si estende dai monti della Sila sino alla riva del Mediterraneo. Senza ovviamente dimenticare la speranza di questa terra, ossia i giovani.
Sono però anni ed anni che ci sentiamo dire queste belle parole ma prive di risvolti pratici e ormai anche di significato, ci vorrebbe qualcosa di innovativo, forse il non dir nulla, o ancor meglio l'ascolto. Ecco, oggi il Presidente della Repubblica avrebbe dovuto ascoltare come prima di lui avevano fatto nel 1982 Sandro Pertini e Francesco Cossiga nel 1992. Ascoltare rimanendo in silenzio dando voce a chi questa terra la vive con il lavoro delle sue giornate, con le sue immense e sempre presenti difficoltà economico-sociali, ai tanti giovani che appena nati purtroppo devono meditare non su cosa faranno da grandi ma bensì sul dove andranno da grandi per guadagnarsi un misero stipendio ed una pensione che forse le nuove generazioni non conosceranno neanche.
Avrebbe dovuto ascoltare il grido di dolore che viene da un territorio che con il beneplacito anche di alcune frange di popolazione, oltre che di cattivi amministratori stiamo lentamente ma inesorabilmente distruggendo, avrebbe dovuto ascoltare la voce di una Calabria stanca, che non si arrende ma che sta pian piano morendo.
Infine avrebbe dovuto ascoltare anzi vedere la bellezza ed il potenziale che questa terra ha e che purtroppo stiamo distruggendo con le nostre mani, si sarebbe dovuto recare in visita nei luoghi più belli della Regione a meditare, ad incoraggiare a confortare ed al.......
posto di parlare di Mattia Preti avrebbe dovuto visitare il Museo Civico di Taverna (CZ) e tanto altro.Solo facendo questi semplici e silenziosi gesti la giornata si sarebbe riempita di un significato diverso e veramente pieno, però queste son tutte cose che non si possono fare in una passerella di 2 ore e allora si finisce per dire le solite e già sentite parole che ormai sono più una tradizione che un monito. Ma non è mai troppo tardi, affinché un Presidente -magari lo stesso Mattarella- torni in Calabria per osservare, restare in silenzio, ascoltare e lasciarsi stupire dalla bellezza e dalla bruttezza, senza far retorica o piagnistei.
avvenuta nel 1970 e a ben 70 dalla nascita della Repubblica e dal loro inserimento in Costituzione, finalmente la Calabria ha la sua sede regionale. Una sede maestosa (forse troppo) che si estende su 65.000 m^2 nella periferia Ovest di Catanzaro (Capoluogo di Regione) e nella quale trovano spazio diversi uffici e dipartimenti che prima erano dislocati non solo sul territorio catanzarese ma anche nella Città di Reggio Calabria.La Cittadella Regionale, cosi definita dagli addetti ai lavori, è stata oggi 29 gennaio 2016 inaugurata ufficialmente alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella e dovrebbe essere denominata "Palazzo degli Itali" proprio perché come ricordato dal Sindaco della Città Sergio Abramo è da qui che prende vita il nome Italia <
Sono però anni ed anni che ci sentiamo dire queste belle parole ma prive di risvolti pratici e ormai anche di significato, ci vorrebbe qualcosa di innovativo, forse il non dir nulla, o ancor meglio l'ascolto. Ecco, oggi il Presidente della Repubblica avrebbe dovuto ascoltare come prima di lui avevano fatto nel 1982 Sandro Pertini e Francesco Cossiga nel 1992. Ascoltare rimanendo in silenzio dando voce a chi questa terra la vive con il lavoro delle sue giornate, con le sue immense e sempre presenti difficoltà economico-sociali, ai tanti giovani che appena nati purtroppo devono meditare non su cosa faranno da grandi ma bensì sul dove andranno da grandi per guadagnarsi un misero stipendio ed una pensione che forse le nuove generazioni non conosceranno neanche.
Avrebbe dovuto ascoltare il grido di dolore che viene da un territorio che con il beneplacito anche di alcune frange di popolazione, oltre che di cattivi amministratori stiamo lentamente ma inesorabilmente distruggendo, avrebbe dovuto ascoltare la voce di una Calabria stanca, che non si arrende ma che sta pian piano morendo.
Infine avrebbe dovuto ascoltare anzi vedere la bellezza ed il potenziale che questa terra ha e che purtroppo stiamo distruggendo con le nostre mani, si sarebbe dovuto recare in visita nei luoghi più belli della Regione a meditare, ad incoraggiare a confortare ed al.......
posto di parlare di Mattia Preti avrebbe dovuto visitare il Museo Civico di Taverna (CZ) e tanto altro.Solo facendo questi semplici e silenziosi gesti la giornata si sarebbe riempita di un significato diverso e veramente pieno, però queste son tutte cose che non si possono fare in una passerella di 2 ore e allora si finisce per dire le solite e già sentite parole che ormai sono più una tradizione che un monito. Ma non è mai troppo tardi, affinché un Presidente -magari lo stesso Mattarella- torni in Calabria per osservare, restare in silenzio, ascoltare e lasciarsi stupire dalla bellezza e dalla bruttezza, senza far retorica o piagnistei.
riceviamo e pubblichiamo
Francesco- Presidente Associazione politico-culturale "la politica ai giovani"-

