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| Foto D'Archivio |
tre persone appartenenti allo stesso nucleo familiare: N.P (75 anni), la moglie M.T.S (68 anni), ex proprietari esecutati dell’immobile, e la figlia C.P (43 anni), quest’ultima dipendente in servizio presso l’ASP di Catanzaro.
La vicenda affonda le radici nei mesi scorsi, subito dopo il decreto di trasferimento del Tribunale di Catanzaro che ha sancito il trasferimento di proprietà della villetta. Fin dall’immissione in possesso dei nuovi proprietari, gli indagati avrebbero manifestato un’assoluta insofferenza ai provvedimenti del Giudice, avviando una sistematica attività di ostruzionismo, consumatasi tramite incursioni reiterate nel condominio. Il primo grave episodio si è registrato ad aprile, quando uno degli indagati si è introdotto abusivamente nel giardino della proprietà piantando reti metalliche che ostruivano l’accesso al giardino della villetta.
A distanza di qualche giorno, nuovamente introdottisi in maniera abusiva, gli indagati intimavano alla coppia di andarsene e riprendevano ossessivamente le vittime con i telefoni cellulari. Un impatto psicologico devastante per la giovane acquirente, alle prime settimane di una delicata gestazione, costretta a recarsi in ospedale per gravi minacce d’aborto legate allo stress subito. Ma il culmine della violenza si è consumato lo scorso 29 maggio. Approfittando dell’assenza dei proprietari, i tre indagati hanno messo in atto una vera e propria spedizione punitiva, immortalata dai sistemi di videosorveglianza della zona e vista dai vicini: armati di mazzuole, hanno demolito la recinzione di confine, frantumato i lampioni del giardino, spaccato i marmi delle scale del patio e devastato le docce in muratura esistenti in giardino.
La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto e ottenuto dal GIP il provvedimento restrittivo d’urgenza. Da questo momento, i tre indagati non potranno avvicinarsi a meno di poche centinaia di metri dalle vittime, dalla loro residenza del capoluogo e dalla stessa villetta di Montauro, pena l’arresto immediato in flagranza.
Articolo tratto da: catanzaroinforma.it
