sono riempite di messaggi. Il tenore è sempre lo stesso, ed è sempre carico di angoscia.
La Squadra mobile della questura di Vibo Valentia, su mandato della Procura, ha disposto il sequestro dell'asilo di Tropea frequentato dal piccolo Alessio Pio, il bimbo di un anno e mezzo di Zungri morto all'ospedale di Catanzaro.
La decisione, all'esito delle verifiche nella struttura scolastica, si è resa necessaria per consentire ulteriori approfondimenti clinici sulle attrezzature presenti nei locali.
«È straziante quanto sta succedendo – racconta una mamma – comprendiamo il dolore dei genitori di Alessio Pio, ai quali ci avviciniamo con discrezione e con la preghiera. Non riusciamo a dare una spiegazione a tutto questo. Mio figlio è piccolo, e sa ancora esprimersi. Sto attenta ad ogni movimento. Attualmente lo tengo in casa, anche se è dura...». Chi ha invece vissuto in prima persona il malessere dei propri bambini preferisce il silenzio: «Se la sono vista brutta: vedere un bimbo star male, tra vomito ed altro, e non poter intervenire fa male. Ci si sente impotenti». Ma adesso «questo è il momento del rispetto, soprattutto per la famiglia di Alessio Pio».
Sta bene ma resta sotto osservazione il bambino ricoverato all'ospedale di Catanzaro, dopo aver manifestato sintomi di natura gastrointestinale. È attualmente ricoverato nel reparto di Pediatria e le sue condizioni di salute sono giudicate in miglioramento. Un altro bambino è ricoverato in pediatria all'ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme. Le sue condizioni di salute non destano particolare preoccupazione ma resta sotto osservazione medica. Ulteriori esami sono in corso anche all'ospedale di Vibo Valentia su un terzo bambino che ha fatto accesso all'ambulatorio pediatrico. Il quadro clinico dovrebbe non richiedere un ricovero ospedaliero, con ogni probabilità in giornata potrà fare rientro a casa. Tutti i bambini, complessivamente 38, che hanno fatto accesso nell'ultimo mese alla struttura didattica di Tropea che frequentava il piccolo Alessio Pio, morto a Catanzaro due giorni fa, restano sotto la sorveglianza delle autorità sanitarie. L'Asp di Vibo Valentia ha acquisito l'elenco dalla dirigenza dell'asilo. È quanto apprende l'ANSA da fonti sanitarie. Tutte le famiglie sono state contattate dal dipartimento Prevenzione per verificare l'eventuale insorgenza di ulteriori sintomi. Secondo quanto appreso sarebbero tutti in buone condizioni di salute.
l Clostridioides difficile – per anni noto come Clostridium difficile, denominazione ancora oggi la più diffusa – è un batterio anaerobio sporigeno che può vivere nell'intestino senza provocare alcun disturbo. Diventa pericoloso quando l'equilibrio della flora intestinale si altera e il batterio prolifera producendo tossine che infiammano il colon. È la principale causa di diarrea associata all'assistenza sanitaria nei Paesi industrializzati.
Sul fronte dell'indagine epidemiologica sono in corso nuovi campionamenti all'interno dell'asilo da parte dei tecnici del dipartimento Prevenzione per verificare l'eventuale presenza di residui batterici. Ulteriori prelievi erano stati eseguiti anche nella giornata di ieri. I risultati saranno trasmessi all'Istituto zooprofilattico. Nel frattempo proseguono le attività di monitoraggio avviate dal dipartimento Prevenzione dell'Asp di Vibo Valentia che già nella giornata di ieri ha avviato un'indagine epidemiologica per inquadrare il fenomeno.
