Visconte, dove una piccola slavina di fango ha iniziato a scendere dal costone.
L’area dove oggi appare una semplice parete di terra un tempo era ricoperta da querce e castagni, tipici del territorio. Questi alberi sarebbero stati tagliati negli anni da ignoti, in modo ripetuto e senza autorizzazioni. I residenti non vogliono fornire dettagli, nonostante le frane siano state frequenti già durante l’ultima allerta meteo rossa. Il terreno non ha più alberi né muretti di contenimento. Non ci sono cartelli di autorizzazione ai lavori: quindi si ipotizzano abusi ambientali, taglio illegale di vegetazione e stravolgimento del paesaggio. A questi reati si aggiunge il rischio idrogeologico, aggravato dalle modifiche al costone. Una futura bomba d’acqua settembrina o autunnale potrebbe: far crollare definitivamente il costone, generando un fiume di fango, isolando i residenti dal resto del paese L’Osservatorio chiede a: NOE (Carabinieri per la tutela ambientale) e Procura della Repubblica, di indagare per individuare i responsabili degli abusi e prevenire una possibile tragedia. La denuncia dell’Opat è un campanello d’allarme: il territorio è stato alterato in modo illecito, e senza interventi immediati il rischio di un evento distruttivo è concreto.


