mercoledì 7 ottobre 2026

Botricello: Colpi di arma da fuoco esplosi in aria, insulti e minacce rivolte a una troupe Rai durante un servizio, per "La Vita in Diretta", sul caso Salvatore Giglio scomparso due anni fa.

 



 Colpi di arma da fuoco esplosi in aria, insulti e minacce rivolte a una troupe Rai impegnata sul territorio per realizzare un servizio giornalistico per la................

trasmissione La Vita in Diretta. Intimidazione a Botricello contro il giornalista Rai Giuseppe Di Tommaso e il videomaker Antonio Caligione. Spari in aria e minacce durante un servizio, per La Vita in Diretta, sul caso Salvatore Giglio

Solidarietà in Rai per Giuseppe Di Tommaso, l’inviato della trasmissione di Rai 1 “Vita in diretta”, che lunedì 5 ottobre ha subito delle minacce mentre stava realizzando un servizio per il programma condotto da Alberto Matano. A ricostruire nei dettagli la vicenda è la nota di solidarietà fatta uscire nella giornata di martedì 6 ottobre dal cdr del Daytime Rai e dall’esecutivo Usigrai.

Di Tommaso si trovava insieme al videomaker Antonio Caligione, a Botricello, 

in provincia di Catanzaro. “I due stavano lavorando a un servizio sul caso di 

Salvatore Giglio, scomparso due anni fa a Cutro, per il cui presunto omicidio sono stati 

arrestati l’ex moglie e il figlio” viene spiegato nella nota, che poi riporta quanto 

è avvenuto all’inviato di "Vita in diretta”.

“Dopo aver raccolto alcune testimonianze, si erano fermati in un’area per 

ultimare il 

servizio quando hanno udito due colpi di arma da fuoco esplosi in aria.

Subito dopo, da un’auto transitata ad alta velocità, sono stati rivolti contro di loro i

nsulti e minacce,  con l’intimazione di andarsene. Temendo che la situazione potesse 

ulteriormente degenerare, i colleghi 

si sono rifugiati nella propria auto” racconta il cdr.

“Il Cdr e l’Usigrai condannano con fermezza quanto accaduto e chiedono che venga fatta

 piena luce sull’episodio e siano individuati i responsabili. È indispensabile garantire la

 sicurezza di chi lavora sul territorio per raccontare i fatti e assicurare ai cittadini il diritto 

ad  essere informati” prosegue poi la nota.

“A Giuseppe e Antonio va tutta la nostra vicinanza. Le minacce non possono silenziare la 

libera informazione della Rai né fermare il lavoro di chi, ogni giorno, svolge la missione del 

servizio pubblico” concludono infine il cdr del Daytime Rai e e 

l’esecutivo Usigrai.

Dal: fattoquotidiano.it

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