scuote la sanità catanzarese
La Procura di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per 22 tra medici, infermieri, amministrativi e imprenditori accusati di aver gestito un sistema di visite specialistiche private pagate in contanti e non dichiarate. Secondo l'inchiesta, alcuni sanitari avrebbero svolto attività intramoenia in strutture private incassando direttamente dai pazienti e versando all'ospedale solo una parte delle somme percepite.
Le contestazioni comprendono, a vario titolo, associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso, peculato, accesso abusivo a sistemi informatici, riciclaggio e autoriciclaggio. Gli investigatori ritengono che il meccanismo abbia anche contribuito ad allungare le liste d'attesa pubbliche. L'udienza preliminare è fissata per il 3 dicembre davanti al Gup Roberta Cafiero. Parti offese indicate dalla Procura sono lo Stato e l'Azienda ospedaliero-universitaria Renato Dulbecco. Rimane ferma la presunzione di innocenza per tutti gli indagati fino a eventuale sentenza definitiva.
