domenica 27 giugno 2010

Sellia Marina:l'assessore Cosentino cerca di rassicurare la comunità dopo la giusta decisione che riassegna località "don Antonio" al comune di Sellia

Cerca di ostentare sicurezza l'assessore all'urbanistica Giuseppe Cosentino. "Voglio assicurare (dice in un comunicato stampa)tutto il mio interessamento alla vicenda sia da un punto di vista amministrativo che legale,avendo ereditato il contenzioso tra i due comuni che risale nel 2003". Data in cui il comune madre di Sellia si è finalmente svegliato da un lungo letargo, rivendicando giustamente il diritto di proprietà della zona a mare denominata "don Antonio" la quale prima della divisione e la successiva nascita del comune di Sellia Marina avvenuta nel 1956 era proprietaria del 70% del territorio attualmente ricadente nel comune di Sellia Marina. Ritornando all’oggetto del contendere tra i due comuni bisogna precisare che proprio dal 1956 nessuno degli enti preposti Regione,Prefettura ecc.. hanno mai preso una posizione per decidere sull'assegnazione del fondo, tanto che alcuni lidi pagavano le varie concessioni anche al comune di Sellia. Nel 2003 finalmente il comune di Sellia prende la strada della giustizia civile che con giusta sentenza numero 1108/2010 firmata dal giudice Dott.Luca Nania ristabilisce chiarezza sul fondo conteso riassegnandolo al comune di Sellia difeso dall' avvocato D. Verbano riscontrando che sino ad oggi nessun atto valido assegnava il fondo al comune di Sellia Marina e che dunque sia giusto  ritorni al comune che l'ha posseduto in forma legittima sino al 13-12-1956 data di nascita del comune di Sellia Marina che a partire da quella data mai ha regolarizzato con atti concreti il passaggio del terreno denominato "Don Antonio" nel suo territorio comunale.

sabato 26 giugno 2010

Ti seguirò ovunque tu vada. ( Vangelo di domenica 27.6.2010)

Vangelo
“Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio. Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio”.
Amico ora ti chiedo: Hai mai pensato di voler seguire seriamente Gesù in questo suo stupendo viaggio di amore per noi? Hai mai pensato di imitare la sua carità, compassione, pietà, perdono, misericordia, verità, santità, grande umiltà ed ogni altra virtù? Hai mai pensato di offrire al Padre nostro la tua vita per farne un sacrificio di redenzione del mondo? Hai mai pensato che seguire Gesù con la totalità della tua vita è l’unica cosa vera per te? Hai mai pensato che Gesù si può seguire in un solo modo: senza porgli alcuna condizione, ma mettendo interamente la tua vita nelle sue mani, nella sua volontà, nei suoi desideri?
Amico ora ti dico a cosa ho paragonato io la Chiesa: Per me, nessuno si scandalizzi, la Chiesa, è diventata come una “bettola”. Che cos’è una bettola? È il luogo dove uno entra ed esce quando e come vuole per bere una birra, un bicchiere di vino, fare una giocata a carta. La chiesa è questo: una bettola che ognuno usa come vuole, quando vuole, a momenti, a piacere. Quando si ha bisogno della chiesa si entra nella bettola, quando non si ha più bisogno si esce. Quando si ha bisogno la Chiesa è Madre e tutti l’amiamo, quando non si ha bisogno la chiesa è una grande prostituta (nessuno si scandalizzi vi prego anzi si faccia un esame di coscienza).  
Amico ti voglio dire: ama di più la Chiesa, diventa anche tu un po’ di più chiesa. Anche tu sei Chiesa di Cristo. Che immagine dai all’altro del tuo essere Cristiano? povero Gesù, perché sei morto per noi se poi noi neanche te ne siamo riconoscenti. Ti bestemmiamo, imprechiamo contro il tuo nome santo, sputiamo sul tuo corpo che è la tua Chiesa, sui tuoi figli e nostri fratelli che li hai pagati a prezzo di sangue. Dobbiamo cambiare un po’ più tutti. Non si può continuare così.
Amico prego e ti auguro che tu sia un bravo cristiano, un buon cristiano, un santo cristiano
                                                Don Francesco CRISTOFARO

venerdì 25 giugno 2010

In viaggio da Sellia verso la Sila ......e ritorno. (ottava ed ultima parte )

Ormai eravamo vicini, mancavano si o no 10, 15 minuti. Era stato un viaggio molto avventuroso pieno di colpi di scena certo non avevamo incontrato i tanto temuti briganti, ma chi lo sa forse nel prossimo viaggio. Avrei tanto voluto vedere i loro volti cattivi, le loro tante decantate barbarie, ma ora ero stanco, mi si chiudevano gli occhi non aspettavo altro che abbracciare mamma, dare un bacetto alla sorellina e poi via a letto..ah! il letto, quel morbido letto di crino profumato. Eccoci all'ultimo tratto della ripida salita prima di intravedere Sellia, quando ad un tratto due figure escono da dietro una curva, mamma che paura! ma per fortuna sono solo due monaci con il cappuccio in testa, forse diretti a San Pietro a pregare la Madonna della Luce. Si fermano a parlare con zio mentre papà mi indica alcuni fiori dicendomi di andare a raccoglierli per darle in regalo alla mamma; corro, bel pensiero papà, poverina mamma, non voleva che facessi questo viaggi e come darle torto?! Quando le racconterò tutto ciò che ci è capitato, non crederà alle proprie orecchie. Mi girai e notai una cosa strana,insolita zio stava parlando in modo molto confidenziale assieme a papà con i due monaci che c'è di male direte voi! Ma come? se zio era allergico ai preti,monaci,sacerdoti ed affini tanto da rimanere sempre in una giusta distanza di sicurezza per non aumentare la sua allergia verso la Chiesa? Ritornai piano piano cercando di capire di che cosa parlassero, ma ormai i due monaci si incamminarono verso la discesa mentre papà mi mise in groppa all'asinello con i fiori appena raccolti. Eccoci "sutta u ponta" mi sentivo più al sicuro". Zio mi fece scendere raccomandandomi di non dire neppure una parola dei vari pericoli incrontati durante il viaggio, altrimenti sarebbe stato il mio primo e ultimo viaggio, perchè mamma non avrebbe più permesso di portammi con loro, "ti raccumannu" annuì papà "quetu quetu". Vabbè tanto i cosidetti briganti "mancu l'amu ncuntrati" "Sei sicuro?" Disse papà: "E pensare che considerandoti un ragazzino sveglio avevo pensato che ..." "...Ho capito i due monaci quelli erano i briganti!!"............... Fine?

giovedì 24 giugno 2010

In viaggio da Sellia verso la Sila..........e ritorno (settima parte)

Si creò un trambusto, un casino (scusate l'espressione ma rende molto l'idea) i borboni restarono per alcuni secondi immobili,imbambolati
mentre dalle case che sino a un secondo prima sembravano dissabitate uscirono persone, tanta, tantissima gente (non immagginavo che Albi era così grande) che si mise ad inveire contro i due borboni; i contadini che non capivano cose stesse succedendo, si misero a correre di nuovo verso i campi mentre i borboni pensando che erano loro i briganti si misero a rincorrere i contadini, mentre la gente,sempre più tanta gente buttava addosso ai due di tutto anche le nostre patate (insomma come detto prima un casino). "No le patate no!" disse papà mi prese mi mise subra u cicciu e piano piano,ma molto in fretta ci allontanamo da Albi. Zio sicuramente controvoglia, sono certo che "li chiurianu forta i mani" avrebbe pagato per partecipare al pestaggio dei 2 borboni ma anche per la mia sicurezza, controvoglia seguì papà. In pochissimo tempo raggiugemmo San Pietro dove papà senza più pensare che i borboni ci avrebbero potuto seguire, si fermò per ringraziare la Madonna della Luce dei vari pericoli scampati, anch'io scesi a pregare la Madonnina, e se all'andata l'avevo guardata con diffidenza perchè io volevo bene solo alla nostra Madonna del Rosario, adesso mi era più simpatica. Dissi a papà di regalare un pò di patate al priore della Chiesa in offerta alla Madonna. Zio che ci aspettava con i due ciucci a debita distanza dalla Chiesa non era d'accordo ma bastò un mio tenero sguardo per prenderle proprio dal suo "ciuccio"apostrafando:"Quasi,quasi mi fazzu previta ca accusì mangiu vivu e dormu ari spalli e l'atri".Ripartimmo per Sellia ormai pochi chilometri ci separavano da casa mi mancava assai ritornare tra le mura del mio paese,io che avevo fatto di tutto per il viaggio ora volevo solo andare a casa e ormai eravamo veramente vicini a Sellia..........continua (fine settima e penultima parte)

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