lunedì 28 novembre 2011
domenica 27 novembre 2011
L'avvocato Eugenio Perrone sporge una regolare denuncia contro il gruppo di facebook nato per oltraggiare ed offendere la memoria della mistica Natuzza Evolo
Eugenio Perrone avvocato del foro di Catanzaro ha deciso di sporgere querela
contro ignoti alla polizia postale per la violazione e l'hackeraggio
blasfemo del gruppo facebook dedicato a Natuzza Evolo
Offese, insulti e frasi oltraggiose sono state scritte sulla pagina Facebook dedicata a Natuzza Evolo, la mistica di Paravati, morta nel novembre del 2009. L’episodio ha provocato sconcerto tra le numerose persone che appartengono al gruppo della mistica, tra i quali l’avvocato Eugenio Perrone, di Catanzaro, che ha deciso di presentare una denuncia alla polizia postale. Sono stati gli stessi hackers, sulla pagina facebook dedicata al gruppo "Natuzza Evolo santa subito" a qualificarsi come satanisti. «Questo gruppo – hanno scritto gli hackers – è stato conquistato dagli ackess Frati Bestemmianti. Ora il gruppo è sotto il nostro dominio. Ogni vostro tentativo di ribellione sarà inutile, stolti cristianacci. Il Cristianesimo tramonterà, il Porconesimo bestemmiante vincerà!».....
Offese, insulti e frasi oltraggiose sono state scritte sulla pagina Facebook dedicata a Natuzza Evolo, la mistica di Paravati, morta nel novembre del 2009. L’episodio ha provocato sconcerto tra le numerose persone che appartengono al gruppo della mistica, tra i quali l’avvocato Eugenio Perrone, di Catanzaro, che ha deciso di presentare una denuncia alla polizia postale. Sono stati gli stessi hackers, sulla pagina facebook dedicata al gruppo "Natuzza Evolo santa subito" a qualificarsi come satanisti. «Questo gruppo – hanno scritto gli hackers – è stato conquistato dagli ackess Frati Bestemmianti. Ora il gruppo è sotto il nostro dominio. Ogni vostro tentativo di ribellione sarà inutile, stolti cristianacci. Il Cristianesimo tramonterà, il Porconesimo bestemmiante vincerà!».....
Policnico di Germaneto CZ quando la buona sanità è di casa
Quella calabrese non è solo mala sanità. È’ questo il messaggio che il
direttore del centro cardiologico dell’Università “Magna Grecia” di
Ciro Indolfi ha voluto lanciare durante una conferenza stampa. «La
nostra regione – ha affermato – è balzata agli onori della cronaca
soprattutto negli ultimi tempi per casi di mala sanità. Mentre si parla meno delle eccellenze raggiunte in campo medico e delle
strutture all’avanguardia di cui è dotato il nostro territorio, tra cui
bisogna annoverare il Policlinico di Germaneto. È importante che i mezzi
di comunicazione diffondano queste notizie affinché gli utenti
acquistino sempre più fiducia e scelgano sempre meno di andare fuori per
curarsi». Non a caso la struttura catanzarese è stata selezionata,
insieme ad un solo altro ospedale di Milano, come centro pilota per un
importante studio, che viene condotto a livello
internazionale, denominato “Absorb Extend”. Questo ha come obiettivo quello di analizzare in maniera più approfondita le prestazioni della tecnologia vascolare bioassorbibile. Il primo paziente in tutto il Centro-Sud ad essere trattato con questa innovativa tecnologia è stato un 56enne, con familiarità positiva per patologie cardiovascolari, che ha accusato una sindrome coronarica acuta, con necessità di impianto di stent, avendo evidenziato all’esame coronarografico una stenosi subocclusiva. L’incontro è stata dunque l’occasione per illustrare nei dettagli i vantaggi che questa rivoluzionaria tecnologia cardiovascolare ha apportato alle tecniche fino ad ora utilizzate per risolvere le patologie cardiache. «Innumerevoli sono i progressi che sono stati fati negli ultimi decenni in questo campo - ha aggiunto -: fino agli anni settanta la mortalità per infarto era del 50%. Questo dato si è ridotto con l’introduzione dell’angioplastica con catetere a palloncino.....
internazionale, denominato “Absorb Extend”. Questo ha come obiettivo quello di analizzare in maniera più approfondita le prestazioni della tecnologia vascolare bioassorbibile. Il primo paziente in tutto il Centro-Sud ad essere trattato con questa innovativa tecnologia è stato un 56enne, con familiarità positiva per patologie cardiovascolari, che ha accusato una sindrome coronarica acuta, con necessità di impianto di stent, avendo evidenziato all’esame coronarografico una stenosi subocclusiva. L’incontro è stata dunque l’occasione per illustrare nei dettagli i vantaggi che questa rivoluzionaria tecnologia cardiovascolare ha apportato alle tecniche fino ad ora utilizzate per risolvere le patologie cardiache. «Innumerevoli sono i progressi che sono stati fati negli ultimi decenni in questo campo - ha aggiunto -: fino agli anni settanta la mortalità per infarto era del 50%. Questo dato si è ridotto con l’introduzione dell’angioplastica con catetere a palloncino.....
sabato 26 novembre 2011
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