Non hanno avuto alcun rispetto per l'intera
comunità dei fedeli gli autori del furto sacrilego avvenuto nella chiesa
parrocchiale di San Pantaleone nella marina di Santa Caterina dello
Jonio.
 |
| Don Saverio Mattei parroco di Santa Caterina Jonio |
Ignoti malviventi (non si sa, al momento, se una
o più persone) hanno forzato una porta laterale della chiesa, rompendo
la serratura centrale, e scardinato, dannegiandoli, il tabernacolo
dell'altare principale e quello della Madonna di Pompei. Da lì, hanno
trafugato due pissidi e due teche in metallo, portando via anche le
ostie consacrate che erano custodite nei due oggetti. Ad accorgersi
dell'accaduto è stato il parroco don Saverio Mattei, che ieri mattina,
sceso dalla canonica fino in chiesa per le consuete preghiere mattutine
si è accorto che la porta vicino al campanile era stata forzata, mentre i
due tabernacoli erano stati scardinati e svuotati.
Il
valore delle pissidi e delle teche è del tutto irrisorio, precisa don
Saverio, visto che erano di metallo comune ma «aver rubato le ostie è un
atto gravissimo, che ferisce la parrocchia nel suo cuore, offendendo
Gesù Eucaristia. Proprio per questo voglio lanciare un appello agli
autori del furto affinché abbiano la sensibilità di restituire almeno le
ostie consacrate, già di questo sarei grato».
Per
don Saverio, tra l'altro, quella di oggi avrebbe dovuto essere una
giornata speciale, quasi di festa, visto che proprio il 13 dicembre di
tredici anni fa aveva fatto il suo ingresso alla guida della parrocchia
di san Pantaleone. Invece, è giunta l'amarezza di dover constatare il
furto sacrilego, per il quale, oltre ad aver denunciato il fatto ai
carabinieri della locale stazione guidata dal maresciallo Antonio
Arcidiacono, ha anche avvertito le autorità ecclesiastiche: «Ho avvisato
subito la curia, spiegando l'accaduto al vicario mons. Raffaele
Facciolo, che riferirà all'arcivescovo –