mercoledì 4 gennaio 2012

I paesi della provincia Conflenti


Pensioni da marzo addio ai contanti per chi supera i mille euro

L’Inps scrive a 450 mila pensionati per avvisare
dell ’entrata in vigore della nuova normativa
I consigli e le regole da seguire

 

Addio al pagamento in contanti delle pensioni che superano i 1.000 euro. L’Inps ha inviato 450 mila lettere ad altrettanti pensionati per comunicare loro la novità in arrivo. In base alla legge sulla tracciabilità, approvata il 22 dicembre con la manovra salva-Italia, l’Istituto di previdenza non potrà più pagare i sussidi mensili in banconote. Basta code agli sportelli delle Poste dunque per migliaia di persone. La rivoluzione scatterà già il 7 marzo di quest’anno. Entro febbraio però, i destinatari del provvedimento dovranno comunicare il canale attraverso il quale intendono ricevere l’accredito: conti bancari, libretti postali o carte ricaricabili. Per evitare sorprese meglio arrivare preparati all’appuntamento.

CHE COSA CAMBIA
L’accredito diventa obbligatorio dal 7 marzo

Le pensioni mensili che superano la soglia dei 1.000 euro non saranno più pagate in contanti. E’ una delle novità arrivate insieme alla manovra Salva-Italia del nuovo governo Monti. In base alla legge sulla tracciabilità del contante, approvata il 22 dicembre, l’Inps non potrà più elargire i sussidi mensili in banconote. Per mettersi al passo con i cambiamenti c’è poco tempo: l’addio al contante per i trattamenti superiori a 1.000 euro è previsto infatti già per il prossimo 7 marzo. Significa che l’allineamento alle nuove modalità di pagamento dovrà avvenire entro il 6 marzo. Ma c’è anche un altro appuntamento da non dimenticare: i pensionati che saranno interessati dal nuovo corso dovranno comunicare all’Inps già entro febbraio 2012 il canale alternativo attraverso il quale intendono ricevere l’assegno mensile, sia esso un conto bancario, un libretto postale o una carta ricaricabile. I termini li ricorda lo stesso Istituto che ha già inviato 450 mila lettere ad altrettanti pensionati che percepiscono assegni mensili di importo complessivo superiore ai mille euro. I pensionati che ricevono ancora la prestazione in contanti sono 2,2 milioni, di cui 1.750.000 con trattamenti inferiori ai 1.000 euro. Per questi il canale del contante attraverso l’ufficio postale rimarrà ancora utilizzabile.

I TEMPI DA RISPETTARE
Entro febbraio la scelta va comunicata all’Inps

La novità, va ricordato, riguarda solo quei pensionati con trattamenti che superano i 1.000 euro e che ogni mese si recano alle poste per ritirare la pensione in banconote. Per tutti loro è appena partita una lettera dall’Inps che li invita a indicare le nuove modalità per la riscossione. Si tratta quindi come prima cosa di decidere qual’è la forma di pagamento alternativa al contante che più si adatta alle esigenze del singolo. E’ possibile scegliere tra l’accredito in conto corrente, su libretto postale o su carta ricaricabile. Una volta deciso il nuovo canale di pagamento bisognerà comunicarlo all’Inps. Per questa operazione c’è tempo però soltanto fino a febbraio di quest’anno. Ci sono tre vie per far pervenire la richiesta di variazione della modalità di pagamento all’Inps. I pensionati già iscritti ai servizi online dell’Istituto e in possesso del codice personale di accesso (Pin) potranno inoltrare la domanda attraverso il sito www.inps.it. E’ poi possibile portare la richiesta direttamente ad una Struttura Territoriale dell’Istituto. La domanda potrà essere fatta anche presso gli uffici bancari o postali. Informazioni si possono ottenere attraverso il numero verde gratuito dell’Inps (803.164) attivo dal lunedì al venerdì (8.00-20.00) ed il sabato dalle (8.00-14.00).

LE ALTERNATIVE

martedì 3 gennaio 2012

L'Antico borgo di Sellia durante il mese di gennaio


L’Antico borgo di Sellia durante il mese di Gennaio
“L’Epifania ogni festa porta via” recita giustamente un antico detto popolare, a Sellia l’epifania si festeggiava due volte a Capodanno nella Chiesa madre con una solenne funzione e  successiva processione “ccu u Bombinuzzu subbra a palla” adornato da tanti angioletti  a conclusione il suggestivo bacio,mentre il 6 gennaio a conclusione delle feste il tutto si ripeteva nella chiesa del Rosario con la processione Du Bombinuzzu du Rosaru ( vedi foto risalente agli anni 40 dopo l’alluvione del 1943) Dopo le feste si ritornava con più assiduità ai lavori nei campi se c’era “l’annu da carrica” i vari trappiti proprio in questo mese entravano in pieno regime facendo turni anche di notte l’odore di sanza si sentiva per tutto il paese, ognuno sceglieva il frantoio in base al parentato  ma soprattutto ai punti che le olive prendevano .Se le olive erano abbondanti tutta l’economia del paese ne beneficiava dai vari commercianti dagli artigiani ecc… Questo mese era anche uno dei mesi più piovosi dell’anno ma si doveva andare in campagna lo stesso  mettendo in pratica due detti pieni di saggezza che dicevano “Pana E Mantu un gravanu tantu” quando si partiva per la campagna un ombrello un indumento più pesante non doveva mancare mai dentro” a vertula” anche se la giornata si presentava bella. Il secondo detto diceva: “Si u tempu e da marina pia a pignata e vai e cucina, si u tempu e da muntagna pia u zappuna e vai in campagna” i nostri nonni non avevano i vari mezzi di informazione per sapere in ogni istante che tempo fa, ma erano attenti conoscitori di ogni cambiamento climatico conoscendo i vari venti osservando le nuvole seguendone i vari movimenti riuscivano con molta più precisione dei vari Bernacca dei nostri giorni a indovinare se pioveva per molto oppure no. Mi viene adesso in mente un terzo detto popolare che diceva: “Irtu, zappuna e cunnu ti caccianu e stu munnu” dove  “irtu” erano le tante salite che i nostri nonni dovevano fare a piedi per ritornare a casa dopo una giornata di duro lavoro nei campi,......

Nel comune di Simeri Crichi sono state tante le iniziative durante le feste Natalizie

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