Invito a comparire davanti ai magistrati, il prossimo 23 febbraio,
per il presidente della Regione. Nei confronti di Scopelliti, il pm
Dominijanni ipotizza il tentato abuso d'ufficio
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| L'avviso a comparire per Scopelliti |
Tentato abuso d’ufficio. È questa l’ipotesi di reato che il pm Gerardo
Dominijanni contesta al presidente della Regione Calabria Giuseppe
Scopelliti, al dirigente Franco Zoccali (l’istigatore, secondo le accuse
della Procura), al dg del dipartimento Salute Antonino Orlando,
all’assessore al Lavoro Francescantonio Stillitani e al dg vicario del
dipartimento Salute Concettina Di Giesu. Tre le fattispecie ipotizzate
nei confronti del governatore e del dirigente della Presidenza Zoccali,
una sola invece per gli altri tre indagati. Al presidente Scopelliti è
stato notificato contestualmente un avviso a comparire. Il prossimo 23
febbraio il governatore sarà sentito come “persona sottoposta a
indagini” dal sostituto procuratore Dominijanni. Tre le vicende finite
nel mirino degli inquirenti: il “patto di legislatura” siglato tra
Regione e Aiop, il protocollo d’intesa con l’università Magna Graecia di
Catanzaro e il regolamento attuativo per l’accreditamento dei centri
socio riabilitativi.
Per gli accordi
firmati con le strutture della sanità privata, il 10 agosto del 2010 e
il primo giugno del 2011, sono indagati il governatore Scopelliti e
Franco Zoccali, «il primo come presidente della giunta regionale e
commissario ad acta, il secondo quale istigatore». Secondo l’accusa
avrebbero violato le norme che prevedono «l’obbligo di sottoposizione
degli atti che incidono sul Fondo sanitario regionale al preventivo
parere dei ministeri dell’Economia e della Salute (il cosiddetto Tavolo
Massicci)». Firmando quel “patto di legislatura”, scrivono gli
inquirenti, avrebbero compiuto «atti idonei diretti in modo non equivoco
a procurare alla predetta Aiop un ingiusto vantaggio patrimoniale e ad
arrecare altresì alla Regione Calabria un danno ingiusto derivante dalla
mancata erogazione dei fondi statali spettanti alla predetta Regione
relativi al comparto sanitario». Un evento, però, che non si è
verificato «per l’intervento del sub-commissario Luciano Pezzi», il
generale della Finanza che nell’ottobre scorso aveva dapprima presentato
le dimissioni per poi ritirarle pochi giorni dopo.
L’INTESA CON L’ATENEO
Per
l’accordo firmato il 29 dicembre 2010 con l’università di Catanzaro,
sono stati iscritti sul registro degli indagati Scopelliti, Zoccali e il
dg Orlando. Si tratta del rinnovo del protocollo d’intesa siglato nel
2004 per regolamentare le prestazioni assistenziali da parte della
facoltà di Medicina dell’ateneo catanzarese. Erano stati così assegnati
450 posti letto all’università di cui 150 alla Fondazione Campanella. La
delibera 863 del 29 dicembre 2010, con cui sarebbe stato rinnovato
quell’accordo, non avrebbe avuto il vaglio del Tavolo Massicci e,
inoltre, sarebbe stata emanata «in carenza di potere». Scopelliti
avrebbe dovuto firmare come commissario ad acta e non come presidente
della giunta. Quel protocollo d’intesa, secondo il pm, avrebbe così
procurato «un ingiusto vantaggio alla predetta università arrecando
altresì alla Regione Calabria un danno ingiusto derivante dalla mancata
erogazione dei fondi statali spettanti alla predetta regione relativi al
comparto sanitario». Anche in questa occasione il pm registra
l’intervento risolutivo del sub-commissario Pezzi.
