sabato 25 febbraio 2012

Il territorio calabrese sempre più fragile, in ogni maltempo si contano numerosi danni senza mai seri interventti atti a bonificare i terreni

La preoccupante frana che in questi giorni sta interessando il centro storico di Gimigliano


I geologi: “Prevenire per evitare i danni” Il Presidente del consiglio nazionale interviene sui problemi causati dal maltempo in tutta la Calabria
“Le piogge ed il maltempo di queste ore riportano alla ribalta la fragilità del nostro territorio”. Lo afferma in una nota il Presidente del consiglio nazionale dei Geologi, Gian Vito Graziano, circa i danni provocati dal maltempo delle ultime ore in Calabria e Sicilia. “Frane, allagamenti, interruzioni di servizi - aggiunge - spesso primari, mancanza di energia elettrica sono diventate una consuetudine ogni volta che ritorna il maltempo. In più quest’anno c’é stata l’emergenza neve, che ci ha visto fortemente impreparati. Stiamo costruendo una politica di prevenzione per difenderci dai rischi naturali e dal dissesto idrogeologico e per saper governare i nostri territori? Stiamo costruendo un sistema Paese che sia culturalmente e strutturalmente in grado di reagire alle continue emergenze? Francamente non mi pare, siamo fermi solo a qualche segnale propositivo, rimasto tale con la fine delle emergenze”.
 Di seguito la nota diffusa dalla Provincia di Catanzaro: La Provincia di Catanzaro è costretta ancora una volta a chiedere l’intervento del Governo nazionale e della Regione per far fronte ai danni causati sul territorio dall’ultima ondata di maltempo.
“Si tratta di una situazione pesantissima per il territorio – dice il presidente Wanda Ferro -, per la quale stiamo ancora procedendo alla stima dei danni ai corsi d’acqua e alla viabilità, che appaiono comunque ingenti. Siamo alla decima alluvione subita dal territorio in quattro anni, e stavolta, diversamente dal passato, non abbiamo neppure la possibilità di far fronte alle situazioni più urgenti con fondi del nostro bilancio, poiché le norme varate dal governo di impediscono di procedere all’approvazione. Occorre quindi un intervento urgente con l’assegnazione di risorse adeguate per far fronte alle tante criticità di un territorio che per decenni è stato abbandonato a se stesso e che oggi mostra tutta la sua fragilità”.
La Provincia ha quindi già avviato una ricognizione delle principali problematiche emerse dopo gli ultimi eventi meteorologici.  Rispetto alla viabilità soveratese, i principali danni sono stati causati dal Beltrame. Smottamenti, cedimenti, dilavamenti, allagamenti hanno danneggiato il piano stradale e creato difficoltà sulla Satriano-Cardinale, sulla Cardinale-Simbario, sulla Squillace-Squillace Lido, sulla Girifalco-Maida, sulla Santa Caterina-Brognaturo, a Caraffa, San Floro, Badolato.
Rispetto alla viabilità catanzarese, si segnalano smottamenti, frane e cedimenti della sede stradale nei pressi di Cropani, Soveria Simeri, Zagarise, Simeri Crichi, sulla Gagliano-Gimigliano, sulla Gimigliano-Tiriolo, sulla Tiriolo-Marcellinara, sulla complanare Marcellinara-Settingiano, a Catanzaro lungo la tangenziale Est e a Germaneto. In particolare sono state chiuse per crollo della sede stradale le provinciali 8/2 (SS106 Uria – Cropani) e 157 (S. Maria di Catanzaro-raccordo sp 48).
I corsi d’acqua che

A Zagarise si prende sul serio il problema amianto sui tetti delle case incentivandone la sua rimozione con degli impianti fotovoltaici



venerdì 24 febbraio 2012

E' morto all'età di 98 anni Renato Dulbecco Catanzarese doc premio nobel per la medicina. Il presidente della provincia Wanda Ferro propone di intitolare il nuovo ospedale di Catanzaro all'illustre concittadino

Il presidente della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, esprime il proprio cordoglio per la morte dell’illustre scienziato Renato Dulbecco. “L’intera Calabria – dice Wanda Ferro - ha appreso con grande commozione la notizia della scomparsa di una personalità straordinaria, che con la sua vita dedicata alla ricerca nel campo della medicina e della genetica, ha dato grandissimo lustro alla sua città natale, Catanzaro, e all’intero Paese. Costretto, come tanti giovani di oggi, a lasciare questa terra del Sud per potere condurre i propri studi, Dulbecco fu un pioniere della ricerca contro il cancro. Furono proprio i suoi studi sui tumori a fargli meritare, nel 1975, il premio Nobel per la medicina, il più alto riconoscimento mai tributato ad uno studioso calabrese. La morte di Renato Dulbecco priva l’intera comunità scientifica mondiale di un grande studioso, ma la sua vita ci consegna una pesante eredità morale: l’impegno a proseguire la sua instancabile battaglia culturale per impedire quella “fuga dei cervelli” che continua ad impoverire il nostro Paese e il Sud in particolare. Occorre dare ai nostri giovani la possibilità di fare ricerca di qualità in Italia, e creare le condizioni per consentire ai tanti ricercatori italiani all’estero di ritornare. Sul tema della ricerca e dell’innovazione, infatti, si gioca tutto il nostro futuro. L’esempio di Renato Dulbecco, che si è spento negli Stati Uniti, paese che gli ha consentito di realizzare i suoi più importanti studi, deve essere uno stimolo per dedicare maggiore attenzione alle politiche per la ricerca nel nostro Paese, ma anche uno sprone ed un motivo di orgoglio per tanti nostri giovani e brillanti ricercatori che affrontano ogni giorno numerose e pesanti difficoltà per portare a compimento i propri studi”. “Proporrò al presidente Scopelliti che a Dulbecco venga intitolato il nuovo grande ospedale che sorgerà a Germaneto in modo che le future generazioni di medici possano ispirare la loro opera a questo scienziato che ha rivoluzionato le 

ricerche contro i tumori”. Lo afferma in una nota l’assessore regionale Domenico Tallini. “Ricordo con commozione - aggiunge - la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria di Catanzaro al prof. Renato Dulbecco. All’epoca, correva il 1983, ero un giovane consigliere comunale, alla sua prima esperienza. Fu quella una grande intuizione del sindaco Marcello Furriolo, sempre sensibile ad ogni fatto culturale. Per tutti noi fu una grandissima emozione trovarci di fronte il grandissimo scienziato che aveva ricevuto il premio

I paesi della Provincia: Montauro




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