sabato 3 marzo 2012

Futuri avvocati vi piace vincere facile? Venite a Catanzaro per fare gli esami. Pensate anche il figlio dell'ex ministro La Russa per trovare la giusta concetrazione è venuto a Catanzaro

Enrico Lucci intervista il figlio dell'ex ministro dopo le polemiche al Chiambretti Show. "Perchè hai fatto gli esami di avvocato a Catanzaro?" “A Catanzaro ci si concentra meglio”. E’ stato questo il pensiero in pillole di Geronimo La Russa, figlio dell’onorevole Ignazio, protagonista inconsapevole di una vicenda riportata alla luce in occasione di una delle scorse puntate di “Chiambretti Sunday Show” da un giovane aspirante avvocato il quale ha chiesto provocatoriamente allo stesso ex ministro, senza ricevere risposte, i motivi per cui il figlio decise di sostenere l’esame da avvocato proprio a Catanzaro. Ogni riferimento non è puramente casuale perché fino a non molto tempo fa il capoluogo salì alla ribalta della cronaca nazionale per la “misteriosa facilità” con cui si superavano gli esami scritti di abilitazione all’attività forense. Enrico Lucci ha voluto fare chiarezza sul caso intervistando Geronimo La Russa nella puntata de “Le Iene” andata in onda ieri sera su Italia Uno. Il diretto interessato ha risposto alle sue domande specificando che la scelta di sostenere gli esami a Catanzaro fosse dipesa dall’aver collaborato per uno studio locale e dalla certezza di studiare con più facilità perchè “lontani dalle distrazioni delle sfilate milanesi”.

La comunità di Magisano rende memoria al generale Olivo



venerdì 2 marzo 2012

Catanzaro continua a perdere pezzi su un sempre più lontano decollo. Il consiglio di stato accoglie il ricorso di Benevento sulla sede della scuola di Magistratuta


     
 Catanzaro Palazzo Doria sede della tramontata scuola di magistratura
 
 

SCUOLA DI MAGISTRATURA/ Criticata la sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso dell’ente intermedio di Benevento. Presto incontro col ministro. Wanda Ferro promette battaglia.

“Una sentenza ingiusta, che per un semplice vizio di forma toglie a Catanzaro la Scuola Superiore di Magistratura, nonostante nel merito la giustizia amministrativa abbia già pienamente riconosciuto le nostre ragioni”. Così il presidente della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, ha commentato nel corso di una conferenza stampa, la sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso dell’ente intermedio di Benevento. Per fornire tutti i necessari chiarimenti sugli aspetti tecnico-giuridici della vicenda (sintetizzati nella nota allegata), alla conferenza stampa hanno preso parte i legali che hanno patrocinato nei giudizi amministrativi la Provincia di Catanzaro – gli avvocati dell’Ente Federica Pallone e Roberta Chiarella e l’avvocato Francesco Scalzi – e il presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro, prof. Giuseppe Iannello, che ha patrocinato la Regione Calabria, oltre a molti rappresentanti delle associazioni cittadine. Alla conferenza erano stati invitati anche i legali del Comune di Catanzaro, gli avvocati Raffaele Mirigliani e Alfredo Gualtieri, assenti per altri impegni professionali. “Per Catanzaro – ha detto Wanda Ferro - si tratta di un secondo scippo, dopo quello perpetrato dal ministro Mastella, che oggi esulta in maniera poco appropriata. Ritengo infatti che un ministro della Repubblica abbia ragione di esultare di fronte ad un risultato ottenuto nell’interesse dell’intero Paese, non del proprio collegio elettorale. Purtroppo quello di non sapere guardare all’interesse generale è uno dei mali della nostra politica. Certamente l’originaria decisione del ministro Castelli di istituire a Catanzaro al sede meridionale della Scuola di Magistratura non era dettata da ragioni campanilistiche o elettoralistiche, ma da un’attenta valutazione sulla posizione geografica della città, baricentrica rispetto all’intero Mezzogiorno, oltre che sulla sua antica e prestigiosa tradizione nelle attività forensi e sulla presenza di un’importante facoltà di Giurisprudenza”. “I nostri legali – ha detto ancora il presidente Ferro – ritengono che il Consiglio di Stato, nell’accogliere il ricorso della Provincia di Benevento per un difetto di notifica all’ente nel ricorso del 2006 sia incorso in un errore di fatto, che legittima l’ipotesi di un ricorso per revocazione. Come ha infatti già riconosciuto il Tar del Lazio, la notifica del ricorso è avvenuta nei termini, appena è stato possibile conoscere, in udienza, il contenuto del provvedimento ministeriale. Al momento di presentare il ricorso, era a tutti sconosciuto il testo del provvedimento, mentre le dichiarazioni dell’allora ministro Mastella indicavano chiaramente la nuova localizzazione della Scuola nella città di Benevento. Per questo i legali del Comune di Catanzaro hanno notificato il loro ricorso al Comune di Benevento e non all’ente intermedio, e così hanno fatto anche gli avvocati di Regione e Provincia”. “Andremo avanti fino in fondo – ha proseguito Wanda Ferro - per difendere un’istanza che non è di destra o di sinistra, ma appartiene all’intera collettività calabrese. I catanzaresi, che attraverso autorevoli e brillanti professionalità hanno portato avanti questa battaglia, non si fermeranno. Soprattutto non si può consentire che, sulla pelle di queste professionalità, si cerchi di utilizzare la vicenda come argomento da campagna elettorale, cercando di scaricare inesistenti responsabilità. La Provincia di Catanzaro ha fatto tutti i passi che doveva: sul piano giudiziario, unendosi con la Regione Calabria al primo ricorso, quello del Comune di Catanzaro, per poi trovarsi unico soggetto in causa, quindi resistendo davanti al Consiglio di Stato. Sul piano politico, rivolgendosi a tutti i ministri che si sono succeduti nei governi di centrodestra e di centrosinistra, fino al governo Monti ed al sottosegretario Catricalà.

Nun te regghe più" Aderisci anche tu alla raccolta firme "adeguamento alla media Europea degli stipendi,emolumenti, indennità degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale" Per dire basta al "magna magna" dei nostri politici



La proposta di legge di iniziativa popolare per "Adeguamento alla media europea degli stipendi, emolumenti, indennita' degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale"

Home page del sito nun te regghe più
Ultimi giorni disponibili anche a Catanzaro e provincia, per la raccolta firme “Nun Te Regghe Più”, la proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo: "Adeguamento alla media europea degli stipendi, emolumenti, indennita' degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale".
L’iniziativa, nata in modo trasversale ai partiti e promossa dal gruppo facebook “Nun Te Regghe Più”, dal titolo della famosa canzone di Rino Gaetano, ha come obiettivo la promulgazione di una legge di iniziativa popolare formata da un solo articolo: “…i parlamentari italiani eletti al senato della repubblica, alla camera dei deputati, il presidente del consiglio, i ministri, i consiglieri e gli assessori regionali, provinciali e comunali, i governatori delle regioni, i presidenti delle province, i sindaci eletti dai cittadini, i funzionari nominati nelle aziende a partecipazione pubblica, ed equiparati non debbono percepire, a titolo di emolumenti, stipendi, indennità, tenuto conto del costo della vita e del potere reale di acquisto nell’unione europea, più della media aritmetica europea degli eletti negli altri paesi dell’unione per incarichi equivalenti”
 La raccolta firme (che cesserà il 10 marzo prossimo), viene effettuata tramite appositi moduli vidimati depositati negli uffici elettorali dei comuni di: Catanzaro (ufficio elettorale e circoscrizione di Catanzaro Lido), Argusto, Badolato, Borgia, Botricello, Amaroni, Cenadi, Montepaone, San Vito sullo Ionio, Satriano, San Floro, Sellia Marina, Squillace, Vallefiorita. È possibile consultare l’elenco aggiornato dei Comuni “attivati” attraverso il link http://nunteregghepiu.altervista.org/comuni.

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