lunedì 28 gennaio 2013

Antichi Proverbi Calabresi ( Parte prima)



  • Arburu cu nun dduna frutti tagghialu;

  • Alla terra dalli ca ti duna;

  • Si voi assai mmustu zappa ‘a vigna ad agustu;

  • Terra quantu vidi, casa quantu stai;

  • ‘A gatta ha setta spiriti

  • A ssantu Nicola ogni vallune sona e ogni mandra fa a provula

  • Aprile fa ‘llu jiure e maju ’ha ll’unure

  • Quannu ‘u cielu è pecurinu acqua e ventu ‘du matinu;

  • Quannu chiova ‘u ssicca nnente;

  • Prima ‘e Natale nnè friddu nnè fame, doppu Natale ‘u friddu e lla fama;

  • Amara chin’un t’ama è tempu perdutu;

  • Ama china t’ama e respunna a cchina ti chiama;

  • A femmina e u vinu fanu perdira ‘a capu;

  • Promintira e nnu ddara restanu figghi ‘e maritara;

  • ‘U primu amure ‘u sse scorda mai;

  • Matrimoni e viscuvati ‘du cielu su mmannati;

  • ‘A fimmina senza statu è comu ‘u pana senza levatu;

  • A mala cumpagnia porta ll’ominu alla ruvina;

  • China dintru stà o ti ncorna o te scorna;

  • Senza sordi ‘u ssi nne cantanu missi;

  • Ppe nnenta ‘u ssi fa nnenta;

  • ‘U cana muzzica ssempre ‘u sciancatu;

Ricorso sull'eventuale costruzione della centrale a biomassa a Sorbo San Basile il TAR della Calabria prende tempo rimandando la decisione a luglio.La Cgil si schiera al fianco dei no!



domenica 27 gennaio 2013

27 gennaio 2013 Giorno della Memoria Per ricordare, per mai dimenticare.


Il 27 gennaio 1945 venivano abbattuti i cancelli di Auschwitz.
 Ogni anno si celebra questa data per non dimenticare gli orrori dell’olocausto e commemorare le vittime della Shoah. Durante il Giorno della Memoria vengono organizzate cerimonie, incontri, letture e momenti comuni di narrazione e riflessione su quanto accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici nei campi nazisti.

Il Giorno della Memoria è stato istituito dieci anni e quando se ne parla si fa riferimento al 27 gennaio del 1945, quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa arrivarono nella città polacca Oświęcim, conosciuta con il nome tedesco di Auschwitz. Varcando i cancelli del campo di concentramento per la prima volta si scoprirono gli orrori di quello che era successo; pian piano la gente venne a conoscenza di cosa davvero significasse la parola “sterminio” e da quel giorno è d’obbligo ricordare senza che nulla venga tralasciato, perché in questa vicenda non ci devono essere “dettagli” da lasciare al caso.
Non è un caso che il termine Shoah stia ad indicare una “catastrofe” e sia utilizzato per riferirsi allo sterminio nazista.
Shoah è una parola ebraica che richiama un sacrificio biblico; con esso si voleva dare un senso a questo evento e alla morte. Un senso che però non avrebbe mai avuto e non avrà mai un motivo comprensibile.
Inoltre, con il termine ebraico è nato anche quello di “genocidio”, una forma di eliminazione di massa che ha, purtroppo, sempre fatto parte della storia ma mai è stata come quella avvenuta nei campi di concentramento nazisti.
La legge italiana definisce così le finalità del Giorno della Memoria: “Data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz… al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.
Quello che oggi dobbiamo imparare è molto semplice: non dimenticare;

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