Per l'Istat Catanzaro è il capoluogo con più verde urbano
È Catanzaro il capoluogo di provincia calabrese in cui i
cittadini hanno più verde urbano a disposizione, circa 36,4 metri
quadrati per abitante, superiore alla media nazionale (30,3 mq). Il dato
emerge da un’analisi dell’Istat resa nota oggi. Dietro il capoluogo di
regione si collocano Vibo Valentia con 24,3 mq per abitante, Reggio
Calabria (15,5 mq), Cosenza (11,6 mq) e Crotone (3,7 mq). Dallo studio
dell’Istat emerge, inoltre, che, tra i capoluoghi meridionali, solo
Catanzaro e Potenza si collocano sopra la media nazionale sia per
densità del verde che per superfici destinate ad uso agricolo. Il
capoluogo calabrese si distingue anche per la consistenza del verde
“storico” tutelato dal Codice dei beni culturali, che si estende a
parchi, ville e giardini che la normativa definisce “di non comune
bellezza”. “La consistenza del verde storico - è scritto nello studio -
caratterizza, oltre Matera (oltre 59,2 milioni di mq), dove la quasi
totalità del verde urbano è vincolato ai sensi dell’art. 10 del D. Lgs.
42/2004, anche Catanzaro (3 milioni di mq) e Nuoro (2,2 milioni), dove
rappresenta più del 90% del verde urbano”. Sotto la media per tutte e
tre le tipologie di aree verdi prese in esame dallo studio (verde
urbano, aree naturali protette e superficie agricola utilizzata) si
posizionano Vibo Valentia, Reggio Calabria e Cosenza mentre a Crotone
risulta rilevante la presenza di superfici destinate a uso agricolo. A
Cosenza, infine, prevalgono le aree verdi create a fini estetici o
funzionali per migliorare la qualità dell’ambiente urbano: nella città
dei Bruzi, come a Palermo, questa ..
venerdì 5 aprile 2013
giovedì 4 aprile 2013
Indagati 10 consiglieri della regione Calabria i quali si facevano rimborsare anche: gratta e vinci,detersivi,L'iPhone, l'iPad, l'auto di lusso, pieno carburanti, viaggi di lusso ecc ... ecc .. messi in nota come rimborsi alla regione Calabria
Guardia di Finanza della città dello Stretto hanno trovato di tutto nei conti dei politici. Qualcuno s'è fatto pagare il singolo caffè da 70 centesimi, ma oltre gli scontrini del bar da pochi spicci, tra le fatture rimborsate tra il 2010 e il 2012 spuntano iPhone, iPad, ricariche del telefono, bollette della tarsu, detersivi, il tagliando della berlina e i pieni di carburante. Persino le tasse da versare all'Agenzia delle Entrate figuarano come rimborsi delle attività politico-istituzionali. Da settimane gli inquirenti spulciano i conti dei gruppi e non c'è giorno in cui non salti fuori qualche fattura "sospetta". Nelle ultime ore l'inchiesta condotta dal pm della Procura di Reggio Calabria, Matteo Centini, è arrivata ad un primo giro di boa. I magistrati, come anticipato dal
mercoledì 3 aprile 2013
Iscriviti a:
Commenti (Atom)