giovedì 22 gennaio 2015

Simeri Crichi: Condannato a 16 anni di reclusione per aver ucciso il cognato davanti casa la mattina del 4 settembre di tre anni fa.

Si è concluso con una condanna a 16 anni di reclusione, oggi a Catanzaro, il omiciprocesso a carico di Giuseppe Nicola Pugliese, 79enne, arrestato a Simeri Crichi, nel Catanzarese, con l'accusa di aver ucciso il cognato, Giovanni Canino, pensionato 75enne, e di averne ferito la moglie a coltellate. Determinante, ai fini della determinazione della pena, la perizia psichiatrica voluta dalla Corte d'assise che ha deposto per la semi infermità dell'imputato. Proprio questo, assieme al fatto che i giudici (presidente Giuseppe Neri, a latere Tiziana Macri') non hanno riconosciuto l'aggravante della premeditazione, ha evitato a Pugliese una condanna assai più severa - il pubblico ministero, Vincenzo Russo, aveva chiesto una condanna a 30 anni di reclusione -.
La Corte, inoltre, ha condannato l'imputato a risarcire le parti civili, la vedova e le tre figlie della vittima, per le quali l'avvocato Paolo Carnuccio (una delle figlie era rappresentata dall'avvocato Sonia Mirarchi) ha chiesto risarcimenti per un totale di circa un milione di euro riconoscendo, in attesa della definitiva liquidazione in sede civile, provvisionali immediatamente esecutive di 80.000 euro alla moglie, e di 20.000 euro ciascuna alle figlie. Il giudizio di primo grado si è chiuso, così, dopo un anno e due mesi dall'inizio del dibattimento, che risale al 7 novembre del 2013.
Era il 6 settembre del 2012, invece, quando l'imputato finì in carcere dopo che i carabinieri di Sellia Marina lo arrestarono a causa dell'aggressione perpetrata ai danni dei suoi parenti, avvenuta per la strada. Canino si trovava in via Corrado Alvaro, dove stava comprando della frutta da un venditore ambulante, quando all'improvviso era arrivato il cognato, Pugliese, che gli aveva sferrato tre coltellate, raggiungendo la vittima due volte all'addome ed una alla gamba.
Le urla di Canino avevano richiamato in strada la moglie, Assunta Sirianni, pure rimasta ferita ma in maniera non grave. Due giorni dopo, ancora in stato confusionale, l'arrestato si era poi avvalso della facoltà di non rispondere al giudice che lo aveva lasciato in cella, disponendo la ....

mercoledì 21 gennaio 2015

Nota della Confesercenti sulla querelle sul ruolo unico del personale del Consiglio regionale della Calabria che continua ad occupare spazi, come se la questione sia o possa essere la “cartina al tornasole” per valutare gli effetti dell’operato del neo governo regionale



La querelle sul ruolo unico del personale del Consiglio regionale continua ad occupare spazi, come se la questione sia o possa essere la “cartina al tornasole” per valutare gli effetti dell’operato del neo governo regionale rispetto alle legittime aspettative dei calabresi per il superamento dei veri problemi della nostra terra.

La Confesercenti, quale organizzazione di rappresentanza delle piccole e medie imprese, non ha un diretto interesse sull’argomento ma, non di meno, talune pubbliche prese di posizione  offrono motivi di riflessione.
L’ente Regione Calabria, la cui Assise legislativa è fisicamente presente nella città di Reggio Calabria da oltre quarant’anni, si è caratterizzata, soprattutto negli ultimi anni, per l’alta percentuale di leggi emanate ed impugnate dal Governo nazionale e poi cassate dalla Corte Costituzionale, oltre che per “leggine” orientate più a salvaguardare l’esistente anziché programmare il futuro.
Poi, sul piano amministrativo, la storia, anche recente, ha consegnato alla memoria collettiva gli scandali di “rimborsopoli”,  i costi esosi per l’”alta” burocrazia e le milionarie spese per consulenze e contributi improduttivi.
La determinazione del Presidente Oliverio di partire dalla burocrazia per renderla meno costosa e più rispondente alle esigenze di una Calabria nuova, noi la leggiamo nel senso di manifestazione di “volontà” che l’apparato amministrativo debba svolgere una funzione strategica nella direzione del soddisfacimento delle aspettative e dei bisogni dei Calabresi. Accanto a tale scelta, la stessa decisione di rimodulare in profondità il sistema delle nomine degli assessori (abolendo i “supplenti” di scolastica memoria), la reputiamo convergente verso l’obiettivo della necessaria semplificazione e trasparenza. 
Tutti gli indicatori economici e sociali consegnano territori e cittadini calabresi in forte crisi. Per il superamento dell’attuale situazione – che, comunque, ha radici profonde e storicizzate   -  l’unica via possibile è quella di favorire lo sviluppo attraverso la creazione di posti di lavoro che, oggi più di ieri, possono essere prodotti massimamente dalle imprese. 
Quindi, la Confesercenti rivolge un plauso al Consiglio regionale che, per come proposto dal Presidente Oliverio, ha prorogato la durata del “Piano casa”, quale leva per intercettare la domanda proveniente da una quota consistente di famiglie e, al tempo stesso, per stimolare il mercato dell’edilizia che, tradizionalmente, rappresenta un ambito di crescita, con conseguenti incrementi dei livelli occupazionali. Per altro, tale indirizzo strategico si pone in linea quale misura coerente con la decisione del Governo Renzi di mantenere le rilevanti agevolazioni fiscali anche in materia di manutenzione edilizia, e quindi con un maggior beneficio per le famiglie interessate.
In conclusione, il presidente regionale della Confesercenti Nino Marcianò ha sottolineato che “occorre eliminare sprechi e spesa improduttiva per liberare risorse da dedicare per creare le condizioni per lo sviluppo e la crescita imprenditoriale. E, ancora prima, la pubblica amministrazione, quale fattore e funzione determinante per lo sviluppo, deve allinearsi con le esigenze del mercato e dei consumatori. Al ...

sabato 17 gennaio 2015

Differenziata: dove sta la differenza? Avviata nel 2014, naufragata nel 2015? Potrebbe essere questo il triste epilogo della Raccolta differenziata a Sersale? ...

Potrebbe essere questo il triste epilogo della Raccolta differenziata a Sersale, almeno leggendo l'avviso pubblicato dall'amministrazione comunale:
Si informa la cittadinanza che, a causa di problematiche legate al conferimento dei rifiuti presso gli impianti di smaltimento e stoccaggio regionali, attualmente in blocco, il servizio di raccolta differenziata (plastica, carta, cartone e vetro) è stato sospeso.
Gli uffici stanno lavorando su soluzioni alternative e, pertanto, il servizio dovrebbe riprendere entro la
fine della settimana.
Si invita pertanto la cittadinanza a non depositare, per i prossimi giorni e, comunque, fino a nuovo avviso, i sacchetti della differenziata (plastica, carta, cartone vetro).
Un avviso che mostra chiaramente serie crepe organizzative e che pone alcuni interrogativi.
Quali sono le "problematiche legate al conferimento dei rifiuti presso gli impianti di smaltimento e stoccaggio regionali"? Perché la differenziata si è tramutata in uno svantaggio? Quali sono le alternative da ricercare?

Quando lo scorso anno organizzammo un'Assemblea Pubblica per una proposta popolare di raccolta differenziata (feb 2014), Gennaro Montuoro dei comitati per i beni comuni ce lo spiegò chiaramente.
Gli impianti di Alli e Pianopoli sono gestiti dalla medesima azienda privata, la Daneco. Ad Alli si conferisce anche la frazione valorizzabile (differenziato) e a Pianopoli si sversa l'indifferenziato. Per il differenziato, la Daneco dovrebbe pagare (circa tra 30 e 300 E/ton, a seconda della qualità) le ditte conferenti per la plastica, il vetro, ecc... per l'indifferenziato la Daneco riceve invece dal Comune circa 120 E/ton. A quale azienda privata conviene riciclare se c'è chi paga per sversare?
In questo arcano si nasconde il vero business dei rifiuti: grazie all'inadempienza degli enti locali e della regione in primis - che non ha ancora previsto un ciclo integrato dei rifiuti - il rifiuto si trasforma da risorsa pubblica in profitto privato. Infatti, attraverso lo stato emergenziale i rifiuti vengono convogliati in discarica a netto vantaggio dei gestori degli impianti. Il blocco di Alli non fa altro che dirottare rifiuti/soldi nelle discariche/casse di Daneco.
Premesso ciò, perché la differenziata è diventata uno svantaggio per Sersale?
Il Comune di Sersale ha preferito la via breve della gestione privata affidando a privati la gestione e il trattamento/riciclo dei rifiuti.
 Se l'appalto prevede che il privato guadagni sulla differenziata mentre il comune paga il talquale in discarica, se il privato può bloccare il conferimento del differenziato per dirottarlo in discarica, e se il privato persegue solo i suoi profitti, allora è lecito porsi la domanda: qual'è la differenza tra fare e non fare la differenziata?
Ancora una volta ci rifacciamo a quanto abbiamo ascoltato da .....

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