sabato 19 novembre 2016
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venerdì 18 novembre 2016
Operai forestali di Calabria Verde Tantissimi, vagabondi e inutili ? Sfogo di un operaio che ci spiega come stanno veramente le cose.
Riceviamo e pubblichiamo una lettera di replica sull'articolo pubblicato il
Gira molto fango ma in realtà il pesce puzza sempre dalla testa
Questo lo sfogo di un operaio di Calabria verde che opera nel nostro Comprensorio il quale ci spiega alcune cose su Calabria Verde.
Tutto quello che si sta dicendo su Calabria verde è falso e menzognero perché i veri operai forestali sono quelli assunti prima del 1983 Quindi questi 5000 che decantato i mass media è un minestrone fatto dai politici di turno con la complicità dei sindacati ,voglio fare qualche nome degli ingredienti del minestrone ex comunità montane, ex fondo sollievo assunti dopo il 1983, ex co co co sempre dopo quella data .mancano ancore altri ingredienti.
Per quanto riguarda il territorio altra menzogna con questo non voglio dare torto a "Giletti" i documenti che ha in mano parlano chiaro ma non corrispondono a verità perché quel documento parla di territorio demaniale ma noi oltre a quello puliamo fiumi e Non è stato detto il verde dell'aeroporto c'è scritto sui cartelli il verde urbani dei paesi ed altro che non sto qui a commentare ma che non è demanio bisogna precisare per onor del vero che questi lavori almeno nel nostro comprensorio li fanno solo gli operai assunti prima della legge e non il minestrone .oltre al minestrone qualche scienziato dell 'afor ha pensato bene di dare una mano di aiuto al minestrone in ufficio mandando forze nuove così facendo diminuire la forze lavoro sui cantieri e aumentando in modo esagerati gli impiegati.fatemi fare una battuta noi siamo 10 pecore e 20 pastori.
Se poi a tutto questo aggiungiamo che un semplice operaio (come me) vede spesso cose assurde come il fare progettazione senza competenza ad esempio ora siamo sui fiumi cosa sbagliatissima perché sui fiumi si va in......
GIOVEDÌ 10 NOVEMBRE 2016 leggi l'articolo qui (tratto dal corriere della Sera)
Uno dei tanti che sempre più spesso mettono alla gogna i tanti operai forestali (ora Calabria Verde) visti con errore come gli unici colpevoli di un sistema tutto calabrese, ma come giustamente ci dice questo operaio del Comprensorio "Quasi sempre il pesce puzza dalla testa"Gira molto fango ma in realtà il pesce puzza sempre dalla testa
Questo lo sfogo di un operaio di Calabria verde che opera nel nostro Comprensorio il quale ci spiega alcune cose su Calabria Verde.
Tutto quello che si sta dicendo su Calabria verde è falso e menzognero perché i veri operai forestali sono quelli assunti prima del 1983 Quindi questi 5000 che decantato i mass media è un minestrone fatto dai politici di turno con la complicità dei sindacati ,voglio fare qualche nome degli ingredienti del minestrone ex comunità montane, ex fondo sollievo assunti dopo il 1983, ex co co co sempre dopo quella data .mancano ancore altri ingredienti.
Per quanto riguarda il territorio altra menzogna con questo non voglio dare torto a "Giletti" i documenti che ha in mano parlano chiaro ma non corrispondono a verità perché quel documento parla di territorio demaniale ma noi oltre a quello puliamo fiumi e Non è stato detto il verde dell'aeroporto c'è scritto sui cartelli il verde urbani dei paesi ed altro che non sto qui a commentare ma che non è demanio bisogna precisare per onor del vero che questi lavori almeno nel nostro comprensorio li fanno solo gli operai assunti prima della legge e non il minestrone .oltre al minestrone qualche scienziato dell 'afor ha pensato bene di dare una mano di aiuto al minestrone in ufficio mandando forze nuove così facendo diminuire la forze lavoro sui cantieri e aumentando in modo esagerati gli impiegati.fatemi fare una battuta noi siamo 10 pecore e 20 pastori.
Se poi a tutto questo aggiungiamo che un semplice operaio (come me) vede spesso cose assurde come il fare progettazione senza competenza ad esempio ora siamo sui fiumi cosa sbagliatissima perché sui fiumi si va in......
mercoledì 16 novembre 2016
Riecco i 10 milioni! Per la SP 25 Arsanise/Catanzaro ricompaiono i 10 milioni già finanziati poi spariti poi rifinanziati poi di nuovo spariti poi.......
“La Strada provinciale 25, importante arteria che collega il Capoluogo di regione al territorio della Presila, si farà, così come il porto di Catanzaro: le risorse necessarie sono state inserite nel Piano di Azione e Coesione (Pac) 2014-2020 della Regione, deliberato ieri sera, esattamente come assicurato
dal presidente Mario Oliverio, e da noi ribadito in più occasioni già dopo la rimodulazione del Piano avvenuta lo scorso mese di febbraio”. Il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, ha appreso con grande soddisfazione la notizia dell’approvazione da parte della Giunta regionale del Piano di Azione e Coesione (Pac) 2014-2020, che contiene le risorse necessarie per la realizzazione della Strada provinciale 25. “L’importante deliberato di ieri sera rappresenta la migliore risposta alle strumentalizzazioni mirate periodicamente a screditare la disponibilità e l’impegno del presidente della Giunta regionale Mario Oliverio nei confronti di Catanzaro e del suo comprensorio – afferma ancora il presidente della Provincia di Catanzaro– E l’approvazione del Pac 2014-2020 lo dimostra in maniera concreta”. “Il ripristino della Strada provinciale 25 per Magisano, lungo il cui tratto scorre anche l’acquedotto che serve la città di Catanzaro, per un importo di dieci milioni di euro, rappresenta un opera infrastrutturale fondamentale per rompere l’isolamento delle aree interne e sfruttarne le potenzialità economiche e turistiche – ha detto ancora Bruno – e restituisce alle comunità di questo territorio quanto la Giunta del governatore Scopelliti aveva sottratto. Anche con il finanziamento del porto, il presidente Mario Oliverio ha dimostrato con i fatti di tenere nella giusta considerazione le istanze del......martedì 15 novembre 2016
Sequestrati beni per oltre 25 milioni di euro tra alberghi turistici,ville di lusso,campi sportivi situati a: Catanzaro, Taverna, Badolato, Montepaone, Davoli, Roma.
Beni per un valore di oltre 25 milioni di euro sono stati sequestrati dal Gico di Catanzaro, che hanno eseguito un provvedimento emesso dalla Procura distrettuale, nei confronti di Antonio Saraco, di Badolato, imputato per estorsione aggravata dal metodo mafioso, ed arrestato nell’estate del 2013 nell’ambito dell’operazione “Free Boat Itaca”, blitz che convolse 25 persone ritenute affiliate o fiancheggiatrici della cosca Gallace-Gallelli-Saraco di Guardavalle e Badolato.
Nell’ambito delle indagini, in particolare, erano emersi due episodi di estorsione che gli inquirenti ritengono siano stati compiuti da Antonio Saraco nei confronti di altrettanti imprenditori modenesi, responsabili della società che è titolare della struttura portuale di Badolato.
Secondo la tesi degli investigatori, nel primo episodio, l’indagato, insieme ad altri, avrebbe costretto i due imprenditori ad affidare la gestione del porto ad un società ritenuta “compiacente”, la “Ranieri Boat Service”. In questo contesto, Sacco avrebbe proprio riferito implicitamente che la ‘ndrangheta avrebbe avuto la necessità di riciclare il denaro nell'ambito delle strutture portuali.
Nel secondo episodio, invece, sempre l’indagato avrebbe invece tentato di estorcere all’imprenditore modenese, per il tramite di Antonio Ranieri, 120 mila euro, facendogli intendere che la richiesta proveniva dal capo del “locale” di Guardavalle, Vincenzo Gallace. La consegna dei soldi però non avvenne dopo che Gallace, venuto a conoscenza della richiesta, avrebbe ordinato una spedizione punitivanei confronti di Saraco.
Le indagini patrimoniali effettuate successivamente a completamento dell’intera attività, coordinate dal procuratore distrettuale di Catanzaro, Nicola Gratteri, dall’aggiunto Vincenzo Luberto e dal sostituto Vincenzo Capomolla, avrebbero permesso alla Guardia di finanza di ricostruire l’ingente patrimonio riconducibile Saraco, anche per il tramite di presunti prestanome; patrimonio che sarebbe risultato sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati o all’attività economica svolta dallo stesso e dai suoi familiari.
I beni sequestrati comprendono il noto villaggio turistico “Aquilia Resort” di Badolato, una lussuosa villa e una società a Roma, 33 immobili, un campo sportivo e..........
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