mercoledì 7 luglio 2021

Tutti i piccoli paesi delle Calabria dovrebbero prendere esempio da Badolato li dove anche la più piccola casetta è un tesoro da rivalutare.

 

C'era una volta un "paese in vendita". Oggi Badolato, in provincia di Catanzaro, ha riposto nel cassetto quella definizione disperata e si è trasformato in uno dei borghi più ricercati d'Italia, capace di rinnovarsi e ritrovarsi dopo decenni difficili. (Come riporta il sito di repubblica.it sezione turismo) A partire dal secondo dopoguerra il comune calabrese aveva infatti assistito a un lento e inesorabile spopolamento che lo aveva portato a svuotarsi a poco a poco. L'inversione di tendenza arrivò negli anni Novanta e ha una data ben precisa: il 27 dicembre 1997. Quel giorno nella zona di Badolato Marina sbarcarono più di 800 rifugiati curdi. Molti cittadini, che ancora possedevano le chiavi di vecchie case e rimesse, le consegnarono ai nuovi arrivati. l paese si ripopolò temporaneamente e il Ministero degli Interni attivò finanziamenti per costruire nuove infrastrutture fognarie, linee elettriche e tutta una serie di interventi di base per rendere strutture fatiscenti, abitabili. Come risultato immediato si ebbe una grande risonanza a livello mediatico che oltrepassò anche i confini nazionali: l'area antica del comune divenne caso di studio e luogo di interesse internazionale. La trasformazione definitiva del borgo avvenne qualche anno più tardi con l'arrivo dei turisti da oltreoceano. La prima fu una signora americana che, stregata dalla bellezza del posto, rimase più di un mese in paese cercando di comprare un immobile: si chiuse così la prima compravendita a stranieri, non per uso residenziale ma turistico. Fu solo il .............

martedì 6 luglio 2021

Mentre ad Albi manca l'acqua e scoppiano i tombini si progettano grandi opere da pagare con soldi comunali.

  Albi: Continua la sit-com "la casa comunale", ormai tragicomica come i film di Franco e Ciccio.



Mentre ad Albi manca l'acqua e scoppiano i tombini delle fogne (senza che piova e prima dei carichi della rete dovuti alle molte utenze estive) i nostri amministratori megalomani progettano grandi opere da pagare con soldi comunali.

Naturalmente restano ancora inascoltate le Nostre proposte sottoposte in sede di Consiglio Comunale, dove abbiamo chiesto a gran voce un cambio di passo per .............

lunedì 5 luglio 2021

Zagarise, utilizzo condiviso del "Parco Botanico" sottoscritto in comune accordo di cooperazione con il dott. Falcone

 SOTTOSCRITTA IN COMUNE TRA IL SINDACO ED IL DOTT. FALCONE L'ACCORDO DI COOPERAZIONE PER L'UTILIZZO CONDIVISO DEL PARCO BOTANICO


realizzato dai coniugi Falcone Vincenzo e Berenice Tulelli. Secondo l'accordo potranno essere realizzati all'interno del parco botanico iniziative di carattere culturale, politico, istituzionale, civico, scolastico e religioso. Uno spazio in più nel nostro borgo da utilizzare che serve per rendere il nostro paese sempre più..........

Stop cinghiali ! Manifestazione della Coldiretti sull'aumento ormai insostenibile nelle nostre campagne e nei centri urbani.

 


 Importante iniziativa indetta dalla coldiretti Calabria nella cittadella giovedì 8 luglio regione per porre all'attenzione della regione Calabria il problema dell'aumento ormai insostenibile dei cinghiali nelle nostre campagne e nei centri urbani.

 Gli agricoltori  seminano e coltivano e i cinghiali raccolgono. Dove andremo a finire? Ormai la presenza dei cinghiali è una costante e  la loro proliferazione è incontrollata». E’ lapidario Francesco Cosentini, direttore di Coldiretti Calabria che è costretto di nuovo ad intervenire denunciando e descrivendo quanto sta accadendo nelle campagne calabresi anche sulla scorta di numerose segnalazioni che quotidianamente pervengono da tutto il territorio regionale. “Nonostante una presenza maggiore dei selecontrollori che ripetutamente avevamo chiesto alla Regione, nelle campagne, ma anche nei centri urbani – prosegue Cosentini – le persone devono cedere il passo ai cinghiali. Da tempo – aggiunge – abbiamo chiesto la modifica della L.R. n°9 del 17/5/1996 al fine di ridurre la popolazione del selvatico nelle aree agricole, come d’altronde è stato fatto in altre regioni, ma constatiamo che continua ad esserci un impasse legislativo/amministrativo che non tiene conto che spesso è inutile seminare e che le colture in atto vengono fortemente danneggiate; questo sta accadendo anche nei vigneti e negli impianti di kiwi, dove si registra la perdita di alcune piante, oltre che per le colture estive e estivo/autunnali. Abbiamo potuto constatare che anche le recinzioni che gli agricoltori avevano costruito per difendersi dall’assalto non bastano più! Vengono abbattute dalle orde dei selvatici. Necessariamente occorre la modifica delle norme regionali che risalgono a venticinque anni fa  e che erano state pensate per la tutela e protezione della fauna selvatica, al fine della ricostituzione del patrimonio faunistico e che oggi evidentemente si sono dimostrate non più idonee. Non chiediamo – prosegue – lo sterminio dei cinghiali, ma un giusto equilibrio tra chi da sempre è vissuto nelle aree rurali, che deve avere  la possibilità di continuare a lavorare e produrre cibo. Oggi questo equilibrio è totalmente saltato. Chiediamo che ci venga garantita la possibilità di salvaguardare il lavoro degli agricoltori , soprattutto in questa fase di emergenza sanitaria nella quale la produzione di cibo gioca un ruolo fondamentale.” Oltre ai danni e ai pericoli c’è la beffa degli indennizzi che spettano agli agricoltori che tra l’altro hanno dovuto anticipare le spese a corredo della pratica. La Regione e gli ATC sono state sollecitate più volte alla tempestiva liquidazione dei danni che risalgono anche al 2018. “Non è più rinviabile la risoluzione del problema – conclude il presidente di Coldiretti Calabria Aceto – è assolutamente necessario assicurare la giusta tutela del lavoro di chi si................

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