lunedì 13 febbraio 2017

“Focus ‘ndrangheta”, dalla polizia di Catanzaro. 51 persone sottoposte agli arresti domiciliari,case occupate abusivamente con all'interno droga questi alcuni dei risultati dell'operazione



Unutrito quantitativo di droga ritrovataalloggi popolari abitati abusivamente; verifiche su esercizi commerciali e diverse perquisizioni eseguite. Questo l’esito delle operazioni svolte nella settimana scorsa, nell’ambito del “Focus ‘ndrangheta”, dalla polizia di CatanzaroAi controlli - coordinati dal Questore del capoluogo, Di Ruocco - ha partecipato il personale dei Reparti Prevenzione Crimine Calabria di Vibo Valentia e delle unità cinofile antidroga ed antisabotaggio ma anche dell’Asp, dell’Enel, dell’Aterp e delle Amministrazioni comunali; L’attenzione si è concentrata sulle zone ritenute più sensibili all’incidenza del crimine e ha portato all’esecuzione di sette perquisizioni che avevano l’obiettivo di ricercare sostanze stupefacenti; controllati nel complesso oltre duemila autoveicoli e identificate 1857 persone. Sottoposti a minuziosi accertamenti anche gli esercizi pubblici e verificata l’osservanza alle prescrizioni di legge da parte di 51 persone sottoposte ad arresti domiciliari o a alla sorveglianza speciale.
Al termine delle operazione, che hanno interessato anche interi immobili dove è alta la concentrazione di soggetti con pregiudizi penali e di polizia, sono stati individuati sei alloggi popolari occupati abusivamente in Via..................

giovedì 9 febbraio 2017

Davano ai pazienti ricoverati farmaci scaduti da oltre un anno. A giudizio 8 infermieri dell'ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro che avrebbero somministrato farmaci scaduti anche ai bambini.

Avrebbero somministrato a pazienti "specialità medicinali e presìdi medici chirurgici scaduti". Per questa accusa hanno ricevuto un decreto di citazione in giudizio e dovranno comparire davanti al giudice monocratico di Catanzaro il prossimo 10 maggio 8 infermieri dell'ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro e del policlinico universitario mater Domini. Secondo l'accusa, rappresentata dal pm Paolo Petrolo, con "imprudenza, negligenza ed imperizia" gli indagati avrebbero omesso "il dovuto controllo periodico sulle scorte di farmaci". Al centro delle indagini gli ambulatori del Mater Domini (tra cui chirurgia vascolare, diagnostica chirurgia vascolare, endoscopia digestiva), la ginecologia universitaria ubicata al Pugliese, nonché altre unità del Pugliese-Ciaccio (centro di chirurgie pediatriche, pediatria, chirurgia generale, urologia, cardiologia). Le indagini hanno preso avvio dopo una ispezione dei Nas dei carabinieri nelle strutture sanitarie
.Nello specifico, si tratta di Vittoria Tolomeo (difesa dall’avvocato Sabrina Rondinelli), in qualità di coordinatore infermieristico degli ambulatori Ds chirurgia vascolare, Diagnostica chirurgia vascolare, endoscopia digestiva chirurgica e chirurgia vascolare dell’azienda ospedaliera Università Mater Domini di Catanzaro; Caterina Mantelli (avvocato Nunzio Raimondi), in qualità di coordinatore infermieristico dei rinanneti ambulatori del 4° piano dell’azienda ospedaliera Università Mater Domini di Catanzaro; Lucia Avati (avvocato Massimo Gimigliano), in qualità di coordinatore infermieristico del Centro Chirurgia pediatriche dell’ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro; Rosanna Santoro (avvocato Fabrizio Costarella), in qualità di coordinatore infermieristico del reparto di Pediatria dell’ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro; Maria Fava (avvocato Fabrizio Costarella), in qualità di coordinatore infermieristico del Reparto di UO Chirurgia generale dell’ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro; Rosaria Pugliese (avvocato Fabrizio Costarella), in qualità di coordinatore infermieristico del reparto di Urologia; Anna Romano (avvocati Nicola Cantafora e Massimo Scuteri), in qualità di coordinatore dipartimento materno-infantile e del reparto di Ginecologia universitaria dell’ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro; Anna Maria Condito (avvocato Pietro Pitari), in qualità di.............

martedì 7 febbraio 2017

Catanzaro; vicino di casa incastra ladro fotografandolo in azione. Era stato rimesso in libertà da pochi giorni.



Era stato rimesso in libertà da pochi giorni ma nonostante la fiducia concessagli dal Tribunale di Catanzaro, che l’aveva sottoposto al semplice obbligo di firmanon avrebbe perso tempo e, in pochi giorni, si sarebbe riorganizzato per rubare denaro e preziosi dagli appartamenti di alcuni cittadini catanzaresi, mettendo a segno almeno altri due “colpi”.
I carabinieri di Gagliano avevano più di qualche sospetto sul suo conto e hanno deciso di tenerlo comunque sotto controllo, monitorandone ogni movimento: sospetto confermato quando venerdì scorso l’hanno beccato nel quartiere Materdomini mentre tentava di fuggire ad una pattuglia che lo aveva a sua volta già intercettato nei pressi dell’Agenzia delle Entrate.
Così un pluripregiudicato 33enne, Francesco Scalise è stato arrestato dopo essere stato incastrato dal ritrovamento della refurtiva, che aveva ancora in tasca, ma anche grazie ad alcune foto scattate da un vicino che lo ritraevano proprio mentre scavalcava il balcone della vittima di turno, per poi tornare ai domiciliari nell’abitazione della madre.
Nelle ore successive i militari, guidati dal maresciallo Salvatore Sestito, hanno ricostruito quanto accaduto: l’attività, le frequentazioni considerate “compromettenti” dell’uomo, così come il suo modus operandi. Raccolto tutto in un’ampia relazione gli investigatori l’hanno sottoposta alla Procura catanzarese che ha proposto di aggravare la misura cautelare già pendente sul giovane.



Il tribunale, a sua volta, ha............

lunedì 6 febbraio 2017

La storica azienda catanzarese Siarc è stata letteralmente sfrattata da ogni gara d'appalto a favore di ditte della Toscana anche se presentano offerte molto più alte

Imprenditori toscani festeggiano vittoria Oliverio e si aggiudicano gli appalti



“Avevano ragione a festeggiare i titolari della RistorartToscana la sera della vittoria di Mario Oliverio alle elezioni regionali del 2014. Per loro si è aperta un’autentica ‘autostrada’ che li ha portati, in breve tempo, ad invadere il mercato calabrese della ristorazione a spese delle aziende storiche locali, che oggi rischiano seriamente la chiusura”. Lo sostiene, in una nota, il consigliere regionale Domenico Tallini. “A guardare quelle foto – aggiunge – più di un dubbio ci assale. Per carità, nulla di male se un imprenditore toscano, la terra, si badi bene, di Renzi, della Boschi, di Lotti, decide di ‘investire’ politicamente su un candidato del Pd. Quello che suscita inquietudine è invece il meccanismo perverso che ha portato l’azienda toscana ad aggiudicarsi importanti appalti emanati dalla Regione Calabria, in alcuni casi a prezzi più alti di quelli offerti dalle aziende calabresi e quindi con un enorme dispendio di risorse economiche che finiscono nella nobile e ricca Firenze. Io mi limito a porre pubblicamente alcuni interrogativi, nella speranza che arrivino spiegazioni convincenti e che qualcuno si decida ad approfondire tali controversi aspetti”. “Parliamo del primo grande appalto – dice ancora Tallini – quello del servizio degenti dell’Azienda ospedaliera ‘Pugliese-Ciaccio’, il cosiddetto lotto n. 6, che è stato aggiudicato all’ATI Elior Ristorart Toscana che avrebbe presentato un’offerta economica anomala del 22%, così come successivamente riconosciuto dal TAR relativamente al costo del lavoro nel ricorso presentato dalla storia azienda catanzarese Siarc. Ci si chiede, in particolare, quale sia stato l’interesse della Regione che ha impugnato la sentenza del TAR insistendo nella difesa ad oltranza della Ristorart, appellandosi al Consiglio di Stato, nonostante, pare, un diverso parere dell’Avvocatura regionale. Ci si chiede perché, dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato a favore di Ristorart e il successivo ricorso per revocazione della Siarc di Catanzaro, l’Azienda ospedaliera ‘Pugliese-Ciaccio’ abbia inteso stipulare il contratto con la Ristorart, nonostante mancassero documenti importanti, come la certificazione dell’Agenzia delle Entrate, e la certificazione antimafia fosse in itinere. La Siarc è stata letteralmente ‘sfrattata’. E veniamo al secondo grande appalto, quello della Cittadella regionale. L‘attribuzione a Ristorart di un altissimo ‘punteggio tecnico’ per il progetto (è la parte discrezionale) ha impedito alle altre concorrenti calabresi di recuperare con offerte economiche molto più vantaggiose. In che cosa consiste il progetto presentato da Ristorart? Forse i pasti verranno serviti da un robot? O verranno usati piatti disegnati da famosi stilisti?”. “Ma c’è anche un altro aspetto, forse marginale – sostiene ancora Tallini – che non quadra. L’offerta di Ristorart per l’affitto dei locali della Regione (circa 48.000 euro annui) è nettamente inferiore a quello offerto da altre concorrenti (circa 97.000 euro annui), con una netta perdita per le casse della Regione stessa che avrebbe potuto incassare molto di più. E ci sono, infine, alcuni aspetti di natura per così dire ‘politica’ che andrebbero approfonditi. Il primo è che a presiedere le commissioni delle due importanti gare d’appalto sia stato il sindaco di Caraffa, il Comune dove ha la sede operativa la Ristorart Toscana. Probabilmente una semplice coincidenza e nulla da dire sul dirigente in questione. Ma è come se a presiedere una gara per la fornitura di motociclette sia il sindaco di Noale, dove ha sede l’Aprilia del gruppo Piaggio. Il secondo aspetto è che a............