martedì 27 novembre 2018

Sfregio nel Parco della Sila sequestrati 9 motocicli privi di immatricolazione, tagliate 20 piante di quercia antica

Parco della Sila: denunciato uomo sorpreso a tagliare legna; sequestrati 9 motocicli non immatricolati




Nove motocicli sono stati sequestrati dai militari della stazione Carabinieri Forestale di Cotronei, insieme a quelli di Savelli. Nel corso di un controllo in località "Monte Paleparto" di Longobucco, all'interno del Parco della Sila, i militari hanno trovato i proprietari, tutti di Rossano (Cosenza), che circolavano sui loro mezzi privi di immatricolazione e di copertura assicurativa. Gli stessi carabinieri forestali hanno denunciato un uomo di Petilia Policastro. Durante un controllo in località "Cicerata" di Cotronei, all'interno della zona "1" di massima tutela paesaggistico-ambientale del Parco della Sila, i militari hanno accertato il taglio abusivo di 20 piante di Quercia. Poco distante è stato individuato l'uomo a bordo di un fuoristrada, al cui interno vi era una motosega ed un bidone contenente il relativo carburante. Da una ispezione del veicolo è emersa la presenza del materiale vegetale che ha confermato il recente carico di ........

lunedì 26 novembre 2018

Catanzaro: Cura "Teci" contro le demenze. Rivoluzionario metodo in un paesino ai piedi della Sila unico in Italia.“Le persone che soffrono di demenza hanno corpi vuoti, lenti disorientati, che perdono i loro limiti corporei e la loro percezione corporea"

Si allarga sempre di più, a livello nazionale, la rete di esperti che condivide in pieno la filosofia di cura delle demenze messa in campo dall’associazione Ra.Gi. Onlus di Catanzaro. Il 16 e il 17 novembre il metodo Teci e il borgo amico delle demenze di Cicala sono sbarcati al confine estremo del nord Italianella città di Udine e raccontati e vissuti nell’ambito dell’importante iniziativa dal titolo “La solitudine in età avanzata. Fragilità, depressione, demenze e possibili soluzioni”, organizzata dall’associazione Demaison onlus, guidata dal dottor Daniele Cipone e svolta nella sala Gusmani di palazzo Antonini (sede dell’Università di Udine) nella giornata del 17 novembre.
L'Associazione Demaison onlus, che ha tra i suoi fondatori la dottoressa Laura Nave, psicologa, psicoterapeuta, prima in Italia a lanciare l’idea della coabitazione assistita per le persone con demenza, opera nel territorio di Udine e oltre a dare vita ad iniziative di sensibilizzazione e formazione, svolge attività di supporto organizzativo a favore di chi sceglie per il proprio familiare la soluzione assistenziale del cohousing, che in sintesi, consiste nella creazione di nuclei di coabitazione assistita tra persone che soffrono di demenze.
Il tema al centro dell’evento del 17 novembre è stato quello della solitudine degli anziani, che sta divenendo uno dei fattori di rischio per condizioni sempre più frequenti di fragilità, depressione e demenza.
L’associazione Demaison Onlus ha promosso un’iniziativa di alto spessore umano e scientifico, che ha visto la partecipazione di illustri relatori e una riflessione completa ed esaustiva sulla tematica proposta. Ad introdurre i lavori c’erano: Giovanni Barillari, Assessore alla Sanità, Assistenza Sociale, Rapporti con l’Università; Ferdinando Schiavo, Neurologo, consigliere dell’Associazione Demaison onlus di Udine e Stefania Pascut, del Progetto O.M.S. Città Sane - Comune di Udine.
A seguire si sono svolte le relazioni degli esperti: la sociologa Laura Montina; lo psichiatra Matteo Balestrieri, il neurologo Ferdinando Schiavo sul tema “Vecchi e nuovi fattori di rischio per fragilità e demenze” e a seguire David Leita, Tecnico Audioprotesista; Lucia Casatta e Clara Ricci, Medici di Medicina Generale. Infine le esperienze sul territorio, con le relazioni di Daniele Cipone, Medico di Medicina Generale, e Presidente dell’Associazione Demaison onlus, che ha parlato del cohousing; Anna Porro, del Centro Diurno Pervinca e Segreteria Organizzativa di “Camminamenti” e Sandra Roppa, dei Servizi di Prossimità, Progetto No alla Solit’Udine - Comune di Udine. Il convegno è stato moderato da Diana Rucli, coordinatrice del Progetto biennale “Solitudini e No”.
La partecipazione di Elena Sodano, presidente della Ra.Gi. Onlus ed ideatrice del metodo Teci (Terapia Espressiva Corporea Integrata), non si è limitata alla sola giornata di sabato 17 novembre, ma è iniziata il giorno prima, il 16 novembre, con lo svolgimento di un laboratorio teorico esperienziale dedicato ai familiari e ai caregiver, durante il quale, ai partecipanti, sono stati forniti dei presupposti di base per entrare in relazione con i propri familiari.
L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla dottoressa Laura Nave e dal dottor Daniele Cipone dell’associazione Demaison, promotrice dell’evento, affinché esso fosse non solo un momento di studio e riflessione, ma uno strumento di aiuto e supporto concreto per le famiglie e per chi lavora nel settore della cura delle demenze. In tutto sono stati 40 i partecipanti al laboratorio, che è durato per circa tre ore ed ha fatto comprendere in maniera diretta gli effetti del metodo Teci sulle persone affette da demenza, mediante il coinvolgimento in prima persona nelle attività che fanno capo al metodo.
Il metodo Teci, unico in Italia, per la cura ed il contenimento naturale delle demenze e accuratamente descritto nel volume “Il Corpo nella Demenza” (Maggioli 2017) scritto dalla stessa Elena Sodano, è nato dopo dieci anni di studi ed osservazioni sul campo e si fonda su specifiche basi neuro scientifiche, psicologiche e anotomo-funzionali. Proprio su queste basi si fonda il lavoro degli operatori, nella strutturazione dei setting all’interno dei quali si svolgono le attività, che permettono ai pazienti di lavorare per circa otto ore all’interno dei Centri diurni “Spazio Al.Pa.De.” di Catanzaro e “A.Doria” di Cicala (Cz) gestiti dalla Ra.Gi., all’interno dei quali viene applicata la metodologia Teci.
“Le persone che soffrono di demenza hanno corpi vuoti, lenti disorientati, che perdono i loro limiti corporei e la loro percezione corporea – ha spiegato Elena Sodano -. Proprio questi corpi però sono gli unici strumenti che esse hanno a disposizione per comunicare i propri bisogni, i propri stati d’animo. Se è vero che la Teci crea dei “ponti di comunicazione” mediante il contatto corporeo, utilizzando il canale delle emozioni; è altrettanto vero che essa deve partire prima dall’operatore, per educarlo ad acquisire quella giusta formazione che sia spendibile con il paziente. Perché se egli non è formato a livello corporeo non può entrare in relazione con il paziente”.
Durante il convegno, il giorno seguente, la relazione di Elena Sodano si è focalizzata sull’esperienza di Cicala, il borgo di appena 900 anime, ai piedi della Sila che, grazie al.....

sabato 24 novembre 2018

Catanzaro donna 53 enne tenta di togliersi la vita gettandosi dal balcone, pronto l'intervento del genero e della polizia che sfondano la porta afferrandola dalle gambe.



Era penzoloni a testa in giù da un balcone a Catanzaro 
quando è stata trovata dagli agenti della Polizia del capoluogo. La donna, una 53enne, stava tendando di togliersi la vita ma è stata messa in salvo. Questa mattina è arrivata al 113 una richiesta di aiuto e gli addetti alla Sala Operativa hanno mandato una pattuglia della Squadra Volante, che hanno subito intravisto la donna. La 53enne non era riuscita a gettarsi dal balcone perché il marito aveva fatto appena in tempo ad afferrarlaper le gambe e a gridare aiuto, attirando l’attenzione della figlia che vive al piano inferiore. È stata lei a chiamare i soccorsi mentre il genero, sfondata la porta d’ingresso, si è precipitato riuscendo ad afferrare la donna per le caviglie. I poliziotti, con una azione repentina l’hanno afferrata dal bacino: dato però che opponeva resistenza e i suoi familiari erano ormai sfiniti dallo sforzo, uno degli agenti, in spregio al pericolo, si è sporto dalla ringhiera per evitare che precipitasse. Nel frattempo sono arrivati i Vigili del Fuoco e il personale del 118. Non potendo posizionare idoneamente l’autoscala, gli agenti con grande difficoltà e sforzo fisico sono riusciti a mettere in salvo la 53enne, riportandola sul ballatoio del balcone, nonostante continuasse a volersi gettare. I sanitari del 118, prestate le .......

venerdì 23 novembre 2018

Botricello; tre anni di calvario vittima dell'usura per un commerciante del posto, in manette un 53 enne che dovrà restituire la somma di 70 mila euro. Con video

Tre lunghi anni di usurpazione economica
la difficoltà a pagare delle rate con tassi d’interesse mensili del 17,5 per cento per un prestito” inziale di 10 mila euro che era così lievitato fino a toccare addirittura la cifra di ben 70 mila di euro.

Al centro della vicenda, che gli stessi inquirenti descrivono inevitabilmente come “dolorosa”, un assicuratore di Botricello. La sua attività commerciale si era trovata in cattive acque; impossibilitato ad attivare i canalifinanziari ufficiali l’uomo era finito così con l’affidarsi a delle “reti” illecite di finanziamento “parallelo”, in pratica era caduto nella trappola dell’usura.
Le indagini - condotte dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sellia Marina e della Stazione di Botricello - hanno scandagliato a fondo la storia dell’assicuratore, facendo emergere un quadro di estrema difficoltà economica che lo aveva portato in uno stato di pressoché totale indigenza.
Stamani l’epilogo della vicenda quando i militari hanno fatto scattare le manette per un 53enne sorvegliato speciale botricellese, Giuseppe Altilia, per il quale si sono spalancate le porte del carcere con l’accusa di usura.
Contestualmente è stato eseguito a suo carico un sequestro preventivo diretto e per equivalente al fine di raggiungere la somma di 70 mila euro.
Il provvedimento nei confronti del 53enne è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura, con il .....

mercoledì 21 novembre 2018

Botte da orbi per lite tra condomini anziano in fin di vita presso l’ospedale civile di Catanzaro

Un anziano del lametino versa in fin di vita presso l’ospedale civile di Catanzaro a causa di un emorragia celebrale. A ridurlo così non un incidente nemmeno una caduta accidentale, ma un vicino di casa.
Foto D'archivio

Il tutto è accaduto nel pomeriggio di domenica scorsa, quando una volante della Polizia di Lamezia Terme si è recata in un palazzo dopo la segnalazione di una lite tra condomini.
Arrivati sul posto, le urla di una donna affacciata ad una finestra hanno attirato l’attenzione degli agenti che raggiunto l’appartamento hanno trovato l’anziano riverso per terra e un uomo che brandendo il piede in plastica di uno sgabello, lo colpiva ripetutamente alla testa e al volto.
L’aggressore, identificato in G.M., 40enne e coinquilino della vittima, è stato subito fermato, dichiarato in arresto e messo ai domiciliari su disposizione del Sostituto Procuratore di Lamezia Terme, Scavello. L'accusa è di lesioni aggravate, minacce e violazione di domicilio.
L’anziano è stato invece trasportato d’urgenza nel ....