Chissà quale sarà l’espressione di Umberto (Bossi, per intenderci) quando avrà modo di sapere che, i calabresi in qualcosa sono persino più bravi dei fratelli del Nord. Eh già… a quanto pare una cosa, almeno una, la sappiamo fare…e anche bene! Cosa? Semplicemente (si fa per dire) riusciamo a vivere a lungo.
La notizia di un calabrese di 110 anni capita. La moglie calabrese di 94 anni può essere una combinazione, l’aria e i geni della Calabria non possono essere necessariamente responsabili di tanta longevità. E’ il terzo indizio dice Agatha Christie che diventa una prova scientifica. E chi glielo va a raccontare ora a Borghezio (Lega Nord) che curiosando ancora tra le agenzie, salta fuori che il terzo indizio c’è? In un paesino in provincia di Cosenza, Cropalati, è scomparsa la donna più anziana d’Italia, Vincenzina Milei. Anche la signora in questione ha evidentemente preso molta aria di mare, in barba ai reumatismi e all’influenza di stagione, considerando che si è spenta alla rispettabilissima età di 111 anni.
In Calabria, dunque, tra un problema di appalti pubblici, concorsi truccati, proteste e manifestazioni di piazza, nonostante la sanità che è quella che è, a quanto pare abbiamo anche il tempo di campare a lungo. Sarà l’alimentazione leggera, tra una soppressata e un vassoio di “frittole”, saranno le passeggiate domenicali in cui ci si saluta tutti quanti, conoscenti e non, sarà il vino buono o l’olio “di casa”.
Ma a noi non ce ne frega niente di scoprire cos’è. Ci basta la sorpresa per qualcosa che, finalmente, sembra andarci per il verso giusto.