Codacons, ricorso al Tar Lazio per annullamento Imu
il tributo che ha rimpiazzato nei portafogli dei contribuenti la vecchia Ici, rappresenta uno dei principali argomenti per cui i consumatori si lamentano, come ha anche ricordato il Codacons (Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori). Non è un caso quindi che, a ridosso della prima scadenza rateale (il 18 giugno prossimo per la precisione), che ci si rivolga ai Caf e agli esperti per capire quanto esattamente bisognerà pagare, visto che dal governo e dall’Agenzia delle Entrate non sono giunte sempre risposte chiare. La stessa associazione, inoltre, ha voluto sferrare un attacco deciso nei confronti della tassa.
È questa la descrizione che meglio si addice al ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) del Lazio, una iniziativa motivata in modo ben preciso: in effetti, secondo il Codacons è necessario bloccare quanto prima tutti quei provvedimenti che hanno dato vita all’imposta, in particolare le delibere comunali delle città più importanti
del nostro paese. Il coordinamento guidato da Carlo Rienzi ha definito senza mezzi termini l’Imu come una vera e propria tassa di scopo e come una misura contraria alla legge.
In pratica, il ricorso si basa sul fatto che non si conoscono le opere pubbliche che il tributo andrà a finanziare, oltre alla constatazione che i soggetti colpiti sono tutti i detentori di immobili, senza alcuna distinzione in base alla capacità contributiva (vi sarebbero dunque gli estremi per un reato costituzionale). Dove può arrivare questa protesta? Si potrà pensare a capi di accusa esagerati, ma se non altro pongono degli interrogativi importanti, soprattutto su come siano state scelte le esenzioni e i pagamenti.