Il Femia, si era preoccupato di alcuni articoli in cui Tizian ne denunciava i legami con la criminalita' organizzata calabrese. E nella telefonata si lamenta: "C'e' un articolo sulla Gazzetta di Modena, sempre per quanto riguarda giochi o non giochi, e in mezza pagina parla di me questo giornalista, e' gia' la seconda volta in due anni". Cosi' il Torello si informa: "Mi dici come si chiama il giornale e il nominativo e lo facciamo smettere immediatamente". Una volta ottenuta la risposta lo stesso faccendiere si mette a disposizione per contattare una terza persona a cui sottoporre la questione e a cui
demandare il compito di far tacere il giornalista. "Diro' che c'e' un giornalista che rompe le palle ad una persona che mi sta aiutando e gli diro' chi e' questo giornalista. O la smette o gli sparo in bocca e finita li'". Allo stato dalle indagini dei finanzieri, comunque, non sono emersi riscontri su un suo concreto intervento. L'intercettazione si conclude con una considerazione del Torello: "Ti spiego. Sappi una cosa che ci sono due poteri in Italia. La magistratura ed i giornali".
Poi la replica del Femia: "Lo so, i giornali sono peggio che la magistratura".
(AGI )