sabato 2 maggio 2026

Catanzaro dice “no” al parco eolico Enotria perché incompatibile con il sviluppo turistico‑ambientale del territorio. Ma perché Legambiente continua a dire di si ! All’assalto delle multinazionali dell’eolico a mare?

 


La Giunta di Catanzaro dice “no” al parco eolico Enotria perché ritenuto incompatibile con la visione di sviluppo turistico‑ambientale del territorio e perché privo di.......... 

un adeguato coinvolgimento degli enti locali. 

La Giunta comunale di Catanzaro ha confermato la propria contrarietà al progetto del parco eolico offshore galleggiante “Enotria” nel Golfo di Squillace, pur ribadendo il sostegno alle energie rinnovabili solo se inserite in una pianificazione chiara, condivisa e rispettosa del territorio. Quello che invece non si riesce a capire come può Legambiente ostinarsi a essere favorevole a un tale scempio, che interessi porta a chi invece dovrebbe difendere il territorio? L'ecosistema fragile di una terra come la Calabria che continua nell'essere violentata, deturpata da società che nulla hanno a che fare con la Calabria. Mentre nelle altre regioni Legambiente difende con i denti il territorio, qui in Calabria sta dalla parte di chi questo territorio vuole deturparlo in modo definitivo 

Posizione politica e amministrativa 

  • La Giunta, su relazione della vicesindaca Giusy Iemma, ha presentato osservazioni nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

  • La posizione è coerente con precedenti atti: sì alla transizione energetica, ma no a interventi privi di una programmazione organica.

  • Criticità del progetto Enotria

    Secondo l’amministrazione, anche dopo le modifiche il progetto presenta:

    • forte impatto paesaggistico sul Golfo di Squillace;

    • incompatibilità con gli strumenti di pianificazione territoriale;

    • rischio di compromettere la strategia turistica e naturalistica della costa catanzarese.

    • Mancanza di coinvolgimento dei territori

      • La Giunta denuncia un coinvolgimento insufficiente degli enti locali nei processi decisionali.

      • Sottolinea la necessità di criteri oggettivi, verifiche ambientali e valutazioni cumulative degli impatti. La vicesindaca Iemma evidenzia che il progetto potrebbe interferire con:

        • il waterfront in corso di valorizzazione;

        • il porto turistico;

        • le aree di Giovino e Bellino, considerate strategiche per un modello di sviluppo sostenibile e integrato.

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