domenica 21 novembre 2010

Video storico della poesia "A livella" recitata magistralmente dal grande Totò

Il video storico della poesia "A livella"
Per chi vuole ascoltare la bellissima poesia dalla voce mitica di totò
"Perciò,stamme a ssenti...nun fa''o restivo,
suppuorteme vicino-che te 'mporta?
Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
nuje simmo serie...appartenimmo à morte!"

sabato 20 novembre 2010

Solennità di Cristo Re dell’universo

Parrocchia San Nicola di Bari – Sellia


Nella nostra comunità si celebra la giornata delle coppie cristiane
Carissimi amici,
un altro anno pastorale termina e con la I domenica d’Avvento, domenica prossima, 28 novembre, ne incomincia uno nuovo. In questa ultima domenica dell’anno liturgico noi siamo invitati a meditare sulla regalità di Gesù. Qui, non si tratta di stabilire o no se Cristo è Re, perché lo sappiamo che lo è perché lui del mondo ne è il creatore. Il problema che ci dobbiamo porre è: che significa che Cristo è Re? E che valore ha questo essere Re dell’universo o, semplicemente, Re della mia vita. Ma davvero Gesù è Re?
Se ci facciamo un giro nel mondo, anzi nell’Universo, di cosa ci accorgiamo? Che colui che deve essere il re, cioè Gesù, spesso diventa il servitore del Re, il ciambellano di corte. Che cosa, infatti, è diventato per molti Gesù? Il servitore personale dell’uomo: l’uomo, l’attuale re, comanda e Gesù, l’attuale servitore obbedisce. Il servitore deve soddisfare i bisogni dell’uomo. Devo fare questo, ho bisogno di questo, mi devi dare questo e poi? E poi il servitore, Gesù, se ne torna nel suo angolino pronto a ritornare alla prossima chiamata del padrone.
Leggiamo insieme il vangelo di questa domenica:
Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Dall’alto della croce Gesù rimane Re e invita tutti noi a riconoscerlo tale. Non si è Re perchè si fanno cose grandiose, si è re perché si rimane nell’obbedienza a Dio anche nelle più grandi difficoltà e sofferenze.
Ognuno di noi in questa domenica provi a fare un elenco di quante cose nella sua vita sono diventate Re e Regine. Il Re è colui che va accolto e ascoltato. Oggi noi cosa accogliamo di più? Cosa ascoltiamo di più? A cosa obbediamo di più? Rispondendo a queste tre semplici domande riusciamo a comprendere quale sia il posto di Gesù nella nostra vita.

A tutti buona domenica nel Signore                                                              Don Francesco Cristofaro

Anche nelle facoltà universitarie Calabresi comanda la' ndrangheta

La ‘ndrangheta influenzava i test di ammissione nella facoltà di Architettura dell’Università Mediterraneo di Reggio Calabria. È quanto emerge da un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) del capoluogo calabrese, che ha emesso 11 avvisi di garanzia nei confronti di docenti, impiegati e studenti dell’ateneo.
Tutti sono stati interrogati nella serata del 19 novembre 2010. Le ipotesi di reato a carico degli indagati sono falso ideologico e truffa. A condizionare i risultati degli esami sarebbero stati appartenenti alla cosca Pelle. Il capo, Giuseppe, uno dei personaggi più influenti di tutta la 'ndrangheta, si è vantato, in una intercettazione ambientale, di potere influire anche sui test d'accesso alle facoltà di Medicina di Catanzaro e Messina.

La cosca di San Luca avrebbe emulato un altro tra i più potenti gruppi della 'ndrangheta, quello dei Morabito di Africo. Il capo, detto “’u tiradrittu”, avrebbe fatto laureare in Medicina decine di figli di amici prima di essere catturato dopo una latitanza durata più di 20 anni.
In serata l'Università di Reggio Calabria, in una nota diffusa dall'ufficio stampa, ha affermato di avere offerto agli organi inquirenti «attiva ed ampia collaborazione, mettendo a disposizione tutta la documentazione e le informazioni richieste».

venerdì 19 novembre 2010

Anche nel nord d'Italia comanda la ndrina

«Ci sono paesi nel milanese che sono cloni di Platì», dice Nicola Gratteri. E con ciò il procuratore aggiunto di Reggio Calabria intende dire che mentalità e modus operandi sono le stesse che si trovano in Calabria. Capita, ad esempio, «a Buccinasco - dice Gratteri - dove il locale della ’ndrangheta cerca di gestire e controllare la vita economica e sociale». Tutt’altra storia, insomma, rispetto al vecchio «la mafia non esiste» riportato in auge soltanto pochi mesi fa addirittura dal prefetto di Milano. No, in Lombardia la ’ndrangheta esiste. Lo dicono l’Antimafia e le carte accumulate in questi anni dagli inquirenti. Lo dicono le inchieste. Lo dice, soprattutto, la quantità di cocaina che si riversa sulla vecchia capitale morale del paese.
Cocaina, dunque. «Pensavamo - ha detto ieri il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso - che a Milano ci fosse solo la ’ndrangheta ad occuparsi del traffico di droga, da questa indagine emerge invece anche la presenza di una seconda organizzazione disposta a fornire grossi quantitativi di cocaina, assumendosi tutte le responsabilità e consegnando a domicilio i carichi». Grasso parlava riferendosi alla maxioperazione che ha decapitato un’organizzazione criminale internazionale, con l’emissione di 105 ordini di arresto, una ottantina dei quali già eseguiti. La ’ndrangheta, dunque, non è più sola. E, però, lo stesso Grasso ha aggiunto che «questo non significa che non continui a trafficare in stupefacenti». Non c’è, dunque soltanto la polemica tra Roberto Saviano e Roberto Maroni a riaccendere i riflettori sulla presenza mafiosa in Lombardia, ci sono anche i risultati del lavoro sul campo di inquirenti e investigatori che svelano i retroscena di un mondo diventato silenziosamente potente.
Centinaia di arresti, decine di aziende coinvolte, spesso letteralmente divorate dalla usura e poi finite nella disponibilità delle ’ndrine. E poi sequestri, droga, armi. E soldi. Tanti soldi. Questo il quadro che emerge dalla inchiesta condotta dal procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone e dal procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini che nel luglio scorso fa tremare la regione. Tra le persone coinvolte, anche Carlo Antonio Chiriaco, all’epoca direttore della Asl di Pavia, manager che, secondo le accuse, sarebbe stato al centro di un sistema di potere che avrebbe visto la partecipazione diretta di boss della ’ndrangheta. Chiriaco si sarebbe anche dato da fare alle ultime elezioni regionali, a favore di Giancarlo Abelli dopo l’arresto della moglie Rosanna Gariboldi. Soltanto pochi giorni fa, è stato oggetto di un secondo ordine di arresto, accusato di concorso in turbativa d’asta aggravato dalle finalità mafiose.

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